Informazioni utili

Da: domenica 22 dicembre 2013A: lunedì 6 gennaio 2014Durata:

Estensioni finali a: domenica 12 gennaio 2014 O: mercoledì 19 giugno 2013

INDIA 2013: Insegnamenti del Dalai Lama al monastero di Sera

Programma per la partecipazione agli insegnaemnti tenuti da S.S. il XIV Dalai Lama a fine 2013 in India presso il monastero di Sera a Bylakuppe nel Karanataka. Si tratta della seconda parte di una grande trasmissione orale dei 18 testi principali del Lam Rim, o ‘sentiero graduale per l’illuminazione’, di cui i primi 5 sono stati già eseguiti a dicembre 2012; le sessioni iniziano il 25 dicembre e terminano il 3 gennaio 2014. Al termine degli insegnamenti è prevista un’estensione ai siti storici del buddismo in Maharashtra, a Sanchi, Sarnath e Bodhgaya. Si può seguire tutto il tour o solo la parte del Maharashtra per poter rientrare prima.

Contenuto e modalità degli insegnamenti

 

Il Lam Rim, l’esposizione degli stadi del sentiero per l’illuminazione, espone e spiega l’intero cammino spirituale che conduce una persona verso la piena realizzazione della natura di Buddha. Nel corso dei secoli molti Maestri hanno esplicato questo percorso componendo un vasto insieme di testi e commentari; tra questi ve ne sono 18 che sono ritenuti tra i più profondi ed efficaci, e sono l’oggetto di questo grande evento. Da 25 dicembre al 3 gennaio 2014 S.S. il XIV Dalai Lama darà la trasmissione orale di 13 dei testi, avendola già data lo scorso anno per i primi 5. Tra i testi di quest’anno, diversi sono tradotti in inglese mentre in  italiano è disponibile “La liberazione nel palmo della tua mano” di Pabongka Rinpoche (Chiara Luce edizioni).

 

S.S. il Dalai Lama eseguirà per buon parte del tempo una lettura in tibetano dei testi, che non viene tradotta. Ciò che verrà tradotto in italiano sono i commenti che il Dalai Lama darà qui e là nei testi e tutti i suoi consigli, istruzioni, ecc. Nella tradizione buddista la trasmissione orale è una grane opportunità per il praticante perché lascia nella mente di chi ascolta delle impronte importantissime per lo sviluppo delle realizzazioni. Proprio come nel caso del grande Maestro Vasubandhu che era solito recitare i testi dell'Abhidharma ad alta voce ogni giorno: un piccione che aveva il nido vicino alla finestra della sua stanza udiva queste recitazioni che, pur non avendo per lui nessun significato, lasciarono delle tracce nel suo continuum mentale. Dopo la morte del piccione fu lo stesso Vasubandhu che ordinò la ricerca della reincarnazione del piccione che, nato umano, divenuto adulto e monaco, divenne uno dei più grandi conoscitori dell'Abhidharma pur non avendolo studiato approfonditamente.

 

L’importanza e la fiducia data a questa trasmissione è resa evidente dal fatto che lo scorso anno per la prima parte parteciparono circa 20.000 persone, sia monaci che laici, compresi molti grandi Lama. I commenti e note che S.S. il Dalai Lama dà sui testi sono poi di estrema importanza ed efficacia. A contorno, grazie alla collaborazione con l’Istituto Lama Tzong Khapa (Pomaia) e la FPMT, avremo la possibilità di frequentare delle classi di revisione e di avere delle udienze con S.S. il Dalai Lama, Lama Zopa Rinpoche, Khandro-La e altri grandi Maestri.

 

 

Monastero di Sera Monastero di Sera
Monastero di Sera
Monastero di Sera

Nota importante

Durante gli insegnamenti si prevede di alloggiare in un monastero; per chi non se la sentisse, vi è la possibilità di alloggiare anche all’esterno dell’enclave tibetana o anche in una ‘SPA’ a 4 stelle nella vicina Kushalnagar organizzando un trasporto quotidiano per il monastero di Sera. Soggiornare presso la comunità è un’esperienza molto bella, che ci può avvicinare molto allo spirito degli insegnamenti, ma necessita di una certa capacità di adattamento e di rispetto nei confronti della Comunità Monastica; e non ci si può aspettare di avere dei servizi equiparabili a quelli di un hotel. La luce spesso ‘salta’ e può essere assente anche per parecchio tempo; la maggior parte delle stanze ha il bagno in comune e non sempre c’è acqua calda, ma le temperature sono buone: siamo a 790 mt con minime previste di 16° e massime di 30°. Serve portare asciugamano e lenzuola, anche un sacco lenzuolo va bene, o ancor meglio un sacco a pelo di tipo estivo; è necessario avere una pila. Nell’enclave tibetana vi sono negozi per acquistare oggetti d’uso e cibi, si tenga però presente che vi saranno molte persone e non è detto che si trovi tutto. Durante gli insegnanti verrà offerto il tè sia al mattino che nel pomeriggio e anche un semplice pasto a mezzogiorno, ma non vengono fornite posateria, piatti e scodelle; tutti gli altri pasti si consumano nel monastero dove si alloggia. Per seguire la traduzione degli insegnamenti serve una radiolina FM; bisogna avere un proprio cuscino e, chi non può sedersi a terra, deve avere un suo seggiolino. Ci si accomoda in uno spazio a noi riservato che viene utilizzato per tutta la durata degli insegnamenti.

 

 

Lama Ciampa Monlam Sanchi Bodhgaya
Lama Ciampa Monlam
Sanchi
Bodhgaya

 

Pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam

Maharashtra, Sanchi, Sarnath e Bodhgaya

Al termine degli insegnamenti vi è la possibilità di partecipare a un pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam ai siti storici più importanti e belli del buddismo in India. Da Bylakuppe si rientra a Bangalore e si vola a Mumbai, dove si inizia con una visita dell’isola di Elephanta, di Kanheri e della città. Si parte quindi con un pulmino privato seguendo un itinerario che porta ai templi rupestri del Maharashtra: Karla, Bhaja, Ellora e Ajanta. Da Ajanta è possibile tornare rientrando in volo a Mumbai; oppure proseguire in treno per Bhopal e Sanchi e quindi, sempre in treno, arrivare a Sarnath e Varanasi. Si completa il pellegrinaggio andando con un pulmino privato a Bodhgaya da dove si prosegue per Patna per prendere un volo per Delhi per il rientro. Per l’intero percorso vengono utilizzati hotel di buona qualità; solo a Jalgaon, per chi fa il tour completo, la sistemazione – pur la migliore disponibile - è piuttosto spartana, mentre a Sarnath si soggiorna presso la scuola del Progetto Alice, un luogo di eccezionale valore ma che per l’appunto non è un hotel e va quindi vissuto con lo spirito giusto.

 

Lama Ciampa Monlam

Lama Ciampa Monlam, nato Lhasa, è un maestro tibetano di 86 anni. Entrò da bambino nel monastero di Tsecholing a Lhasa, un gompa tra le cui attività vi erano le celebrazioni dei rituali quotidiani al Potala; il Lama divenne così ‘maestro di cerimonia’. Quando i cinesi invasero Lhasa rimase lì per qualche anno travestito da laico fino a che riuscì a fuggire in India a Dharamsala. Si spostò quindi a Bodnath in Nepal e si stabilì infine a Pharping, sempre in Nepal, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Guru Padmasambava, visitato da Marpa Lotsava e caro a tutte le tradizioni tibetane, dove ha completato un lunghissimo periodo di ritiri di pratica meditativa. Ha conosciuto per la prima volta l’occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia in occasione del Kalachakra in Austria; da allora è tornato in Europa, ed anche negli Usa, diverse volte conducendo ritiri e insegnamenti a Pomaia e in molti altri centri di Dharma. Lama Monlam parla solo tibetano ed è accompagnato, assistito e tradotto in inglese e anche in italiano dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Domenica 22 dicembre, volo per Bangalore  

 

2°g.  23/12 Bangalore – Mysore  

Si parte per Mysore, che dista 150 km, verso mezzogiorno, per avere così modo di riposare dopo il viaggio. Poco prima di Mysore (19 km) si sosta per una visita del grandioso tempio vishnuita di Ranganatha, costruito durante la dinastia Ganga nel IX secolo sull’isola di Srirangapatnam, formata dal fiume Kaveri. Nei pressi ci si reca poi al palazzo estivo e al mausoleo di Tippu Sultan, magnifici esempi di architettura islamica. Si alloggia presso l’hotel Regaalis Mysore.

 

3°g.  24/12 Mysore – Bylakuppe  

Si visita il Palazzo del Maharaja e quindi si parte per Bylakuppe che dista 105 km, un viaggio di 2 – 3 ore. Raggiunta l’enclave tibetana ci si sistema nelle case dove abbiamo riservato le rispettive stanze, tutte vicine le une alle altre e posizionate nei pressi del tempio dove si svolgono gli insegnamenti. Essere qui sarà una grande opportunità di condividere un momento eccezionale di intensa e profonda aggregazione di un vasto numero di monaci, praticanti e studiosi del Dharma buddista: si pensi che nell’edizione del 2012 si riunirono ben 20.000 persone! Sarà presente anche un gran numero di importanti Lama.

 

4°g. – 13°g. 25/12 – 3/1/2014 Bylakuppe, monastero di Sera  

Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama. Le sessioni si svolgono sia al mattino che al pomeriggio; nel tempo libero si potranno visitare i diversi monasteri del distretto tibetano, seguire incontri di analisi e discussione sui contenuti e si avrà l’opportunità di essere ricevuti da diversi Lama.

 

14°g.  4/1 Bylakuppe – Shravanabelagola - Bangalore  

Per tornare a Bangalore si segue una strada più settentrionale che consente di sostare a Shravanabelagola, antico sito jainista dove sulla sommità di un colle si raggiunge con una scalinata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara. E’ la più grande statua monolitica del mondo, una vera e propria meraviglia. Shravanabelagola si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X; ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri su cui si trova la grande statua, e la Chikkabetta o Chandragiri dove si trovano diversi templi jainisti. A Shravanabelagola si trova anche la sede dei Bhattaraka o capi supremi della tradizione jainista Digambara, dei “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Dopo la visita ci si separa dai partecipanti che seguono l’estensione e si prosegue per Bangalore, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata; il percorso complessivo è ci 255 km, da 5 a 6 ore.

 

 

Per chi rientra

 

15°g.  5/1 Bangalore, volo di rientro 

 

16°g.  Lunedì 6 gennaio, arrivo a destinazione

 

 

Per chi segue il pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam

 

15°g.  5/1 Bangalore – Mumbai   

Il volo per Mumbai parte di prima mattina (6.15 – 7.55; orario da confermare); a destinazione si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba. Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Rientrati a Mumbai ci si reca al museo Prince of Wales e dopo la visita ci si accomoda presso l’hotel Fariyas (4 stelle).

 

16°g.  6/1 Mumbai  

Ci si reca a Kanheri, un sito immerso nel bel parco di Borivali, che dista circa 40 km; immersi in una stupenda natura si scoprono un gran numero di luoghi di preghiera cesellati nella scura roccia basaltica, con alcune rappresentazioni artisticamente raffinate tra cui spicca una celebre raffigurazione di Avalokiteshvara. Rientrati a Mumbai ci visitano la casa di Gandhi e alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali.

 

17°g.  7/1 Mumbai – Lonavla   

Si lascia Mumbai utilizzando un veicolo privato, che verrà utilizzato fino a Jalgaon. Questa tappa, di circa 120 km, dura 3 o 4 ore. Nei  pressi di Lonavla ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensioni ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi. Si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico.

 

18°g.  8/1 Lonavla – Ellora   

Prima di lasciare la zona di Lonavla ci si reca a visitare il sito di Bhaja, dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle, anch’esse del II secolo a.C. Ellora dista circa 300 km, un trasferimento attraverso i bei paesaggi del Maharashtra che richiede 7 ore. Ad Ellora si alloggia presso l’Hotel Kailash.

 

19°g.  9/1 Ellora  

Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro semplicità e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali.

 

20°g.  10/1 Ellora – Aurangabad - Ajanta  

La cittadina di Aurangabad, che dista circa 30 km, fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie, e la piscina sacra di Pancakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si raggiunge il sito di Ajanta, che dista 102 km, con circa 2 ore di viaggio. Si alloggia alla MTDC Guest House dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile.

 

 

Per chi rientra

 

15°g.  11/1 Ajanta – Aurangabad - Mumbai e volo di rientro    Il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. Dopo la visita si torna a Aurangabad (circa 2 ore di viaggio) per imbarcarsi sul volo per Mumbai (17.15 - 18.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro.

16°g.  Domenica 12 gennaio, arrivo a destinazione

 

 

Per chi prosegue il viaggio

 

21°g.  11/1 Ajanta – Jalgaon   

Dopo la visita del sito in serata ci si trasferisce a Jalgaon, che dista 52 km, dove si alloggia presso l’hotel Mahindra, il migliore disponibile.

 

22°g.  12/1 Jalgaon – Bhopal   

Si lascia Jalgaon in treno alle 6.24 del mattino arrivando a Bhopal, che dista 423 km, verso le 15.10. Un viaggio in treno in India è sempre anche un viaggio nel viaggio, ci si immerge nel ritmo tranquillo del paese attraversando zone molto rurali, con le stazioni che assomigliano più a dei mercati che a dei luoghi di transito. Giunti a Bhopal si ha a disposizione un nuovo veicolo privato con autista con cui fare una visita della città; si alloggia presso l’hotel Palash Residency. Bhopal è una città ricca di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India.

 

23°g.  13/1 Bhopal, visita di Sanchi

A Sanchi, che dista 50 km da Bhopal, si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Ci si recherà anche alle vicine grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e dove, nei pressi, si trova la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.C. per commemorare la sua conversione all’induismo. Si rientra quindi a Bhopal, dove ci si accomoda in hotel.

 

24°g.  14/1 Bhopal - Varanasi – Sarnath  

Il treno per Varanasi parte alle 3.10 del mattino; sul treno si utilizzano carrozze con aria condizionata e cuccette vengono fornite lenzuola pulite e coperte). L’arrivo a Varanasi è previsto per le 19.25; si viene accolti alla stazione dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce alla vicina Sarnath, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Si alloggia presso la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya.

 

25°g.  15/1 Sarnath e visita di Varanasi 

Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Dopo le visite ci si tuffa  nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Si rientra quindi a Sarnath.

 

26°g.  16/1 Sarnath – Bodhgaya   Si parte con un veicolo privato alla volta di Bodhgaya, che dista circa 260 km, un viaggio di circa 6 ore. Si alloggia presso l'hotel Mahayana. Ci si recherà per una prima visita al fantastico giardino sacro del Mahabodhi, lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha; giungere qui è un’esperienza indimenticabile.

 

27°g.  17/1 Bodhgaya  

A Bodhgaya sembra non essersi mai spento l’eco della presenza del Buddha che vi giunse camminando lungo le rive del fiume Nairanjana e si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) raggiungendo l’illuminazione completa, realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato il Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Il villaggio di Bodhgaya è cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, giapponesi, tailandesi, ecc.).

 

28°g.  18/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro  

Lasciando Bodhgaya ci si reca con una breve escursione alla grotta di Mahakala, un luogo ricco di energia spirituale. Si prosegue quindi per Patna (120 km, 3 o 4 ore di guida) per imbarcarsi sul volo per Delhi (14.30 16.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro.

 

29°g.  Domenica 19 gennaio, arrivo a destinazione

 

 

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