Informazioni utili

Da: giovedì 22 marzo 2007A: giovedì 5 aprile 2007Durata:

Estensione finale a: lunedì 9 aprile 2007

BHUTAN 2007: Festival di Paro e Cham rurali; est. sentiero di Druk

Jele Dzong

Visita dei siti principali della parte occidentale del Bhutan: i grandi Dzong di Trashichhoe, Punakha, Wangdi e Paro; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese e siti culturalmente importanti, come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley. Ma il cuore del viaggio è la partecipazione a tre interessantissimi eventi della vita bhutanese e la visita di alcuni sconosciuti luoghi di ritiro dove dimorano gli ascetici monaci della tradizione Drukpa.

Per sperimentare la cultura e il folclore bhutanesi si sarà presenti ai momenti salienti del Cham di Paro, dove si può constatare la forza anche istituzionale del peculiare mondo religioso del Bhutan, con la partecipazione di una vasta folla di persone che sfoggia le proprie vesti tradizionali migliori in un’atmosfera di convivialità, regalando così un magnifico colpo d’occhio sulla vita del paese. La partecipazione a due Cham di villaggio di particolare interesse non presenti nel calendario ufficiale, dove avremo il pregio di essere tra i pochi testimoni esterni, ci permetterà anche un contatto più diretto con l’immaginario e la realtà esoterica di questo straordinario popolo himalaiano. E’ previsto un programma alternativo per chi ritenesse sufficiente presenziare solo a parte di questi eventi od eventualmente solo ad uno dei due.

 

Si avrà la possibilità di visitare alcuni eremi; per arrivare si cammina nell’ambiente pristino della natura incontaminata dei monti, qualche ora per raggiungere quelli più accessibili e due giorni per arrivare ai siti più lontani; l’escursione più lunga prevede di sostare per la notte in un tempio bhutanese. Per chi non se la sentisse di camminare troppo a lungo, o per chi non fosse in grado di adattarsi ad un pernottamento in un luogo sacro privo di qualsiasi servizio, è stato anche previsto un ottimo programma alternativo. I luoghi prescelti dagli asceti buddisti sono ricchi di pace ed energia, e sono fonte di grande ispirazione; in Bhutan sono giustamente protetti dalle intrusioni dei visitatori, e chi ha la fortuna di conoscerne l’ubicazione vi si reca con il tranquillo rispetto di chi cammina in un tempio.

 

Nota tecnica

In Bhutan tra fine marzo ed aprile la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è di 5 gradi a Paro, mentre qui la massima può essere di 18; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda; solo a Haa il bagno è esterno. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….

 

Il trekking di Druk

Se si estende il programma investendo altri quattro giorni di tempo si avrà la possibilità di fare un trekking che segue l’antico sentiero che collegava Paro a Thimpu, transitando dallo Dzong di Jele incontrando un ambiente naturale di foreste e pasture di yak con bei tratti panoramici e stupendi laghetti (Jimilangtso, Genetso, Simkota). Sui monti sopra la valle di Thimpu si visitano poi l’eremo di Thujidrag Lhakang e l’antico sito di Phajoding, che risale al XIII secolo, dove si trovano tre templi, vivono circa 30 monaci e vi è anche una zona di ritiro riservata ad una quindicina di asceti impegnati in un ritiro che dura tre anni.

Durante il trekking si dorme per tre notti consecutive in tenda; viene fornito tutto il materiale da campo ad esclusione del sacco a pelo. Il materiale viene trasportato con i cavalli e i partecipanti devono portare solo quanto può essere utile durante il cammino. Bisogna essere mediamente allenati: la seconda tappa richiede da 6 a 7 ore di cammino, le altre massimo 5; il campo più alto (il terzo) è a 4040 mt. La stagione è ottima e non ci si aspettano delle precipitazioni, ma bisogna disporre comunque di un’attrezzatura adeguata anche alla pioggia che preveda un temperatura minima teorica sotto lo zero termico.

 

Un cenno sui Cham del Bhutan

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.

E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Giovedì 22 marzo, partenza per Delhi  

 

2°g.  23/3 Delhi  

A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba che si prende cura anche del trasferimento in aeroporto del giorno seguente, e trasferimento in hotel (Ashok Country Resort o simile). Giornata a disposizione.

 

3°g.  24/3 Delhi – Paro - Thimpu  

Il volo per Paro parte usualmente verso le 11 del mattino e fa scalo a Katmandu arrivando a destinazione verso le 15.00. Lasciata Katmandu dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si trasferisce a Thimpu, la capitale. E’ un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un buon hotel nel centro della cittadina.

 

4°g.  25/3 Thimpu – Punakha  

Da Thimpu si parte presto, per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten [reliquiari]; qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si scende per un breve tratto verso sud per visitare lo Dzong di Wangdue Phodrang che si erge imponente su di un monte che domina il fiume. Tornando verso nord ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si completa la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Si alloggia in un comodo hotel posto sui colli vicino allo Dzong.

 

5°g.  26/3 Cham rurale  

Si dedica la giornata a seguire lo svolgimento di un Cham che si svolge presso il monastero di uno splendido villaggio. Ci si reca anche a visitare una vicina scuola monastica.

 

6°g.  27/3 Valle di Gangte  

Possibile escursione alla valle di Phobjikha, accompagnata dalla nostra guida bhutanese che parla la lingua inglese, attraverso immense foreste di rododendri; nella bellissima natura qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero. Su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si rientra all’hotel in serata; il percorso è di circa 140 km. Chi è interessato a seguire tutto lo svolgimento del Cham rurale potrà invece recarsi anche nella giornata di oggi con l’accompagnatore italiano al villaggio in cui si svolge.

 

7°g.  28/3 Rientro a Paro  

Alle prime luci dell’alba si assiste all’esposizione del Thongdrol, una grande tanka che si dice abbia un potere di purificazione per coloro che la osservano con il giusto stato d’animo e si segue con la gente del villaggio la parte conclusiva del Cham. Nel pomeriggio si torna verso occidente raggiungendo Paro, dove si alloggia in hotel.

 

8°g.  29/3 Paro  

Inizia oggi lo Tsechu di Paro, il Cham più famoso del Bhutan. In questa prima giornata si svolgono le cerimonie preliminari nel tempio all’interno dello Dzong, un’ottima opportunità per assistere alle attività dei monaci, che utilizzano strumenti musicali tradizionali per ritmare e dare enfasi alle loro recitazioni. In Bhutan è raro potervi assistere e di solito è unicamente durante questa fase del Cham che si ha libero accesso. Nel pomeriggio ci si reca con una breve passeggiata (40 min., con poche salite) attraverso meravigliosi boschi al villaggio di Drangchok, dove c’è anche un antico  tempio.

 

9°g.  30/3 Paro – Haa o Donala  

E’ possibile scegliere tra due programmi, recarsi a Haa o andare a piedi agli eremi sui monti tra Paro e Thimpu; il primo programma è seguito dalla guida bhutanese ed il secondo dall’accompagnatore italiano. Il distretto di Haa, aperto da pochissimo al turismo, si raggiunge con una panoramica strada che scavalca i monti a sud di Paro. La strada sale attraverso magnifiche foreste dai circa 2300 mt del fondovalle ad un passo di 3700 mt. Arrivati a circa 3300 metri di quota lungo la salita si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Oltre il passo si prosegue poi per Haa, dove si visita lo Dzong monastico e si alloggia in una guest house. Se si decide invece di recarsi agli eremi da Paro si imbocca in auto la stradina che porta al monastero di Chakabo. Da qui inizia il cammino verso i monasteri di Mindu e Phude, impiegando circa 4 ore. Si prosegue poi per il monastero di Donala, che sorge in vetta ad un monte a circa 3500 metri di quota impiegando circa altre 3 ore, dove si dorme in una casetta del tempio. Ognuno deve portare con sé quanto necessario ed il proprio sacco a pelo.

 

10°g.  31/3 Haa o Donala – Thimpu  

Chi si reca a Haa giunge alla cittadina di Thimpu per l’ora di pranzo; arrivando nei pressi della capitale si visita Semtokha, che  fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. Nel pomeriggio ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si avrà poi del tempo a disposizione per esplorare Thimpu e fare acquisti. Chi si è recato agli eremi ed inizia così la giornata da Donala scende dal monte verso nord est transitando dal tempio di Taluna per arrivare infine alla strada, dove è in attesa l’auto con cui si raggiunge Thimpu. Tutti i partecipanti si ritrovano per la cena nel comodo hotel dove si alloggia.

 

11°g.  1/4 Thimpu – Paro  

Ci si reca a nord di Thimpu al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo. Si raggiunge quindi un sentiero che conduce con una passeggiata alla scuola monastica di Dorje Dra; proseguendo si arriva poi al monastero di Du, un tranquillo luogo di ritiro dove vivono 2 o 3 monaci. Tornati ai veicoli si completano le visite recandosi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante; si completa il giro della valle recandosi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si parte quindi per Paro, dove ci si sistema in hotel.

 

12°g.  2/4 Paro  

A Paro si svolge oggi l’ultima giornata del grande Cham. Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate, che tra il suono di corni conduce la processione che procedendo solennemente e con grande fasto porta a spalle la gigantesca tanka fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti, e si trascorre qui la giornata mescolati alla folla di bhutanesi.

 

13°g.  3/4 Paro  

Sono possibili due programmi: delle visite a nord di Paro o la partecipazione alla giornata di chiusura di un Cham rurale; il primo programma è seguito dalla guida bhutanese ed il secondo dall’accompagnatore italiano. L’escursione a nord di Paro porta al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.). Chi predilige la possibilità di restare ancora in contatto con il mondo dei Cham si reca ad un eremo dove oggi è in corso l’ultima giornata di rappresentazioni, immersa in una vera atmosfera rurale.

 

 

Per chi rientra:

 

14°g.  4/4 Paro - Delhi  

Il volo per Delhi, che fa scalo a Katmandu, parte usualmente verso le 7.30 del mattino arrivando a destinazione verso le 10.15. All’arrivo si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento in hotel e giornata a disposizione.

 

15°g.  Giovedì 5 aprile, Delhi – Italia  

Partenza con volo Air India alle 7.20 con arrivo a Francoforte alle 12.15. Prosecuzione per Milano Malpensa alle 16.10 con arrivo alle 17.20; per gli orari su Linate o altre destinazioni contattare Amitaba.

 

 

Per chi prosegue il viaggio (trekking di Druk):

 

14°g.  4/4 Paro – Jele Dzong (3450 mt)  

Si arriva in auto oltre Ta Dzong, la torre dello Dzong di Paro che ora è un museo, iniziando il cammino a circa 2700 mt di quota. Tutta l’attrezzatura necessaria e il bagaglio personale vengono trasportati dai cavalli; seguono i partecipanti anche un cuoco e un assistente per il montaggio delle tende. Si consumano colazione e cena caldi mentre i pranzo durante il trekking sono sempre al sacco. Questa prima giornata richiede solo circa 4 ore di cammino; si pone il campo nei pressi dello Dzong di Jele, godendo di un ottimo panorama sulle valli circostanti.

 

15°g.  5/4 Jele Dzong – Passo di Jangchu (4180 mt) – Lago di lago di Jimilangtso (3880 mt)  

Il percorso di oggi richiede tra le 6 e le 7 ore di cammino, che si svolgono attraversando un ambiente naturale stupendo. Tra foreste e pasture di yak si guadagna un dislivello in salita di circa 730 metri. Dal passo si scende gradatamente fino al lago di Jimilangtso dove si pone il campo sulle rive.

 

16°g.  6/4 Jimilangtso - Lago di Genetso - Lago di Simkota (4040 mt)  

Una tranquilla tappa di circa 4 ore porta dalle rive del Jimilangtso ad un primo lago: Genetso e quindi al lago di Simtoka, dove si pone il campo.

 

17°g.  7/4 Simkota – Thujidrag (3760) - Phajoding (3450 mt) – Thimpu (2320) - Paro  

L’ultima tappa si svolge principalmente in discesa, con un tempo di cammino di circa 5 ore. Superata la cresta che si apre sulla valle di Thimpu si transita dall’eremo di Thujidrag Lhakang, uno dei santi luoghi di ritiro di queste montagne, e si prosegue per il magnifico monastero di Phajoding. Seguendo il sentiero principale ad un certo punto c’è una diramazione che si snoda per buona parte lungo una cresta nella foresta arrivando al tempio di Chokuze; se i partecipanti non sono stanchi recarvisi è assolutamente consigliabile, serve solo una mezz’ora di cammino in più. Da Chokuze volendo si può poi raggiungere Wandigtse, un tempio del 1400 dove si trovano 8 magnifici stupa  con una statua di Sakyamuni e mandala affrescati, ed a qui si scende poi a Dechen Podrang (circa 2 ore) … ma se manca il fiato, da Chokuze si arriva alla strada in meno di un’ora. Al termine del trekking ci si trasferisce a Paro, dove si alloggia in hotel.

 

18°g.  8/4 Paro - Delhi  

Il volo per Delhi, che fa scalo a Katmandu, parte usualmente verso le 7.30 del mattino arrivando a destinazione verso le 10.15. All’arrivo trasferimento in hotel e giornata a disposizione.

 

19°g.  Lunedì 9 aprile, volo di rientro

Chiudi ×