Informazioni utili

Da: domenica 1 gennaio 2017A: lunedì 16 gennaio 2017Durata: da 16 a 22 giorni

Estensione finale a: domenica 22 gennaio 2017

 

Il programma si svolge a Bodhgaya per gli insegnamenti e la trasmissione del Kalachakra conferiti da SS il XIV Dalai Lama, seguendo in mondo completo l’evento che inizia il 3/1 e si chiude il 14/1/2017 con la cerimonia di lunga vita; al termine è prevista un’estensione ai luoghi della vita del Buddha. Vi è anche la possibilità di partecipare al viaggio in India che parte il 26/12 e arriva a Boghgaya il 2/1/2017 (India: Regioni gangetiche).

Il sito di Amitaba nella sezione culturale raccoglie un insieme di informazioni sul Kalachakra e le immagini relative alla trasmissione a Ki Gompa nel 2000.

 

Bodhgaya

Bodhgaya è un villaggio situato nel cuore dell’antico regno di Magadah, la terra santa del buddismo, cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, bhutanesi, giapponesi, tailandesi, ecc.), dove sembra non essersi mai spento l’eco delle gesta di Buddha. Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) ottenendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka.

 

Ricevere qui gli insegnamenti e l’iniziazione di Kalachakra da SS il XIV Dalai Lama, la massima autorità del buddismo tibetano, è un’opportunità di ottimo auspicio.

 

Insegnamenti

Il Dalai Lama inizierà la costruzione del Mandala e condurrà i complessi rituali a contorno dal 3 al 5 gennaio. Tra il 6 e l’8 gennaio terrà l’esposizione di due testi fondamentali della tradizione buddista: “Stadi di meditazione” di Kamalashila, una eccelsa sintesi del percorso di sviluppo interiore con la pratica di meditazione, e  la “Guida allo stile di vita del Bodhisattva” (Bodhisattvacharyavatara) di Shantideva, un’opera che delinea molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato da Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale (Il testo è disponibile in un’ottima versione in italiano di Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden). Seguire le spiegazioni che SS il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente  di avvicinarne il significato più vivo e profondo.

 

Dopo questa potente introduzione alla pratica buddista Sua Santità darà il conferimento dell’iniziazione di Kalachakra, e concluderà con un Jenang (trasmissione) per un auspicio di lunga vita.

 

Assi del Mandala Costruzione Mandala Mandala finito
Assi del Mandala
Costruzione Mandala
Mandala finito

 

Il Kalachakra: un’introduzione di SS il XIV Dalai Lama

Il tantra di Kalachakra è una pratica di meditazione buddista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E’ detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo fra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaia.
Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India. A differenza di quanto accade negli altri tantra, che non consentono di iniziare più di venticinque persone alla volta,  al rito di Kalachakra partecipano, per tradizione, più vaste moltitudini. Le iniziazioni di Kalachakra vengono conferite sulla base di un mandala, la sacra dimora con le sue divinità residenti, di solito raffigurato in forma grafica.
La tradizione che seguo utilizza un mandala formato da sabbie colorate, costruito con estrema accuratezza prima di ogni iniziazione e distrutto alla fine della cerimonia. E’ importante capire quali sono gli aspetti fondamentali del sentiero buddista che forniscono il contesto al cui interno i mandala possono essere usati come oggetto di meditazione. Il primo è il forte desiderio di mettere fine alle esperienze di sofferenza degli esseri ordinari. Queste vanno dal piacere relativo degli dei e degli umani fino al dolore e ai tormenti degli animali, degli spiriti famelici e degli abitanti delle regioni infernali. Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà. All’origine, il mandala di Kalachakra era soprattutto associato al regno di Shambala, cioè a un’intera comunità. Oggi, nessuno sa dove si trovi Shambala, ma pare che esista tuttora, nonostante non si possa più vederla, né comunicare con essa in modo ordinario. Qualcuno avanza l’ipotesi che si trovi su un altro pianeta, altri sostengono che sia una terra pura. Quale che sia la risposta, secondo le scritture Shambala entrerà un giorno di nuovo in contatto con il nostro mondo, tornando a far sentire il suo influsso benefico.
Mentre tutti gli altri mandala riguardano solo il singolo praticante, il mandala di Kalachakra coinvolge l’intera comunità, la società nel suo complesso. Uno dei benefici più evidenti che derivano dal ricevere l’iniziazione è che, pur non essendo completamente preparati, si stabilisce una connessione con Shambala.
Di conseguenza, quando Shambala tornerà in contatto con la comunità del nostro mondo, gli effetti saranno positivi. Credo inoltre che conferire l’iniziazione a una grande moltitudine di persone crei un forte legame positivo tra tutti coloro che sono presenti e sparga quindi fertili semi di pace.

SS IL DALAI LAMA, 24 gennaio 1996

 

 

Tappe

India, conferimento Kalachakra - Amitaba
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Organizzazione del viaggio

Amitaba ha una lunga esperienza nella partecipazione a questi eventi; a Bodhgaya abbiamo seguito tutti gli insegnamenti che vi ha tenuto il Dalai Lama e le iniziazioni di Kalachakra del 2002 (che non fu completata), 2003 e 2012. Conosciamo quindi bene le difficoltà che si possono generare per l’affollamento e la situazione ambientale: si è immersi in un momento fantastico di condivisione dei più profondi contenuti della scienza della mente buddista dove però chi viene dall’occidente rischia di essere disturbato e negativamente distratto dalla quantità di gente che crea turbini di polvere, dai numerosi mendicanti che ti attorniano, dalle povere condizioni igieniche generali e così via. Un evento come questo può anche essere faticoso, quando si seguono gli insegnamenti ci si siede a terra per molte ore tra una folta folla di persone che si accalca; arrivare ed uscire dallo spazio sacro coperto da grandi tendoni dove si tengono gli insegnamenti e l’iniziazione implica a volte code lunghe per i controlli di sicurezza. Si è così deciso di utilizzare per il soggiorno un hotel tra i migliori disponibili, il Lotus Nikko, che offre un’isola tranquilla di confort e relax ed è posizionato a pochi minuti di cammino dal Mahabodi e dal sito degli insegnamenti: per raggiungerli da qui non serve neppure il rikshò. Si raggiunge e si rientra da Bodhgaya in volo da Delhi via Patna, facendo così un viaggio comodo.

 

Seguire gli insegnamenti e la trasmissione

Per partecipare è necessario registrarsi quando si arriva a Bodhgaya (portare 1 foto). Gli insegnamenti e la trasmissione impegnano solitamente parte della mattina ed a volte anche il primo pomeriggio; prima dell’inizio dell’evento solitamente vengono rilasciati gli orari delle singole giornate. Si tenga però presente che gli orari possono variare di giorno in giorno e vengono riconfermati al temine delle diverse sessioni; quando non si è impegnati chi è interessato può seguire le attività rituali che occupano i monaci e spesso anche il Dalai Lama personalmente. Tutte le attività vengono tenute in un vasto spiazzo alle spalle della via principale di Bodhgaya, dove viene allestito un grande palco e l’area è quasi tutta coperta da tendoni, sotto cui si assiepa una vasta folla di pellegrini giunti da tutta l’India, dalle regioni himalaiane ed anche dal Tibet, oltre ad un folto numero di persone di tutti i paesi del mondo. Dagli altoparlanti si sentono il tibetano e a volte la traduzione in Hindi, mentre le traduzioni in inglese e in italiano si ascoltano con una normale radiolina, reperibile anche in loco. E’ usuale che i partecipanti corrispondano ai traduttori un’offerta per questo difficile lavoro.
Chi partecipa agli insegnamenti per la prima volta o è poco preparato in merito ai contenuti che verranno esposti potrà avvalersi dell’aiuto della capogruppo, che potrà ripercorrere con i partecipanti interessati i contenuti delle lezioni, condividendo l’analisi ed il dibattito utili ad una comprensione personale.

 

Nota tecnica

Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono avvicinarsi allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Portare delle foto per l’iscrizione agli insegnamenti e per l’ingresso in Nepal se si segue il programma dell’estensione “La vita del Buddha”. La radiolina per sentire la traduzione ed i cuscini per sedersi a terra possono anche essere acquistati a Bodhgaya.
L’hotel dove si alloggia è tra i migliori di Bodhgaya, situato in posizione tranquilla ma vicino al luogo degli insegnamenti ed al Mahabodi; è dotato di stanze con bagno, acqua calda e telefono.

 

Estensione: “La vita del Buddha”

Al termine degli insegnamenti a Bodhgaya è prevista un’estensione del viaggio condotta da Teresa Bianca che porta nei principali luoghi di pellegrinaggio della tradizione buddista. Da Bodhgaya ci si sposta a Varanasi, dove si visita la città e ci si reca a Sarnath, dove l’Illuminato iniziò ad insegnare; quindi si va a Kushinagar, luogo dove egli morì, a Lumbini dove nacque, Kapilvastu dove visse come principe, e Shravasti, il sito dove soggiornò più a lungo trascorrendovi 25 stagioni delle piogge. Da Shravasti si raggiunge Lucknow e da qui Delhi in volo, da dove si rientra. Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso.

 

Rajghir Nalanda Alice Project
Rajghir
Nalanda
Alice Project

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Domenica 1 gennaio, partenza per Delhi  
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 31/12 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo.

2°g.    2/1 Delhi – Patna - Bodhgaya  
Il volo della Go Air (G8 143) per Patna, capitale dello stato del Bihar, parte alle 10.35 (orario da confermare) con arrivo alle 12.15. All’aeroporto è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento con veicolo privato a Bodhgaya, un viaggio di circa 4 ore. Si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, dove si incontra Teresa Bianca e i partecipanti giunti con il programma India: Regioni gangetiche. Ci si reca ad eseguire la registrazione.

3°g. – 5°g. (3/1 – 5/1) Bodhgaya: preparazione e inizio della costruzione del Mandala
In questi giorni SS il Dalai Lama con in monaci del Namgyal (il monastero che prima dell’invasione cinese si trovava all’interno del Potala a Lhasa ed ora è situato di fronte alla Sua residenza a Dharamsala dove vive in esilio) che sono particolarmente esperti nello studio e pratica del Kalachakra, eseguiranno i rituali e le danze per la preparazione del luogo dove viene trasmessa l’iniziazione e la sua consacrazione. Verrà quindi iniziata la costruzione del mandala di sabbia: le coordinate del diagramma vengono fissate personalmente e con estrema precisione ed attenzione dal Dalai Lama; i monaci poi cominciano a disporre le sabbie colorate impreziosite da opportune sostanze, mentre all’intorno spesso si susseguono rituali e cerimonie. Questa fase non richiede la presenza dei partecipanti, ma molti pellegrini siedono in meditazione e preghiera nel recinto sacro per condividere anche questa fase. Si avrà il tempo per esplorare Bodhgaya, dove si trovano un gran numero di monasteri che avranno alcuni importanti Lama presenti; ma il punto focale, il magnete assoluto, è il Mahabodi, il sacro Stupa nel giardino dell’illuminazione del Buddha, un luogo dove a molti viene spontaneo eseguire le circumambulazioni recitando mantra e sedersi a meditare tra gli stupa del giardino. In questa fortunata ricorrenza del Kalachakra anzichè essere ‘soli’ si condividerà lo spazio con migliaia di monaci e pellegrini, immergendosi così in una potente, inimmaginabile onda devozionale.

6°g. – 8°g. (6/1 – 8/1) Bodhgaya: insegnamenti di SS il XIV Dalai Lama  
Mentre continuano i rituali e la preparazione del Mandala in questi giorni vengono tenuti gli insegnamenti, solitamente al mattino, ma gli orari possono variare ed a volte si svolge una sessione anche nel pomeriggio. Ci si accomoda in terra nel vasto spazio di fronte al palco, cercando di tenere il medesimo posto per l’intera durata degli insegnamenti.

9°g.    9/1 Bodhgaya: danze rituali  
Le fasi preparatorie saranno state completate e nella giornata di oggi i monaci eseguono un ultimo rituale di preparazione danzando in costume nel luogo dove è stato posto il Mandala di sabbia; viene solitamente utilizzato il costume dello Sha Nha Cham, la danza dei Cappelli Neri.

10°g. – 13°g. (10/1 – 13/1) Bodhgaya: conferimento dell’iniziazione di Kalachakra  
Il conferimento dell’iniziazione di Kalachakra da parte di SS il XIV Dalai Lama del Tibet inizia il 10/1 con una parte preliminare seguita dalla trasmissione effettiva che dura tre giorni. Gli orari vengono comunicati giorno per giorno. Per un approfondimento sulle modalità del conferimento e sul contenuto del Kalachakra si possono consultare le pagine del sito di Amitaba dedicate a questo tantra.

14°g.    14/1 Bodhgaya: Jenang di lunga vita
In quest’ultima giornata viene conferita una trasmissione per la lunga vita; SS il Dalai Lama solitamente conferisce un Jenang di Tara o di Avalokiteshvara (alcuni traducono Jenang con ‘iniziazione’, ma il significato più appropriato è "trasmissione" o conferimento di energia spirituale).

 

Per chi rientra:

15°g.    15/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro  
Si raggiunge l’aeroporto di Patna per imbarcarsi sul volo per Delhi; il volo GoAir parte alle 17.55 con arrivo alle 19.00 (orari da confermare); all’arrivo si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 15/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo.
16°g.    Lunedì 16 gennaio, arrivo a destinazione

 

Per chi segue l’estensione “La vita del Buddha”:

15°g.    15/1 Bodhgaya - Varanasi  
Si parte con un veicolo privato per Varanasi, un viaggio di circa 6 ore, dove  si alloggia presso l’hotel Taj Gateway (5*) o simile. Ci si reca nella città vecchia, un tuffo nell’incredibile realtà di questa città; al calar del sole si sosta sul Ghat principale per godere del coloratissimo “aarati”, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

16°g.    16/1 Varanasi, escursione a Sarnath  
Ci si alza presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli,  puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa ed un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi a Varanasi, in tempo per un ultimo giro nella città vecchia e ai Ghat.

17°g.    17/1 Varanasi – Kushinagar  
Si lascia Varanasi verso nord coprendo la distanza di 265 km per Kushinagar in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo.

18°g.    18/1 Kushinagar – Kapilvastu - Lumbini  
Si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Ci si reca al sito di Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Sistemazione presso l’ottimo hotel Lumbini Hokke.

19°g.    19/1 Lumbini  
Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto dove avvenne la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia.

 

La nascita del Buddha

Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto.

20°g.    20/1 Lumbini – Shravasti  
Torn ati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese (secondo alcuni studiosi infatti la reggia di Siddharta era qui, non vicino a Lumbini).  Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko (lotusnikkohotels.com/sravasti-room.php).

21°g.    21/1 Shravasti – Lucknow – Delhi e volo di rientro  
Si visita il sito di Shravasti, che fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri, uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli ed a breve distanza le rovine dello stupa di Angulimala. Si parte quindi per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore per raggiungere l’aeroporto dove il volo per Delhi parte alle 18.30 con arrivo alle 19.40 (rari da confermare) e procedere all’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 21/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo.

22°g.    Domenica 22 gennaio, arrivo a destinazione.

 

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