Giordania: Wadi Rum

Wadi Rum, meta irrinunciabile di ogni viaggio in Giordania: i modi migliori di articolare una visita, da un giro in jeep, a trekking di più giorni e alle traversate col cammello. La pagina contiene anche informazioni morfologiche e storiche della regione.

 

 

Wadi Rum: note geografiche e storiche

Man mano che ci si sposta a sud le vaste e monotone pietraie che caratterizzano le parti settentrionali e nord orientali del deserto giordano lasciano gradatamente spazio alle sabbie, che presagiscono l’avvicinarsi del confine saudita. Di tutto il vasto deserto meridionale il Wadi Rum è la parte più spettacolare, decantata come una delle aree desertiche più belle al mondo: “vasto, echeggiante e divino”, così lo definì Lawrence d’Arabia, che qui trascorse parecchio tempo durante la rivolta araba.
Queste stupende vallate iniziarono a formarsi circa 30 milioni di anni fa con i movimenti tellurici e gli sconvolgimenti che formarono la grande faglia che dalla Turchia arriva fino in Africa ed in Medio Oriente, partendo da nord, formarono la valle della Bekaa in Libano, la valle del Giordano con la depressione del Mar Morto, ed e il Mar Rosso. A Wadi Rum iI paesaggio è costituito da particolari formazioni rocciose che si ergono altissime e verticali sulla pianura di sabbia rossastra, create dalla millenaria erosione della tenera roccia arenaria che è stata anche scolpita in numerosissime forme: cupole, funghi, ponti, canne d’organo ed archi. In questo ambiente sconfinato dalle sabbie si ergono canyon e montagne con vette di puro granito alte fino a 1750 metri.
Nel Wadi Rum sono stati ritrovati alcuni reperti che dimostrano la presenza umana fin dai tempi del neolitico; chi abitava nel remoto passato queste valli (attualmente aride) grazie ad un clima più umido allevava il bestiame e riusciva a coltivare. Nel IV secolo a.C. i nabatei controllavano il passaggio in questa regione delle carovane che trasportavano l’incenso; in diversi luoghi del Wadi Rum si trovano incisioni rupestri nabatee e dei carovanieri thamunditi, un popolo originario dell’arabia che attraversava questi deserti nel periodo tra il V e il VII secolo a.C.
Oggi il Wadi Rum è abitato da beduini nomadi, e qualche famiglia utilizza ancora come abitazione la tipica bassa tenda nera di lana di capra.

 

 

Visitare il Wadi Rum

Una visita al Wadi Rum è uno dei momenti irrinunciabili di un viaggio in Giordania, ed è inserita in molti degli itinerari suggeriti. E’ facile da raggiungere: la vallata principale, dove è stato costruito un centro di accoglienza dove si possono consumare i pasti, prendere i mezzi per i tour del deserto (è consentito accedere alle vallate solo con le jeep dei beduini locali) ed eventualmente alloggiare, poiché, grazie agli ottimi collegamenti stradali, è raggiungibile in poche ore di guida da Amman (circa 4 – 5 ore), da Petra (2 – 3 ore) o Aqaba (2 ore). Molti quindi giungono qui in giornata.
Seguendo anche solo un circuito in jeep di mezza giornata si potranno ammirare con soddisfazione le meravigliose dimensioni naturali e panoramiche di questa magica area del mondo. Vi sono parecchi punti particolarmente suggestivi, come i due archi di roccia, uno strettissimo canyon dove sono nascosti graffiti e fonti di acqua perenni, o il piccolo tempio nabateo addossato ai fianchi ripidi del Jebel Rum; e le guide beduine spesso sostano coi visitatori presso le tende dei nomadi per poter gustare un ottimo tè di menta.
Per chi dispone di più tempo, è molto bello percorrere a piedi i sentieri; ve ne sono molti di bellissimi, come l’anello che aggira il Jebel Rum richiedendo una giornata circa di cammino. Sono possibili anche affascinanti percorsi di più giorni, come previsto nel nostro programma Trekking a Petra e Wadi Rum.
Un programma particolarmente interessante ed un poco avventuroso è la traversata che si può fare con i cammelli partendo dal Wadi Rum ed arrivando nella regione Aqaba; un tracciato nel profondo deserto che evoca le vicende di Lawrence d’Arabia.

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