Informazioni utili

Da: venerdì 22 giugno 2018A: sabato 7 luglio 2018Durata: da 16 a 29 giorni

Estensione finale a: venerdì 20 luglio 2018

 

Il viaggio inizia a Giava da Yogyakarta e porta nelle parti più belle e storicamente importanti dell’isola, con Borobodur, Pranbanan ed altri siti importanti ma meno conosciuti, ed include i vulcani Bromo e Ijen, le sue preziose perle naturali. Si prosegue per Bali dove si tiene come base Ubud per poter visitare in modo completo l’esotica parte centrale dell’isola, con i vulcani, i laghi ed i templi che contornano un mondo culturale unico al mondo. Da Bali si raggiungono le isole di Nusa Penida, Ceningam e Lembogan dove il turismo non è ancora massificato e si potranno godere la miriade di luoghi stupendi che offrono questi paradisi tropicali.
Al termine è poi prevista un’estensione che porta a Sumba, Komodo e Rincia.

 

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Vulcano Ijen

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Borobudur, bassorilievi

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Vulcano Bromo

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Per chi ama viaggiare, l’arcipelago indonesiano rappresenta un’attrazione irresistibile. E’ il più vasto al mondo, costituito da circa 17.500 isole tropicali a cavallo tra l’Asia e l’Oceania di cui meno di mille abitate, una vastità che favorisce la straordinaria varietà dell’ambiente e la presenza di un caleidoscopio di diverse culture. La natura ha una forza dirompente, con mari corallini e foreste rigogliose dove vivono molte specie di animali, dagli orangutango ai rinoceronti e i varani, con alberi secolari che dai bordi delle spiagge tropicali giungono fino ai quasi 4000 mt di montagne e vulcani. In queste isole stupende si incontra una stupefacente ricchezza culturale con molte etnie e forme religiose: circa la metà dei quasi duecento milioni di abitanti risiede nell’isola di Giava e nel Paese, a maggioranza musulmana, vi sono diffuse tutte le principali religioni che si sovrappongono in molte zone dell’arcipelago agli originari culti animisti.

 

Estensione a Sumba, Komodo e Flores

Sono rare le aree tropicali che possono uguagliare per interesse e bellezza le isole indonesiane ad est di Bali; ornate da spiagge con diversi tipi di sabbie e lambite da acque meravigliosamente calde color smeraldo e turchese, con fondali corallini che pullulano di vita in un arcobaleno di colori, sono contornate da foreste e montagne. Qui, nel Parco Nazionale dell’arcipelago di Komodo e Rincia si vedono i varani, simpaticamente conosciuti come ‘i draghi di Komodo’. Tra queste isole il fascino culturale è al suo apice nell’incontro con la cultura animistica dei Marapu di Sumba, e sono anche molto interessanti i villaggi Ngada della lussureggiante regione del vulcano Inrie nella regione centrale di Flores. E, tra i vulcani inattivi del mondo, le tre grandi caldere del Kelimutu sono un altro apice, di incredibile bellezza naturale in questo caso, se pur immersi nella leggenda: la purezza turchese del Tiwi Nuwamuri Koofai, che l’animismo tribale ha identificato come il limbo dei morti innocenti; gli inquietanti vortici in eterno movimento del Tiwi Atapalo, capiti come la dimensione delle anime dannate. E il cratere dei beati, il Tiwi Atabupu, all’apparenza forse il meno bello… ma se ci si siede in silenzio e si ascolta, si scopre il suo inimmaginabile segreto: uccelli di centinaia di specie diverse cantano assieme festosi creando una melodia che nessun artista ha potuto eguagliare.

 

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Borobudur, bassorilievi

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Surakarta, mercato

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Bali, casa tradizionale

 

La straordinaria cultura di Sumba

L`isola ha una forma ovale, la zona centrale è collinare con picchi che superano i 1.200 mt e la costa è bagnata da un mare di smeraldo in cui è un piacere immergersi; è una delle più brulle dell’Indonesia, ciononostante la natura riesce a sostentare l’economia e gli isolani sono, oltre che agricoltori, allevatori di cavalli e bufali d’acqua. L’artigianato vanta la produzione degli ikat più preziosi dell’arcipelago. Ma l’aspetto più interessante è che qui resiste la sorprendente cultura e religione dei marapu; sull’isola sorgono villaggi con le abitazioni dai tetti altissimi dalle forme incredibili e si parlano ben sette lingue differenti.
I marapu sono gli spiriti ancestrali dei sumbanesi e trasmettono ai clan preminenti il diritto di dominare gli altri. Il villaggio tradizionale, per motivi di difesa, è solitamente costruito su un’altura e ha forma rettangolare. Un tempo era cinto da una fortificazione in pietra che oggi molto spesso è scomparsa; le case dai tetti altissimi sono disposte attorno a uno spazio centrale aperto dove sono poste le tombe megalitiche. Ogni villaggio ospita ancora “l’albero delle teste”, dove un tempo era appeso in esposizione il capo dei nemici sconfitti. La casa nella cultura marapu non è solo abitazione, ma rappresenta anche il gruppo sociale che la abita. “Uma” significa casa ma individua anche una discendenza patrilineare che si identifica nella stessa. L'impegno quotidiano di un sumbanese è mantenere un positivo e pacifico rapporto coi marapu, cioè le anime degli antenati morti; tutto si svolge in funzione di ciò e durante ogni cerimonia vengono presentate offerte agli spiriti. Secondo la tradizione vi sono degli stregoni che hanno la facoltà di parlare la lingua dei morti e possono comunicare con loro. I funerali giocano un ruolo importantissimo nella vita rituale di Sumba, quando le appropriate offerte di doni e il sacrificio degli animali assicurano al defunto un viaggio tranquillo verso il mondo degli spiriti ed anche per una possibile buona rinasciata.
Leggende, tradizioni e realtà a Sumba si mischiano rendendo difficile distinguere l’una dalle altre; ciò si avverte soprattutto entrando nei villaggi dove si è tenuti a non infrangere una serie di tabù che dovrebbero rappresentare le volontà dei marapu delle Uma che costituiscono la comunità. Chi volutamente infrangesse tali tabù andrebbe incontro a tremende punizioni divine.

 

Parco Nazionale di Komodo e Rincia: i varani

Il "Dragone di Komodo" è il più grande rettile conosciuto, lungo anche più di tre metri per oltre un quintale e mezzo di peso: il re incontrastato di questa parte dell`arcipelago indonesiano. Scoperta solo nel 1911 da un ufficiale dell’esercito delle Indie Olandesi e catalogata l’anno successivo, questa gigantesca lucertola preistorica popola le isole di Komodo, Rinca e Nusa Kode, che costituiscono dai primi anni settanta il Parco Nazionale di Komodo e Rincia. Il Varanus Komodensis è noto anche per la straordinaria aggressività ed efficacia nella caccia. Si nutre di cervi, bufali e cavalli, animali largamente diffusi nel parco; i suoi unici veri nemici sono i cani selvatici che in branco ne stanano le uova nutrendosi dei piccoli. Nel corso degli anni sono riportati diversi attacchi dei dragoni ad incauti esseri umani, solitamente mortali; certamente il loro avvistamento deve avvenire con tutte le precauzioni del caso. Il primo anno di vita il dragone lo passa sugli alberi nutrendosi di insetti ma, raggiunto il metro di lunghezza, il peso lo costringe a trasferirsi a terra trasformandosi in un implacabile predatore. Sulle brulle isole collinose del parco, cosparse di palme di lontar, vivono anche bufali d`acqua, cervi, cavalli bradi, megapodi (rari uccelli che nidificano sotto terra), macachi, maiali selvatici ed una quantità di altre specie animali.

 

Nota tecnica

Il periodo estivo presenta un ottimo clima per viaggiare, perché l’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, presenta temperature pressoché costanti e le stagioni sono scandite solo dai monsoni che vanno da ottobre ad aprile, mentre da maggio a settembre la stagione è secca. Si utilizzano sempre sistemazioni di buona qualità e i tre giorni di navigazione previsti nell’estensione non prevedono tratte di mare particolarmente mosse. L’acqua è meravigliosamente calda e comoda per bagnarsi ad ogni ora. La cucina indonesiana presenta un’infinita varietà e grande qualità con numerose specialità regionali, un fatto che contribuisce a  rendere ancora più piacevole la permanenza nell’arcipelago.

 

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Pranbanan, Shiva Mahadeva

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Bali

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Pranbanan

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Venerdì 22 giugno, partenza per l’Indonesia 
Per raggiungere Yogyakarta nell’isola indonesiana di  Giava un volo comodo è della Singapore Airlines, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento che fa da riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Singapore Airlines la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 13.00.

2°g.  23/6 Arrivo a Yogyakarta 
Si arriva a Singapore alle 6.00 e da qui si riparte per Yogyakarta alle 7.30  con arrivo alle 8.20. Si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e si portano i bagagli presso l’hotel The Phoenix, un albergo storico (5*) dove si alloggia e si consuma la cena. Ci si reca a visitare il Palazzo del Sultano, un sito tra i più interessanti dell’Indonesia con diversi padiglioni e cortili, dove sono custoditi anche molti cimeli del celebre ottavo sultano (ora risiede qui il nono, che è una figura carismatica ma senza poteri effettivi). Dopo il pranzo in un ristorante della città ci si accomoda in hotel per un pomeriggio di relax, con possibilità di massaggi e un bagno in piscina.

3°g. 24/6 Yogyakarta: Borobudur e visita della città  
Ci si reca a Borobudur, situata 42 km a nord ovest della città. Questo tempio buddista dell’VIII secolo sorge tra le risaie ed i palmeti e rivaleggia con Angkor Wat e Bagan per essere il sito archeologico più affascinante del sud est dell’Asia. Poco dopo il suo completamento venne abbandonato e solo in tempi recenti ha giovato di restauri e manutenzione. Secondo diversi studi la struttura rappresenta il mandala di Kalachakra in forma tridimensionale. All’intorno è stato creato un parco con diversi esemplari di piante. Prima di rientrare si visitano anche il tempio di Maitreya e l’adiacente monastero, situato nei pressi, ed arrivati Yogyakarta si pranza in un ristorante tipico. Nel pomeriggio si torna nel quartiere reale del Kraton per ammirare il Palazzo di Piacere del Sultano e passeggiare tra i pittoreschi vicoli, dove colpisce anche il sereno sorriso delle persone; è particolarmente interessante la struttura in parte sotterranea della moschea di Tammansari. E’ anche possibile la visita di alcuni mercati. Si cena in un ristorante tipico.

4°g.  25/6 Yogyakarta – Pranbanan – Surakarta  
Si lascia Yogyakarta per i templi di Pranbanan, situati a  circa 17 km. Sono un capolavoro dell’arte induista, costruiti tra l’VIII ed il X secolo, costituti da tre templi principali dedicati alla Trimurti induista, con Shiva Mahadev al centro ed ai lati Brahma e Vishnu con di fronte i templi dei rispettivi veicoli: cigno, bue e garuda. E’ impressionante la profusione di decorazioni e la qualità scultorea di molti bassorilievi, che suggerisce anche diversi elementi sincretici con l’arte buddista; nei pressi vi è poi il tempio buddista di Sewu, anch’esso stupefacente, a testimonianza della fusione dinastica che avvenne in quel periodo. Dopo la visita si prosegue per Surakarta, che dista in tutto 65 km, e si prosegue oltre la città le pendici del vulcano Lawu (3265 mt). Tra le coltivazioni di tè e piccoli villaggi lassù si trovano alcuni templi induisti, di cui due particolarmente interessanti; per raggiungerli si lascai il mezzo con cui si è giunti e si prosegue con un piccoli pulmino: le strade sono strette e tortuose, ma asfaltate. Si raggiunge prima Candi Cheto, posto a circa 1500 mt di altezza; una ripida scalinata porta ai diversi livelli del tempio, una delle cui peculiarità è l’assenza di una statua dedicata ad una divinità principale. Si prosegue quindi per Candi Sukuh, situato a 910 mt di quota, che risale al 1437. Anche qui, una struttura a tronco di piramide costituisce la parte alta del tempio, un’articolazione questa pressoché unica di quest’area, e le tematiche sono peculiari, con raffigurazioni scultoree inerenti la vita prima della nascita e l’attività sessuale e diversi basamenti che venivano utilizzati probabilmente per i sacrifici. Rientrati a Surakarta si alloggia e si cena presso l’albergo Alila Solo (5*).

5°g. 26/6 Surakarta - Mojokerto – Wonokitri (Vulcano Bromo)
Si lascia Surakarta in treno alle 7.41 arrivando a Mojokerto (210 km), una cittadina situata circa 40 km prima di Surabaya, alle 11.40; qui è in attesa lo stesso pulmino utilizzato nei giorni precedenti e si prosegue il viaggio per Wonokitri (circa 100 km). Giunti alle falde del vulcano si utilizza anche qui un mezzo più piccolo per arrivare fino all’hotel, il  Jiwa Jawa Bromo (4*), posizionato a circa 1900 mt, dove si alloggia e si cena.

6°g.  27/6 Vulcano Bromo (alba) – Paltuding (Vulcano Ijen) 
Si parte prestissimo per recarsi ad ammirare l’alba  sul Bromo, utilizzando delle jeep. Oltre a questo, nella caldera vi sono altre due coni, il Batok ed il Kursi, e all’orizzonte oltre la caldera si staglia il vulcano Semeru (3676 mt), il punto più alto di Giava. Il luogo è decisamente spettacolare. Si scende quindi alla base del cono fumante e chi lo desidera può arrivare con una bella passeggiata fino al bordo del cratere (poco più di mezz’ora) da dove sgorga senza sosta il fumo. Si torna in hotel per la colazione e quindi si parte per Paltuding (240 km, circa 6 ore); sul percorso si sosta al villaggio di pescatori dell’etnia Madura. Risalndo le pendici dei vulcani si lascia il pulmino e si raggiunge l’hotel Jiwa Jawa Ijen (3*) con le jeep, situato su un piccolo colle nella foresta rigogliosa.

7°g. 28/6 Vulcano Ijen – Ketapang  
Si parte anche oggi presto con le jeep risalendo le pendici dei vulcani (oltre al cratere Ijen qui si ergono il Raung, l’Andong e il Maranti, che si affaccia sopra all’Inje); si attraversano coltivazioni di caffè, chiodi di garofano ed altre spezie, e si percorre bellissimo tratto di foresta impenetrabile. Si lasciano i mezzi e con una passeggiata si raggiunge il cratere: sono circa 3 km che si percorrono solitamente in massimo un’ora e mezza, partendo da circa 1800 mt ed arrivando a 2368 mt – qui è anche possibile utilizzare un carretto trainato dai portatori dello zolfo. Lo spettacolo è grandioso, con un lago sulfureo dai colori sorprendenti dati dai depositi di zolfo giallo da cui sale costantemente del fumo, dove viene ancora oggi estratto manualmente lo zolfo, che viene trasportato a valle da portatori. Si rientra quindi all’hotel e da qui si procede per Ketapang dove si alloggia presso l’hotel Ketapang Indah (4*), sulle rive del mare; si avrà il pomeriggio a disposizione – l’hotel, dotato di una bella piscina, offre anche servizi di massaggio.

8°g. 29/6 Ketapang – Traghetto per Bali – Gilimanuk – Ubud  
Si lascia l’hotel con la nuova guida locale balinese e un nuovo mezzo; la traversata per Bali è piuttosto veloce, l’isola da qui dista solo circa 5 km. Giunti a Bali si segue la costa per un tratto e quindi ci si dirige verso il centro dell’isola godendo della visuale dei terrazzamenti di riso e della natura lussureggiante, tra tipiche casette coloniche e i tempietti induisti che ornano anche le case private, impreziositi dai fiori. Si ammirano i laghi di Tamblingan e Buyan e si visita il tempio del lago Beratan, contornato da un stupendo giardino tropicale. Si prosegue da qui per Ubud, dove si alloggia presso l’hotel Plataran Ubud (5*). Si cena al ristorante Bebek Tepi Sawah, ambientato attorno a dei campi di riso con un giardino tenuto magnificamente, famoso per i piatti tipici.

9°g. 30/6 Ubud 
Un’intesa giornata di interessanti visite, ci si reca a Gua Gaiah, a Gunung Kawi, al villaggio di  Kintamani, dove si pranza in vista del vulcano e del lago Batur, si visita il Tempio della Madre e Kerta Gosa, dove si ammirano gli affreschi tradizionali più interessanti dell’isola. La cena è prevista al Cafè Wayan di Ubud.

10°g. 1/7 Ubud – Sanur (Dempasar)  
Ci si reca al villaggio di Pura Puseh per assistere ad una rappresentazione di danza Barong, la danza sacra balinese che qui è particolarmente ben eseguita, sia prr le musiche che per le mimiche ed i costumi. Si prosegue per il tempio reale di Taman Ayun, un sito Unesco; sul percorso si sosta per vedere la produzione del batik, dove si possono fare anche degli acquisti. Si raggiunge la riva del mare dove si pranza e si visita il sito di Tanah Lot, il tempio posto su di uno scoglio sul mare (non si può entrare nel tempio, lo si ammira dalla costa).  Ci si sposta quindi a Sanur, che oggi si può ormai considerare un sobborgo di Dempasar, la città principale dell’isola, dove si alloggia e si cena presso l’hotel Puri Santrian (4*), posizionato sulla spiaggia.

11°g. 2/7 Sanur – Traghetto - Nusa Penida  
Si lascia l’hotel verso le 7.30 per imbarcarsi sul motoscafo veloce per l’isola di Nusa Penida, situata a sud est di Bali, una traversata di circa un’ora; si segnala che per salire sull’imbarcazione non vi è un molo e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). Si approda sulla costa est, dove si scende facilmente utilizzando un molo galleggiante; qui è in attesa la guida locale con i mezzi che si utilizzeranno per esplorare il territorio e soprattutto la stupenda costa. L’isola è piccola ma non minuscola, misura circa 20 km per 12 km; le strade sono tortuose e strette, spesso anche con delle buche – quindi si viaggia molto piano. Si alloggia presso l’hotel Namaste o simile situato nella parte a nord ovest dell’isola, dove si arriva in serata. Nella giornata di oggi la prima meta è Peguyangan, sulla costa ovest, dove si raggiungono il tempietto e le cascatelle che cadono in mare scendendo lungo una ripida e panoramicissima scala (è lunga, se non si è in forma può essere faticoso). Si prosegue da qui per la collina di Teletubies e si continua per un punto panoramico molto spettacolare sulla costa sud ovest, Thousand Island, da dove lo sguardo spazia fino all’isola di Lombok; su di uno sperone sottostante le falesie a picco sul mare si trovano anche alcune casette costruite sugli alberi. Dopo pranzo si prosegue per la vicina spiaggia di Atuh, nella parte più orientale dell’isola, dove è piacevole fare un bagno. Ultima tappa, la grotta di Goa Giri Putri, porta sulla costa orientale: è il luogo più sacro dell’isola, all’interno vi sono i bramini che benedicono i pellegrini e sul fondo, dove vi è un tempietto che è sia induista che buddista, vi è un’apertura che guarda verso la valle dietro al monte.

12°g. 3/7 Nusa Penida  
Si completa l’esplorazione con i siti più belli della costa nord ovest: la caletta di Angel Billabong con l’adiacente arco di roccia di Broken Beach, le altissime falesie a picco sul mare sulla spiaggia bianca di Kelingking, e, dopo pranzo, si completa con Crystal Bay, dove vicino alla spiaggia vi sono i coralli colorati.

13°g. 4/7 Nusa Penida – Nusa Lembongan  
Oggi, utilizzando un battello privato, ci si trasferisce con meno di mezz’ora di navigazione alla vicina isola di Nusa Lembongan, dove ci si accomoda presso l’hotel The Jingga Villas (3*). Utilizzando i piccoli pulmini che si usano qui, si vedono i punti più belli dell’isola: Dream Beach, Devil's Tears, Mushroom Beach, The Panorama e, giunti nel punto più settentrionale, si fa un giro in barca tra le mangrovie. Si pranza in un ristorantino sull’ampia spiaggia di Mahagiri e si rientra all’hotel, posto sul mare e dotato di una bella piscina tra i fiori.

14°g. 5/7 Nusa Lembongan, escursione all’isola di Nusa Ceningan 
L’isoletta di Ceningan è collegata con un piccolo ponte di ferro; ci si reca al punto naturale più bello, la Laguna Blu, ed alla vicina punta del Ciff Jump, dove si vedono i surfisti alle prese con le grandi onde oceaniche. Si pranza ai bordi della baietta di Mahana Point, sempre in vista dei surfisti, dove è piacevole fare un bagno. Si rientra quindi a Nusa Lembongan.

 

Per chi rientra:

15°g. 6/7 Nusa Lembongan – Traghetto – Dempasar e volo di rientro  
Si trascorre la mattina in relax e dopo pranzo ci si trasferisce col traghetto veloce all’isola di Bali; ci si imbarca da Mashroom Beach, senza pontile, e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). A Sanur è in attesa il corrispondente di Amitaba che si occupa del trasferimento all’aeroporto internazionale dove l’imbarco, per chi è giunto con Singapore Airlines, è alle 20.00 per Singapore, dove si arriva alle 22.40 e si riparte per Milano Malpensa alle 23.30. Se per via degli orari di volo od altro fossero richiesti ulteriori servizi a Bali Amitaba può predisporre tutto quanto possa essere necessario.

16°g. Sabato 7 luglio, arrivo a destinazione
L’arrivo a Milano Malpensa è previsto alle 6.10.

 

Per chi si reca a Sumba, Komodo e Flores:

15°g. 6/7 Nusa Lembongan – Traghetto – Dempasar  
Si trascorre la mattina in relax e dopo pranzo ci si trasferisce col traghetto veloce all’isola di Bali; ci si imbarca da Mashroom Beach, senza pontile, e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). A Sanur ci si trasferisce presso l’hotel già utilizzato in precedenza, il Puri Santrian.

16°g. 7/7 Dempasar – Bandara Tambolaka (Sumba)
Ci si imbarca nel corso della mattina (orario da confermare) sul volo per l’aeroporto di Bandara Tambolaka di Sumba, situato nella parte occidentale dell’isola, una tratta di circa un’ora di volo; all’arrivo è in attesa la guida locale di Sumba. Si pranza nei pressi dell’aeroporto e da qui ci si reca nella parte occidentale dell’isola. Si sosta per visitare il primo villaggio tradizionale, Waitabar – Tarung (ha due nomi perché è utilizzato da due sottoclan diversi del gruppo dei Loli. Si alloggia presso l’hotel Sumba Nautil (3*), immerso in bel giardino che offre una bellissima vista sull’oceano, con la piscina posta in posizione panoramica.

17°g. 8/7 Sumba  
Si continua l’esplorazione della regione occidentale di Sumba. Ci si immerge  nella cultura dell’isola visitando diversi villaggi tradizionali dove la cultura Marapu è ben preservata. Le case sono costruite con legno, paglia e bambù con tre livelli: sotto gli animali domestici, quindi il piano degli esseri umani (solitamente un grande spazio aperto con al centro il focolare) e l’altissima piramide del tetto che costituisce il terzo livello, che rende così tipiche le abitazioni, e che secondo la tradizione ospita gli spiriti degli antenati. Al centro dei villaggi, ma anche all’intorno, si trovano i sarcofagi di pietra dei defunti, che ospitano anche più di una persona, e si individuano diversi segni della cultura locale: il palo nella zona centrale che veniva utilizzato per esporre le teste dei nemici uccisi, le corna dei bufali sacrificati e le mascelle dei maiali all’ingresso della case, indice di benessere e stato sociale, e così via. Sorprende la cordialità delle persone, se pur spesso i maschi portino delle affilatissime spade assicurate con un panno al loro fianco. Si inizia con il villaggio di Whygali del clan dei Wanokaka, quindi Motodawu del clan dei Lamboya. Si consuma un pranzo al sacco sulla magnifica spiaggia di Morosi, perfetta per un bel bagno. Si completa la giornata con la visita del villaggio di Waruwora, anche questo del clan dei Lamboya. Si torna quindi in hotel, in tempo per un poco di relax ed un bagno nella panoramica piscina.

18°g. 9/7 Sumba  
Ci si sposta verso la parte orientale di Sumba, dal territorio di Waikabubak a Waingapu. Si sosta al villaggio di Pusunga dove si vedono alcune tombe megalitiche con interessanti incisioni sulla pietra: appartengono alla dinastia reale di questa regione. Superate le colline di Wairinding, che offrono diversi punti panoramici molto belli, si scende verso Waingapu; si visita il villaggio di Kallu, famoso per i tessuti ikat, incontrando diversi villaggi e punti d’interesse lungo il percorso. Nei pressi di Waingapu si sale poi sulla collina di Bukit Perssaudaraan, il punto panoramico più alto. Si alloggia presso l’hotel Elvin, semplice ma pulito.

19°g. 10/7 Sumba (Waingapu) – Kupang – Lubuan Bajo – Isola di Seraya  
Ci si trasferisce in volo all’isola di Flores via Timor (non ci sono collegamenti diretti). Il volo per Kupang parte alle 7.20 con arrivo alle 8.20 (orario da confermare); da qui ci si imbarca per Labuan Bajo alle 9.45 con arrivo alle 11.40 (fa un breve scalo a Bajawa) o alle 15.00 con arrivo alle 16.30 (orari da confermare). E’ ovviamente preferibile il primo dei due, ma su queste tratte tra le isole non sempre vengono rispettati gli orari ed è meglio essere preparati per qualche variazione. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce al porto dove si raggiunge in barca all’hotel Seraya Resort (4*), posto sull’omonima isoletta, situata poco più  nord della baia di Lubuan Bajo.

20°g. 11/7 Isola di Seraya
Giornata di relax. Il vasto arcipelago del parco nazionale marino di Komodo e  Rincia è un paradiso tropicale: un insieme di isole tra Sumbawa ad ovest e Flores ad est, immerse in un mare dai colori turchesi e smeraldo. Sono contornate da banchi di corallo tra i più colorati del pianeta e ornate da spiagge candide; la fauna marina è di un’abbondanza impressionante, ed anche solo facendo nuoto pinnato è usuale vedere mante ed altri grandi animali marini. A terra su alcune isole si trovano i varani, la specie di rettile più grande che si conosca (arrivano a superare i 3 metri di lunghezza e al peso di un quintale e mezzo). Per visitare l’arcipelago è necessario l’utilizzo di un’imbarcazione privata, perché qui ancora non esistono servizi; il mare tra le isole nel periodo del viaggio è tranquillo e nel caso di venti vi sono sempre aree protette. Così, nella giornata di domani si salpa dal molo del Resort per un’indimenticabile crociera.

21°g. 12/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia 
Si salpa con il vascello che sarà la nostra “casa” per  i prossimi tre giorni; le cabine sono comode, dotate di aria condizionata. Si raggiunge l’isola di Kelor e da qui Rincia dove ci si addentra nel parco con un ranger per vedere i varani; si ormeggia per la notte all’isola delle Volpi Volanti, dove si ammira lo spettacolare volo serale di questi giganteschi pipistrelli che si lanciano verso Flores per cercare il cibo.

22°g. 13/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia  
Si approda all’isola di Padar e quindi si prosegue  per il Parco Nazionale di Komodo, dove si avrà un secondo incontro con i giganteschi varani, sempre accompagnati da un ranger. Si prosegue quindi la navigazione per l’isola della "spiaggia rosa" e per l’Isola delle Volpi di Komodo (anche qui si ammirano le volpi volanti).

23°g. 14/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia  
Si prosegue l’esplorazione navigando per Manta  Ray, Taka Makasar e l’isola di Kanawa.

24°g. 15/7 Lubuan Bajo – Ruteng  
Si ormeggia presso l’isola di Bidadari e si pranza a bordo. Si approda  quindi a Lubuan Bajo e si parte in pulmino con una guida locale in direzione est, iniziano ad attraversare l’isola di Floes. L’ambiente naturale è bellissimo, con panorami su monti coperti di foreste con scorci verso il mare lontano, con diversi villaggi e terrazzamenti per la coltivazione del riso. Vi sono anche molte coltivazioni di chiodi di garofano e altre spezie. A Tuteng si ammirano i campi di riso ‘a ragnatela’ – partendo da un punto centrale si diramano allagandosi nelle varie direzioni: ogni spicchio era tradizionalmente assegnato ad una famiglia della comunità. Il capo del clan tutt’ora esegue riti di propiziazione per la semina e per il raccolto nel punto centrale; questa peculiare distribuzione geometrica richiama la forma del tetto delle capanne tradizionali ed ha l’intento di rappresenta l’unione della comunità. Giunti a Ruteng, che dista solo 125 km ma che richiedono circa 4 ore di viaggio (la strada, disegnata dagli olandesi nel 1925, è asfaltata e ben mantenuta ma piena di curve e saliscendi), si alloggia presso il Revayah Hotel. Tempo permettendo si visita la parte vecchia del villaggio, Ruteng Puu o, in alternativa, ci si reca lì il mattino successivo.

25°g. 16/7 Ruteng – Vulcano Inrie (Etnia Ngada) – Bajawa  
Si prosegue la traversata di questa stupenda isola, sempre in direzione est; la natura è rigogliosa, si vedono molti bei villaggi e colli terrazzati per le coltivazioni. Giunti a Bajawa (137 km da Ruteng) nella regione del vulcano Inrie si visitano i bei villaggi dell’etnia Ngada di Bena e Luba; qui crescono, oltre al vasto insieme di specie tropicali, bambù di dimensioni colossali – si dice che siano i più grandi esemplari al mondo. Si alloggia presso l’hotel Senian.

26°g. 17/7 Bajawa – Ende – Kelimutu (tramonto)  
Si prosegue il viaggio in direzione di Ende; per un bel tratto del percorso iniziale, sempre tra foreste tropicali, villaggi e colli terrazzati, si contorna il maestoso cono del vulcano attivo Ebulobo, con la vetta spesso ornata da emissioni sulfuree. Si tocca di nuovo la costa meridionale; qui un tratto della spiaggia scura è adorno di pietre azzurrine, e all’orizzonte si notano i coni vulcanici della penisola di Ende, di cui uno è attivo. Oltre la cittadina ci si addentra in una ripida valle che emerge tra le risaie e porta a Moni, dove si alloggia presso il Kelimutu Ecolodge. Da qui si sale in pulmino al Parco Nazionale del vulcano arrivando cin una facile passeggiata ai crateri colorati di questo magico luogo per godere del tramonto.

27°g. 18/7 Kelimutu (alba) – Maumere  
Ci si reca al vulcano Kelimutu per ammirare l’alba. Rientrati, si parte per la costa settentrionale arrivando a Maumere, dove si alloggia presso il Capa hotel (4*), posoto poco oltre il centro abitato sulla sponda del golfo di Maumere. Chi è interessato nel pomeriggio potrà recarsi in città per una visita del mercato e del porto.

28°g. 19/7 Maumere – Dempasar e volo di rientro  
Tra Maumere e Dempasar a Bali vi sono diverse possibili connessioni di volo tra la prima mattina ed il pomeriggio; Garuda parte alle 12.05 con arrivo alle 13.55. Un buon volo di rientro, che è abbinabile a quello di Singapore Airlines suggerito per l’arrivo, è della Malaysian Airlines che parte alle 19.20 per Kuala Lumpur con arrivo alle 22.15.

29°g. Giovedì 20 luglio
Si riparte da Kuala Lumpur alle 2.10 con Emirates per Dubai con arrivo alle 4.55; si riparte ancora con Emirates per Milano Malpensa alle 9.45 con arrivo a Milano Malpensa alle 14.20.

 

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