Informazioni utili

Da: giovedì 12 aprile 2018A: domenica 22 aprile 2018Durata: da 11 a 18 giorni o 20

Estensioni finali a: domenica 29 aprile 2018 O: martedì 1 maggio 2018

 

Raggiunta in volo Ashgabat, capitale del Turkmenistan, si visitano i siti d’interesse della città, della regione circostante e le rovine della storica capitale dei Parti, Nisa, sito UNESCO, e, utilizzando un volo interno, l’antica città di Merv. Si parte quindi verso nord attraverso il deserto del Karakum, sostando ai bordi dell’infuocata voragine di Darvaza, conosciuta come la “Bocca dell’Inferno”, arrivando ad Urgench, capitale dello scomparso regno di Corasmia, ed a Nukus in Uzbekistan. Da qui si parte per un’esplorazione di due giorni al lago di Aral; rientrati, procedendo verso Khiva si visitano i castelli del deserto e si raggiunge in volo Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, completando il viaggio con una visita della città.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Da Khiva è prevista un’estensione che porta in tutti gli altri luoghi di maggior interesse dell’Uzbekistan:le città di Bukhara e Samarcanda, dove si sostadue notti in ciascuna, e Shakhrisabz, con un percorso che si estende ai monti Nurata,tra le ospitali popolazioni kirghise, arrivando al lago di Aidarkul.Da Samarcanda si arriva a Tashkent, la capitale, in treno, che da qui è il mezzo più comodo e veloce; per chi è interessato è poi prevista un’altra breve estensione, due giorni, a Fergana, per completare in modo egregio la visita dell’Uzbekistan.

I dettagli del percorso sono indicati nella descrizione del Programma di viaggio.

Turkmenbashi

Turkmenbashi

Konya Urgench, mausoleo

Konya Urgench, mausoleo

Ashgabat

Ashgabat

 

 

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma.

 

Nota tecnica

Gli hotel utilizzati sono di buona qualità, tra i migliori disponibili, e sono stati selezionati, dove ve ne sono, quelli che hanno carattere tipico. Si dorme per due notti, non consecutive, nelle yurte; la prima a Darvaza in Turkmenistane la seconda all’Aral in Uzbekistan. Ai campi vengono preparati pasti caldi e tutta l’attrezzatura viene fornita, incluso cuscino, materassino e sacco apelo. Durante l’estensione in Uzbekistan solo la sistemazione di una notte nei villaggi kirghisi dei monti Nurata è molto semplice: si dispone di due stanze comuni, una per gli uomini e una per le donne ed i servizi, puliti, sono esterni; la relativa spartanità del luogo è più che compensata dalla calorosa accoglienza e benvenuto di queste ospitalissime persone. Per i trasporti terrestri si utilizzano comodi pulmini di recente immatricolazione dotati di aria condizionata. Turkmeni e uzbechi sono molto orgogliosi della loro cucina e dell’ottimo pane che sfornano, e i viaggiatori concordano; si consumano i pasti in diversi locali tipici, non solo negli hotel. E’ possibile richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio. Ci si aspetta un clima secco e non eccessivamente caldo, con massime di circa 30° e minime serali di circa 5°.

 

Gaur Kala

Gaur Kala

Deserto del Karakum

Deserto del Karakum

Konya Urgench

Konya Urgench

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Giovedì 12 aprile, partenza per Ashgabat
Per raggiungere Ashgabat, capitale del Turkmenistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo prescelto dai viaggiatori. Un buon collegamento, che consente un rientro comodo dall’Uzbekistan e che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Turkish Airlines. La partenza da Milano Malpensa è alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.35; da Roma Fiumicino alle 13.45 con arrivo alle 17.10. Da Istanbul di parte per Ashgabat alle 20.20. (Per gli orari di altre compagnie e connessioni contattare Amitaba).

2°g. 13/4 Arrivo ad Ashgabat
Si atterra ad Ashgabat alle 1.55; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Grand Turkmen (4*). Dopo un po’ di relax in hotel si iniziano le visite della città; l’insieme è molto particolare, l’attuale capo di stato ha proseguito con una politica di abbellimento della capitale, forte dei formidabili introiti portati dalla vendita del gas naturale. Ne è uscita un’urbanistica ordinata con grandi strade e poco traffico, dove i lampioni ed i corrimano delle strade sono fatti con acciaio cromato e le macchine hanno il divieto di parcheggio quasi ovunque, con parecchie realizzazioni edilizie che evocano le antiche glorie dei grandi guerrieri turkmeni e la megalomania degli ultimi leader, con grandi statue di guerrieri sparse attorno ai monumenti; il Museo Nazionale ha un’intera ala dedicata al presidente… un luogo sicuramente molto particolare e che merita una visita. Ci si reca alla moschea di Ertogrul Gazi, alle stalle dei cavalli di Ahalteke, all’Arco della Neutralità, al Parco dell’Indipendenza ed al Museo. Ai margini della città si raggiunge la moschea – mausoleo di Turkmenbashi, un ben proporzionato colossale complesso dedicato all’ultimo presidente, che fu realizzato in soli due anni. Alla sera sono interessanti da vedere i giochi luminosi creati su molti dei modernissimi palazzi.

3°g. 14/4 Ashgabat, escurione a Kow Ata e Nisa
Durante la mattina si effettua un’escursione al lago sotterraneo di Kow Ata seguendo verso nord ovest la strada che porta verso il Mar Caspio lungo la linea dei monti che delimitano il confine con la Persia; lungo il percorso si sosta per una visita alla moschea di Geokdepe. Il viaggio richiede meno di due ore, la distanza è di circa 95 km. Si scende nella grotta con una scalinatacon un dislivello di circa 70 metri arrivando al lago sotterraneo. Volendo è possibile fare un bagno; sembra che quest’acqua termale (circa 34°C) abbia doti benefiche anche per via anche del guano dei pipistrelli che vi abitano... Rientrati in città, nel pomeriggio ci si reca al magnifico sito archeologico UNESCO di Nisa, l’antica capitale dei Parti fondata nel III secolo, a pochi chilometri dalla capitale.

4°g. 15/4 Ashgabat – Mary – Ashgabat
Ci si reca all’aeroporto per imbarcarsi sul volo per Mary, che parte molto presto (6.15 – 6.55, orari da confermare); le vaste rovine di Merv, designate dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, sono situate a circa 25 km dalla cittadina. Merv fu una delle principali città – oasi dell’Asia centrale; il sito è composto da quattro città murate vicine, ognuna delle quali venne costruita in epoca diversa, quindi abbandonata e mai ricostruita. Nel periodo di maggior splendore rivaleggiava con Cairo, Damasco e Bagdad come centro culturale dell’islam, fino alla definitiva distruzione a opera dei mongoli. Completate le visite alle rovine ed al Museo si torna ad Ashgabat in volo (Mary dista circa 400 km), si parte alle 19.00 con arrivo alle 19.40 (orari da confermare).

5°g. 16/4 Ashgabat – Darvaza (la “Porta dell’Inferno”)
Mattina libera. Dopo pranzo si parte verso nord iniziando la traversata del deserto del Karakum, il cui nome significa ‘sabbia nera’ per via della base scura del terreno su cui poggiano le sabbie: una vasta distesa che, partendo a settentrione della catena dei Kopet Dag che delinea il confine meridionale con la Persia, arriva fino in Uzbekistan ai margini del lago d’Aral, occupando circa l’80% del territorio del Turkmenistan, un’area più ampiadi tutta l’Italia. Giunti a Darvaza, che dista 267 km, un percorso di circa 3 ore e mezza, si alloggia nelle yurtee si gode del tramonto sulla “Porta dell’Inferno”, mentre si aspetta che sia pronto il barbecue. Questo cratere, largo circa 70 metri e profondo 30, si è formato per il collasso del terreno in un’area dove si trova la più grande riserva di gas naturale del mondo. I fuochi che vi bruciano costantemente vennero iniziati dai geologi nel 1971 per evitare che il gas metano emesso dal terreno si propagasse; da allora ne è conseguito questo fenomeno spettacolare.

6°g. 17/4 Darvaza – Konya Urgench – Nukus (Uzbekistan)
Si prosegue il viaggio verso nord attraverso il deserto del Karakum, la meta è Konya Urgench, che dista 269 km, un tragitto che richiede quasi cinque ore. Qui si trova il sito UNESCO di Urgench, dove si ammirano in un’area piuttosto ampia diversiben preservati edifici che datano dal XI al XVI secolo. Le origini di questa antica capitale della Corasmia risalgono secondo gli archeologi al V secolo a.C., ma le opere d’interesse che vediamo oggi sono del periodo islamico; tra queste spiccano l’altissimo minareto, alcune moschee e l’ingresso di un caravanserraglio. Completate le visite si prosegue verso nord est per l’Uzbekistan; al confine si salutano autista e guida locale turkmeni e s’incontrano la nuova squadra ed il mezzo uzbeko, e si continua per la città di Nukus (circa 50 km da Urgench, un’ora di viaggio), dove si alloggia presso l’hotel Jipek Jolio simile.

7°g. 18/4 Nukus – Muynak – Plateau di Usturt – Aral
Da Nukus si continua ancora verso nord, arrivando a Muynak in circa due ore (200 km), che prima dell’inizio del processo di prosciugamento del lago Aral, era un porto sulle sue rive: ne sono testimoni le navi appoggiate sulla sabbia. Si visita il Museo e si pranza qui. Nel pomeriggio si prosegue il viaggio lungo il plateau di Ustyurt, con pittoreschi canyon e luoghi rivelati dal ritiro delle acque, con diversi depositi salini, un insieme che ispira alla fotografia, e si giunge fino alle acque dell’Aral. Contengono tantissimo sale, che forma anche molta schiuma, e oltre le onde non si vede la sponda opposta; il luogo è molto bello e se non la testimoniasse una catastrofe ecologica ci si potrebbe fermare sereni ad ammirare la peculiare bellezza che la natura offre giungendo fin qui. Infatti negli anni ’50, prima che il massiccio utilizzo della acque d’immissione per l’agricoltura iniziasse a consumarlo, l’Aral misurava 486 per 284 km, aveva una profondità di 68 metri e si estendeva per 68.000 kmq, era il quarto lago per dimensioni al mondo, e fino agli anni ’80 vi vivevano 34 specie di pesci. Oggi è diviso in tre parti, di cui una interamente in Kazakistan, che tutte insieme rispetto al lago che avremmo trovato negli anni ’50 hanno una superfice ridotta ad un quarto ed un volume d’acqua che corrisponde a circa un decimo. Si alloggia nelle yurte.

8°g. 19/4 Aral –Kungrad - Lago di Sudochie – Mizdakhan – Gyaur-Kala – Nukus
E’ consigliabile alzarsi presto per ammirare l’alba. Dopo colazione si parte per rientrare a Nukus seguendo un percorso diverso che porta alle rovine dell’antico villaggio di Kurgancha Kala (VII – VIII secolo), transita da Kungrad, uno dei siti della Via della Seta, e dalle rovine dell’insediamento abbandonato di Urga; sul percorso si notano i resti di un faro ed è molto pittoresco il lago di Sudochie. Avvicinandosi a Nukus si visitano la necropoli di Mizdakhan e la vicina fortezza di Gyaur-Kala, la ‘fortezza degli infedeli’, così denominata perché gli abitanti di questa possente fortezza, fondata originariamente nel IV secolo a.C., erano zoroastriani, che furono sconfitti e convertiti forzatamente all’islam.Giunti a Nukus si alloggia nel medesimo hotel.

9°g. 20/4 Nukus – Castelli della Corasmia – Khiva
Questa remota cittadina nell’ovest dell’Uzbekistan ospita lo straordinario museo Savitsky, appellato da alcuni ‘il Louvre del deserto’- anche se gli interessanti reperti sono principalmente inerenti l’arte del periodo sovietico; lo si visita e si effettua un giro in città. Dopo pranzo si parte per Khiva (200 km, circa 4 ore), iniziando il viaggio verso est attraverso la regione di Elliq-Qala; sul percorso si visitano due importanti siti dell’antico regno della Corasmia: ShylpykKala, un tempio fortezza zoroastriano, e le impressionanti rovine di Toprak Kala, che ne fu la capitale nel III secolo. Giunti a Khiva si alloggia presso l’hotel Malika Kheivak o Orient Star o Malika Khiva o Qosha Darvoza o Old Khiva. Qui si viene raggiunti in serata dai partecipanti che seguono solo questa parte del viaggio.

 

Per chi rientra:

10°g. 21/4 Khiva– Tashkent
Si salutano i compagni di viaggio e l’accompagnatore italiano e ci si reca in tempio utile all’aeroporto di Urgench (dista circa 40 km, meno di un’ora di viaggio) dove il volo della Uzbekistan Airlines parte alle 9.35 con arrivo alle 10.55 (orari da confermare). All’arrivo si viene ricevuti dalla guida locale, Mukaddas Arabbaev, la moglie di Utkir che, come lui, parla fluentemente l’italiano. Ci si dedica alla visita la città, che è il centro urbano più grande dell’Asia centrale, iniziando dal complesso di Khast Imom, centro religioso del paese dove si trovano diversi siti interessanti (la madrassa Barak-Khan, la moschea Tilla Sheikh, il mausoleo di Abu BakrKaffal Shashi e l’istituto islamico dell’Imam al-Bukhari), e dal grandissimo bazar di Chor-Su. Si prende poi un tratto della metropolitana, che è uno dei punti di interesse per la sua tipologia costruttiva e la ricca decorazione risalente al regime sovietico, arrivando nel centro della Tashkent moderna alla grande piazza con la statua equestre di AmirTimur (Tamerlano), la piazza dell’Indipendenza e il museo di Arti Applicate. In tarda serata, dopo cena, ci si reca all’aeroporto per il volo di rientro.

11°g. Domenica 22 aprile, arrivo a destinazione
Il volo della Turkish Airlines parte alle 2.40 con arrivo a Istanbul alle 5.45; si parte da qui per Milano Malpensa alle 7.35 con arrivo alle 9.30 o per Roma Fiumicino alle 8.15 con arrivo alle 9.55.

 

Per chi segue l’estensione alle città storiche uzbeke e ai monti Nurata:

10°g. 21/4 Khiva
Si dedica la giornata alla visita di Khiva; la parte antica, designata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, è circondata da mura perimetrali e contiene i principali monumenti storici, una città-museo. La si percorre tutta a piedi accompagnati dalla guida locale, si ha decisamente la sensazione di essere fuori dal tempo; gli edifici sono stupendi, le maioliche colorate preziose, un insieme unico al mondo. Pur essendo essenzialmente un sito storico, non è solo un’incantevole cittadina museo ma offre anche interessanti negozi con dell’ottimo artigianato da acquistare; il pomeriggio è libero per poter esplorare la città murata a proprio piacimento, senza pericolo di perdersi avendo i minareti come ottimi punti di riferimento.

11°g. 22/4 Khiva – Urgench - Bukhara
Si parte in volo dall’aeroporto di Urgench alle 10.10, arrivando a Bukhara alle 11.10 (orari da confermare); si alloggia presso l’hotel Amulet o As-Salom o simile. Nel pomeriggio si visitano i siti limitrofi alla città, il palazzo estivo dell’emiro e il mausoleo del grande santo sufi Bakhoutdin Naqshbandi. In serata si assiste allo spettacolo folcloristico tenuto presso la madrassa di Nodir Devan Begi.

12°g. 23/4 Bukhara
Il centro della città storica è un gioiello; lo si esplora principalmente a piedi con la guida locale. Il punto d’inizio è la piazza di Lyabi Hauz ed alcuni dei punti salienti sono la moschea Maghoki-Attar, che è la più antica dell’Asia ed il punto più sacro della città, i bazar coperti, il minareto di Kalon, le moschee di Kalon e Bolo-Khauz, le madrasse Chor Minar, Mir-i-Arab, Ulugbek e Abdul Aziz Khan, il palazzo di Ark e i mausolei di Ismail Samani e Chashma Ayub.

13°g. 24/4 Bukhara – Nurata – Monti Nurata
Si lascia Bukhara verso nord transitando da Vobkent, dove si trova un bel minareto, e si sosta al villaggio di Gijduvan, famoso per l’artigianato di vasellame. Il paesaggio si trasforma, diventa ondulato e coperto di praterie; si visita Nurata, dove si trovano le rovine di un castello che risale ai tempi di Alessandro Magno ai cui piedi vi sono una moschea con una vasca d’acqua sacra piena di pesci ed un mausoleo. Proseguendo, sulla linea dello spartiacque si sosta per vedere delle incisioni rupestri e si arriva a nord dei monti Nurata dove si procede seguendo il bordo meridionale del grande lago Aidarkul, che orna la linea dell’orizzonte, entrando quindi in una bella valle tra i monti e giungendo al villaggio di Ashraf o di Yangi Hayot. Si alloggia presso una famiglia locale kirghisa; in questa regione è in corso un progetto di ecoturismo iniziato nel 2007 e si avrà l’opportunità di condividere la vita rurale di queste montagne, dove costumi e tradizioni sono ben preservate. Gli alloggi sono tradizionali, molto semplici: si dispone di due stanze comuni, una per gli uomini ed una per le donne ed i servizi, puliti, sono esterni; la relativa spartanità del luogo è più che compensata dalla calorosa accoglienza e benvenuto di queste ospitalissime persone. Oggi si percorrono circa 330 km, con un tempo di guida di circa 5 ore.

14°g. 25/4 Monti Nurata – Lago Aidarkul – Samarcanda
Si trascorre la mattina nei villaggi facendo una passeggiata che porta verso l’interno della valle; poi si raggiunge verso nord il lago Aidarkul (30 km, 1 ora), con le acque turchesi che lambiscono le praterie ed alcune piccole dune di sabbia. Si prosegue quindi seguendo da lontano la costa del lago verso est e, superata la linea dei monti, si devia in direzione sud per Samarcanda, con un percorso di circa 220 km che richiede approssimativamente4 ore; si alloggia all’hotel Grand Samarkand o simile.

15°g. 26/4 Samarcanda
Considerata il gioiello della Via della Seta, è una città il cui centro affascina chiunque abbia il piacere di percorrerlo: oggi se ne visitano gran parte delle meraviglie. Solitamente si inizia dal mausoleo di Tamerlano, che fa a gara con gli altri siti per bellezza assoluta, e colpisce anche per la visuale che si ha della cupola dal suo interno; da qui una gradevole e breve passeggiata porta alla colossale moschea di Bibi Khanym, la cui storia ha anche un fondo romantico. Proseguendo si giunge nel cuore di Samarcanda: il Registan, uno dei punti più esteticamente appaganti dell’Asia Centrale, con i tre magnifici edifici che la contornano, un luogo che ci fa comprendere lo stupore che si riscontra nei racconti degli antichi viaggiatori. Si continua con il bazar di Siyob, l’osservatorio di Ulugbek, il Gur Emir e la necropoli di Shah-i-Zinda, dove i mausolei compongono una linea di edifici mirabilmente decorati, dalle proporzioni perfette, con molti dei meravigliosi interni visitabili.

16°g. 27/4 Samarkanda, escursione a Shakhrisabz
La città di Shakhrisabz, luogo natale di Tamerlano, dista circa 2 ore di viaggio (90 km) verso sud; si attraversa un passo con bei panorami verso la catena dei monti Fan ad est. La strada del passo, che è comunque comoda e larga, è chiusa al transito dei pulmini; così per l’escursione si utilizzeranno delle auto. A Shakhrisabz si effettua una visita completa: ai resti del palazzo di Ak-Saray, ai mausolei di Jehangir e di Dorut Tilovat ed alla moschea di Kok-Gumbaz. Si rientra quindi a Samarcanda.

17°g. 28/4 Samarcanda – Tashkent
Si visitano la tomba di San Daniele ed il museo dell’area archeologica di Afrosiab, che in antichità era il centro della città. Si raggiunge quindi il villaggio di Koni Ghil, dove viene prodotta artigianalmente la tipica carta di Samarcanda. Il treno veloce per Tashkent, che dista circa 300 km, parte alle 17.00 con arrivo alle 19.10. A Tashkent si alloggia presso l’hotel Ichan Qala.

 

Per chi rientra:

18°g. Domenica 29 aprile, volo di rientro e arrivo a destinazione
Il volo della Turkish Airlines parte alle 2.40 con arrivo a Istanbul alle 5.45; si parte da qui per Milano Malpensa alle 7.35 con arrivo alle 9.30 o per Roma Fiumicino alle 8.15 con arrivo alle 9.55.

 

Per chi prosegue per la valle di Fergana:

18°g. 29/4 Tashkent – Kokand - Fergana
Fergana dista circa 320 km, un viaggio di circa 4 ore e mezza, situata a breve distanza dal confine tagiko. E’ il centro principale della grande vallata che storicamente è sempre stata molto contesa dalle popolazioni locali per via della fertilità e buona irritabilità perché completamente circondata da montagne, un’area da sempre considerata come il granaio naturale dell’Asia centrale. Si inizia valicando il panoramico passo di Kamchik (2267 mt) utilizzando delle auto perché ai pulmini non è consentito il transito. La prima tappa è a Kokand, dove si visitano tutti i siti: il palazzo di Khudoyar-Khan, la moschea di Jami e la madrassa di Norbutabeck. Si prosegue quindi per Fergana che da qui dista 80 km, dove si visita il parco di Akhmad Al-Fergani; si alloggia presso l’hotel Club777 o simile.

19°g. 30/4 Fergana – Margilan – Rishtan - Ok Er - Tashkent
Si lascia Fergana diretti alla vicina Margilan, dove si visita la madrassa di Said Akhmad-Khoja, che ospita un gran numero di artigiani produttori di tappeti e sete, e ci si reca a visitare una fabbrica dove viene eseguita la caratteristica lavorazione della seta con i tipici disegni Ikat. Si prosegue per Rishtan dove vi è un’interessante produzione di vasellame, e, al villaggio di Ok Yer, una produzione di tappeti fatti a mano. Si torna quindi verso nord riattraversando il passo di Kamchik e si arriva a Tashkent, dove si pernotta presso il medesimo hotel.

20°g. Martedì 1 maggio, volo di rientro e arrivo a destinazione Il volo della Turkish Airlines parte alle 9.15 con arrivo a Istanbul alle 11.40; si parte da qui per Milano Malpensa alle 15.55 con arrivo alle 17.55 o per Roma Fiumicino alle 12.55 con arrivo alle 14.25.

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