Informazioni utili

Da: sabato 8 ottobre 2011A: martedì 25 ottobre 2011Durata:

BHUTAN 2011: Dal Chomolhari a Lingshi e Laya

Trekking nell'Himalaia del Bhutan, da Paro al Chomolhari e allo Dzong di Lingshi fino al remoto villaggio di Laya, dove vive una delle etnie più isolate di queste regioni; si rientra da Punakha e si effettua un'escursione anche a Taktshang, il celebre Nido della Tigre.

 

Il sentiero che da Paro conduce al Chomolhari e segue il bordo dell’arco himalaiano verso lo Dzong di Lingshi ed il remoto villaggio di Laya, centro di questa piccola etnia, è tra i più affascinanti in assoluto al mondo. Si cammina ai piedi delle altissime montagne che contornano il confine nord occidentale tra Bhutan e Tibet, una maestosa barriera di monti impenetrabili che ha favorito il mantenimento dell’indipendenza del Paese. Si  valicano una serie di passi spettacolari, ma non tecnici o eccessivamente duri, che offrono panoramiche indimenticabili su una miriade di vette glaciali, dal Jichu Drake allo Tsering Kang. Si incontrano alcuni remotissimi villaggi, abitati da persone di indole ospitale e gentile: tra i più belli, oltre a Lingshi dove si trova anche lo Dzong, ci sono Goyak,  Chebisa e soprattutto Laya, con anche molte aree di pasture d’alta quota come Robluthang. La natura è assolutamente incontaminata, come possiamo trovare solo in Bhutan, dove il rispetto per l’ambiente è parte della cultura di ognuno; spesso lungo i sentieri, oltre ai greggi di yak, si avvistano animali selvatici. E’ la zona del leopardo delle nevi, ma vederli è molto difficile, fino ad oggi uno solo tra gli amici di Amitaba ha avuto questa fortuna.

 

Il trekking si svolge nel periodo dell’anno in cui il clima è ottimale: dopo le piogge, prima delle grandi nevicate e con la prospettiva di cieli sgombri da nubi. Si tenga però sempre presente che ogni valutazione ‘media’ delle condizioni previste non sempre si avvera, bisogna essere attrezzati in modo adeguato ed essere pronti anche al brutto tempo, con temperature notturne che in condizioni sfortunate possono anche sfiorare i -10 gradi. Il cammino richiede 12 giorni, esplora l‘intero arco himalaiano del nord ovest e, giunti a Laya, si piega a sud per lo Dzong di Gasa, dove ora giunge la strada. L’attrezzatura è tutta fornita da Amitaba ad eccezione del sacco a pelo, si utilizzano tende a due posti (chi richiede la singola ne ha a disposizione una solo per se), seguono il gruppo un sirdar e un cuoco professionista, il bagaglio è trasportato coi cavalli, il montaggio dei campi è eseguito dagli assistenti e si dispone di tenda comune per consumare i pasti.

 

Giunti a Paro dall’Italia si utilizza la prima giornata per visitare Taktshang, il “Nido della Tigre”, appollaiato a picco sui monti, che è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese; si effettua così una prima escursione per ‘sgranchirsi’ un poco dopo il viaggio. Se le condizioni e la forma dei partecipanti lo consentono, il trekking può essere seguito anche in soli 11 giorni, lasciando in questo caso del tempo per visitare alcuni interessanti siti.

 

Programma del viaggio

 

NB: i tempi di tappa riportati sono indicativi, riferiti a escursionisti di capacità media

 

1°g.  Sabato 8 ottobre, partenza in volo per Delhi  

 

2°g.  9/10 Delhi – Paro  

Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 13.50 con arrivo a Paro alle 16.40 (orari da confermare). Arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano: dall’Everest e Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari; all’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del paese, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; sistemazione in albergo e riposo.

 

3°g.  10/10 Paro, escursione a Taktshang   

A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. La salita richiede circa 2 ore ed un poco di più se si esplorano i siti di Machi e Zangtopelri, sui monti sopra il Gompa; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

 

4°g.  11/10 Paro – Drukyel Dzong (2500 mt) – Shimkarap (3100 mt)  

Il trekking inizia da Drukyel Dzong, a nord di Paro, dove sono in attesa dei partecipanti gli assistenti con i cavalli per il trasporto di provviste, materiali e bagaglio personale. Il sentiero all’inizio è largo, come una comoda mulattiera, e segue la valle che resta piuttosto ampia fino al punto di controllo di Shana. Si continua poi per un tratto seguendo il fiume, risalendo le acque spumeggianti nella valle che ora è più ripida, arrivando al primo campo; si percorrono in tutto circa 20 km in circa 6 ore.

 

5°g.  12/10 Shimkarap – Thangthangkha (3550 mt)  

La tappa di oggi continua lungo il fiume attraverso l’ambiente incontaminato delle foreste bhutanesi, si percorrono circa 19 km in circa 6 ore.

 

6°g. 13/10 Thangthangkha - Jangothang (4000 mt)  

Si emerge dalle foreste  arrivando nell’ambiente d’alta quota di Jangothang, al cospetto della grandiosa parete est del Chomolhari; il tramonto e l’alba qui sono particolarmente spettacolari. Anche questa tappa è di circa 19 km, che richiedono circa 5 ore.

 

7°g.  14/10 Jangothang - Passo di Nyile (4750 mt) – Lingshi (3900 mt)  

Si sale gradatamente al passo di Nyle attraverso le pasture d’alta quota, dove gli yak hanno il proprio habitat naturale; in questo tratto è facile avvistare dei branchi di caprioli himalaiani. Le vette del Jichu Drake e dello Tsering Kang sono vicinissime e oltre il passo si ha presto la visuale dello Dzong di Lingshi, che sorge sulla cima di un colle dominando i vasti orizzonti delle valli. Si pone il campo nei pressi; la tappa è di circa 18 km, 6 – 7 ore.

 

8°g.  15/10 Lingshi - Goyak - Chebisa (3800 mt)  

Dopo la visita dello Dzong, che ospita una piccola comunità monastica, si seguono i panoramici costoni che proseguono verso nord e si scende al villaggio di Goyak; oltre un altro costone si arriva alla valle di Chebisa, dove si pone il campo presso il bel villaggio; tappa di 14 km, da 4 a 5 ore.

 

9°g. 16/10 Chebisa – Colle di Gombu (4300 mt) – Shakshepasa (3900 mt)  

Le valli oltre Chebisa diventano ancora più selvagge, e sono virtualmente disabitate: da qui a Laya si incontrano solo pastori che curano dei rari greggi di yak, un mondo dove la natura è signora assoluta. Tappa di 19 km, circa 6 ore.

 

10°g.  17/10 Shakshepasa - Passo di Jari (4620 mt) – Jholethang (3880 mt) – Robluthang (4080 mt)  

Dal passo di Jari si ha un’ultima grandiosa visuale sullo Tsering Kang e il Jichu Drake; a nord del passo con una mezz’oretta di cammino si può salire su di una cima che offre uno dei panorami più spettacolari del percorso. Verso nord emergono le vette ardite di Tiger Mountain, e, attraversata la stupenda vallata di Jholethang che presenta panorami di tipo alpino, si arriva all’alpeggio di Robluthang, dove si pone il campo. La tappa è di circa 16 km, massimo 7 ore.

 

11°g.  18/10 Robluthang – passo di Sinche (4900 mt) – Lemithang (4050 mt)  

Si sale gradatamente al passo di Sinche attraverso tipiche pasture d’alta quota, arrivando al punto più alto del percorso. Oltre il passo, le valli verso nordest sono contornate da una foresta di vette glaciali che le separano dal Tibet, e su tutte domina la possente sagoma di Tiger Mountain. Anche questa regione è virtualmente disabitata; si pone il campo alla base del passo, dove il sentiero piega ora verso est; la tappa è di circa 18 km, massimo 7 ore.

 

12°g.  19/10 Lemithang – Laya (3700 mt)  

Procedendo verso est si incontrano ancora le foreste e presto si arriva al villaggio di Laya, centro principale dell’omonima etnia, un gruppo etnico composto da un migliaio di persone che hanno una propria lingua e costumi; le solide costruzioni in pietra del bel villaggio sono ornate con dipinti colorati che raffigurano simboli di buon auspici di protezione e le donne portano il tipico piccolo copricapo conico di bambù. Si pone il campo nel villaggio; la tappa è di circa 11 km, circa 3 o 4 ore.

 

13°g.  20/10 Laya  

Giornata di riposo e di esplorazione della zona; è un giorno tenuto ‘di riserva’ per recuperare eventuali ritardi di tappa. Il capogruppo potrà valutare se omettere questa sosta e proseguire oggi stesso per Koena: nel qual caso si arriverebbe a Gasa un giorno prima e si farebbe sosta il 22/10 a Punakha, avendo così l’opportunità di visitare lo Dzong e, il giorno successivo, di arrivare a Paro in tempo utile per visitare anche qui lo Dzong e Ta Dzong, dove è alloggiato il museo.

 

14°g.  21/10 Laya – Koena (3200 mt)  

Inizia il percorso verso sud, si segue la profonda valle intagliata tra i monti dove scorre impetuoso il fiume, risalendo a più riprese sui costoni del versante sud. La tappa è di circa 19 km, che richiedono circa 6 ore di cammino. Il campo di Koena è un poco sacrificato, perché il terreno è fangoso e lo spazio disponibile piuttosto angusto; spesso per la notte si preferisce utilizzare l’unica casa che di fatto funge da rifugio.

 

15°g.  22/10 Koena - Gasa (2700 mt)  

Si sale alti sui versanti meridionali della valle, proseguendo sempre verso sud attraverso grandiose foreste. Gasa dista circa 14 km, che richiedono circa 5 ore di cammino. Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet, includendo il territorio di Laya. Lo Dzong ospita una fiorente comunità monastica ed è interessante da visitare. Si pone qui l’ultimo campo.

 

16°g.  23/10 Gasa -  Paro  

La strada che giunge a Gasa per questa data dovrebbe essere stata completata, se no per arrivare ai mezzi si cammina meno di un’ora. Si prende commiato dalle persone che hanno accompagnato fin qui il gruppo e con i veicoli si segue in discesa il corso del fiume fino allo Dzong di Punakha e proseguendo si valica verso ovest il passo del Dochu arrivando poi a Paro. E’ un percorso piuttosto lungo anche perché nella parte iniziale la strada è sterrata e tortuosa; si prevede così di arrivare a Paro in serata, dove si alloggia in un comodo albergo, il medesimo utilizzato all’andata.

 

17°g.  24/10 Paro - Delhi  

Il volo per Delhi parte alle 7.30 con arrivo alle 9.20 (orari da confermare). A Delhi si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città; in serata ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per l'imbarco sul volo di rientro.

 

Martedì 25 ottobre, arrivo a destinazione

Chiudi ×