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Da: sabato 9 aprile 2005A: domenica 17 aprile 2005Durata: 9 giorni

SVALBARD 2005: Spedizione tra i ghiacci del Grande Nord
SVALBARD 2005: Spedizione tra i ghiacci del Grande Nord - Amitaba
Svalbard

Questo viaggio è stato ideato da Amitaba in collaborazione con uno dei rari italiani che risiede nell’ambiente artico delle isole Svalbard da più di dieci anni, facendone uno dei residenti abituali di più vecchia data: gli abitanti (2800 in tutto l’arcipelago) normalmente si fermano infatti solo per brevi periodi, o al massimo per due o tre anni se sono impegnati nelle missioni di ricerca scientifica.

Valutando le modalità ottimali per una spedizione conoscitiva affrontabile da persone dotate del necessario spirito richiesto da un’esperienza di questo tenore, ma … “normali”, si è scelto innanzi tutto il periodo migliore, che è il mese di aprile. In questo mese la coltre nevosa copre molto bene i ghiacciai, le aree di terreno e il mare gelato, consentendo di spostarsi con relativa facilità; le giornate hanno già luce per 24 ore, fioca solo nelle tarde ore della notte, e per le statistiche metereologiche è un momento di alte pressioni caratterizzato da tempo stabile e usualmente terso. Per la modalità di spostamento si è deciso di usare le motoslitte perché la vastità del territorio è tale che muovendosi in altro modo, con slitte trainate dai cani, sci o racchette da neve, prescindendo dai problemi delle capacità tecniche richieste ai partecipanti, si è lenti e non si riescono a raggiungere molti dei luoghi più interessanti.

Il viaggio prevede di arrivare in volo a Longyearbyen, un paesino immerso tra i ghiacci definito “capitale” delle Svalbard, che sono un territorio sovranazionale affidato in gestione alla Norvegia, dove ci si accomoda in confortevoli appartamentini in cui viene servita anche la colazione. La prima giornata si dedica ad una visita di Longyearbyen e, chi vuole, avrà la possibilità di provare l’emozione di una gita con i cani da slitta. Il giorno successivo, dopo un attento briefing e la distribuzione dell’attrezzatura necessaria, si parte con la guida esperta di Stefano Poli per la spedizione con le motoslitte che dura cinque giorni. Il tragitto che è stato prescelto è avvincente, passa lungo la costa, attraversa vallate, scorre sui ghiacciai e sul mare gelato. Si toccano zone dai nomi mitici: Bunsowland, l’entroterra di Nordenskiöldland e Sabineland, la costa dell’isola di Spitsbergen, sperimentando diversi tipi di paesaggio artico; se le condizioni della neve e del clima lo consentiranno ci si spingerà fino a Ny Alesund, il centro di ricerca del CNR, il luogo abitato più settentrionale del mondo. Si visitano Barentsburg, Kapp Linné e Pyramiden, nonché numerose baite di cacciatori e si scovano le tracce dell’attività umana di estrazione mineraria che risale all’inizio del secolo scorso. L’ambiente è immacolato, senza tracce di transito umano, e si vive una indimenticabile esperienza d’immersione nel mondo artico; si incontrano le renne, si cercano le tracce dell’orso polare e con un minimo di fortuna si riuscirà ad avvicinarsi (a distanza di sicurezza) a qualche esemplare.

La spedizione prevede 4 pernottamenti tra i ghiacci delle Svalbard; una la si passa in una base russa, presso un modesto alberghetto (ma caldo e pulito) e per tre notti consecutive nel "Gamme", il tendone lappone riscaldato, dove non c’è la doccia, si dorme in sacco a pelo su un materasso di pelli di renna ed è possibile far asciugare gli abiti e le scarpe. Se si riesce ad arrivare a Ny Alesund si dorme nel Gamme solo per due notti, perché presso la base del CNR è possibile dormire al coperto. Il Gamme viene posizionato dall’organizzazione prima della partenza, evitando così di dover portare con sé il carico e provvedere a montaggio e smontaggio durante l’esplorazione. Rientrati a Longyearbyen si dedica l’ultima giornata alla visita di una grotta formata dal colatoio di un ghiacciaio, dove letteralmente si ‘entra’ nelle incredibili formazioni modellate dal ghiaccio per qualche ora.

 

Clima, condizioni e spirito dei partecipanti

Il periodo prescelto per il viaggio è usualmente secco, terso e senza vento, ma nell’artico è sempre possibile che si formino bufere di neve e che si alzino forti venti con le temperature che passano in breve tempo da quello che qui si considera normale, -5° C., ai –25° C. Le condizioni ambientali così diverse da quelle che ci sono abituali, e che possono a volte essere anche difficili, richiedono la collaborazione di ciascuno; durante la spedizione bisogna sforzarsi di adottare uno spirito di tolleranza delle esigenze degli altri, cercando di mantenere una buona stabilità emotiva e fisica. La qualità più preziosa in questo genere di avventura è l’adattabilità e la fiducia. Chi avesse subito in passato operazioni chirurgiche, fratture, malattie particolari, allergie, cattiva circolazione sanguigna, infortuni, ecc. che potrebbero influire sull’andamento della spedizione deve informarne l’organizzazione prima della partenza.

Per motivi di sicurezza ci si riserva di modificare l’itinerario descritto in funzione delle condizioni atmosferiche e di innevamento ed i partecipanti saranno impegnati a seguire le istruzioni e le avvertenze della Guida.

 

Motoslitte e attrezzatura

L’itinerario prevede di percorrere vaste aree del territorio delle Svalbard in motoslitta. La guida dei mezzi è semplice; si richiedono minimo 16 anni e una patente di guida per automobile o per la moto. La motoslitta deve essere considerata come un mezzo di trasporto da utilizzare con particolare attenzione all’ambiente, agli animali e all’inquinamento. Durante le tappe si hanno diverse pause e la velocità viene regolata in base alle condizioni ambientali e alle capacità dei partecipanti. I partecipanti possono scegliere se utilizzare le motoslitte individualmente o al massimo in due.

 

Attrezzatura che deve portare chi partecipa

Durante la spedizione con le motoslitte si deve portare con sé il minimo indispensabile di oggetti personali, ma non deve mancare nulla di quanto è essenziale per la vita nel clima artico. L’equipaggiamento personale necessario consiste in: 2 paia di calze sottili, 2 paia di calze pesanti, indumenti intimi (calzamaglia e maglia), pantaloni caldi e termici, maglione pesante, sciarpa o copricollo, cappello, 2 paia di guanti, giacca e copripantaloni (in goretex o materiale simile), 1 piccolo zaino per gli oggetti personali. Per la scelta dei materiali, alcuni preferiscono utilizzare tutti capi in lana, altri utilizzano le fibre tecnologiche come il capilene o simili. E’ importante abbigliarsi in modo che non passi l’aria, quindi copripantaloni e giacche devono essere di ottima qualità. I partecipanti che a discrezione della Guida non avessero del vestiario adeguato dovranno acquistarlo o noleggiarlo a Longyearbyen al prezzo di Nok 40 al giorno (circa € 5) per pezzo.

 

Attrezzatura fornita dall’organizzazione

Vengono forniti: scarpe termiche da motoslitta, tuta termica (si indossa sopra i copripantaloni e la giacca), occhiali da motoslitta, passamontagna, casco, cappello, guantoni da motoslitta e sacco a pelo.

Equipaggiamento di soccorso e sicurezza in dotazione alla spedizione: emettitore satellitare di SOS, revolver/fucile, telefono satellitare o radio VHF, pronto soccorso, razzi segnalatori, GPS, carte e bussola, allarme anti-orso, attrezzatura da ghiacciaio, tenda, materassino, fornellino con combustibile, attrezzatura per riparazioni, pezzi di ricambio, badili da neve, thermos.

 

Alimentazione

Durante la spedizione si potrà avere cibo normale per colazione e cena; durante la giornata si utilizzano cibi liofilizzati da spedizione che si idratano con l’acqua calda da termos. E’ possibile avere cibo adatto anche ai vegetariani.

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Sabato 9 aprile, volo per Longyearbyen
A Longyearbyen ci si sistema in appartamentini, situati tutti vicini, da 2, 3 o 4 persone, dove viene servita anche la colazione.

2°g. 10/4 Longyearbyen
Colazione e visita del museo, della galleria e delle installazioni scientifiche; queste visite sono utili anche per iniziare a capire l’ambiente in cui ci si trova e le motivazioni degli uomini che si sono insediati in queste inospitali regioni che oggi costituiscono una piccola comunità internazionale. Si comincia con la visita al Museo delle Svalbard dove è documentata la storia dell’attività umana nell’arcipelago, dalla caccia alle balene alle attività minerarie. Percorrendo la valle di Longyearbyen, si passa dalla "Huset" fino alla Nybyen (città nuova) e si prende visione delle infrastrutture di ieri e di oggi. Si visita la Galleria Svalbard che espone una raccolta di antiche mappe dell’arcipelago e le belle opere di Kåre Tveter. Successivamente chi lo desidera può sperimentare un’escursione con i cani da slitta, per assaporare lo stile dei “vecchi tempi”, della durata di mezza giornata.

3°g.  11/4 Longyearbyen - Barentburg
Istruzioni sulla guida delle motoslitte, consegna degli indumenti per la spedizione polare e preparazione della partenza del tour tra i ghiacci. Si inizia in direzione sud-ovest sul terreno vario delle strette valli di Todalen e Bødalen. In tarda mattinata si arriva alla baia di Colesbukta a Kapp Laila, sul lato meridionale dell’Isfjorden, dove si trovano vecchi e nuovi edifici appartenenti all’attività russa nella baia di Colesbukta. Si prosegue lungo la costa ammirando i bellissimi panorami della parte settentrionale dell’Isfjorden. Si pranza con un piatto caldo lungo il percorso. Dopo Kapp Heer, la base russa per gli elicotteri, si scorgono i primi edifici della base russa di Barentsburg. Se le condizioni del tempo e del percorso lo consentono, si continua sulla superficie ghiacciata del Grønfjorden fino a Kapp Linnè (Isfjord Radio), una postazione avanzata sulla parte occidentale dello Spitsbergen. A Barentsburg ci si sistema in camere doppie al Barentsburg Hotel, un alberghetto caldo, pulito e ... russo, con cena tipicamente russa. Con le motoslitte si percorro circa 100 km.

4°g.  12/4 Barentburg – Tempelfjorden 
Ci si dirige verso il Van Mijenfjorden, attraverso il ghiacciaio o attraverso l’entroterra, a seconda delle condizioni metereologiche. Ci si ferma presso delle vecchie baite, in località panoramiche o in vista di animali. In questa zona è facile incontrare delle renne e foche sul ghiaccio marino. Lungo il percorso ci si ferma per un pasto caldo. Nel pomeriggio ci si avvicina al Tempelfjorden. Il paesaggio cambia totalmente, con formazioni montuose spettacolari intorno al fiordo: ripide pareti con migliaia di fulmari che nidificano, stretti canyon e strati di roccia sedimentari che raccontano la storia delle Svalbard. Si sosta a Fredheim, l’antica stazione di caccia di Hilmar Nøis. Si continua lungo la superficie ghiacciata del Tempelfjorden. Più avanti si supera Kapp Schoultz, con i resti di un breve tentativo di estrazione mineraria. L’ultima sosta si effettua presso il fronte stupendo del ghiacciaio Tunabreen, nella parte interna del Tempelfjorden: una parete gigantesca di ghiaccio blu che non si può quasi descrivere. Si giunge infine al campo tendato, costituito dalla "Gamme", un tendone lappone riscaldato dove si sta anche in piedi ed ospita fino a 12 persone, che viene precedentemente predisposto per la nostra spedizione. Qui ci si rilassa, si cena, ed è probabile che ci si trovi a domandarsi come sia inverosimile avere tante comodità pur trovandosi nel silenzio artico della natura selvaggia. Lunghezza percorso: 130 km circa.

5°g.  13/4
Nella giornata di oggi si possono svolgere due diversi programmi, in funzione delle condizioni del tempo e della neve A) Escursione alla costa nord est di Spitsbergen  Ci si dirige verso la costa orientale iniziando ad attraversare i grandi ghiacciai della terra di Sabineland; il paesaggio cambia notevolmente man mano che ci si sposta diventando sempre più artico, si è circondati unicamente dal ghiaccio, ghiaccio bianco che ricopre anche le cime delle montagne. Dopo aver raggiunto il passo sulla cima del Von Postbreen, si può ammirare la costa orientale dell’isola di Spitsbergen. Man mano che si scende per il ghiacciaio di Hayesbreen si ammira la bellezza di questo mondo bianco nei suoi aspetti attraenti e grezzi della costa orientale, presso la baia di Mohnbukta. Si sosta per un piatto caldo presso il fronte del ghiacciaio. Si prosegue lungo la banchisa per esplorarne le sue forme, i suoi colori e i suoi segreti. A seconda delle condizioni del ghiaccio ci si muove sulla superficie del fiordo nella speranza di riuscire a vedere l’orso bianco. Solitamente se ne possono almeno osservare le tracce; se si è fortunati e pazienti, le possibilità di incontrare l’orso bianco aumentano o si può anche incontrare un’orsa con i piccoli.  Si sosta presso una baita prima di tornare verso ovest, rientrando al campo tendato. Lunghezza percorso: 100 km circa. B) Tempelfjorden - Ny Alesund Se le condizioni lo permettono si parte verso nord ovest per raggiungere la base del CNR a Ny Alesund, che è il villaggio più a nord del mondo, dove si trova il pilone di Umberto Nobile (dirigibile Italia). La traversata è avvincente, attraverso diversi fiordi e massicci montani. A destinazione si alloggia in un alberghetto riscaldato, pagando un extra di € 90. Lunghezza del percorso: 180km circa.

6°g.  14/4 A) Escursione alla costa sud est di Spitsbergen 
Partenza in direzione sud-est lungo il Tempelfjord, ci si dirige verso la banchisa, sostando presso il fronte del ghiacciaio di Ulvebreen. In seguito si incontra una baita sulla parte sud-est della baia. Si continua lungo la costa in direzione sud e si sosta più tardi presso i grandi iceberg bloccati nella banchisa. Pranzo caldo al sacco lungo il percorso. Nel pomeriggio ci si avvicina alla baia di Agardh. Si prosegue verso ovest e si attraversano grandi ghiacciai, l’ultimo dei quali è il Rabotbreen, che presenta un particolare paesaggio lunare nella grande morena inferiore. L’ultima tratta prima di rientrare al campo tendato è la lunga e larga vallata di Sassendalen. Lunghezza del percorso: 90 km circa. B) Ny Alesund – Tempelfjorden  Se ci si è recati fino a Ny Alesund, si rientra al campo tendato con un itinerario verso sud est che si sviluppa con un tragitto diverso da quello del giorno precedente.

7°g.  15/4 Tempelfjorden - Longyearbyen 
La tappa inizia verso nord-ovest, salendo e scendendo per le valli strette della terra di Bünsowland, con un tracciato che passa sia per i ghiacciai sia per i fondovalle. Dopo 2-3 ore si scende lungo il ghiacciaio di Nordenskiöldbreen, all’interno della baia Adolfbukta, nel Billefjorden. Ci si ferma per una sosta presso il fronte del ghiacciaio, per poi attraversare la baia di Petuniabukta sulla superficie ghiacciata in direzione di Pyramiden, dove si pranza con un piatto caldo e si curiosa in quella che oggi è una città fantasma. Pyramiden fu chiusa nel 1998, ma ancora oggi pare che tutte le case e l’impianto della miniera siano appena stati abbandonati. Se le condizioni del ghiaccio del Billefjorden non fossero sufficientemente buone, la via del ritorno segue lo stesso tragitto dell’andata attraverso la terra di Bünsowland, altrimenti si procede direttamente lungo il ghiacciaio. L’ultima tratta verso  Longyearbyen è nell’entroterra, lungo vallate e piccoli ghiacciai. Una volta arrivati a Longyearbyen si scaricano le motoslitte, si riconsegna l’abbigliamento utilizzato per la spedizione e ci si reca negli appartamentini per la notte. Lunghezza del percorso: 130 km circa.

8°g.  16/4 Longyearbyen 
Escursione alla grotta di ghiaccio, durata 4 ore; pranzo e cena liberi. La grotta di ghiaccio offre un’esperienza indimenticabile all’interno del ghiacciaio. Sono necessari calzature e indumenti caldi; la temperatura all’interno della grotta si aggira sui -3 gradi. Si sale con le motoslitte sul ghiacciaio e ci si cala all’interno del canale di scioglimento. Si usano potenti torce e, se necessario, attrezzatura da ghiacciaio. Quando si entra nel canale è come essere in un altro mondo: un labirinto di ghiaccio che rivela formazioni bizzarre ed impensabili, tutto è blu e bianco e il canale, scavato dall’acqua, ha l’aspetto di un’opera realizzata da un minuzioso artigiano. Lo spazio è ampio, solo a tratti bisogna chinarsi. Nel pomeriggio si visitano i dintorni di Longyearbyen: la valle Adventdalen e l’impianto di purificazione del carbone. Si potranno anche vedere la miniera 6, il porto del carbone e i canili dei cani groenlandesi.

9°g.  Domenica 17/4, volo di rientro

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