Informazioni utili

Da: sabato 12 settembre 2015A: domenica 20 settembre 2015Durata: 9 giorni

ARMENIA 2015: La perla del Caucaso

Monastero di Noravank

Bimbo armeno

Khor Virap e Ararat

Geghard

Cottura del Lavash

 

Il viaggio tocca tutti i luoghi di principale interesse dell’Armenia, percorrendo uno splendido anello che iniziando da Yerevan, la capitale, porta nelle regioni settentrionali e da qui verso sud est incontrando il grande lago di Sevan e arrivando fino ai confini sud orientali, da dove si rientra esplorando la parte meridionale del Paese. Si scopre un mondo di una ricchezza storica insospettabile aggraziato da una natura bella, rigogliosa ed a tratti selvaggia, legato in modo tenace alle tradizioni: il collante fortissimo è l’unicità linguistica, etnica e religiosa degli armeni, che hanno resisitito per secoli alle presioni islamiche ottomane e persiane facendo quadrato attorno alla sentitissima isituzione della Chiesa Armena. La durezza della storia di questo popolo non sembra però avere in alcun modo intaccato lo spirito di ospitalità ed amichevolezza delle persone.

I servizi erogati sono molto validi, sia per gli alloggi (nel programma sono indicati i siti internet) che per il cibo (gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, e il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio). Ci si sposta utlizzando automezzi privati di buona qualità e il clima a metà settembre è ottimale per un visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti. 

 

Cattedradale di Echmiadzin Spettacolo nazionale Garni
Cattedradale di Echmiadzin
Spettacolo nazionale
Garni

 

Una breve nota sull'Armenia

L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Yerevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito dell’evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’ “Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate dal confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”, di cui ricorre quest’anno il centenario. Oggi l’Armenia è uno stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia fornisce al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni con cui confina a sud est e che fu teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 – alla data di oggi è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU.

 

Monastero di Geghard Frutta secca armena Monastero di Tatev
Monastero di Geghard
Frutta secca armena
Monastero di Tatev

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Sabato 12 settembre, partenza per Yerevan  

2°g. 13/9 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots   
L’arrivo è previsto di prima mattina; si viene ricevuti dal corrispondente locale e ci si trasferisce in hotel per riposare. Per tutte le notti a Yerevan si utilizzerà l’hotel Republica (www.republicahotel.am/en), un comodo 4*. La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne. Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la santa sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena. Si partecipa alla grande liturgia domenicale che inizia alle 11 e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’UNESCO. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza durante l’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'Ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e il Tsitsernakaberd – memoriale e museo delle vittime del Genocidio. Cena di benvenuto in un ristorante tipico.

3°g.  14/9 Yerevan – Fortezza di Amberd - Saghmossavank - Dzoraget  
Partenza per Amberd (c.a. 55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Dopo la visita si prosegue verso est per circa 30 km sostando al Parco delle Lettere per arrivare al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo e il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Si prosegue da qui verso nord per Dzoraget (110 km) nella regione di Lori, dove si cena e si pernotta presso l’hotel Avan Dzoraget.

4°g. 15/9 Dzoraget - Haghpat - Sanahin - Dilijan - Goshavank – Lago Sevan  
Ci si reca ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), situati vicino al confine settentrionale armeno con l’Azerbaigian, ritenuti  tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Si pranza in un ristorante locale. Tornati a Dzoraget si continua a sud est per Dilijan, che da qui dista 60 km, uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata. Da Dilijan si prosegue verso sud est arrivando al grande lago di Sevan, di cui si segue la costa settentrionale arrivando all’hotel Avan Marak Tspatagh , posto in posizione panoramica sul lago.

5°g.  16/9 Lago Sevan - Noratus - Caravanserraglio di Selim – Jermuk  
Il vasto Lago Sevan copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; lasciato l’hotel se ne segue la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago, e si prosegue fino alla piccola penisola del bordo meridionale dove si trova il cimitero medioevale di Nortus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Si prosegue verso sud arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats (64 km da Nortus), che era uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Si prosegue per Jermuk (77 km dal passo), località termale della regione meridionale armena di Vayots Dzor, dove ci si reca alla cascata di Mermaid; si alloggia presso l’albergo Armenia.

6°g. 17/9 Jermuk - Karahunje - Khndzoresk - Monastero di Tatev - Goris  
Si parte per le regioni sud orientali dell’Armenia arrivando a Goris (100 km), punto di partenza per visitare tre interessantissimi siti. Si inizia con Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al 6° millennio a.C.; che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e occupa 7 ettari di territorio, si compone di 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 - 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia. Si ripassa da Goris e si prosegue per Khndzoresk, anche questo situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh - un villaggio rupestre insediato già dai tempi preistorici, che venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. Si pranza in un ristorante locale e si continua oltre Goris verso il monastero di Tatev (32 km) che si raggiunge utilizzando una funivia. E’ un sito UNESCO, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si rientra a Goris, dove si cena e si alloggia presso l’hotel Mirhav.

7°g.  18/9 Goris – Noravank – Khor Virap – Yerevan  
Inizia il viaggio di rientro per Yerevan; si ripercorre fino a Yeghengnadzor (115 km) la strada che porta verso il lago Sevan; da qui si procede verso est (20 km) per il monastero di Noravank, un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, circondato da un paesaggio stupendo. Pranzo in una località rupestre vicino al monastero. Si prosegue verso nord ovest; si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale e con 84 km di strada si arriva al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e  lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat, sul quale la leggenda narra sia discesa l’Arca di Noè, e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Da qui a Yerevan, dove si alloggia nel medesimo hotel, mancano solo 40 km. Si cena in un ristorante tipico.

8°g.  19/9 Yerevan ed escursione a Garni e Geghard 
Visita del museo di Matenadaran che custodisce antichi manoscritti e documenti storici provenienti da tutta Europa e dall’Asia raccolti nel corso dei secoli, inclusa la prima copia della Bibbia e dei Vangeli in armeno che affascinano con le loro belle miniature. Ci si reca quindi a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella e il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una stufa tradizionale posta sotto terra chiamata "tonir". A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di UNESCO. Rientro nella capitale e cena di arrivederci in ristorante tipico.

9°g.  Domenica 20 settembre, volo di rientro  

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