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Da: martedì 26 dicembre 2006A: domenica 7 gennaio 2007Durata:

EGITTO 2006: Spedizione a Gilf Kebir

Gilf Kebir, Aqaba

Per gli amanti del deserto il Gilf Kebir rappresenta certamente una delle mete più ambite; la spedizione attraversa un vastissimo territorio disabitato dove da millenni la natura sempre più arida non ha più permesso la sopravvivenza dell’uomo. Si esplora il plateau del Gilf Kebir percorrendone le più belle vallate e attraversandolo per giungere fino al remoto confine di Egitto, Libia e Sudan dove sorge dalle sabbie il Djebel Uweinat. E’ uno dei territori sahariani più remoti, dove oltre ad un ambiente naturale di inimmaginabile interesse e bellezza si trovano le tracce delle comunità preistoriche che vi abitavano in tempi antichi, testimoniate dalle molte pitture rupestri e graffiti.

La spedizione parte dal Cairo e raggiunge nella prima giornata l’oasi di Dakhla, dove si alloggia in albergo. Oltre l’oasi si viaggia in totale autonomia: ogni veicolo trasporta scorte di carburante, acqua e cibo. Si pernotta in campo per otto notti consecutive, non avendo a disposizione una doccia. Per partecipare è meglio avere già avuto esperienza di viaggi avventurosi; sono anche indispensabili un buon spirito di adattamento e la disponibilità ad aiutarsi reciprocamente.

Tutto il tracciato è stato testato e mappato con il GPS, quindi gli spostamenti sono conosciuti e la guida dispone di un telefono satellitare, che viene utilizzato solo per eventuali comunicazioni di emergenza.

 

Clima e attrezzatura richiesta

Il clima è secco e mite, tranne la sera, quando la temperatura può scendere anche fino ai 5 gradi. La traversata del deserto si svolge utilizzando le jeep più idonee (Toyota Land Cruiser o tipi equivalenti). Si consiglia di portare vestiario comodo; è meglio avere delle scarpe adatte a camminare anche su terreni sassosi, occhiali da sole, cappello e un fazzoletto per proteggersi dalla polvere. Si pernotta per otto notti consecutive in tenda. L’attrezzatura per i campi è fornita da Amitaba, compresi i materassini; ogni partecipante deve solo portare il proprio sacco a pelo. Sono previste tende a due posti, utilizzabili individualmente da chi ha versato il supplemento per la stanza singola.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Martedì 26 dicembre, volo per il Cairo  

All’arrivo ci si accomoda in un comodo hotel nell’area di Giza.

 

2°g.  27/12 Cairo (Giza) – Dakhla  

Si lascia Giza di prima mattina partendo con le jeep che trasportano tutta l’attrezzatura ed i rifornimenti necessari per la spedizione. Si transita dall’oasi di Bahariyya e quindi ci si addentra nel Deserto Bianco, dove si sosta per il pranzo. Si prosegue per l’oasi di Farafra e quindi per l’oasi di Dakhla. Le strade sono tutte ben asfaltate e veloci, si eseguono solo due tratti di fuoripista: per entrare nel Deserto Bianco e oltre Farafra dove ci si lancia veloci sulla sabbia piatta. Tra le dune della zona di Dakhla, grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti, sono sorti alcuni splendidi villaggi. Il più caratteristico è El Qasr, tutto costruito in mattoni di terra, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea e case edificate a ridosso le une alle altre per proteggersi dal sole formando un dedalo di viuzze tortuose a volte coperte. Gli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno, soffitti, muri e pavimenti sono tutti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. A Dakhla ci si sistema alla Desert Lodge, un comodo alberghetto.

 

3°g.  28/12 Dakhla – Abu Ballas  

Si parte dall’oasi di Dakhla in direzione sud lasciando presto la strada asfaltata per seguire la pista che porta ad ovest verso Abu Ballas, dove si trovano molte tracce di antichi insediamenti e cocci di terracotta.

 

4°g.  29/12 Abu Ballas – Wadi Mashi  

Si procede in direzione sud ovest verso il Grande Mare di Sabbia avvicinandosi al Gilf el Kebir ponendo il campo nei pressi di formazioni di roccia piramidali.

 

5°g.  30/12 Wadi Mashi – Aqaba (Gilf el Kebir)  

Si accede al plateau del Gilf el Kebir attraverso il passaggio sabbioso di Aqaba ponendo il campo nella vasta solitudine di questo mitico luogo, dove si trovano antichissime tracce di presenza umana che risalgono a un periodo di minore aridità.

 

6°g.  31/12 Aqaba – Wadi Wasi’a – Gebel Makhroum – Wadi Sura  

Oltre il plateau del Gilf el Kebir si scende verso le vallate di Wasi’a e Sura transitando dal Gebel di Makhroum. Wadi Sura nasconde delle grotte dove si trovano graffiti e pitture preistorici; un luogo magnificamente evocativo per passare l’ultima notte dell’anno.

 

7°g.  1/1/’07 Wadi Sura – Peter & Paul – Karkur Talh  

Procedendo ancora verso sud ovest si esplorano i vulcani di Peter e Paul, un paradiso per gli appassionati di geologia. Arrivati a Karkur Talh si resta affascinati e sorpresi alla vista di alberi di acacia e tracce di piccoli animali che qui riescono a sopravvivere grazie alle rarissime piogge che cadono sui vicini monti del Djebel Uweinat. Nell’area circostante si trovano molte testimonianze di insediamenti antichissimi con pitture e graffiti.

 

8°g.  2/1 Karkur Talh – Djebel Uweinat  

Con le jeep ci si reca ad esplorare i monti del Djebell Uweinat, che si ergono dalla sabbia piatta al confine tra Egitto, Sudan e Libia, una delle regioni più remote del mondo.

 

9°g.  3/1 Djebel Uweinat - Kamal el Din – Eight Bells  

Il percorso di rientro inizia in direzione est, transitando da Kamal el Din fino ad un luogo conosciuto come “le otto campane" per la presenza di una fila di otto colline; in quest’area durante il secondo conflitto mondiale gli inglesi avevano posizionato una base aerea.

 

10°g.  4/1 Eight Bells – Bir Tarfawi  

Si prosegue verso est fino a Bir Tarfawi, dove si pone l’ultimo campo.

 

11°g.  5/1 Bir Tarfawi – Dakhla  

Oltre Bir Tarfawi verso nord si segue la strada per Dakhla che è in buona parte asfaltata. All’oasi di Dakhla ci si sistema all’albergo Desert Lodge.

 

13°g.  6/1 Dakhla – Cairo (Giza) 

Si segue la strada asfaltata, con un unico tratto sulla sabbia prima di Farafra, e superate le oasi di Farafra e Bahariyya si arriva al Cairo, dove ci si sistema nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo.

 

14°g.  Domenica 7 gennaio, volo di rientro   

 

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