NEPAL: La regione del Mustang

 

Il Mustang è una regione nel Nepal, situata a nord dei giganteschi massicci himalaiani del Daulagiri e dell’Annapurna a ridosso dell’altopiano tibetano del Ciangtang, che preserva un raro microcosmo dell’antica cultura tibetana himalaiana. Dal 2015 è raggiungibile anche con la jeep; questa importante novità consente oggi di arrivare in modo più semplice in questo meraviglioso territorio, rendendolo accessibile alle persone che non avevano la possibilità di effettuare il lungo percorso a piedi che era necessario per arrivarci. Ciò nulla toglie alla bellezza di farvi un trekking, anche perché con i sentieri si raggiungono luoghi accessibili ancora oggi solo a piedi, tra cui Luri e Rechung Gompa, diversi villaggi e la cresta di Siyarko Tangk Danda, uno dei tratti più spettacolari del Nepal. In merito all’apertura della strada sono state fatte diverse considerazioni sull’impatto che si ha sulla cultura locale, stante che per le gente che abita in questi territori l’accesso coi mezzi migliora le condizioni di vita (vedi: L'Arrivo delle jeep).

 

 

Marang, Mustang
Villaggio di Tangge
Mustang, Chorten e muro Mani

 

Uno sguardo alla storia, il Regno del Mustang

L’isolamento di queste valli ha evitato i traumi subiti dalle regioni confinanti: dal passaggio dei Mongoli, alla conquista del Raja di Jumla e al dominio dei Gurkha. La predominanza di monasteri tibetani appartenenti alla scuola dei Sakya testimonia i legami con il Tibet che risalgono al XIII secolo, quando Sakya Pandita fu nominato tutore del Tibet da Kublai Khan, ed enfatizzano con la loro presenza la mancanza di successive interferenze. Gli appassionati d’arte trovano a Lho Manthang affreschi originali di stupefacente fattura, che esibiscono rarissimi mandala e figure tipiche di questa esoterica tradizione.
Nel passaggio dei secoli la diminuzione delle opportunità offerte dal commercio del sale dal Tibet unitamente al progressivo inaridirsi dei territori trans himalaiani ha contribuito a porre questo territorio sempre più ai margini del divenire del mondo, portandolo ad un’economia di sussistenza che ha impedito una crescita demografica. Ma questi fattori non sono riusciti ad estinguerne la cultura, come la storia ha invece testimoniato per i vicini regni tibetani di Shangshung e Gughe.
Grazie all’inaccessibilità e remotezza dei luoghi il lignaggio reale, che conserva un ruolo di autorevolezza e di riferimento rispetto ai valori tradizionali più che di potere effettivo, è rimasto intatto dal 1400 giungendo oggi al 25° discendente di questa nobile dinastia. 

 

 

Tiji, lo Yogi
Ragazza e bimbo del Mustang
Tiji, processione dei monaci

 

Gente e cultura del Mustang

La gente del Mustang, costituita da stirpi Bothia e tibetane, vive della coltivazione della tsampa (orzo) e di pastorizia. Ogni villaggio è essenzialmente autosufficiente; la gente è abituata da secoli a ritenere che nulla e nessuno sarà in grado di offrire un aiuto in condizioni avverse. Ma la durezza della vita non ha influenzato il carattere: troviamo un popolo miracolosamente sorridente ed ospitale, dei volti sereni, degli sguardi profondi. Un contributo a questa tranquillità giunge sicuramente dalla forte fede religiosa, immersa in una cultura esoterica che permea ogni cosa, un mondo spirituale dove si intrecciano il potente sciamanesimo himalaiano con il misticismo del buddismo tantrico: due anime fuse armoniosamente in un unico immaginario, i cui diversi tratti sono riconoscibili in modo distinto solo all’occhio di un esperto. Le figure dei Lama, i simboli ed i rituali forniscono un forte sostegno, proteggendo dalle influenze negative e dai pericoli naturali. Attraggono lo sguardo del visitatore le trappole per gli spiriti fatte con fili colorati ed i teschi di animali posti a difesa dell’ingresso di molte case, o le statue falliche che proteggono l’entrata di alcuni villaggi; ma la forza maggiore, che spesso si rivela nello sguardo amorevole di molti anziani, è la potenza del mantra della compassione universale, Om Mani Padme Hum, salmodiato da tutti e scolpito sulle rocce di queste incantevoli valli.
 

Il festival del Tiji
L’evento culturale più importante dell’anno è il festival del Tiji che si tiene tutte le primavere ed è regolato dal calendario lunare. Lo scopo del Tiji è di garantire felicità, salute e il buon raccolto alle comunità di Lho-Tso-Duen, le sette regioni del Mustang. L’evento, che in antichità era eseguito in ciascuna delle sette province, oggi si svolge solo a Lho Manthang, la capitale, presso il palazzo reale, con diverse rappresentazioni eseguite con maschere e costumi con cui vengono evocate le divinità di protezione con riti, cerimonie, danze e musiche. Il grande rito ha un valore esorcistico, con una progressiva crescita di intensità: semplificando parecchio il tema, si potrebbe dire che lo scopo è far confluire le negatività del luogo in un ricettacolo di metallo opportunamente preparato, con la regia di un Lama che conduce le varie fasi. Un momento saliente è l’esposizione di una grande, veneratissima tanka, quando le persone si assiepano per poterla toccare e riceverne una benedizione, primi tra tutti i notabili di Lho che iniziano la processione.

 

 

Tiji, il Re onora la Tanka
Valli del Mustang
Donne di Lho Manthang

 

Andare in Mustang

 

Vedi: Nepal. Il Mustang, aperto al turismo dal 1992, è una delle zone del Nepal ad accesso ristretto; il numero di permessi rilasciati ogni anno è limitato e richiede il pagamento di cospicue tasse giornaliere, il cui costo viene conteggiato da Amitaba nel prezzo del viaggio. 
Il clima nel Mustang è normalmente secco, ma è sempre necessario essere attrezzati in modo opportuno per eventuali piogge in particolare nel periodo monsonico, quando la pioggia nelle parti basse è di norma. Le temperature variano in funzione del mese in cui si fa il viaggio, con punte sotto lo zero termico all’inizio ed alla fine del periodo ottimale per una visita, che va da fine aprile a metà novembre.
È possibile una visita senza l’utilizzo di campi, facendo uso dei piccoli ostelli himalaiani o, nei punti più remoti, alloggiando nelle case dei villaggi; solo per alcune aree del trekking alcuni campi sono consigliati o necessari. Per un racconto di un trekking nel Mustang vedi: Il Regno di Lho; per un percorso d’immagini vedi la Galleria.

 

 

Villaggio di Garphu