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Da: lunedì 5 maggio 2003A: martedì 20 maggio 2003Durata: 16 giorni

BHUTAN 2003: Sentieri del Bumthang e festival di Ura

Salita al Phephe La

Questo viaggio nasce dal desiderio di cercare di “essere in Bhutan”: non ci si limita alla visita dei luoghi più noti frequentati dai pochi turisti, che sono concentrati nelle valli di Paro e Thimpu a poca distanza dall’unico aeroporto. Ci si reca nel Bumthang, la parte centrale del paese dove nacque questa enigmatica civiltà, dove con un facile trekking di tre giorni (dove chi vuole può usufruire del cavallo) si attraversano interessanti villaggi e visitano stupendi monasteri, in una dimensione naturale incontaminata, quasi bucolica.

Si pongono due campi, il primo nei pressi del monastero di Ngang e il secondo al villaggio di Tahung. Si partecipa poi al festival del villaggio di Ura, che richiama le popolazioni delle valli circostanti agghindate con i costumi più belli, per un momento di aggregazione festosa oltre che di interesse culturale e religioso: A Ura si alloggia per due giorni in una casa bhutanese. L’insieme di queste esperienze consentirà di immergersi nella peculiare atmosfera di questo paese, che speso sfugge il contatto dei visitatori.

 

Gli spostamenti avvengono in pulmino, si utilizzano comodi alberghi a Wangdue, Punakha, Thimpu e Paro e un lodge a Jakar. I due campi del trekking sono attrezzati con materiale fornito da Amitaba, basta portare un sacco a pelo per temperature medie; a Ura l’alloggio in una casa bhutanese è accogliente ma spartano. Il clima è caldo con possibili brevi piogge (il monsone non sarà ancora iniziato). A Katmandu si utilizza un bell’albergo.

 

 

Gli Thechu, "festival" del Bhutan

Il Bhutan, Druk Yul (paese del Drago Tuonante) per i bhutanesi, è un paese che per ragioni storiche consente di avvicinare l'unica civiltà superstite fondata sui principi del Buddismo Vajrayana. Grande poco più della Svizzera, con due terzi del territorio coperti da foreste e la parte restante costituita da grandiosi massicci montani, è abitato da circa 600.000 persone, in maggioranza discendenti di stirpi di origine Tibetana o Birmana, amalgamate dalla fede nel Buddismo di scuola Kagyupa e Nyingmapa. Gli Dzong, i monasteri fortezza che dominano le valli himalaiane, sono rimasti tuttora i centri religiosi e amministrativi.

I momenti più interessanti per una visita in Bhutan sono gli Tsechu. Questa rappresentazione viene eseguita in molti Dzong e la si trova anche in altri luoghi, citando ad esempio quella abbastanza nota di Hemis in Ladakh. Partecipare agli Tsechu - “festival” è un termine limitativo - trasporta nel cuore della realtà esistenziale del popolo Bhutanese, dove il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e spirito, emozioni e pensiero si fondono in un immaginario dove si generano le dimensioni dei mondi sottili che animano la cultura di questo popolo straordinario.

Lo Tsechu è una manifestazione di più giorni in cui si rievocano la vita e gli insegnamenti di Guru Rimpoche, in sanscrito Padmasambhava, universalmente riconosciuto come il fondatore delle scuole del Buddismo Tibetano. L’insieme delle rappresentazioni può variare per la sequenza, per la scelta dei contenuti esposti e per gli intrecci con eventi legati alla storia e al folklore locale. Si tratta di un percorso che segue le tappe della vita di Padmasambhava ed espone alcuni degli insegnamenti principali. Chi partecipa, anche come spettatore,  entra direttamente e personalmente nella storia e nella parola del maestro. I Bhutanesi durante lo Tsechu sentono anche la presenza fisica del grande Guru, che è li, precisamente li, con loro. La coscienza di questa predisposizione ci aiuta a comprendere la grande attenzione che ognuno dei presenti pone a tutte le sfumature dell’evento. Non è ne danza ne musica, questi sono gli strumenti che rendono percepibile nella materialità ciò che ne costituisce l’essenza. Ognuno vive la rappresentazione nella propria interiorità; i vecchi prestano ad esempio particolare attenzione al Raksha Mangcham, la danza che espone la dimensione degli “stati intermedi”, il Bardo, per prepararsi alla propria morte fisica. Tsechu è il momento che è stato creato dai maestri spirituali per esporre alla gente i contenuti dell’insegnamento: ognuno percepisce ciò che è visibile al suo grado di purificazione interiore, e trova lo stimolo per approfondire la propria ricerca.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Lunedì 5 maggio, partenza per Katmandu

 

2°g.  6/5 Arrivo a Katmandu    

Accoglienza in aeroporto e sistemazione in albergo. Visita di Swayambunath.

 

3°g.  7/5 Katmandu

Giornata libera

 

4°g.  8/5 Katmandu – Paro – Wangdue 

Partenza in volo per il Bhutan alle 10.45; dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco Himalaiano. Si ammirano l’Everest e il Makalu, e ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Si arriva a Paro alle 12.00 e si prosegue in pulmino oltre Thimpu, la capitale che si visiterà al ritorno, valicando il passo di Dochu, a 3116 metri per giungere allo Dzong di Wangdue. Gli spostamenti interni in Bhutan vengono effettuati in comodi pulmini; la velocità massima consentita è di 40 km/h.

 

5°g.  9/5 Wangdue – Trongsa - Jakar 

Si valica il passo del Pele La (3390 mt) transitando dal Chendebji Chorten e si visita Trongsa, un paesino dominato dall’imponente Dzong a 129 km da Wangdue. Da Trongsa a Jakar oltre il passo dello Yotong (3425 mt) restano 68 km da percorrere. A Gaytsa si potrà visitare il Gompa; giunti a Jakar ci si sistema in un Lodge.

 

6°g.  10/5 Jakar – Toktu Zampa – Ngang Lhakhang 

Da Toktu Zampa (2560 mt), nei pressi di Jakar, inizia il trekking con un percorso di circa 12 chilometri attraverso bellissime pinete che impegna per circa 4 ore. Si raggiunge il monastero di Ngang (2800 mt), dove si pone il primo campo. Per chi non fosse allenato è possibile noleggiare un cavallo.

 

7°g.  11/5 Ngang Lhakhang – Phephe La - Tahung 

Salita al passo di Phephe (3360 mt), il punto più alto del trekking, attraverso foreste rigogliose, un ambiente naturale assolutamente incontaminato. Si pone il campo a Tahung (2790 mt), coprendo 16 chilometri in circa 6 ore.

 

8°g.  12/5 Tahung – Gamling – Ura 

Con circa 2 ore di cammino si raggiunge Gamling, da dove chi lo desidera può raggiungere il monastero di Ugyyen Chholing; la strada dove attendono i veicoli dista da qui circa un’ora. Raggiunto il villaggio di Ura ci si sistema in una tipica casa bhutanese – in questo remoto angolo del mondo non esistono ancora gli alberghi!

 

9°g. / 10°g. (13 e 14/5) Ura Yakchoe 

Oltre alla partecipazione allo Tsechu (che qui prende il nome di Yakchoe) si avrà la possibilità di visitare i luoghi più interessanti della valle di Choskhor, cuore del Bumthang, dove ebbe origine la civiltà bhutanese: i monasteri di Kurjey, dove in una grotta su una roccia è impressa l’impronta del corpo di Guru Rimpoche, e di Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa, il più importante centro Nyingmapa del Paese, e altri  importanti siti. L’ultimo giorno in serata si rientra a Jakar.

 

11°g.  15/5 Jakar - Punakha 

Si ripercorre la strada che serpeggia tra foreste rigogliose e montagne, gli scenari meritano almeno un secondo transito! Superato lo Dzong di Wangdue si risale la valle fino a Punakha Dzong, la meravigliosa sede invernale dell’Abate del Bhutan, il Je Kempo.

 

12°g.  16/5 Punakha – Thimpu 

Dopo la visita del grandioso Dzong ci si reca a Chimi Lhakhang, tempio della fertilità fondato dall’”illuminato pazzo”, il grande Kunley, il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Nei pressi di Thimpu si visita lo Dzong di Simtokha, un antico monastero dedicato al significato dei mantra segreti, oggi sede di una scuola monastica.

 

13°g.  17/5 Thimpu – Paro 

Visita del Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate; poi del tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Nel pomeriggio  si raggiunge Paro.

 

14°g.  18/5 Paro 

Salita al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più fotografato del Bhutan, sospeso com’è alle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita, chi vuole può noleggiare un cavallo. Ridiscesi si visita il Kichu Lhakhang, uno dei più antichi monasteri del Paese. Conclude la giornata la visita dello Dzong di Paro.

 

15°g.  19/5 Paro – Katmandu 

Partenza di prima mattina; dall’aereo si ammira per una seconda volta l’incredibile spettacolo delle grandi vette himalaiane. A Katmandu sistemazione in albergo e giornata a disposizione.

 

16°g.  Martedì 20 maggio, volo di rientro

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