Informazioni utili

Da: mercoledì 16 maggio 2007A: domenica 10 giugno 2007Durata:

Estensione iniziale da: domenica 20 maggio 2007

Estensioni finali a: domenica 17 giugno 2007 O: mercoledì 27 giugno 2007

TIBET 2007: Kailash per Saga Dawa, via delle Nuvole Bianche e Aksai Chin

Dungkar

Il Kailash per molti rappresenta una delle mete più ambite della vita. Chi vi è già stato non fa che confermare quanto sia ben riposto questo forte desiderio, e solitamente ognuno trova una risposta all’ispirazione che spinge ad andare in un luogo così remoto e traboccante di energia spirituale. La montagna sacra si erge al centro del punto geomantico più potente del nostro pianeta, una zona dell’altopiano del Tibet tra i più bei luoghi in assoluto al mondo, ricca di testimonianze storiche affascinanti. E’ un viaggio che richiede un elevato spirito d’avventura e una discreta condizione fisica, ma è affrontabile da chiunque sia animato da una sufficiente motivazione.

Il viaggio organizzato da Amitaba per il 2007 si svolge in occasione della grande cerimonia di Saga Dawa, quando ai piedi della montagna sacra si radunano pellegrini provenienti da ogni parte del Tibet per celebrare il propagarsi degli insegnamenti religiosi e l’eliminazione delle interferenze negative. E’ un momento di contatto con l’anima pura delle genti tibetane, che nonostante le tremende vicissitudini degli ultimi 50 anni riescono a vivere profondamente le proprie tradizioni ed offre ai partecipanti, oltre al piacere dato dalla magnificenza di luoghi che superano ogni descrizione, la possibilità di condividere il senso mistico che questo luogo evoca in ognuno: a Saga Dawa si è testimoni della tenacia di persone di ogni età, vecchi e bimbi inclusi, che affrontano con fede il cammino di purificazione attorno al sacro monte, vestiti solo dei propri abiti tradizionali.

 

Il programma prevede due date di partenza diverse, in modo da poter scegliere se andare prima a Lhasa o se partire direttamente per il Kailash da Katmandu; l’opzione di Lhasa è più costosa e richiede un viaggio un po’ più lungo, ma offre il vantaggio di un’acclimatazione più graduale, oltre al piacere di recarvisi. Ci si incontra comunque tutti nei pressi di Saga, dove è stato recentemente completato un ponte sul fiume Tsang Po (Bramaputra).

 

Giunti nel Tibet Occidentale si segue il percorso tradizionale che inizia con la circumambulazione del lago Manosarowar, l’immenso specchio turchese ai piedi del grandioso Gurla Mandata, un monte glaciale che sfiora gli 8000 metri, impreziosito da alcuni monasteri benedetti dalla visione della cuspide del sacro Kailash a nord ovest, un luogo di bellezza impareggiabile. Per completare la visita dei “laghi della madre” oltre al Manosarowar, che trasmette la purezza dell’energia femminile, ci si reca al maestoso Raksal Tal, che secondo la tradizione ne nasconde invece l’aspetto iniziatico.

 

Raggiunto il Kailash si inizia la circumambulazione (il kora) recandosi per la prima notte a Tarboche, all’imbocco della valle occidentale, dove si svolge la cerimonia di Saga Dawa. Per il kora si impiega un giorno in più rispetto ai tempi usuali (quindi tre giorni e mezzo), che viene utilizzato per fermarsi due notti a Dirapuk ai piedi della maestosa parete nord, dando l’opportunità di avvicinarsi ai piedi della montagna o anche semplicemente di godere di questo luogo, considerato tra i punti d’energia più potenti del mondo.

 

Al termine del kora chi rientra segue il percorso di ritorno verso Katmandu.

 

La via delle nuvole bianche

Molti dei lettori del libro di A. Govinda “La via delle nuvole bianche” hanno conservato nel cuore il desiderio di esplorare le valli erosive che portano a Gughe, con la speranza di poter vedere il Castello d’Argento a Shangshung e le falesie misteriose di Dawa Dzong. Amitaba negli anni scorsi ha eseguito alcune spedizioni esplorative delle regioni a sud ovest del Kailash, individuando i passaggi chiave di questo percorso. Dopo lunghi tentativi siamo riusciti ad ottenere dalle autorità un permesso di transito in questa zona per giugno 2007! Si apre così la possibilità di fare questo inedito itinerario che dal Kailash porta nel cuore del Regno di Gughe, arrivando a Toling e Tsaparang. L’esplorazione di Gughe verrà completata con la visita di Dungkar e Piyang, i siti rupestri recentemente scoperti nella regione con affreschi di impareggiabile bellezza.

Completate le visite a Gughe i partecipanti rientrano a Katmandu accompagnati dalla guida tibetana che parla inglese

 

Traversata dell’Aksai Chin

Dalla valle di Dungkar il capogruppo prosegue con una jeep per Namru e Senge Tsangpo (Shiquanhe in cinese) per attraversare l’altopiano dell’Aksai Chin arrivando fino a Kashgar. Si cercherà di visitare Rutog, che fu una delle capitali di Gughe sorta nei pressi del lago di Pangong, e se possibile di attraversare la catena del Kun Lun fino all’oasi di Kotan, raggiungendo da qui Kashgar. Se l’attraversamento del Kun Lun non fosse eseguibile, da Rutog si segue la strada che transita da Duoma, Dahongliutan, Mazar, Karghilik, Tong Xian e Tashkurgan arrivando comunque a Kashgar. Il tempo richiesto è di circa 10 giorni.

Se qualcuno fosse interessato a questa avventura, è pregato mettersi in contatto con Amitaba.

 

Programma del viaggio

 

 

Prima partenza possibile, con visita di Lhasa e Shigatse

 

1°g.  Mercoledì 16 maggio, partenza per Katmandu

 

2°g.  17/5 Arrivo a Katmandu  

Arrivo a Katmandu e sistemazione in hotel. Giornata libera.

 

3°g.  18/5 Katmandu  

Giornata libera.

 

4°g.  19/5 Volo Katmandu - Lhasa  

Raggiunta Lhasa ci si sistema in un comodo hotel nei pressi del Barkor, ai bordi della città vecchia. Giornata di riposo per facilitare l’acclimatazione; nel pomeriggio si visita la cattedrale del Jokhang, il tempio più importante del Tibet, e si passeggia per il circuito sacro del Barkor che la circonda, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni.

 

5°g.  20/5 Lhasa  

Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala e del palazzo estivo, il Norbulingka. Si esplorerà poi anche la parte vecchia di Lhasa, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung dove oggi  vivono un’ottantina di monache, e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto.

 

6°g.  21/5 Lhasa  

Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano e contiene dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa meditava Songtsen Gampo, il re del Tibet, nell’VIII secolo.

 

7°g.  22/5 Lhasa – Shigatse  

Inizia il viaggio verso ovest con gli autisti e i veicoli che verranno utilizzati fino al ritorno (solitamente jeep Toyota land Cruiser). Raggiunta la confluenza con il fiume Tsang Po si risale il corso del fiume fino a Shigatse, dove ci si reca a visitare il grandioso monastero di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Sistemazione in hotel.

 

8°g.  23/5 Shigatse – Lhartse  

Da Shigatse si segue la strada che passa da Puntsholing, dove si avrà l’opportunità di visitare il monastero di Jonang e vedere il grande Stupa realizzato dal maestro Dolpopa nel XIII secolo, ora ricostruito, una struttura che ha ispirato nei secoli successivi questo peculiare tipo di edifici religiosi. A Lhartse, dopo la visita della cittadina vecchia, sistemazione in una guest house.

 

9°g.  24/5 Lhartse – Ngaring – Zangzang   

Lasciata Lhartse si valica un passo che porta ad un bel lago e si arriva al paese di Ngaring, sulla riva di un altro lago, dove ci si reca a visitare il monastero di scuola Sakya. Si prosegue in un ambiente di praterie d’alta quota fino a Zangzang, un villaggio dove si trova un interessante convento femminile di scuola Nyingmapa.

 

10°g.  25/5 Zangzang – Saga – Jongba  

Si prosegue attraverso valli e passi erbosi attraverso un bell’ambiente naturale fino a Saga, sul fiume Tsang Po. Si prosegue oltre un altro passo fino a Jongba, dove si pone il campo nei pressi di un bel monastero posto panoramicamente sopra le vaste valli erbose. Si incontrano qui i partecipanti che giungono qui direttamente da Katmandu.

 

 

 

Seconda partenza possibile

 

1°g.  Domenica 20 maggio, partenza per Katmandu

 

2°g.  21/5 Arrivo a Katmandu  

Arrivo a Katmandu e sistemazione in hotel. Giornata libera.

 

3°g.  22/5 Katmandu – Kodari  

Appena ricevuti i necessari permessi dall’ambasciata cinese si parte verso il confine del Tibet, tra le gole lussureggianti che salgono verso l’altopiano, e si sosta per la notte nella parte nepalese del confine. Accompagna il gruppo il Sirdar nepalese che parla la lingua inglese.

 

4°g.  23/5 Kodari – Zangmu – Milarepa Gompa di acclimatazione  

Entrati in Tibet si incontra la guida tibetana che attende al confine con autisti e veicoli che verranno utilizzati da lì fino al ritorno (solitamente jeep Toyota land Cruiser con un camion d’appoggio per le scorte di viveri, combustibile, attrezzature da campo e bagagli). Si prosegue risalendo le gole rigogliose arrivando a Nyalam, il primo insediamento posto ai limiti della zona arborea, e si pone un campo poco oltre a circa 4000 metri di quota nei pressi del monastero di Milarepa.

 

5°g.  24/5 Milarepa Gompa  

Campo di acclimatazione.

 

6°g.  25/5 Pelko Tso – Saga - Jongba  

Valicato l’altissimo passo di Lhalung (c.a. 5200 mt) si accede all’altopiano arrivando in breve nella zona del lago di Pelko, alle pendici dello Shisha Pangma, una zona di bellezza incomparabile. Si costeggiano altri laghi minori e si valicano alcuni colli raggiungendo nel pomeriggio le sponde del fiume Tsang Po nei pressi di Saga, dove è stata recentemente completata la costruzione di un ponte. Si prosegue oltre un altro passo fino a Jongba, dove si incontrano i partecipanti giunti qui da Lhasa e l’accompagnatore italiano.

 

 

Manosarowar e Kailash (parte del viaggio che seguono tutti)

 

7°g.  (o 11°g.) 26/5 Jongba – Paryang  

Il percorso è bellissimo, tra monti, dune di sabbia, campi dei nomadi e acque blu; a Trongsa, lungo il percorso, si trova un interessante monastero dove solitamente si sosta per il pranzo.

 

8°g.  (o 12°g.) 27/5 Paryang – Manosarowar  

Oggi si raggiungono le acque turchesi del “lago della madre”, il sacro Manosarowar, che viene circumambulato a piedi da molti pellegrini tibetani; da qui si vede per la prima volta il Kailash, oltre le vaste acque del lago.

 

9°g.  (o 13°g.) 28/5 Manosarowar: Seralung e Trugo  

Il percorso segue il lago sacro in senso orario, e si consiglia di eseguirlo a piedi: la quota è di 4600 metri ma il sentiero è in piano. Dal campo al monastero di Seralung si arriva in circa un’ora; da qui al monastero di Trugo sono poi circa 23 km di distanza. Chi non se la sentisse può utilizzare le jeep almeno per una parte del tragitto. I panorami sono fantastici, i colori del lago continuano a variare nell’arco della giornata, si ha la mole del Gurla Mandata (7800 mt) di fronte e, se è limpido, la visuale del Kailash a nord ovest!

 

10°g.  (o 14°g.) 29/5 Manosarowar: Gossul e Chiu  

Da Trugo, posto alle pendici del Gurla Mandata sul lato meridionale del lago, si procede in jeep fino al sentiero che conduce in breve tempo al monastero di Gossul, dove si trovano anche alcuni eremi. Anche da qui la panoramica sul Manosarowar è incredibile. Oltre Gossul si ritrovano le jeep che ci portano al lago Raksal Tal, un bacino d’acqua altrettanto vasto, temutissimo dai pellegrini, perché si dice che celi l’energia oscura del principio femminile: sulle sue sponde non si trovano segni di devozione (bandiere, muri mani, né monasteri); la vista del Gurla Mandata che si specchia nelle acque riesce però a mitigare almeno per un po’ ogni timore! Si raggiunge quindi il monastero di Chiu, vera perla del Manosarowar, posto su di colle che domina una spiaggia della costa nord ovest dove si pone il campo.

 

11°g.  (o 15°g.) 30/5 Manosarowar: Langpona; Darchen - Tarboche (inizio Kora del Kailash)  

Il sentiero prosegue lungo un tratto di costa dalle cui rupi si affacciano alcune grotte abitate da asceti e passa vicino ad alcuni chorten che segnano il punto in cui sorgeva un eremo. Raggiunto il monastero di Langpona sulla costa nord si ritrovano le jeep con cui si prosegue fino a Darchen, punto di partenza del pellegrinaggio attorno alla  montagna sacra (lungo in tutto 54 chilometri) e in circa due ore di cammino si raggiunge la piana di Tarboche, all’ingresso della valle occidentale del Kailash, dove si svolge Saga Dawa. Il campo viene posto nei pressi del fiume.

 

12°g.  (o 16°g.) 31/5 SAGA DAWA; Tarboche – Dirapuk  

Una vasta folla di pellegrini giunta fin qui da ogni angolo del Tibet si raduna attorno al grande palo che viene issato al centro della piana di Tarboche, seguendo un antico rituale condotto da alcuni Lama, una sorta di agopuntura esoterica che serve per tenere sopite le negatività. L’evento è poi seguito da momenti festosi, circumambulazioni vorticose, lanci di farina di tsampa, corse di cavalli. Al termine delle celebrazioni si riprende il cammino seguendo il flusso dei pellegrini, quasi tutti con indosso il costume tradizionale; la presenza di vecchi e di bambini che procedono tranquilli è un ottimo antidoto contro le ansie prospettate dall’alta quota e dal lungo cammino. Si transita dal monastero di Choku che si erge sul versante occidentale della valle e con una salita graduale si giunge al cospetto della parete nord del Kailash, dove si trova il piccolo monastero di Dirapuk, a circa 5000 metri di quota. Si pone il campo in vista della maestosa parete.

 

13°g.  (o 17°g.) 1/6 Dirapuk  

Si sosta presso la parete nord per un giornata, per godere appieno del luogo. Chi se la sente può risalire la valle fino al ghiacciaio che porta ai piedi del monte sacro. La giornata è anche utile per riposarsi e acclimatarsi per l’ultimo sforzo.

 

14°g.  (o 18°g.) 2/6 Dirapuk – Dolma La – valle di Zutrulpuk  

Il passo di Dolma è alto circa 5600 metri, sarà faticoso, ma fino ad oggi tutti i pellegrini giunti qui con Amitaba ce l’hanno fatta!! La discesa è piuttosto ripida e riporta velocemente sotto i 5000 mt.

 

 

Programma per chi rientra

 

15°g.  (o 19°g.) 3/6 Zutrulpuk – Darchen (termine del Kora) – Manosarowar est  

Il piccolo monastero di Zutrulpuk fu costruito dove il santo Milarepa meditava in una grotta. Da qui una piacevole passeggiata completa in poche ore il Kora fino a Darchen, dove si salutano i partecipanti che proseguono il viaggio e l’accompagnatore italiano. Si lascia Darchen per porre il campo sulle rive del grande lago turchese; accompagna il gruppo una guida tibetana che parla la lingua inglese.

 

16°g.  (o 20°g.) 4/6 Manosarowar – Paryang  

Prima giornata di rientro che ripercorre la medesima strada dell’andata; la bellezza dei luoghi rende il viaggio di ritorno piacevole.

 

17°g.  (o 21°g.) 5/6 Paryang – Jongba  

Seconda giornata di rientro.

 

18°g.  (o 22°g.) 6/6 Saga – Pelko Tso  

Si pone il campo nei pressi del monastero di Poron, vero archetipo del mondo tibetano tradizionale. La zona è di inimmaginabile bellezza: sul grande lago blu turchese di Pelko, in un ambiente abitato solo dai nomadi, si affacciano le maestose vette del Langtang e dello Shisha Pangma.

 

19°g.  (o 23°g.) 7/6 Pelko Tso – Nyalam  

Scavalcato lo spartiacque himalaiano si scende a Nyalam ponendo l’ultimo campo in Tibet di questo viaggio.

 

20°g.  (o 24°g.) 8/6 Nyalam – Katmandu  

Si scendono le profonde gole che portano al confine nepalese dove sono in attesa gli assistenti di Amitaba con il pulmino che porta fino a Katmandu. Si salutano qui gli autisti e la guida tibetana. A Katmandu sistemazione in hotel.

 

21°g.  (o 25°g.) 9/6 Katmandu – Doha  

Giornata a disposizione. Il volo della Qatar Airways per Doha è alle 20.05 con arrivo alle 22.20.

 

22°g.  (o 26°g.) Domenica 10 giugno

partenza da Doha all’ 1.25 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.50.

 

 

Estensione: La via delle nuvole bianche

 

15°g.  (o 19°g.) 3/6 Zutrulpuk – Darchen (termine del Kora)  

Arrivati a Darchen si pone il campo e riposo.

 

16°g.  (o 20°g.) 4/6 Darchen  

Giornata dedicata all’esplorazione delle valli a sud del monte Kailash dove si trovano i monasteri di Selung e Gyangdrak. I più avventurosi possono raggiungere con il capogruppo la vetta di un monte che offre una spettacolare panoramica.

 

17°g.   – 19°g. (o 21°g. – 23°g.) 5 – 7/6 Darchen – Toling  

Questo percorso esplorativo porta inizialmente a Thirtapuri, luogo sacro alla memoria di Guru Rimpoce (Padmasambhava) dove si trovano le acque sulfuree in cui i pellegrini tradizionalmente si bagnano dopo il completamento dei kora del Manosarovar e del Kailash. Si raggiunge quindi il monastero Bon di Gurugam e in tre giorni si transita dalla misteriosa capitale rupestre di Shang Shung, che precedette il regno di Gughe, dove il Prof. Tucci ha individuato degli insediamenti che risalgono almeno a 3000 anni fa. Questo luogo sconosciuto rivela il sito più antico del Tibet: una città cesellata in un anfiteatro di rocce colorate che domina una valle deserta solcata da un fiume blu, dove durante la nostra precedente esplorazione l’unico abitante era un lama eremita. In questi luoghi si respira ancora la presenza dei saggi che portarono i segreti del misticismo buddista dall’India preservandone la purezza; percorreremo i sentieri di Atisha e di Rinchen e vivremo nei luoghi dove trova le proprie radici la conoscenza esoterica Bon. Oltre Shangshung ci aspetta Dawa Dzong, il luogo nascosto tra incredibili formazioni erosive: fu qui che A. Govinda conobbe le più forti ispirazioni che ci hanno affascinato nel suo classico “La via delle nuvole bianche”.

 

20°g.  (o 24°g.) 8/6 Toling  

Giornata dedicata alle visite di Tsaparang e dell’enclave monastica di Toling, dove il Tempio Rosso ed il Tempio Bianco sono stati costruiti sotto la guida del grande Traduttore, Rinchen Zangpo, e sono stati considerati dal Prof. Tucci l’esempio più elevato dello stile artistico del Tibet Occidentale. I resti della città – fortezza di Tsaparang, a pochi chilometri da Toling, sono il sito forse più affascinante: un sentiero si inerpica tra alcuni templi e miriadi di abitazioni rupestri (alcune sono affrescate) immergendosi in un tunnel scavato nella roccia che emerge nella cittadella che corona l’inaccessibile monte, dove l’imperatore di Gughe aveva il suo semplice palazzo e i suoi templi. Al fascino del luogo si unisce la presenza eterea dei grandi santi che hanno abitato questi luoghi.

 

21°g.  (o 25°g.) 9/6 Toling – Dungkar  

Attraversato il fiume Sutlej ci si inoltra per delle splendide valli erosive che portano alla valle di Dungkar. I templi rupestri di Dungkar e Piyang furono riscoperti nel 1992. Lo sfondo azzurro degli affreschi di Dungkar rende le figure ancora più eteree, incredibilmente sospese fuori dal tempo. Se le condizioni lo consentono (siamo in una zona classificata come militare) si cercherà anche di esplorare i resti della città rupestre di Dungkar.

 

 

Estensione ulteriore - Traversata dell'Aksai Chin

Dalla valle di Dungkar il capogruppo prosegue con una jeep per Namru e Senge Tsangpo (Shiquanhe in cinese) per attraversare l’altopiano dell’Aksai Chin arrivando fino a Kashgar. Si cercherà di visitare Rutog, che fu una delle capitali di Gughe sorta nei pressi del lago di Pangong, e se possibile di attraversare la catena del Kun Lun fino all’oasi di Kotan, raggiungendo da qui Kashgar. Se l’attraversamento del Kun Lun non fosse eseguibile, da Rutog si segue la strada che transita da Duoma, Dahongliutan, Mazar, Karghilik, Tong Xian e Tashkurgan arrivando comunque a Kashgar. Il tempo richiesto è di circa 10 giorni

 

 

Percorso di rientro da Dunkar, al termine della Via delle Nuvole Bianche

 

22°g.  (26°g.) 10/6 Dungkar – Manosarovar Est  

Inizia il percorso verso est,condotto dalla guida tibetana. Dalla valle di Dungkar si risalgono le montagne a nord, da cui si ha una visuale molto bella delle vallate erosive della regione di Gughe. Superato un panoramico passo si raggiunge la strada che porta verso il Kailash, che si avrà così il piacere di rivedere, e si prosegue fino al lago Manosarovar.

 

23°g.  (o 27°g.) 11/6 Manosarowar – Paryang  

Si ripercorre la medesima strada dell’andata; la bellezza dei luoghi rende il viaggio di ritorno piacevole.

 

24°g.  (o 28°g.) 12/6 Paryang – Jongba  

Anche questa tappa segue il percorso dell’andata.

 

25°g.  (o 29°g.) 13/6 Saga – Pelko Tso  

Si pone il campo nei pressi del monastero di Poron, vero archetipo del mondo tibetano tradizionale. La zona è di inimmaginabile bellezza: sul grande lago blu turchese di Pelko, in un ambiente abitato solo dai nomadi, si affacciano le maestose vette del Langtang e dello Shisha Pangma.

 

26°g.  (o 30°g.) 14/6 Pelko Tso – Nyalam  

Scavalcato lo spartiacque himalaiano si scende a Nyalam ponendo l’ultimo campo in Tibet di questo viaggio.

 

27°g.  (o 31°g.) 15/6 Nyalam – Katmandu  

Si scendono le profonde gole che portano al confine nepalese dove sono in attesa gli assistenti di Amitaba con il pulmino che porta fino a Katmandu. Si salutano qui gli autisti e la guida tibetana. A Katmandu sistemazione in hotel.

 

28°g.  (o 32°g.) 16/6 Katmandu – Doha  

Giornata a disposizione. Il volo della Qatar Airways per Doha è alle 20.05 con arrivo alle 22.20.

 

29°g.  (o 33°g.) Domenica 17 giugno rientro

 

 

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