Myanmar: Mrauk U e Birmania classica

Programma da 14 a 18 giorni o più che porta nei siti classici includendo la remota capitale di Mrauk U; al termine sono previste due possibili estensioni:

  • un soggiorno di relax a Ngapali, dove si trova la più bella spiaggia birmana. Raggiungibile in volo da Yangon;
  • un’esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon.

È anche possibile abbinare le due estensioni e/o variarne la durata; nel programma che segue viene suggerita una durata minima.

 

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Yangon, Shwedagon
Monte Popa
Verso Mrauk U

 

Amitaba suggerisce questo itinerario con l’obbiettivo di realizzare una visita completa, che porti ad avvicinare un po’ a fondo questo straordinario Paese abitato da un popolo sorridente, che trasmette un grande senso di cordialità e infonde al visitatore un sereno senso di pace. L’itinerario spazia dai luoghi giustamente famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari alla cultura della popolazione. Abbiamo incluso nel tour un sito fantastico raramente toccato dal turismo: l’antica capitale di Mrauk U, un luogo di estremo interesse che rivaleggia per fascino con Bagan, che si raggiunge in barca risalendo il fiume Kaladan da Sittwe, immersi in un ambiente naturale di bellezza poetica.

Il viaggio inizia da Yangon [Rangoon] con la visita della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si lascia la capitale volando a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indein, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Amarapura, Sagaing e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si raggiunge il monte Popa, centro animista principale della Birmania, che ci avvicina alle radici culturali del Paese: su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potenti spiriti Nat, accudite da sacerdoti che sono i maestri di questo antichissimo culto. Si prosegue per la vicina Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Completa il tour l’esplorazione di Mrauk U, che dona la peculiare sensazione di un mondo bello ed armonioso abbandonato dagli uomini, dove l’antico e la natura formano una nuova simbiosi.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

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Set Set Yo
Orchidea
Ngapali

 

 

Meditazione in Birmania

La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita.

 

Dove

Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne.

 

La pratica

Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Partenza per il Myanmar (Birmania)  

2°g.  Arrivo a Yangon  
Arrivo a Yangon e sistemazione in albergo. Dopo il pranzo si visita la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere.

3°g.  Yangon – Heho – Pindaya – Lago di Inle  
Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si parte quindi per Inle, fermandosi sul percorso al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago.

4°g.  Lago di Inle  
Giornata dedicata all’esplorazione con la barca del lago di Inle, lungo 22 km e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura ed i monaci fanno esibire dei gatti che saltano.

5°g. Lago di Inle  
Navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. Ci si reca alla pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago.

6°g. Lago d Inle – Heho – Mandalay  
Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e con lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia.

7°g. Mandalay  
Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy.

8°g. Madalay – Monte Popa – Set Set Yo - Bagan
Si lascia Mandalay per Monte Popa, che dista 190 km (circa 3 ore e mezzo di guida). Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure non lontano da Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una lunga scalinata che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti con cui si evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si prosegue il viaggio per Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 min., che si percorre utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un villaggio dove anche i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan.

9°g. Bagan  
Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti; è anche molto interessante recarsi al mercato locale. Si vede il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy.

10°g. Bagan – Yangong – Sittwe – Mrauk U  
Ci si imbarca sul volo per Yangon da dove si riparte sempre in volo per Sittwe. Da questa cittadina portuale posta alla foce del fiume Kaladan ci si imbarca su di un vascello privato per risalire le acque fluviali fino a Mrauk U; si naviga in un ambiente naturale rigoglioso e tranquillo risalendo la corrente impiegando circa 5 ore.

11°g. Mrauk U  
Giornata dedicata alla visita del sito. Situata tra il fiume e colline rigogliose Mrauk U, fondata nel XV secolo, è stata il centro di un potente regno che per secoli dominò il Golfo del Bengala grazie ad una grande flotta che poteva giungere fin qui risalendone le acque. Vi si contano una sessantina di templi principali, tra cui spicca per bellezza il Shittaung, chiamato il ‘Tempio delle 80.000 immagini’, edificato nel 1535.

 

Per chi rientra:

12°g.  Mrauk U – Sittwe – Yangon  
Tornati con il battello privato a Sittwe, ci si imbarca sul volo per Yangon.

13°g. Yangon e partenza  
Ci si reca in aeroporto per l'imbarco sul volo internazionale.

14°g. Arrivo a destinazione

 

Per chi segue l’estensione ‘Mare Tropicale’:

(NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni)

12°g.  Mrauk U – Sittwe – Thandwe – Ngapali  

Tornati con il battello privato a Sittwe, ci si imbarca sul volo per Thandwe. Con pochi minuti di guida si arriva alla spiaggia di Ngapali, considerata forse la più bella della Birmania.

13°g. – 16°g. Ngapali  
Giornate di relax a Ngapali.

17°g.  Ngapali – Thandwe – Yangon e partenza  
Ci si reca in mattinata al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon. A Yangon si prosegue il viaggio con il volo internazionale.

18°g.    Arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana

12°g.    Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)  
Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città.

13°g. – 16°g. Chanmyay Yeiktha  
Pratiche di meditazione.

17°g.    Hmawbi  - Yangon e volo di rientro  
Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti o per un'ultima visita alla città. Volo per l'Italia.

18°g.   Arrivo a destinazione

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