Informazioni utili

Da: sabato 2 gennaio 2010A: martedì 12 gennaio 2010Durata:

Estensione finale a: domenica 17 gennaio 2010

INDIA 2010: Insegnamenti di S.S. il Dalai Lama a Bodhgaya; estensione: siti del Buddha

S. S. il XIV Dalai Lama

S.S. il XIV Dalai Lama tiene un importante ciclo di insegnamenti a Bodhgaya, in India. I contenuti trattano i due aspetti principali del sentiero per l’illuminazione: il metodo, con lo sviluppo della mente del perfetto altruismo e delle azioni che ne conseguono, e la saggezza, la visione profonda della natura ultima dei fenomeni. Durante il soggiorno a Bodhgaya sono previste tre escursioni, a Rajghir, Nalanda e alla grotta di Mahakala. Al termine degli insegnamenti è prevista un’estensione che porta nei principali luoghi di pellegrinaggio della tradizione buddista.

Si inizia recandosi a Varanasi, con la visita della città santa e della vicina Sarnath, dove Gautama Buddha iniziò la propagazione degli insegnamenti. Si prosegue quindi per Kushinagar, luogo dove morì l’Illuminato, Lumbini, dove nacque, Kapilvastu, dove visse come principe, e Shravasti, il sito dove soggiornò più a lungo trascorrendovi 25 stagioni delle piogge. Da Shravasti si raggiunge Lucknow e da qui Delhi in volo, rientrando in Italia.

 

I testi che verranno illustrati da S.S. il IVX Dalai Lama sono i classici di Nagarjuna, Atisha, Tsongkhapa e Longchen Rimpoce, che spiegano in modo chiaro anche ad un principiante gli stadi di sviluppo del grande Sentiero. La mattina del 10 gennaio S.S. il XIV Dalai Lama conferirà uno tsewang (traduzione: trasmissione, o anche iniziazione) per la lunga vita.

 

Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina ed a volte anche il primo pomeriggio; per partecipare è necessario registrarsi (portare 1 foto). Vengono tenuti in un vasto spiazzo alle spalle della via principale di Bodhgaya, dove viene allestito un grande palco e l’area è quasi tutta coperta da tendoni, sotto cui si assiepa una vasta folla di pellegrini giunti da tutta l’India, dalle regioni himalaiane ed anche dal Tibet, oltre ad un folto numero di persone di tutti i paesi del mondo. Dagli altoparlanti si sentono il tibetano e solitamente la traduzione in Hindi, mentre la traduzione inglese si ascolta con una normale radiolina, reperibile anche in loco. Sarà presente un traduttore italiano a cui i partecipanti corrispondono un’offerta in funzione del numero di persone presenti, al fine di coprire le sue spese. Gli ospiti occidentali si raccolgono tutti assieme e ci si accomoda per terra.

 

Chi partecipa agli insegnamenti per la prima volta o è poco preparato in merito ai contenuti che verranno esposti potrà avvalersi dell’aiuto del capogruppo italiano, Alessandro Zuzic, che arriva a Bodhgaya il 5 di gennaio. Alessandro ripercorrerà giornalmente con i partecipanti interessati i contenuti delle lezioni, condividendo l’analisi ed il dibattito utili ad una comprensione personale.

 

Durante il soggiorno sono previste tre escursioni, a Rajghir, Nalanda e alla grotta di Mahakala.

 

Rajghir dista circa 100 km; ai bordi di questa città  antichissima si sale al Picco dell’Avvoltoio, dove il Buddha insegnò i Sutra conosciuti come “Perfezione della Saggezza” (Prajnaparamita), che trattano prevalentemente il tema della vacuità; è un luogo di pellegrinaggio per i buddisti di tutto il mondo, ricco di templi e stupa di tutte le tradizioni.

 

L’università monastica di Nalanda, non lontana da Rajghir, secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli del Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda.

 

Non distante da Bodhgaya in un luogo impervio tra i monti circostanti, si trova la piccola grotta detta di Mahakala, a forma di calotta cranica, in cui alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica.

 

Alcune note su Bodhgaya

Bodhgaya è un villaggio nel cuore dell’antico regno Magadah, la terra santa del buddismo, cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, bhutanesi, giapponesi, tailandesi, ecc.), dove sembra non essersi mai spento l’eco delle gesta di Buddha. Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) raggiungendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato il Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka.

Ricevere qui gli insegnamenti da S.S. il XIV Dalai Lama, la massima autorità del buddismo tibetano, è un’opportunità di ottimo auspicio.

 

 

Nota tecnica

 

Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono essere vicine allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Portare delle foto per l’iscrizione agli insegnamenti e per l’ingresso in Nepal se si segue il programma dell’estensione “Sentieri di Gautama”. La radiolina per sentire la traduzione ed i cuscini per sedersi a terra possono essere acquistati a Bodhgaya.

L’hotel dove si alloggia è vicino al luogo degli insegnamenti ed al Mahabodi; è dotato di stanze con bagno, acqua calda e telefono.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Sabato 2 gennaio 2010, partenza per Delhi  

All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba che assisterà i partecipanti per tutto ciò che riguarda i trasferimenti ed eventuali altri servizi richiesti a Delhi. Trasferimento in un hotel turistico nei pressi della stazione, il Florence Inn, il Prince Polonia o simile.

 

2°g.  3/1 Delhi, partenza per Bodhgaya  

Mattina libera; il treno per Bodhgaya (Mahabody Express) parte alle 14.10. Si utilizzano cuccette con aria condizionata di prima classe (il numero dei posti è limitato e si riescono ad avere solo se si prenotano per tempo) o seconda classe.

 

3°g.  4/1 Arrivo a Bodhgaya  

L’arrivo alla stazione di Gaya è previsto alle 6.50 del mattino. Alla stazione è in attesa il corrispondente locale di Amitaba, trasferimento con un veicolo privato a Bodhgaya, dove si alloggia presso l’hotel Sujata, uno dei migliori disponibili. Giornata di riposo; il nostro corrispondente darà l’assistenza necessaria per la registrazione agli insegnamenti ed accompagnerà i partecipanti al Mahabodi, il sacro Stupa nel giardino dell’illuminazione del Buddha. L’arrivo a Bodhgaya del capogruppo italiano è prevista per il giorno 5/1.

 

4°g.  – 8°g. (5/1 – 9/1) Bodhgaya, insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama   

Gli insegnamenti si tengono solitamente al mattino, ma gli orari possono variare ed a volte si svolge una sessione anche nel pomeriggio. Ci si accomoda in terra nel vasto spazio di fronte al palco, cercando di tenere il medesimo posto per l’intera durata degli insegnamenti. Durante questi cinque giorni sono previste tre escursioni: a Rajghir, Nalanda ed alla grotta di Mahakala che si svolgeranno nei momenti di pausa degli insegnamenti.

 

Per chi rientra:

 

9°g.  10/1 Bodhgaya, partenza per Delhi   S.S. il XIV Dalai Lama conferirà al mattino uno tsewang di lunga vita. Il treno per Delhi (Sealdah Rajdhani) parte alle 22.40 dalla vicina Gaya; si utilizzano cuccette con aria condizionata di prima classe (il numero dei posti è limitato e si riescono ad avere solo se si prenotano per tempo) o seconda classe.

 

10°g.  11/1 Delhi e volo di rientro  

L’arrivo a Delhi è previsto per le 10.40; alla stazione è in attesa il corrispondente locale di Amitaba che accompagna i partecipanti nello stesso albergo utilizzato all’arrivo, dove si ha a disposizione una stanza per l’intera giornata. Dopo cena il corrispondente accompagna i partecipanti all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, ed Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti.

 

11°g.  Martedì 12 gennaio 2010, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue, Estensione: “SUI SENTIERI DI GAUTAMA”:

 

9°g.  10/1 Bodhgaya – Varanasi  

Dopo il conferimento da parte di S.S. il XIV Dalai Lama del tsewang di lunga vita si parte con un veicolo privato alla volta di Varanasi, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, che dista circa 260 km, un viaggio di circa 6 ore. In serata si percorrono a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarti, una splendida cerimonia officiata dai bramini, ascoltando i suoni delle salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Si alloggia presso l’hotel storico “Palace on Ganges”.

 

10°g.  11/1 Varanasi, escursione a Sarnath  

Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Dopo colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi (10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il bellissimo Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Qui ha la sede l’organizzazione umanitaria Progetto Alice, diretta da Valentino Giacomin, che svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. Rientrati in città, si avrà il tempo per un ultimo tuffo nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi.

 

11°g.  12/1 Varanasi – Kushinagar  

Si lascia Varanasi verso nord, coprendo la distanza di 280 km per Kushinagar in circa 7 ore. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato su di un fianco segna il punto in cui lasciò il corpo; nei dintorni sono sorti molti monasteri. Si alloggia presso l’hotel Royal Residency.

 

12°g.  13/1 Kushinagar – Lumbini  

Dopo pranzo si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 4 ore. Il paese è in territorio nepalese, a poca distanza dal confine. Sistemazione presso l’hotel Lumbini Hokke.

 

13°g.  14/1 Lumbini  

Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto ove venne alla luce. Il sito è tranquillo e circondato da monasteri di tutte le tradizioni buddiste.

 

La nascita del Buddha

Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada, ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli esce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che lasciavano intuire la sua grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto.

 

14°g.  15/1 Lumbini – Shravasti  

Si rientra in India raggiungendo Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Dopo la visita del sito si prosegue per Shravasti, che dista circa 200 km da Lumbini, dove si visitano le rovine dell’antica città, venerata sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Shravasti fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge. A Shravasti vi sono numerosi resti interessanti tra cui uno stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli. Sistemazione presso l’hotel Mahamaya; la tappa è di circa 5 ore.

 

15°g.  16/1 Shravasti – Lucknow – Delhi  

Da Shravasti ci si sposta nella città di Lucknow, che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore. A Lucknow si visitano i siti di maggior interesse ed alle 19.30 ci si imbarca sul volo per Delhi (IT-3636), arrivandovi alle 20.20. Trasferimento alle partenze internazionali per l’imbarco sul volo di rientro.

 

16°g.  Domenica 17 gennaio, arrivo a destinazione 

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