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Da: sabato 13 gennaio 2007A: lunedì 22 gennaio 2007Durata:

Estensione finale a: domenica 28 gennaio 2007

INDIA 2007: Ardhmela a Prayag; estensione per le isole Andamane

In barca al Sangam

E’ difficile prevedere quante persone giungeranno al Triveni di Prayag (Allahabad) per questa ricorrenza; si tenga presente che l’abluzione principale (il Mauni Ambashaya) dell’Ardhmela nel 1995 vide la presenza di 20 milioni di pellegrini… Da Prayag si prosegue per la città santa di Varanasi e qui si potrà scegliere se rientrare tornando in volo a Delhi o proseguire il viaggio per Calcutta per recarsi alle Isole Andamane, l’arcipelago tropicale più esclusivo dell’Oceano Indiano.

I momenti di più intensa aggregazione mistica dell’India sono determinati dalle date del ciclo astrale del Kumbhamela, la “festa della brocca”, che si svolge da secoli in corrispondenza di sorgenti o confluenze di fiumi associati agli eventi mitici narrati nella letteratura sacra che pone a Hardwar sulla Ganga, a Prayag al Triveni, a Ujjain sulla Shipra e a Nasik sulla Godavari i luoghi in cui caddero le gocce del nettare dell’immortalità. Il Maha Kumbha Mela tenutosi nel 2001 ad Allahabad, l’antica Prayag, ha visto radunarsi nell’arco di un mese più di 50 milioni di pellegrini provenienti da tutta l’India – l’aggregazione più vasta della storia conosciuta dell’umanità! Dopo il grande Kumbha Mela del 2001 al Triveni, le celebrazioni in agosto del 2003 a Nasik ed a maggio del 2004 ad Ujjain, il più grande appuntamento di questa epica mistica sarà a Prayag per la ricorrenza dell’Ardhmela, che corrisponde al punto intermedio del ciclo astrale del Kumbha Mela, nel mese di gennaio 2007. L’evento avrà inizio il 3/1 al Triveni (la confluenza di Ganga, Yamuna e del mitico Saraswati a Prayag) con la ricorrenza del Push Purnima, con un crescendo che porta all’abluzione principale del Mauni Ambashaya il 19/1 e con l’ultimo atto di purificazione, il Mass Purnima, che avviene il 2/2.

 

Il viaggio prevede la visita di alcuni dei siti più importanti lungo il percorso che da Delhi porta a Prayag, dove si trascorrono alcuni giorni al Sangam, la confluenza dei fiumi dove sono situati i campi dei mistici Naga e degli altri ordini, oltre ad una miriade di campi di pellegrini. Si avrà così modo di entrare in contatto con questa incredibile realtà che solo un paese come l’India riesce a manifestare, rimanendovi fino alla grande abluzione del Mauni Ambashaya. A Prayag si alloggia in un campo specificamente attrezzato per noi visitatori occidentali: recintato e custodito, con tende dotate di letti con lenzuola e servizi igienici, dove si consumano anche tutti i pasti in condizioni di pulizia. Si tenga presente però che la partecipazione all’Ardhmela richiede comunque un elevato grado di adattabilità e capacità di immersione in una realtà ambientale e culturale totalmente diversa dalla nostra dimensione abituale.

 

 

Partecipare all’Ardhmela

Genti da tutte le parti dell’India confluiscono per l’Ardhmela nell’antica città di Prayag (Allahabad), che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Scendono a migliaia dalle montagne himalaiane, spesso anche nudi, come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere funeraria. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni.

Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma e facilitare così il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. La confluenza (Sangam) dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati a Prayag è il punto dove al momento propizio, determinato da attenti studi astrologici, il sacro nettare dai regni celesti scende sulla terra e in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutti i peccati. Dei tre fiumi, solo due sono visibili all’occhio non iniziato; ai puri è concesso di vedere il Saraswati, il fiume che fu la fonte di vita per la civiltà vedica e ha le sorgenti sul monte Meru.

Nell’Ardhmela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato, circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Sabato 13 gennaio ’07, partenza per Delhi 

 

2°g.  4/1 Delhi – Agra  

Dopo colazione si parte con un veicolo privato che verrà utilizzato fino a Jansi e ci si reca a visitare uno dei siti più interessanti di Delhi: il Qutab Minar, transitando anche dall’India Gate e dalla zona del parlamento. E’ un minareto realizzato in pietra rosa nel 1200 alto oltre 70 metri edificato per commemorare l’inizio del Sultanato di Delhi, che segna l’avvento del periodo d’influenza islamica in India. Si parte quindi per Agra, un percorso di 200 km che richiede circa 4 ore. Ad Agra si visita il Taj Mahal, il candido mausoleo che è uno dei siti più famosi al mondo. Sistemazione all’hotel Howard Park Plaza.

 

3°g. 15/1 Agra  

Dopo la visita del Forte Rosso di Agra, il più bello tra i palazzi – fortezza degli imperatori Mughal dell’India la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565, ci si reca con un‘escursione all’antica capitale di Fatehpur Sikri, che dista 36 km. E’ splendidamente conservata: fu costruita da Akbar per fungere da capitale, ma venne abbandonata per la carenza di acqua.

 

4°g.  16/1 Agra – Gwalior – Orchha – Jansi  

Si raggiunge Gwalior che dista 118 km impiegando da 2 a 3 ore e ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città. Nel pomeriggio si prosegue per Orchha (145 chilometri, da 3 a 4 ore di viaggio), un villaggio che conserva stupendi resti monumentali. In serata si raggiunge la città di Jansi a 25 km da Orchha per prendere il treno che parte alle 21.35 per Allahabad, utilizzando cuccette di seconda classe con aria condizionata.

 

5°g.  17/1 Prayag (Allahabad): arrivo all’Ardhmela  

Il treno giunge ad Allahabad, il cui antico nome vedico è Prayag, alle 6.10 del mattino. Ci si trasferisce al nostro campo posizionato vicino all’area del Sangam, dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini giunti per l’Ardhmela, e si iniziano le esplorazioni a piedi della vasta piana dove confluiscono i fiumi Gange, Yamuna e il mitico Saraswati.

 

6°g. – 7°g. (18 – 19/1) Prayag: Ardhmela  

Giornate dedicate all’Ardhmela; l’abluzione principale (il Mauni Ambashaya) avviene dalle prime luci dell’alba del 19/1.

 

 

Per chi rientra:

 

8°g.  20/1 Prayag (Allahabad) – Varanasi  

Si lascia il campo di Prayag con un veicolo privato per Varanasi, che dista 125 km, un percorso di circa 3 ore. A Varanasi si dedica il pomeriggio ad una prima visita dei Ghat, le gradinate che portano al Gange, e della parte più antica della città. Sistemazione all’hotel Palace on Ganges o all’Industan International. L’accompagnatore italiano saluta i partecipanti; il gruppo verrà seguito da una guida locale che parla la lingua inglese.

 

9°g.  21/1 Varanasi – Delhi  

Ci si reca sul Gange all’alba percorrendo in barca le rive dei Ghat. Si proseguono quindi le visite; il volo per Delhi parte alle 14.40 con arrivo alle 16.00. All’arrivo si viene accolti dal corrispondente di Amitaba e si ha a disposizione un veicolo per recarsi in centro a Delhi per acquisti e per la cena.

 

10°g.  Lunedì 22 gennaio, volo di rientro

 

 

Per chi prosegue:

 

8°g.  20/1 Prayag (Allahabad) – Varanasi – Calcutta  

Si lascia il campo di Prayag con un veicolo privato per Varanasi, che dista 125 km, un percorso di circa 3 ore. A Varanasi ci si reca a visitare i Ghat, le gradinate che portano al Gange, e la parte più antica della città. Il treno per Calcutta parte alle 20.40; si utilizzano cuccette di prima classe con aria condizionata.

 

9°g.  21/1 Calcutta  

Arrivo a Calcutta alle 7.25 del mattino. Giornata dedicata alla visita della città: il Victoria memorial, il Museo Indiano, la casa di Madre Teresa, il tempio Jain, di Kali, ecc. Sistemazione all’hotel Peerlees Inn, un hotel a 4 stelle ben posizionato nel centro città.

 

10°g.  22/1 Calcutta – Port Blair  

Partenza in volo per Port Blair alle 5.35 del mattino con arrivo alle Isole Andamane alle 7.35. Trasferimento all’hotel Peerless Resort e relax. Nel pomeriggio ci si reca con un‘escursione in barca all’isola di Corbyns Cove.

 

11°g.  23/1 Port Blair – Havelock Island  

Si parte in barca di prima mattina per raggiungere l’isola di Havelock, luogo di impareggiabile bellezza naturale. La traversata richiede circa 4 ore. Ad Havelock ci si sistema al Dolphin Resort.

 

12°g.  – 13°g. (24 – 25/1) Havelock Island  

Giornate di relax; si possono esplorare le isole con la barca ed eseguire anche immersioni subacquee.

 

14°g.  26/1 Havelock Island – Port Blair  

Si prende la barca per Port Blair verso mezzogiorno, avendo modo di fare dei bagni o un’immersione, arrivando nel pomeriggio. Ci si sistema all’hotel Peerless Resort.

 

15°g.  27/1 Port Blair – Calcutta – Delhi  

Il volo per Calcutta parte alle 8.20 con arrivo alle 10.20. Si avrà a disposizione un veicolo per completare le visite della città. La partenza del volo per Delhi è alle 20.00, con arrivo alle 22.05; all’arrivo trasferimento al terminal internazionale.

 

16°g.  Domenica 28 gennaio, volo di rientro

 

 

L’epica del Khumbamela: cenni storici e simboli

Nelle cronache di Huan-Tsang, il pellegrino buddista cinese che visitò l’India nel settimo secolo di questa era, viene ricordato un gigantesco raduno indetto dal re Harshavardhan nel 644 cui partecipò circa mezzo milione di persone, pellegrini appartenenti a tutte le caste e convenuti da ogni parte del regno proprio al Triveni, la confluenza dei fiumi a Prayag. In occasione di questo raduno della durata di un mese (e che secondo Huang-Tsang si celebrava già allora “da tempo immemorabile”) il sovrano guidò le celebrazioni di un complesso rituale alla presenza di ministri, tributari, sacerdoti e capi di sette e scuole religiose, filosofi, dotti, asceti, laici di ogni ceto dai ricchi mercanti e proprietari terrieri fino ai mendicanti. Il raduno periodico aveva lo scopo di creare nell’impero, attraverso la condivisione fisica dello spazio sacro, la partecipazione mistica al rituale di purificazione collettiva ed il confronto sulle problematiche religiose e sociali della comunità, uno spirito generale di cooperazione e tolleranza sotto gli auspici della invisibile eppur presente Saraswati, dea dell’armonia.

 

Dal punto di vista simbolico, l’epica dei Kumbha Mela è associata sul piano macrocosmico alla mitica lotta tra Deva ed Asura (o dèi e antidèi) narrata nella letteratura epica e puranica. Secondo la mitologia Deva ed Asura sono due classi di esseri primordiali generati dal progenitore comune Prajapati all’origine della manifestazione dell’attuale universo, ed in eterna lotta tra di loro.

 

Come viene narrato nel Mahabaharata e nei Purana, al fine di portare a maturità il processo di evoluzione del cosmo Deva ed Asura decisero di allearsi per estrarre i tesori che giacevano nascosti nelle profondità dell’oceano cosmico, simbolo della potenzialità infinita, tra i quali l’Amrita, l’ambrosia che li avrebbe liberati dalla malattia e dalla morte. Secondo l’accordo, Deva ed Asura si sarebbero dovuti spartire il nettare dell’immortalità alla fine del processo di estrazione, realizzato frullando l’oceano per mezzo del monte Mandara, la montagna mitica che costituisce l’asse centrale intorno al quale il cosmo si dispiega radialmente, fatto ruotare vorticosamente utilizzando come corda Vasuki, il re dei serpenti Naga, e come perno il dorso della  tartaruga cosmica Kurmaraja.

 

Diverse entità archetipali emersero da questo processo di separazione del bene dal male, prima fra tutte il fatale veleno capace di distruggere l’intera creazione che solo il supremo Signore Shiva poté neutralizzare inghiottendolo. Emersero poi le entità benefiche, tra cui Uccaishrava il cavallo alato, Airavata l’elefante bianco calvalcatura di Indra, le Apsaras ninfe celesti guidate da Laxmi dea della bellezza e della fortuna che divenne sposa di Vishnu, Vishvakarman l’architetto celeste, Chandra dio della luna, e finalmente recando la Kumbha, la brocca piena di Amrita, Dhanvantari il guaritore divino anch’egli incarnazione di Vishnu.

 

Deva ed Asura, nonostante il patto stipulato, cominciarono subito a combattere per l’esclusiva proprietà del nettare dell’immortalità. I Deva persero la battaglia, ma riuscirono a recuperarlo per mezzo di Mohini, la seducente incantatrice nella quale Vishnu si incarnò per riscattare le loro sorti: irretiti dalle sue ingannevoli grazie gli Asura persero il controllo della Kumbha. Seguì un’altra battaglia nella quale Jayant, il figlio del re dei Deva Indra, o secondo altre versioni Garuda, re degli uccelli e veicolo di Vishnu, ebbe l’incarico di fuggire con la Kumbha: inseguito per dodici giorni dagli Asura riuscì a portare in salvo la brocca nel cielo dei Deva, ma durante il volo quattro gocce di nettare caddero sulla terra, marcando i quattro luoghi del Kumbha Mela: Hardwar sulla Ganga, Prayag al Triveni, Ujjain sulla Shipra e Nasik sulla Godavari. Il Triveni ha un valore particolare perché qui si trova la confluenza dei sacri fiumi Ganga e Yamuna con la mistica Saraswati, un mitico fiume “fossile” del quale la più recente ricerca archeologica e topografica ha rinvenuto evidenze, e che pare abbia rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’evoluzione delle civiltà dell’India tra il settimo ed il secondo millennio a.C.

 

Poiché un giorno dei Deva corrisponde ad un anno degli uomini, nell’arco di dodici anni il grande raduno viene celebrato al ripresentarsi di specifiche configurazioni astrologiche che interessano pianeti e costellazioni corrispondenti a divinità che hanno svolto un ruolo nella mitica lotta (Sole, Luna, Giove e Saturno, Toro, Leone e Scorpione), in corrispondenza delle quali secondo la tradizione si radunano in questi luoghi sacri, oltre alle moltitudini di pellegrini i più umili tra i quali percorrono a piedi lunghissime distanze a costo di grandi sacrifici, 350 milioni di Deva ed 88 mila Rishi, i saggi primordiali. 

 

Queste congiunture astrali ripropongono periodicamente sul piano sottile il processo cosmico di sublimazione alchemica narrato dal mito, i cui elementi sono posti in corrispondenza con elementi della fisiologia del corpo sottile così come descritta dallo Yoga Kundalini: le nadi ed i chakra corrispondono ai corpi celesti ed ai luoghi che identificano le coordinate spazio-temporali del raduno, partecipando con devozione al quale si può beneficiare della eccezionale e transitoria risonanza armonica purificatrice tra microcosmo e macrocosmo simboleggiata dalle gocce di Amrita cadute sulla terra e dalla vina, lo strumento musicale che accompagna Saraswati nell’iconografia tradizionale.

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