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Da: venerdì 5 agosto 2011A: domenica 21 agosto 2011Durata:

INDIA HIMALAIA 2011: Zanskar, Naro Nasial a Sani e Trek (Phuktal e Shinku La)

Il viaggio prevede di raggiungere, la capitale del Ladakh, in volo da Delhi. A Leh si sosta per due notti, avendo modo di iniziare l’acclimatazione ed esplorare la città e i suoi interessanti siti. Si parte quindi per lo Zanskar utilizzando delle jeep e trasportando su di un veicolo ausiliario l’attrezzatura per i campi ed i rifornimenti necessari: fino al rientro a Leh o fino al termine del trekking si utilizzeranno le tende. In Zanskar si partecipa la festival di Sani.

Il percorso inizia seguendo il corso del fiume Indo, dove si visitano i siti di maggior interesse artistico e culturale e ci si reca nella remota area dell’etnia Dha Hanu, risalendo poi la ripidissima e cromatica gola che porta all’oasi di Lamayuru. Proseguendo sempre verso ovest, superati due alti passi, si entra nella regione di Mulbeck dove la statua rupestre di Maitreya segna il passaggio verso la zona a maggioranza islamica di Kargil, da dove si transita per imboccare l’unica via di accesso allo Zanskar agibile ai veicoli motorizzati: una spettacolare strada sterrata, bloccata dalla neve anche per 9 mesi all’anno, che risale le acque del fiume Suru, un affluente dell’Indo.

 

Dopo aver sfiorato maestosi ghiacciai che scendono da vette altissime dominate dal Nun (7135 mt) si raggiunge l’isolato monastero di Rangdum, posto su un colle morenico al centro di una valle di inimmaginabile bellezza, con le vaste pasture degli yak coperte da milioni di stelle alpine, entrando nella zona di cultura buddista tibetana dello Zanskar. Proseguendo oltre il passo del Pensi La, abitato da miriadi di marmotte e alto circa 4400 mt, il punto più alto della strada dove la vista spazia sulle distese glaciali del misterioso massiccio del Sickle Moon, si giunge alla valle del fiume Dado arrivando Dzongkul ed a Sani per partecipare al festival di Naro Nasial, che si svolge in un antico monastero situato in un bel villaggio, costruito – come molti dei luoghi di culto più antichi – in un tratto pianeggiante della valle. Si prosegue recandosi all’oasi di Karcha, dove si trova il monastero principale della regione, ed al Gompa di Thonde, posto su di un panoramico poggio del versante orientale della grande vallata, arrivando a Zangla, l’antica capitale. Si rientra quindi verso sud a Padum, la nuova  “capitale”, e da qui si risale la valle dello Tsarap visitando Bardan e Mune e ponendo il campo a Raru, dove termina la mulattiera jeeppabile, completando l’esplorazione dello Zanskar.

 

Da Raru i partecipanti hanno l’opzione di proseguire con il capogruppo per un trekking di 7 giorni che porta in Lahaul e da qui a Delhi o di rientrare a Leh in jeep con la guida ladakha seguendo la strada utilizzata per giungere fin qui: la bellezza del tragitto è tale che una seconda visione più che merita, anche per le diverse prospettive e colori che si colgono con un tragitto in direzione opposta.

 

Si pongono in tutto 10 campi ma se non si segue l’opzione del trekking non sono necessari tragitti a piedi. I campi sono ben organizzati con tende di tipo europee per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. Seguono il gruppo assistenti che lavorano con Amitaba da parecchi anni che si occupano degli allestimenti e dei servizi ed un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani. E’ un itinerario eccezionale per persone dotate di un certo spirito d’avventura, che vogliono entrare nel cuore della cultura e della vita di uno dei popoli più isolati e interessanti della regione himalaiana.

 

Trekking di Phuktal e Shinku La

 

Il sentiero che risale il corso dello Tsarap porta in due giorni di cammino lungo le spettacolari gole del fiume ed attraverso alcuni bei villaggi all’imbocco di una valle laterale che porta verso nord al misterioso monastero di Phuktal, costruito all’interno di una colossale grotta naturale: è uno dei luoghi più belli e preziosi di tutto l’Himalaia, il cuore nascosto dello Zanskar. Dopo la visita si continua per due giorni lungo la valle principale risalendo gradatamente attraverso alcuni villaggi e pasture fino alla base del passo dello Shinku, alto 5000 metri, che si apre verso le valli del Lahaul. Oltre il passo una ripida discesa porta in breve a quote più basse fino al punto dove i veicoli per andare a Darcha ed a Keylong sono in attesa dei partecipanti. Da Keylong si prosegue poi per Manali e da qui per Delhi. Buona parte del cammino può essere facilitato dall’utilizzo di cavalli idonei al trasporto di persone, ma è necessaria comunque una buona forma fisica; la tappa più faticosa e lunga è l’attraversamento del passo dello Shinku che richiede all’incirca 8 ore per via anche del lento procedere che si ha in alta quota. Per il trasporto del bagaglio personale si utilizzano muli e / o portatori. Durante il trekking i sei campi sono allestiti in modo un poco più leggero che durante la parte in jeep: non si utilizzano tavolo e sedie; chi segue questa opzione utilizzerà in tutto 14 campi.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.    Venerdì 5 agosto, partenza per Delhi

 

2°g.    6/8 Delhi – Leh  

Arrivo a Delhi e trasferimento alle partenze nazionali per l’imbarco sul volo per Leh (che solitamente parte verso le 5.30 circa) dove è in attesa dei partecipanti la guida ladakha. Si alloggia in uno degli hotel migliori della città; riposo per favorire l’adattamento alla quota: siamo a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra case coloniche, orti e campi.

 

3°g.    7/8 Leh  

Visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia e il mercato.

 

4°g.    8/8 Leh – Dha Hanu 

Si lascia Leh con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi. Oltre la spettacolare confluenza dei fiumi Indo e Zanskar si arriva a Bazgo, un paesino pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte ed un monastero con statue e decorazioni stupende. Fu da qui che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Dopo Bazgo ci si reca alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra gli alberi di albicocco e rivelano affreschi stupendi, in un luogo che fu casa dei santi eremiti. Si coronano le visite di questa giornata con i templi di Alchi, fondati nell'XI secolo da Kaldan Shesrab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contengono dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si prosegue quindi seguendo ancora il flusso del grandioso fiume Indo, che qui scorre impetuoso tra profonde valli desertiche, proseguendo oltre Khaltse fino all’aerea ad accesso ristretto dell’etnia dei Dha Hanu, dove si pone il primo campo.

 

5°g.    9/8 Dha Hanu - Lamayuru  

Dopo la visita dei villaggi Dha Hanu si torna verso Khaltse e, giunti al ponte sull’Indo lo si lascia per risale una pittoresca gola a sud entrando nella “valle della luna” ai piedi di Lamayuru, dove le bizzarre erosioni secondo la tradizione indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata una terra pura. Si pone il campo nell’oasi.

 

6°g.    10/8 Lamayuru – Mulbeck  

Si visitano l’oasi ed il monastero, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano il villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh. Oltre Lamayuru si superano i passi del Fatu La (4147 mt) e del Namika (3760 mt), e attraversando una regione nota per gli spettacolari panorami si raggiunge il bucolico villaggio di Gyal dove si trova un minuscolo ed interessante monastero ripreso anche nel film “Samsara”. Si prosegue per la vicina Mulbekh, dove, oltre all’antichissima statua rupestre che rappresenta il Buddha Maitreya, si trovano due monasteri, e si pone il terzo campo.

 

7°g.    11/8 Mulbeck – Rangdum  

Si transita per Kargil, da dove si imbocca la strada che porta verso lo Zanskar. La zona è un po’ più arborea rispetto al Ladakh e a maggioranza mussulmana; ogni villaggio ha una piccola moschea con il minareto, gli uomini hanno spesso lunghe barbe ma le donne non sono velate. Il Nun e il Kun, le più alte vette di quest’area himalaiana, dominano un’ampia ansa del fiume Suru. Superate le gole ai loro piedi dove i seracchi del grandioso ghiacciaio arrivano fino al fiume si percorre una valle spettacolare, ornata da ardite vette di granito da cui fluiscono poderosi fiumi di ghiaccio, che porta al plateau dove tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine regna solitario il monastero di Rangdum.

 

8°g.    12/8 Rangdum – Sani  

Valicato lo spettacolare Pensi La (4400 mt) si entra nella valle del fiume Dado.  Al ponte di Ating una mulattiera jeeppabile porta nella valle dell’Umasi La, dove sospeso ad una rupe si trova l’eremo di Dzongkul, che fu il principale luogo di ritiro del grande maestro Naropa, autore del testo sui sei yoga, tutt’ora una delle guide esoteriche principali utilizzate dagli yogi tibetani. Dopo la visita si raggiunge la vasta piana formata dalla confluenza dei fiumi Dado e Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi e monasteri. Si pone il campo nei pressi del villaggio di Sani, dove, protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da rari alberi, vi è l’antico monastero che custodisce la statua di Naropa e lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille; alcuni degli affreschi che emergono dalla penombra degli interni di questo squisito luogo sono attribuiti a Zadpa Dorje.

 

9°g.    13/8 Sani: Naro Nasial  

Oggi si svolgono le rappresentazioni più importanti del festival, con danze che interessano diversi temi eseguiti da monaci agghindati con sgargianti costumi tradizionali e maschere che raffigurano divinità, animali e piccoli demoni. Le danze sono precedute da una lunga preparazione di pratiche meditative, consacrazioni di oggetti e cerimonie impreziosite da salmodie recitate con tonalità profonde accompagnate dal suono di cimbali, tamburi e corni. Punto saliente di questa giornata è l’esposizione della veneratissima statua di Naropa, uno dei maestri principali della tradizione Kagyupa a cui appartiene Sani, motivo principe del festival. Durante la permanenza a Sani si avrà la possibilità di recarsi a visitare il convento femminile con una passeggiata tra i campi dell’oasi. Per chi è più energetico un’escursione a piedi porta all’eremo di Guru Nima Oser Chaphuk, dove si dice che abbia svolto un ritiro Guru Padmasambhava.

 

10°g. 14/8 Sani – Karcha - Zangla  

Ci si reca all’oasi di Karcha, con l’omonimo grande monastero costruito sulle rupi rocciose, il principale dello Zanskar, di scuola Ghelupa. Una visita rivela diverse sale e si trovano alcuni affreschi dell’XI secolo; merita una visita anche l’antico convento femminile posto sul monte antistante, anche questo ricco di sorprendenti reperti artistici. Si attraversa quindi il ponte sullo Zanskar arrivando al villaggio di Pipiting, nei pressi di Padum, dove si trovano un grande stupa ed un monastero e, attraversato lo Tsarap, si prosegue verso nord per Thonde, un interessante monastero posto su di una rupe da cui si gode un’indimenticabile visuale. Si prosegue per Zangla, la vecchia capitale dello Zanskar, dove si potrà porre il campo nei pressi del palazzo della regina. A Zangla si visita l’antico castello sede storica del Gyalpo, il Re dello Zanskar, posto in una bellissima posizione su di una rupe rocciosa. Si trovano anche molti chorten tra cui uno dei più antichi ed importanti è stato restaurato nel 2009 da Stupa Onlus, oltre a quello costruito recentemente per Bakula Rimpoce, l’Abate del Ladakh recentemente scomparso. Nei pressi dell’oasi di Zangla è situato anche un interessante convento femminile; anche qui sono stati fatti alcuni interventi si sostegno. Se la regina ed il principe sono presenti si potrà visitare la loro residenza, che noi considereremmo molto umile visto il loro stato nobiliare, ma che in questa regione è una vera reggia. Per gli interessati un’escursione di un’ora e mezza porta all’antichissimo Chorten di Malakhartse, dove Stupa Onlus ed Amitaba stanno mettendo a punto un nuovo progetto di restauro.

 

11°g. 15/8 Zangla – Padum – Bardan – Mune - Raru  

Lasciata Zangla di torna verso sud al ponte di Pipiting arrivando a Padum, l’unico luogo della regione con alcuni negozietti ed un punto telefonico dove occasionalmente si riesce ad avere un collegamento. Sulla panoramica collina sovrastante è situato un interessante monastero immerso tra gli alberi – che qui sono molto rari – da cui si gode un bel panorama. Da Padum si risale la valle dello Tsarap arrivando a Bardan, un monastero di circa 400 anni costruito su di un poggio a picco sul fiume, e si prosegue inerpicandosi con le jeep fino all’oasi ed al monastero di Mune. Poco oltre, la villaggio di Raru, si pone il campo.

 

 

Per chi rientra:

 

 

12°g. 16/8 Raru – Rangdum  

Inizia il percorso di rientro accompagnati dalla guida ladakha; si segue la medesima strada utilizzata per giungere fin qui – la bellezza inimmaginabile del contesto naturale merita almeno questo secondo passaggio! Tornati a Padum si procede risalendo la valle del fiume Dado che porta al passo del Pensi La ed al bel monastero di Rangdum, dove si pone il campo su questa piana incastonata tra i monti, luogo superbo per un ultimo saluto al mondo dello Zanskar.

 

13°g. 17/8 Rangdum - Mulbeck  

Si prosegue oltre le gole del Nun, dove i ghiacci lambiscono le acque potenti del fiume Suru, e dopo Kargil si raggiunge la bella valle di Mulbeck, tornando al punto di campo utilizzato all’andata.

 

14°g. 18/8 Mulbeck - Leh  

Si parte verso est, seguendo la panoramicissima strada che valicati i passi Namika e Fatu transita da Lamayuru e si tuffa nella valle dell’Indo, e se ne risale il corso fino a Leh, dove ci si sistema in albergo.

 

15°g. 19/8 Leh – Delhi 

Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi; all’arrivo accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si ha a disposizione un pulmino ed una guida indiana che parla l’italiano per visitare la città. In serata ci si reca all’aeroporto internazionale per il rientro in Italia, la maggior parte dei voli parte in tarda serata o nelle prime ore del mattino.

 

16°g. Domenica 21 agosto, volo di rientro

 

 

Per chi segue il trekking di Phuktal e Shinku:

(NB: i tempi di tappa sono indicativi)

 

 

12°g. 16/8 Raru – Gyalbock  

Tappa di circa 6 ore risalendo le gole dello Tsarap che porta oltre il bel villaggio di Ichar.

 

13°g. 17/8 Gyalbock – Pume  

Tappa di circa 4 ore fino al villaggio di Pume.

 

14°g. 18/8 Pume – Phuktal – Pume  

Si dedica la giornata alla visita del monastero di Phuktal, che si raggiunge dal campo con circa due ore di cammino.

 

15°g. 19/8 Pume – Kargyak  

Tappa di circa 7 ore, sempre lungo la valle dello Tsarap; si incontrano alcuni villaggi e pasture degli yak.

 

16°g. 20/8 Kargyak – Lakhang  

Tappa di circa 5 ore che porta alla base del passo dello Shinku; si effettuano due guadi.

 

17°g. 21/8 Lakhang – Shinku La – Ramjak  

La tappa più lunga, fino ai 5000 metri del passo di Shinku; la discesa è rapida e si arriva a Ramjak con un percorso di circa 8 ore complessive. Solitamente a fine agosto il passo è libero dalla neve.

 

18°g. 22/8 Ramjak – Palmo – Keylong  

Per arrivare a Palmo, il punto dove sono in attesa dei partecipanti i veicoli, servono circa 5 ore e mezza di cammino e si effettuano 3 guadi. In auto si arriva a Darcha, sulla strada che collega il Lahaul con il Ladakh, e la si segue verso sud fino a Keylong, la “capitale” del Lahaul, dove si alloggia in un semplice hotel.

 

19°g. 23/8 Keylong  

Giornata di sosta, tenuta anche per recuperare eventuali ritardi del percorso a piedi. Si potranno visitare i Gompa di Khardong e di Lapchang.

 

20°g. 24/8 Keylong – Manali  

Lasciata Keylong si raggiunge il fiume Chandra risalendone il corso fino alla base del Rothang La (3900 mt); oltre questo passo si entra verso sud nelle rigogliose foreste dell’Himachal Pradesh scendendo fino a Manali, dove ci si sistema in hotel.

 

21°g. 25/8 Manali – Chandigar  

Si parte per Chandigarh seguendo il corso del fiume e, superata la città di Kulu, si prosegue fino alle pianure gangetiche. Il tragitto richiede circa 7 ore; sistemazione in hotel

 

22°g. 26/8 Chandigar – Delhi  

Delhi dista circa 5 ore di guida; arrivati in città si effettueranno delle visite e in serata ci si reca in aeroporto internazionale per il rientro in Italia; la maggior parte dei voli parte in tarda serata o nelle prime ore del mattino.

 

23°g. Sabato 27 agosto, volo di rientro  

 

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