Nepal: Dalla giungla all’Himalaia

Amitaba ha messo a punto il programma "Dalla giungla all’Himalaia" per consentire un’esperienza completa delle fantastiche possibilità offerte da una visita in Nepal. E’ un viaggio ideale per persone che non abbiano mai visitato questo paese o per chi lo abbia già visitato solo nelle parti storiche ed abbia sviluppato il desiderio – come spesso accade – di farsi anche un’idea dell’ambiente naturale nepalese. Investendo relativamente pochi giorni di tempo si gode delle bellezze artistiche, del contatto con le forme religiose principali e dell’esplorazione della giungla a dorso di elefante; chi è interessato può anche sperimentare il rafting lungo un tratto del fiume Trisuli. Si vola poi tra le montagne più belle del mondo per raggiungere un luogo accuratamente scelto per una esperienza di trekking che non presenta difficoltà fisiche lungo un sentiero dove è anche possibile muoversi, per chi non volesse camminare, a cavallo, ma porta nel cuore dell’Himalaia per raggiungere un villaggio medioevale alle porte del Mustang.

La parte storica più importante ed il meglio dell’arte Nepalese si trovano nella valle di Katmandu e si scoprono con una visita delle tre antiche capitali (Baktapur, Patan e Katmandu). Il misticismo Himalaiano dimora invece a Bodnath e Swayambunath per i buddisti e a Pashupatinath per gli induisti. Anche se i seguaci di entrambe le religioni sono ovunque, ed il sincretismo incredibile del Nepal crea le forme più intricate e bizzarre di dei e demoni, gli intarsi più ricchi di dettagli. Ci si immerge in tutto questo appena giunti, godendo la prima sera del tramonto da Swayambu, la stupa con gli occhi del Buddha, posta su una collina popolata da migliaia di scimmie.
Andando a Chitawan per i più avventurosi è possibile farsi trasportare dalla corrente con le zattere per un tratto del fiume Trisuli, che si discende per raggiungere la pianura del Terai. E’ un’esperienza entusiasmante, con momenti di pace nel silenzioso fluire del fiume che scorre in una natura bucolica ma potente tra ripide montagne, e istanti di eccitazione nelle rapide, nel frastuono dell’acqua. Le guide Nepalesi conoscono ogni segreto del percorso, e governano con sicurezza; possiamo così gioire di questa esperienza senza timori. Per chi non ama bagnarsi, l'alternativa è utilizzare solo un comodo veicolo – o anche semplicemente un volo da Katmandu. Raggiunta la giungla di Chitawan, il parco naturale più importante del Terai, ci si sistema in un lodge nel folto della foresta, base per le esplorazioni nella giungla, dove si dorme due notti. I Rangers istruiscono sulla vita e l’ambiente, e conducono a dorso di elefante a cercare i rinoceronti bianchi e i mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che però è difficilissima da avvistare. Tornando nelle zone coltivate resta nel visitatore la sensazione di aver vissuto in un ambiente primordiale.

Dalle pianure del Terai si raggiunge in volo Pokhara, una cittadina posta sulle sponde di un lago tropicale dove si specchiano altissime vette glaciali. Riposati in un bell’albergo, il mattino successivo con l’aereo si entra nella Kali Gandaki, la valle più profonda del mondo, i cui versanti passano dagli 800 metri di Tatopani, dove crescono le banane, agli 8167 metri della vetta artica del Daulaghiri. Di rimpetto si erge l’Annapurna, di 8091 metri. Due sentinelle gigantesche che segnano anche la transizione climatica dal caldo dell’India al deserto alto e freddo del Tibet. L’aereo offre una visuale indimenticabile. Oltre agli "ottomila", nel cuore resta forse più impresso il Macchapuchare, detto impropriamente il Cervino dell’Himalaia, monte sacro alle genti del Nepal, ed i villaggi che sembrano appesi ai costoni ripidi ed alti di queste valli profonde. Si atterra a Jomoson, 2713 metri di quota, ai piedi del Nilgiri, che supera i 7000 metri, propaggine occidentale del massiccio dell’Annapurna. A Jomoson ci si sistema in un alberghetto, un "lodge" equivalente come servizi ad un discreto rifugio alpino. Si prevede una giornata tranquilla, passeggiando e curiosando nel villaggio. La quota, per il Nepal, non è elevata, ma a 2700 metri è meglio comunque trascorrere la prima giornata con calma. Per chi se la sente, è possibile fare un’escursione al villaggio di Markha, un paesino molto interessante dove si trova un monastero Buddista, che dista circa 2 ore di cammino. Da Jomoson ci si reca a Kagbeni con circa tre ore di cammino lungo il greto del fiume Kali Gandaki; quindi un percorso pressoché pianeggiante. I portatori o i cavalli trasportano il bagaglio, ed è anche possibile usufruire di cavalli - molto docili - da monta. Il villaggio di Kagbeni, posto a 2800 metri di quota, trasporta fuori dal tempo. E’ situato all’ingresso della valle del Mustang, e le persone, di stirpe Tibetana, condividono stile, abitudini e religione di quella remota regione. Anche a Kagbeni ci si accomoda in un lodge.
Rientrati a Jomoson si torna con l’aereo, via Pokhara, a Katmandu arrivando in mattinata. In tempo per visitare la piazza di Durbar e recarsi a Bhaktapur, la meglio conservata delle tre antiche capitali della valle. Il giorno seguente ci si reca presto a Pashupatinath, il luogo del Nepal più sacro agli Induisti, ed una delle mete più sante del continente indiano per i seguaci di Shiva. Di solito qui, sulle gradinate che portano al fiume, si assiste alle cremazioni. Si prosegue per la vicina Bodnath, il grande Stupa, perennemente circumambulato da devoti che spingono le ruote di preghiera e recitano il mantra di Chenrezi. Nel pomeriggio la visita di Patan completa il sopralluogo dei più bei punti della valle.

 

 

Estensione per Muktinath

Per i più appassionati si consiglia di estendere la permanenza nella zona del trekking per raggiungere con altri due giorni di cammino il santuario di Muktinath. Nel cuore dell’Himalaia a nord del massiccio dell’Annapurna, Muktinath è meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi: terra, acqua, fuoco e aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo remoto per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche a 3660 mt di quota, formando un bosco ornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle; ci si sorprende a chiedersi se non sia qui la casa degli elfi. In questo giardino naturale si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente tanto che sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro e templi, che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti.

 

 

Organizzazione del viaggio

La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. A Katmandu, Chitawan e Pokhara ci sono hotel di diverso standard; Amitaba utilizza alberghi e lodge di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare anche degli hotel scelti dai partecipanti. E’ prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio che nella valle di Katmandu è anche esperta dell’arte e della cultura e parla la lingua italiana. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati. Durante il trekking viaggia con i partecipanti un nostro Sirdar nepalese che parla la lingua inglese e che si occupa di ogni dettaglio per il percorso a piedi: reperimento dei portatori e / o dei cavalli, trasporto del bagaglio personale, ecc.
Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento (durante il trekking ed a Chitawan è usuale la “pensione completa"), alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti.

 

Per i consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Arrivo a Katmandu
e sistemazione in albergo; in funzione dell’orario di arrivo del volo internazionale il programma della prima giornata può variare. Usualmente dopo un po’ di riposo nel pomeriggio si visita Swayambunath, chiamato anche il "Tempio delle scimmie". Il grande Stupa, con i caratteristici occhi che guardano in ogni direzione, è il punto di interesse principale della collina dove sorge, che è ricca di un insieme di monasteri, statue e un gran numero di chorten (reliquiari). Alla base del colle un sentiero ne segue il perimetro, ornato da innumerevoli ruote di preghiera; al mattino e alla sera molti devoti lo percorrono recitando i loro mantra. Il tramonto dal grande Stupa, con il continuo richiamo della campane suonate dai devoti, è un momento di grande magia.

2°g. Katmandu – Chitawan
Ci si reca a Chitawan con un veicolo privato; la strada è bellissima, attraversa un ambiente dove la vegetazione è lussureggiante, con coltivazioni a terrazze e molti villaggi, seguendo poi un grande fiume, il Trisuli, che sfocia nelle pianure della giungla del Terai, dove per i più avventurosi è anche possibile cimentarsi con il rafting. Sistemazione in un bel lodge nel mezzo della giungla.

3°g. Chitawan
Giornata dedicata all’esplorazione dell’ambiente naturale alla ricerca degli animali. Ci si sposta guidati da esperti ranger anche a dorso di elefante, il mezzo più comodo per varcare senza problemi i tratti più fitti della foresta. E’ molto probabile avvistare i rinoceronti, mentre è difficilissimo incontrare la tigre.

4°g. Chitawan – Pokhara
Si raggiunge in volo Pokhara, la cittadina più importante dell’ovest del Nepal, dove ci si sistema in un comodo albergo nei pressi del lago tropicale. E’ prevista una visita della cittadina e di un punto panoramico da cui ammirare le vicine montagne.

5°g. Pokhara – Jomoson
Un volo stupendo che costeggia le falde dell'Annapurna e del Daulagiri, due giganti himalaiani di oltre 8000 metri, porta a Jomoson a 2713 metri d'altezza, dove ci si sistema in un lodge. Chi se la sente può recarsi a piedi fino al villaggio di Markha, molto bello e ben conservato, dominato da un monastero Buddista. E’ una passeggiata di circa 2 ore verso sud che si svolge in un ambiente vasto, tra montagne che troneggiano 5000 mt più in alto! Il sentiero è pianeggiante, attraversa una zona con coltivazioni e villaggi ancora arborea.

6°g. Jomoson - Kagbeni
La meta dista circa tre ore i cammino lungo un sentiero che segue il greto del fiume, quasi sempre in piano; ci si alza di soli 100 mt., dai 2713 mt di Jomoson ai 2810 mt di Kagbeni; per il percorso è anche possibile utilizzare dei docili cavalli da monta. Man mano che si procede verso nord l’ambiente è sempre più desertico. Il villaggio di Kagbeni sorge in un’oasi incastonata tra ripide montagne terrose ai bordi del vasto greto del fiume Kali Gandaki; è culturalmente parte del regno del Mustang e buona parte degli amichevoli abitanti veste l’abito tradizionale. E’ un luogo immerso in un altro secolo, con le caratteristiche tipiche dei villaggi d’alta quota tibetani e un interessante piccolo monastero di scuola Sakya. Agli ingressi del piccolo agglomerato più antico si notano degli strani feticci fallici, posizionati per tenere lontani gli spiriti malvagi, e le porte di molte case sono ornate con degli strani diagrammi di fili colorati, anch’essi parte del vasto patrimonio esorcistico di queste regioni. Si alloggia anche qui in un lodge.

7°g. Kagbeni – Jomoson
Si torna indietro con calma, con le immense masse dei Nilgiri e la vetta del Daulagiri che dominano l’orizzonte.

8°g. Jomoson – Pokhara – Katamandu
Da Jomoson con l’aereo si torna prima a Pokhara e da qui, con un secondo volo, si rientra a Katmandu arrivando in tarda mattinata. Ci si sistema in albergo e quindi nel pomeriggio ci si reca a visitare la piazza centrale di Katmandu, Durbar, e Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti". Questa, tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu, è quella preservata meglio. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya.

9°g. Pashupatinath, Bodhnath e Patan
Pashupatinath è il luogo del Nepal più sacro agli induisti. Dedicato a Shiva, si estende su un’area di 260 ettari. Lungo i ghat, le gradinate sul fiume, nei pressi del tempio tra fedeli e Sadhu, i pittoreschi mistici indiani, vengono poste le pire funerarie. Da qui si raggiunge Bodnath. Il suo grande stupa, secondo la leggenda fu fondato per contenere le reliquie di Buddha Kashyapa, il Buddha che precedette Sakyamuni nel nostro evo cosmico. E’ molto simile come struttura a Swayambu e di dimensioni maggiori. Nei dintorni di Bodnath hanno trovato ospitalità molti rifugiati tibetani, che animano un interessante mercatino, e sono sorti numerosi monasteri appartenenti a tutte le principali scuole del buddismo tibetano. La città di Patan, la terza e più antica delle capitali della valle, conosciuta come la città della bellezza, è separata da Katmandu da un fiume. In corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed al suo centro sorgono cinque famosi stupa, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. Un monumento particolare di Patan è quello conosciuto come Mahabuddha, una curiosa replica del famoso tempio di Bodhgaya. Su ogni mattone dell’edificio, interamente realizzato in terracotta, è rappresentato il Buddha, come pure scene della vita dell’Illuminato. Per questa grande quantità d’immagini sacre, l’edificio è chiamato "il tempio dei mille Buddha". Il tempio d’oro, un altro dei siti maggiormente degni di nota, è un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni.

10°g. Partenza da Katmandu
In funzione dell’orario di partenza se si dispone di un po’ di tempo si possono eseguire delle altre visite ai siti storici o curiosare nei negozietti del centro di Katmandu.

 

 

Se si dispone di qualche giorno in più…

Da Kagbeni, il 7°giorno, anziché rientrare, si sale verso Jarkot e Muktinath; anche qui è possibile utilizzare dei cavalli da montare. Servono solo due giorni in più!

1°g. Kagbeni - Jarkot (3400 mt)
La salita per Jarkot inizia ripida per un tratto, con panorami meravigliosi sull’oasi di Kagbeni e la lunga e arida valle che porta verso nord in Mustang; si notano nelle falesie terrose molte piccole grotte artificiali scavate come luoghi di ritiro dagli yogi, che venivano utilizzate anche dalla gente della valle in caso di pericolo. Si raggiunge presto l’oasi d’alta quota di Jarkot su cui troneggia il monastero di questo stupendo villaggio. E’ la giornata più impegnativa, circa 5 ore di cammino.

2°g. Jarkot – Muktinath (3660 mt)
Una breve salita porta al villaggio di Muktinath, dove si alloggia in un lodge, e con una passeggiate ci si reca per una accurata visita della zona del vicino santuario, uno dei luoghi più puri di tutto l’Himalaia. Chi lo desidera nel pomeriggio può recarsi ad esplorare i villaggi posti sul lato nord della valle, che rivelano alcuni piccoli antichissimi monasteri dove è ancora molto forte anche l’aspetto sciamanico Bön. Il più vicino è Chhuigur, che dista circa mezz’ora; i più allenati possono spingersi fino a Dzong (un’ora e mezza), che fu la capitale di un piccolo regno e conserva tutt’ora gli interessanti resti del castello.

3°g. Muktinath – Jomoson
Giornata di facile discesa che impegna per circa 5 ore di cammino; non si passa da Kagbeni ma si raggiunge il fiume Kali Gandaki più a sud, percorrendo un panoramicissimo sentiero a mezza costa da cui si gode della vista delle immense masse di Nilgiri e Daulagiri (8167 mt) che dominano l’orizzonte a sud. Al mattino, prima di iniziare a scendere, è possibile eseguire un’ultima visita al santuario.

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