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Da: venerdì 23 aprile 2004A: sabato 8 maggio 2004Durata:

INDIA 2004: Kumbhamela di Ujjain e luoghi storici del Madya Pradesh

Ujjain, fiume Shipra

 

Il viaggio, ricchissimo di contenuti, porta in India durante Shukla Purnima, la luna piena del mese di aprile-maggio che segna il giorno della grande abluzione che costituisce l’evento principale del Kumbhamela ad Ujjain, un momento molto speciale per avvicinare l’essenza della cultura dell’India. L’itinerario è stato predisposto anche per avvicinare i luoghi più interessanti del Madya Pradesh, poco toccati dal turismo, con incredibili tesori artistici e storici.

Ad Ujjain la città sarà animata da una vastissima folla di pellegrini ed i suoi luoghi sacri circondati dagli accampamenti dei diversi Ashram ed Akhara; qui risiederemo presso il Siddha Ashram retto da Swami Nardanand, situato sulle rive del fiume dove avviene l’abluzione rituale, stando così a diretto contatto con l’atmosfera profondamente spirituale che anima il Kumbhamela.

Il Kumbhamela si svolge da secoli in corrispondenza di sorgenti o confluenze di fiumi associati agli eventi mitici narrati nella letteratura sacra induista che individua in Ujjain sul fiume Shipra, Hardwar sulla Ganga, Prayag al Triveni e Nasik sulla Godavari i quattro luoghi in cui caddero le gocce del nettare dell’immortalità (vedi le note culturali in fondo al programma). Il Maha Kumbhamela tenutosi nel 2001 ad Allahabad, l’antica Prayag, ha visto radunarsi nell’arco di un mese più di 50 milioni di pellegrini provenienti da tutta l’India – l’aggregazione più vasta che si conosca nella storia dell’umanità! Dopo il grande Kumbhamela del 2001 al Triveni e la celebrazione in agosto del 2003 a Nasik il prossimo appuntamento è questo di Ujjain, la bella e antica città del Madya Pradesh a sudovest di Bhopal.

Nel Kumbha Mela i diversi aspetti di festa religiosa, evento politico e culturale, mercato, circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.

Descrizione del viaggio

Il viaggio inizia con una mattina di visite a Mumbai (Bombay), con le incredibili strutture architettoniche vittoriane, la piscina sacra di Banganga quartiere dei lavatori e delle stirerie, il tempio di Mahalakshmi, la moschea sul mare di Haji Ali.

Trasferitici in volo a Bhopal si prosegue con la visita della città e dei più interessanti luoghi dei dintorni. Bhopal è una grande città al centro del Madya Pradesh, tristemente famosa per la catastrofe avvenuta nel 1984 con la esplosione di alcune vasche di pesticidi della Union Carbide (il ventennale della sciagura cade quindi proprio nel 2004). Fortunatamente del terribile evento non resta traccia evidente: si tratta in realtà di una bella città piena di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore tra le quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India.

Nei dintorni di Bhopal visiteremo luoghi di grande interesse storico, religioso ed artistico. Prima di tutto le grotte di Bimbetka, il sito preistorico più famoso dell’India dove. Su di una collina disseminata di rocce maestose immerse tra la vegetazione si trovano circa 500 grotte naturali occupate tra il 15000 ed il 2000 a.c. da diversi insediamenti che vanno dal paleolitico superiore al mesolitico. I graffiti rupestri nei colori rosso, bianco, nero ed ocra raffigurano animali selvaggi, scene di caccia  e di danza, fino a divinità riconoscibili come Shiva e Ganesh. Vicino a Bimbetka, nel villaggio di Bhojpur visiteremo il tempio shivaita di Bhojeshwar, di proporzioni impressionanti: costruito nell’XI secolo e rimasto incompiuto, il tempio ospita nella cella, inquadrato da quattro enormi pilastri, uno Shivalingam di 2.2 metri d’altezza, il più grande dell’India. Nelle immediate vicinanze, costruiti dallo stesso re della dinastia Paramara, Raja Bhoja, si trovano un tempio giainista con una statua alta 6 metri del Tirthankara Shantinath in pietra nera ed i resti di una diga.
Sempre nelle vicinanze di Bhopal visiteremo i famosi stupa di Sanchi, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.c. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha, che viene raffigurato aniconicamente come è caratteristico dell’arte di quel periodo. Nelle vicinanze di Sanchi visiteremo nel villaggio di Vidisha i pochi ma imponenti resti di un grande tempio di epoca Gupta successivamente trasformato in moschea ed un adiacente tempio a pozzo, le grotte di Udaygiri con una famosa rappresentazione di Varaha, Vishnu nella sua incarnazione in cinghiale, e la colonna di Eliodoro fatta erigere a Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.c. per commemorare la sua conversione all’induismo.

Da Bhopal ci si trasferisce in uno dei posti più belli dell’India: Mandu. Si tratta di un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo che costellano un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya.  Questo magico spazio, 200 ettari di natura incontaminata a circa 650 metri di altitudine, si affaccia sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan che si estende verso sud a perdita d’occhio.
La dinastia afgana dei Ghauri, che conquistò l’indipendenza nel 1401 dal sultanato di Delhi, iniziò una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza.
Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, citeremo qui solo il musoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo ed importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, ed il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e Rupamati dalla voce d’argento, certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo.
Con base a Mandu faremo una visita anche a Dhar, la precedente capitale della dinastia Ghauri,  posta sulla riva di un lago e che possiede un forte e due antiche moschee, e a Bhag, con delle interessanti grotte buddhiste.

Da Mandu ci raggiunge Ujjain, dove ci immergeremo nella vita dell’Ashram e nell’atmosfera festiva del Kumbhamela e visiteremo questa antica ed interessantissima città, dove è ancora sensibilmente viva la cultura tradizionale induista in una forma ancora miracolosamente immune dalle trasformazioni imposte dall’avanzare della modernizzazione.
Testimoniano l’importanza culturale di Ujjain la circostanza che la sua longitudine costituisca il meridiano di origine nei calcoli orari dell’astronomia indiana tradizionale e la presenza dell’osservatorio astronomico costruito nel 1733 dal Maharaja Jai Singh II, costruttore anche degli altri due famosi osservatori di Jaipur e Benares, ma a differenza di questi ultimi due ancora attivo.
Il centro della città sacra è costituito dal tempio di Mahakaleshwar, che contiene uno dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh, simbolo della inestinguibile forza generatrice del Dio Shiva, e dal Ramghat, gli argini del fiume sacro Shipra costellati di tempietti ed Ashram, dove avvengono, quotidianamente ed in occasioni delle grandi feste religiose, i riti di purificazione dei fedeli.
Nei dintorni di Ujjain ci si reca ai numerosi templi e luoghi sacri sulle rive della Shipra, come ad esempio i diversi templi dedicati a divinità planetarie come Saturno (Shani), Marte (Mangalam) ed i Nove Pianeti (Navgraha), ulteriori testimonianze della permanenza in loco dell’antica tradizione cosmologica induista.

Il giorno successivo a Shukla Purnima, la grande abluzione, ci sposteremo ad Indore facendo una breve tappa a Dewas, piccola città dove visse negli anni ’20 per qualche tempo E. M. Forster (l’autore di “Passaggio in India”) come segretario particolare del Maharaja locale, la cui storia ha narrato nel libro “The Hill of Devi”. Saliremo sulla “Collina di Devi” che spicca sulla pianura circostante, dove si onora da tempo immemorabile Chamunda, forma terribile della Grande Dea Madre.
Indore ha alcuni luoghi interessanti da visitare, il palazzo-basilica Rajwada, il Lal Bhag, palazzo e giardino del Maharaja costruito a cavallo tra il XIX ed il XX secolo in “perfetto” stile britannico, i cenotafi della dinastia Maratha Holkar, il museo archeologico, il tempio di Bada Ganapati con una statua di Ganesh alta 8 metri, e sopratutto lo straordinario Kanch Mandir, il tempio giainista interamente decorato da frammenti di specchio multicolori che compongono alle pareti le storie dei Tirthankara, le cui statue di onice nero spiccano tra mille riflessi di luce in una nicchia di vetro.
Con base ad Indore si visitano i due più importanti luoghi sacri situati da questa parte della Narmada, il fiume sacro che scorre da est ad ovest lungo il confine tra Madya Pradesh e Maharasthra: Maheshwar ed Omkareshwar. Maheshwar è un luogo sacro legato alla memoria di Rani Ahilya Bhai, principessa Holkar vissuta nel XVIII secolo, ancora oggi straordinariamente venerata per le molte opere benefiche tra cui i molti restauri di templi e luoghi sacri finanziati durante la sua vita. Questo piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato e incastonato nella riva del fiume, che raggiunge in quel punto il chilometro di ampiezza, consiste in poco più di un alto recinto con delle verande sui sottostanti ghat all’interno del quale sono racchiusi due templi ed un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani, ma il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso ad una industria locale di artigianato tessile, che rende Maheshwar ancora oggi un centro importante per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Omkareshwar è il sito del tempio scivaita di Shri Omkareshwar Mahadev che ospita l’altro dei due Jotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini, ed è collocato su di un’isoletta sulla Narmada che si raggiunge in barca o con un ponte.
 

Programma del viaggio

 

1° g.    Venerdì 23 aprile, volo per Mumbai (Bombay)

All’arrivo trasferimento all’Hotel Ambassador nei pressi della centralissima stazione di Churchgate. Serata libera.


2° g.    24/4 Bombay – Bhopal 

Visite a Bombay, la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Haji Ali. Partenza in volo per Bhopal alle 17:20 con arrivo alle 19:45, dove ci si sistema all’hotel Jahan Numa Palace, in bella posizione sulla collina di Shamla; serata libera.


3° g.    25/4 Bhopal, escursione a Bimbetka e Bhojpur 

Escursione alle caverne preistoriche con i graffiti rupestri sulla collina di Bimbetka ed a Bhojpur, con il tempio shivatita di Bhojeshwar. Nel pomeriggio visita di Bhopal con i due laghi, i musei, le moschee ed il bazaar. Serata libera.


4° g.    26/4 Bhopal, escursione a Sanchi, Vidisha e Udaygiri 

Escursione ai famosi stupa di Sanchi costruiti dall’ imperatore Ashoka, visita di Vidisha sua città natale e delle grotte rupestri di Udaygiri. Ritorno in hotel a Bhopal, serata libera.


5° g.    27/4 Bhopal – Mandu 

Trasferimento con un percorso di circa 200 km. a  Mandu, posta in magnifica posizione sulla valle della Narmada a 650 metri di quota. A Mandu sistemazione al Tourist Cottage in bungalow sulle rive di un laghetto. Pomeriggio libero nello straordinario ambiente naturale ed artistico dell’altipiano.


6° g.    28/4 Mandu 

Giornata interamente dedicata alla visita ai diversi nuclei di edifici del sito, tra cui il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il mausoleo di Hosang Shah, il tempio di Nilakanth, il Padiglione di Rupamati ed il Rewa Kund.


7° g.    29/4 Mandu, escursione a Dhar e Bhag 

Con base a Mandu, visita del forte e delle moschee di Dhar e delle grotte buddhiste di Bhag. Ritorno in hotel a Mandu.


8° g.    30/4 Mandu 

Giornata libera a Mandu per riposare o rivisitare a piacere i luoghi preferiti.


9° g.    1/5 Mandu – Ujjain 

Trasferimento di circa 70 km. A Ujjain ci si sistema al Siddha Ashram sulla riva dello Shipra all’estremità superiore del Ramghat. La sistemazione non è alberghiera, ma comoda e pulita.


10° g.    2/5 Ujjain 

Il mattino si seguono le attività dell’Ashram. Il pomeriggio visita a Ramghat e agli altri luoghi notevoli nei dintorni. In serata visita dell’interessante bazar, e rientro all’Ashram.


11° g.    3/5 Ujjain 

Stesso programma del giorno precedente.


12° g.    4/5 Ujjain Shukla Purmina 

Oggi ha luogo la grande abluzione. Dall’Ashram o dal Ramghat si osserva l’abluzione dei Naga Sadhu e si partecipa al grande rito collettivo. Resto della giornata a disposizione.


13° g.    5/5 Ujjain – Dewas – Indore 

Trasferimento da Ujjain ad Indore via Dewas. Salita alla collina di Chamunda. Ad Indore si alloggia all’Hotel President Planet.


14° g.    6/5 Indore, escursione a Maheshwar e Omkareshwa

Escursione a Maheshwar ed a Omkareshwar, luoghi sacri sul fiume Narmada. Rientro ad Indore; serata libera.


15° g.    7/5 Indore – Bombay 

Nella mattinata visita di Indore; pomeriggio libero. Partenza in volo da Indore alle 20:35 con arrivo a Bombay alle 21:50. Sistemazione all’Hotel Ambassador, nei pressi della centralissima stazione di Churchgate.


16° g.    Sabato 8 maggio, volo di rientro.

IL Kumbhamela: informazioni storiche e culturali

(torna su)

Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma e facilitare così il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione.

Nelle cronache di Huan-Tsang, il pellegrino buddista cinese che visitò l’India nel settimo secolo di questa era, viene ricordato un gigantesco raduno indetto dal re Harshavardhan nel 644 cui partecipò circa mezzo milione di persone, pellegrini appartenenti a tutte le caste e convenuti da ogni parte del regno al Triveni di Prayag, uno dei quattro luoghi dell’India dove tutt’ora si celebra il Khumba Mela. In occasione di questo raduno della durata di un mese (e che secondo Huang-Tsang si celebrava già allora “da tempo immemorabile”) il sovrano guidò le celebrazioni di un complesso rituale alla presenza di ministri, tributari, sacerdoti e capi di sette e scuole religiose, filosofi, dotti, asceti, laici di ogni ceto dai ricchi mercanti e proprietari terrieri fino ai mendicanti. Il raduno periodico aveva lo scopo di creare nell’impero, attraverso la condivisione fisica dello spazio sacro, la partecipazione mistica al rituale di purificazione collettiva ed il confronto sulle problematiche religiose e sociali della comunità, per generare uno spirito generale di cooperazione e tolleranza sotto gli auspici della invisibile eppur presente Saraswati,  dea dell’armonia.

Dal punto di vista simbolico il Kumbha Mela è associato sul piano macrocosmico alla mitica lotta tra Deva ed Asura (o dèi e antidèi) narrata nella letteratura epica e puranica. Secondo la mitologia Deva ed Asura sono due classi di esseri primordiali in eterna lotta tra di loro generati dal progenitore comune Prajapati all’origine della manifestazione dell’attuale universo.

Come viene narrato nel Mahabaharata e nei Purana, al fine di portare a maturità il processo di evoluzione del cosmo Deva ed Asura decisero di allearsi per estrarre i tesori che giacevano nascosti nelle profondità dell’oceano cosmico, simbolo della potenzialità infinita, tra i quali l’Amrita, l’ambrosia che li avrebbe liberati dalla malattia e dalla morte. Secondo l’accordo, Deva ed Asura si sarebbero dovuti spartire il nettare dell’immortalità alla fine del processo di estrazione, realizzato frullando l’oceano per mezzo del monte Mandara, la montagna mitica che costituisce l’asse centrale intorno al quale il cosmo si dispiega radialmente,  fatto ruotare vorticosamente utilizzando come corda Vasuki, il re dei serpenti Naga, e come perno il dorso della  tartaruga cosmica Kurmaraja.

Diverse entità archetipali emersero da questo processo di separazione del bene dal male, prima fra tutte il fatale veleno capace di distruggere l’intera creazione che solo il supremo Signore Shiva potè neutralizzare inghiottendolo. Emersero poi le entità benefiche, tra cui Uccaishrava il cavallo alato, Airavata l’elefante bianco calvalcatura di Indra, le Apsaras ninfe celesti guidate da Laxmi dea della bellezza e della fortuna che divenne sposa di Vishnu, Vishvakarman l’architetto celeste, Chandra dio della luna e finalmente, recando la Kumbha, la brocca piena di Amrita, Dhanvantari il guaritore divino anch’egli incarnazione di Vishnu.

Deva ed Asura, nonostante il patto stipulato, cominciarono subito a combattere per l’esclusiva proprietà del nettare dell’immortalità. I Deva persero la battaglia, ma riuscirono a recuperarlo per mezzo di Mohini, la seducente incantatrice nella quale Vishnu si incarnò per riscattare le loro sorti: irretiti dalle sue ingannevoli grazie gli Asura persero il controllo della Kumbha. Seguì un’altra battaglia nella quale Jayant, il figlio del re dei Deva Indra, o secondo altre versioni Garuda, re degli uccelli e veicolo di Vishnu, ebbe l’incarico di fuggire con la Kumbha: inseguito per dodici giorni dagli Asura riuscì a portare in salvo la brocca nel cielo dei Deva, ma durante il volo quattro gocce di nettare caddero sulla terra, marcando i quattro luoghi del Kumbha Mela: Prayag al Triveni, Hardwar sulla Ganga, Ujjain sulla Shipra e Nasik sulla Godavari. Il Triveni ha un valore particolare perché qui si trova la confluenza dei sacri fiumi Ganga e Yamuna con la mistica Saraswati, un mitico fiume “fossile” del quale la più recente ricerca archeologica e topografica ha rinvenuto evidenze, e che pare abbia rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’evoluzione delle civiltà dell’India tra il settimo ed il secondo millennio a.C.

Poiché un giorno dei Deva corrisponde ad un anno degli uomini, i dodici giorni che portarono al salvataggio del nettare dell’immortalità vengono considerati in un ciclo umano di dodici anni, che completa così lo zodiaco. I grandi raduni vengono celebrati al ripresentarsi di specifiche configurazioni astrologiche che interessano pianeti e costellazioni corrispondenti a divinità che hanno svolto un ruolo nella mitica lotta (Sole, Luna, Giove e Saturno, Toro, Leone e Scorpione), in corrispondenza delle quali secondo la tradizione convergono in questi luoghi sacri, oltre alle moltitudini di pellegrini - i più umili tra i quali percorrono a piedi lunghissime distanze a costo di grandi sacrifici,  350 milioni di Deva ed 88 mila Rishi, i saggi primordiali.  

Queste congiunture astrali ripropongono periodicamente sul piano sottile il processo cosmico di sublimazione alchemica narrato dal mito, i cui elementi sono posti in corrispondenza con elementi della fisiologia del corpo sottile così come descritta dallo Yoga Kundalini: le nadi ed i chakra corrispondono ai corpi celesti ed ai luoghi che identificano le coordinate spazio-temporali del raduno. Partecipando con devozione al Kumbha Mela si può così beneficiare della eccezionale e transitoria risonanza armonica purificatrice tra microcosmo e macrocosmo simboleggata dalle gocce di Amrita cadute sulla terra e dalla vina, lo strumento musicale che accompagna Saraswati nell’iconografia tradizionale.

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