Informazioni utili

Da: sabato 13 agosto 2016A: domenica 21 agosto 2016Durata: Da 9 a 14 giorni

Estensione finale a: venerdì 26 agosto 2016

ARMENIA 2016, perla del Caucaso; estensione: Georgia

Bimbo armeno

Khor Virap e Ararat

Etchmiadzin

Geghard

Folclore armeno

 

Il viaggio tocca tutti i luoghi di principale interesse dell’Armenia ed al termine è prevista l’opzione di visitare la Georgia, completando con questo una splendida visita della regione caucasica.

In Armenia si percorre uno splendido anello che iniziando da Yerevan, la capitale, porta nelle regioni meridionali arrivando fino ai confini sud orientali e da qui di nuovo verso nord, incontrando il grande lago di Sevan, da dove si rientra, esplorando la parte settentrionale del Paese. Si scopre un mondo di una ricchezza storica insospettabile, aggraziato da una natura bella, rigogliosa ed a tratti selvaggia, legato in modo tenace alle tradizioni: il collante fortissimo è l’unicità linguistica, etnica e religiosa degli armeni, che hanno resisitito per secoli alle pressioni islamiche ottomane e persiane, facendo quadrato attorno alla sentitissima istituzione della Chiesa Armena.

Nel corso del viaggio sarà anche molto bello constatare come la durezza della storia di questo popolo non sembra aver intaccato in alcun modo lo spirito di ospitalità ed amichevolezza delle persone.

 

Kazbebi Georgia, Ananuri Georgia, Sighnagi
Georgia, Kazbebi
Georgia, Ananuri
Georgia, Sighnagi

 

 

Tappe

ARMENIA, perla del Caucaso; estensione: Georgia
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Estensione GEORGIA: vigneti, monasteri e montagne immacolate

Per apprezzare appieno le bellezze inaspettate della regione caucasica è molto interessante l’estensione prevista in Georgia, un Paese di cui spesso si studia e si conosce poco, uno dei tre piccoli stati (quattro col non ancora riconosciuto Nagorno Karabakh) che compongono questa regione ancora europea, ma geograficamente asiatica e storicamente più legata al vicino Oriente.

La Georgia è un paese con una forte identità culturale, ma che ospita culture diverse, presenta paesaggi spettacolari ed è ornato di vestigia storiche molto interessanti.

Si lascia l’Armenia andando a Tbilisi, una capitale che è crogiuolo di ricchi passati e anche di slancio verso il futuro, e si raggiungono dapprima le regioni del nord, fino alla imponente catena del Caucaso Maggiore, ricca di gole rocciose, villaggi sperduti tra monti sormontati da immacolati ghiacciai e piccole chiese su cocuzzoli fiabeschi: un paesaggio alpino di una volta, con il fascino esotico di leggende antiche, come quella di Prometeo. Quindi ci si reca al sud dove si trova la catena del Caucaso Minore, ricca di foreste, praterie e verdi valli impreziosite da antiche cittadelle, forti e monasteri di epoca medievale.

Per completare il circuito si visita infine la regione orientale del Kakheti, famosa per i bei castelli, le residenze nobiliari, gli affascinanti villaggi e soprattutto per le colline di vigneti, che originano a ben 7.000 anni fa: un quarto delle varietà delle uve del mondo originano da qui e molti dei vitigni originali sono ancora oggi utilizzati dalle numerose aziende vinicole della zona, che vanta con giusto orgoglio il primato di essere il luogo di origine storica del vino.

 

Nota tecnica

I servizi erogati sono molto validi sia in Armenia che in Georgia, sia per gli alloggi (nel programma sono indicati i siti internet) che per il cibo. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, e il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio; anche in Georgia la cucina è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale.

Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità e il clima ad agosto è ottimale per una visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti: è il mese con minori precipitazioni e la temperatura massima prevista arriva a 30°c. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani.

 

Una breve nota sull’Armenia

L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Yerevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito della evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’“Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate dal confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo.

Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”.

Oggi l’Armenia è uno stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia fornisce al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni con cui confina a sud est e che fu teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 – alla data di oggi è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU.

 

Una breve nota sulla Georgia

La Georgia, situata tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian e Armenia nella Regione Caucasica, è un paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta, con 4 milioni di abitanti circa, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto, nonostante le vicissitudini dei secoli, una forte identità culturale, religiosa e linguistica.

I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, sotto David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, conventi e basiliche sono incorniciati da splendidi paesaggi creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia.

La cultura di questo piccolo ed affascinante paese è quindi antica e formatasi su influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno stato indipendente e ha vissuto da allora per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento nel 2003. Dal 2008, anno della guerra con la Russia per la contesa della regione dell’Ossezia del Sud, i confini tra Georgia e Russia sono chiusi.

 

Tatev Geghard
Tatev
Garni
Geghard

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Sabato 13 agosto, partenza per Yerevan
Per raggiungere Yerevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità; se ci si reca solo in Armenia, il volo da noi suggerito è quello della Austrian che raggiunge l’Armenia via Vienna con collegamenti da Bologna, Firenze, Milano Malpensa, Roma e Venezia (per gli orari delle diverse connessioni contattare Amitaba); da Vienna si riparte per Yerevan alle 22.20. Per chi segue l’estensione, se si utilizza Austrian, il rientro è eseguito con Lufthansa.

2°g.  14/8 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots  
L’arrivo è previsto alle 3.35; si viene ricevuti dal corrispondente locale e ci si trasferisce in hotel per riposare. Per tutte le notti a Yerevan si utilizzerà l’hotel Republica, un comodo 4*.
La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne.
Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la Santa Sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena. Si partecipa alla grande liturgia domenicale che inizia alle 11 e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’UNESCO. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza nel corso dell’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'Ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e infine il Tsitsernakaberd, l’altura dove sono stati costruiti il Memoriale e il Museo delle vittime del Genocidio. Cena di benvenuto in un ristorante tipico.

3°g.  15/8 Yerevan: escursione a Garni e Geghard
Ci si reca in mattinata a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella e il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una stufa tradizionale posta sotto terra chiamata "tonir".
A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di UNESCO. Rientro nella capitale e cena in ristorante tipico.

4°g.  16/8 Yerevan - Khor Virap - Noravank – Goris  
Inizia il viaggio verso sud est; dopo 45+ km si arriva al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat, sul quale la leggenda narra sia discesa l’Arca di Noè, e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Si prosegue e sul percorso si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale.
Prima di giungere nella cittadina di Yeghengnadzor una breve deviazione porta al monastero di Noravank (84 km da Khor Virap), un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, immerso in un paesaggio stupendo.
Dopo pranzo in una località rupestre vicino al monastero si transita da Yeghengnadzor e si arriva con gli ultimi 115 km di guida a Goris, dove si cena e si alloggia presso l’hotel Mirhav.

5°g.  17/8 Goris - Monastero di Tatev - Khndzoresk – Karahunje - Jermuk  
Nelle regioni sud orientali dell’Armenia Goris è il punto di partenza per visitare tre interessantissimi siti. Si inizia con il monastero di Tatev (32 km) che si raggiunge utilizzando una funivia. E’ un sito UNESCO, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue per Khndzoresk, anche questo situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh - un villaggio rupestre insediato già dai tempi preistorici, che venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. Si continua poi oltre Goris verso Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al VI millennio a.C.; che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e occupa 7 ettari di territorio, si compone di 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 - 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia.
Si prosegue per Jermuk, località termale della regione meridionale armena di Vayots Dzor; si alloggia presso l’albergo Armenia.

6°g.  18/8 Jermuk - Caravanserraglio di Selim - Noratus - Lago Sevan 
A Jermuk ci si reca alla cascata di Mermaid. Si torna quindi fino a Yeghengnadzor (74 km) e si prosegue verso nord per 30 km arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats, storicamente uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Si prosegue poi per il vasto Lago Sevan, che copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; si raggiunge dopo 64 km la piccola penisola del bordo meridionale dove si trova il cimitero medioevale di Noratus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Si segue infine la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago, e proseguendo per un tratto lungo la costa settentrionale si arriva all’hotel Avan Marak Tspatagh (www.tufenkianheritage.com), posto in posizione panoramica.

7°g.  19/8 Lago Sevan – Dilijan – Goshavank – Sanahin – Haghpat – Dzoraget
Dal lago Sevan si prosegue verso nord ovest fino a Dilijan, uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km, si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata.
Si pranza in un ristorante locale. Si prosegue quindi verso Dzoraget, nella regione del Lori, con una sosta ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), ritenuti tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Cena e pernottamento presso l’hotel Avan Dzoraget.

 

Per chi rientra:

8°g.  20/8 Dzoraget – Saghmossavank – Fortezza di Amberd  – Yerevan  
Partenza presto da Dzoraget verso nord e la vicina frontiera.  Lasciati al confine georgiano i compagni di viaggio che proseguono col programma “Georgia” si riparte verso sud e la capitale, che dista circa 200 km, sostando al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo e il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Proseguimento per Amberd (c.a. 55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Rientro nella capitale, cena di arrivederci in ristorante tipico, pernottamento in hotel e trasferimento nella tarda notte all’aeroporto internazionale.

9°g.  Domenica 21 agosto, volo di rientro 
Il volo della Austrian parte alle 4.25 con arrivo alle 6.25 a Vienna; da qui si riparte per le diverse destinazioni: Bologna, Firenze, Milano Malpensa, Roma e Venezia (per gli orari delle connessioni contattare Amitaba).

 

Per chi prosegue con il programma “Georgia: vigneti, monasteri e montagne immacolate”:

8°g.  20/8 Dzoraget – Tbilisi  
Partenza da Dzoraget in direzione del confine settentrionale con la Georgia. Lasciati i compagni di viaggio che rientrano verso Yerevan, e cambiato il mezzo di trasporto alla frontiera georgiana, si riparte verso nord e la capitale Tbilisi: circa 100 km, due ore di strada. Tbilisi, fondata nel V secolo e situata lungo la Via della Seta, fu nei secoli contesa da vari imperi e potenze rivali. Passeggiata nella città vecchia, ricca di basiliche, moschee e sinagoghe, compresa la Cattedrale di Sioni e lungo il Corso principale, intitolato al poeta nazionale Rustaveli. Visita al Museo Nazionale. Se il tempo e le condizioni lo permettono, salita con la funivia per la visita alla fortezza Narikala, risalente alla dominazione persiana del IV secolo. Cena in ristorante tipico georgiano e pernottamento al Mercure Hotel, o similare, 4 stelle.

9°g.  21/8 Tbilisi – Mtskheta – Ananuri - Kazbegi – Stepantsminda
In mattinata si parte in direzione nord ovest per Mtskheta (25 km), che fu capitale del Regno della Georgia nel terzo secolo prima di Cristo ed è il centro religioso e culturale della Georgia. Qui si visitano due siti Patrimoni Mondiali dell’Unesco: la chiesa Monastero di Jvari, un vero capolavoro architetturale del primo periodo medievale, situata in un punto che domina dalla cima di una collina la confluenza dei fiumi Aragvi e Mtkvari; e la Cattedrale Svetitskhoveli (letteralmente “La colonna che dà vita”), chiesa principale di Mtshkheta e luogo sacro dove sono conservate le vesti di Cristo. Si visita poi la parte antica della città situata al di là del fiume, con gli scavi archeologici comprendenti rovine dei palazzi reali, i bagni romani, le tombe dei nobili e governanti del periodo precristiano. Si prosegue poi verso nord seguendo la famosa Strada Militare Georgiana, attraverso la catena montuosa del Caucaso Maggiore, un percorso utilizzato nei millenni e celebrato da poeti e scrittori, che tra paesaggi aspri e scoscesi conduce fino a Gudauri (120 km), stazione sciistica, non prima però di aver fatto una sosta a Ananuri, affascinante cittadella del XIII – XVI secolo posta in posizione dominante sul lago artificiale di Zhinvali. La strada, magnifica da Gudauri lungo il Fiume Tergi, porta poi a Kazbegi, vicino al confine con la Russia. Il mitico Monte Kazbegi, la più alta cima della Georgia, è un vulcano spento di 5047 mt, noto anche per la leggenda che voleva l’eroe Prometeo incatenato sulla sua vetta come punizione per aver rubato il fuoco agli dei. Da qui con un fuoristrada si raggiunge la chiesa di Stepantsminda, o chiesa della Santa Trinità di Gergeti, a 2170 mt di quota, raggiungibile in alternativa con una facile passeggiata di massimo due ore. Il paesaggio montano è di grande bellezza e purezza ed è per questo divenuto il simbolo georgiano; in estate le valli scoscese ammantate di foreste offrono lo spettacolo dei pascoli fioriti. Cena e pernottamento a Stepantsminda, al panoramico Rooms Kazbegi Hotel.  

10°g.  22/8 Stepantsminda – Uplistsikhe – Gori – Borjomi - Akhaltsikhe 
Si riparte in direzione sud verso la città di Gori, luogo natale di Stalin, a cui è dedicato un museo. Si prosegue poi in direzione ovest lungo la Via della Seta per l’antichissima città rupestre di Uplistsikhe, le cui origini risalgono alla preistoria e i cui resti più recenti giungono fino al tardo Medio Evo; è il più antico insediamento della Georgia, molto interessante da esplorare, con alcune delle abitazioni rupestri con i soffitti a volta, ammirevole per la combinazione di stili diversi e la co-esistenza di architettura pagana e cristiana. Si continua sempre verso est per 102 km attraverso la splendida regione del Samtskhe Javakheti, con magnifici paesaggi, transitando da Borjomi, famosa per le sue fonti e il suo parco, dove sio potrà assaggiare l’acqua minerale ed arrivando infine alla bella cittadina di Akhaltsikhe, dove si alloggia presso l’hotel Gino Rabati, all’interno delle mura antiche.  

11°g.  23/8 Akhatstikhe – Sapara – Vardzia – Tbilisi 
Il percorso di oggi porta tra i paesaggi spettacolari della regione più meridionale della Georgia a ridosso della Turchia. Da Akhaltsikhe, dopo aver visitato lo splendido monastero di Sapara (IX secolo), situato in modo ardito a picco su un dirupo, si lasciano le foreste e le praterie alpine per i brulli e selvaggi canyon dalla regione di Vardzia (60 km). Si visita la fortezza di Khertvisi, una delle più antiche della Georgia: origina dal II secolo e la chiesa dal 985, con le attuali mura del 1354. Si continua quindi lungo la valle, incontrando le dimore rupestri medievali di Getsunda e dopo circa 15 km in tutto si arriva all’impressionante monastero rupestre di Vardzia, ricavato scavando le rupi del monte Erusheti lungo le rive del fiume Mtkvarila. In origine il complesso contava oltre 3.000 grotte e poteva contenere 50.000 persone. Dopo aver pranzato in una dimora familiare, si torna fino a Tbilisi, un bel percorso in direzione est di circa 200 km lungo cui si costeggiano il lago di Paravani e la riserva idrica di Tsalka. Cena in ristorante tradizionale e pernottamento all’Hotel Mercure o similare.

12°g.  24/8 Tblisi – Regione di Kakheti (Sighnaghi – Velistsikhe – Gavazi - Telavi)
Dalla capitale partiamo alla volta del Kakheti, la patria del vino georgiano, dove il clima è più mite. Dopo 100 km e un paio d’ore di strada si arriva a Sighnaghi, forse la più ridente cittadina del Kakheti, conosciuta come “città dell’amore” e “città reale”, crocevia della Via della Seta, circondata da alte mura difensive con ben 23 torri, da cui godere splendidi panorami sui monti caucasici. Si visitano poi a Velistsikhe delle antiche cantine, dove avviene ancora la vinificazione tradizionale con antiche giare di terracotta. Si pranza nella casa di un contadino, dove si potranno assaggiare alcuni piatti fatti in casa tra cui il pane tipico georgiano “puri”, il dessert nazionale churchkhela e differenti tipi di squisiti vini locali. Ci si reca poi, se i monaci ce lo permettono, a visitare la vicina cattedrale di Alaverdi, un esempio magnifico di architettura medievale georgiana dell’XI secolo. A Telavi, il centro storico e amministrativo della regione, qualche chilometro più in là, si passeggia nelle affascinanti viuzze della vecchia città fino al monumento a Erekli II. Cena e pernottamento presso lo Château Mere a Telav.

13°g.  25/8 Telavi – Gremi – Nekresi - Kvareli - Tsinandali – Tbilisi
Da Telavi si prosegue il circuito nella splendida regione dell’est georgiano, visitando il complesso architetturale di Gremi, residenza reale e capitale del Regno di Kakheti nel XVI secolo, il Museo Regionale e il vicino Monastero di Nekresi, altro bell’esempio di antica architettura georgiana immerso in uno splendido bosco, da cui la vista spazia sulla valle e i vigneti sottostanti. Pochi chilometri oltre Nekresi si giunge alla cittadina di Kvareli, per visitare un deposito di vino famosissimo durante l’Impero Sovietico, dove pranziamo. Si prosegue attraverso paesaggi di dolci, verdi colline e vigneti fino a Tsinandali, la residenza dei duchi di Georgia, con un bellissimo giardino all’inglese, un museo e la cantina di vini che appartenne al principe Chavchavadze, poeta e personaggio pubblico nel XIX secolo. Si lascia quindi la “patria del vino” tornando a Tiblisi seguendo la bella strada che attraversa il passo di Gombori. Possibilità su richiesta di prolungare di una notte il soggiorno.

14°g.    Venerdì 26 agosto, volo di rientro 
Trasferimento all’aeroporto di Tbilisi per volo di rientro; per chi è giunto a Yerevan con Austrian si utilizza il volo Lufthansa che parte alle 4.35 che arriva a Monaco alle 6.45; per gli orari delle diverse connessioni per l’Italia contattare Amitaba.

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