Informazioni utili

Da: mercoledì 24 aprile 2013A: mercoledì 8 maggio 2013

Guida: Alessandro Tsering DorjePartecipanti: Massimo 12 partecianti

INDIA HIMALAIA 2013: Sikkim, trek alla falde del Kanchendzonga

Il Kanchedzonga (8588 mt) è il terzo colosso per altezza al mondo e il meno scalato tra le montagne più alte per le difficoltà oggettive che presenta; i suoi versanti sono tra i più spettacolari dell’Himalaia e del mondo. Questo programma porta con un trekking alla falde dell’inviolata parete est, che si staglia quasi verticale per circa 4000 metri sopra i ghiacciai di una tra le zone più remote e meno visitate di tutto l’arco himalaiano.

Raggiunta Gangtok, capitale dello stato indiano del Sikkim, si prosegue in jeep per Lachen nella regione settentrionale, punto di partenza del percorso a piedi che dura 8 giorni. Si risalgono le profonde e ripidissime vallate dense di foreste fino alla bocca del grande ghiacciaio di Zemu che si forma dal Kanchendzonga; se ne segue il bordo settentrionale verso ovest passando ai piedi dell’incomparabile vetta del Siniolchu, orgogliosamente considerata dai sikkimesi il monte più bello del mondo (…quando la si ammira si tende a dar loro ragione…), e dell’Ice Peak. Si arriva fino al piccolo Lago Verde (4800 mt), un luogo di bellezza assoluta ai piedi della mastodontica parete est del Kanchendzonga.

 

Il percorso non presenta pericoli oggettivi e si svolge in un’area bellissima e raramente visitata da turisti per via delle difficoltà e soprattutto delle lungaggini inerenti ai permessi che sono necessari per accedervi, in quanto il governo indiano considera la zona strategica per via della vicinanza al confine col Tibet. La meta è una delle più coinvolgenti per chi ama l’Himalaia e la natura dell’alta montagna in generale. Non è un percorso adatto a chi non abbia esperienza di trekking, perché si arriva in alta quota e si dorme in tenda tra i ghiacciai.

 

Si effettuano anche diverse visite a siti interessanti, ma il viaggio è concentrato sul trekking alla parete est del Kanchedzonga.

 

Nota tecnica

Per il percorso di trekking viene fornita tutta l’attrezzatura da campo necessaria (tende a due posti, materassini e tenda comune per i pasti al campo) e il cibo (l’acqua viene bollita al campo); il bagaglio personale viene trasportato dagli assistenti che curano anche il montaggio del campo. Segue il gruppo un cuoco professionista. E’ necessario portare il proprio sacco a pelo; o avvisare per tempo se non lo si porta per predisporne uno da affittare (extra). Bisogna essere attrezzati in modo adeguato, perché al Lago Verde può sempre nevicare e di notte essere sotto lo zero è normale, anche se la stagione scelta è una delle due migliori (si è preferito il periodo primaverile a quello autunnale per via delle fioriture dei rododendri che in alta quota saranno bellissime). La stagione è solitamente secca, ma serve essere equipaggiati anche per la pioggia perché le tabelle statistiche hanno la pessima abitudine di non essere sempre ascoltate da Eolo e i suoi fratelli…  grazie anche ai cambiamenti climatici in corso.

 

Alcune note sul Sikkim

Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. Ad est, le propaggini meridionali della catena del Chomolhari marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali che iniziano a fine maggio e crescono di intensità fino a luglio e iniziando a smorzarsi in agosto, una situazione che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, ed a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale.

 

In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti ad un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.

 

Alba sul Kanchendzonga Sikkim Kanchendzonga
Alba sul Kanchendzonga
Sikkim
Kanchendzonga

Programma del viaggio

 

1°g.  Mercoledì 24 aprile, partenza per Delhi  

Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti voli giungono a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo ci si reca alle partenze nazionali per imbarcarsi per Bagdogra. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

 

2°g.  25/4 Delhi – Bagdogra – Gangtok  

Il volo per Bagdogra parte in mattinata verso le 7,00 (orario da confermare) e impiega circa due ore. A Bagdogra è in attesa dei partecipanti la guida del Sikkim; si parte direttamente per Gangtok (c.a. 2000 mt), dove si arriva nel pomeriggio e si alloggia presso l’hotel Tibet o simile. Il capogruppo sarà già presente lì, in arrivo da Puntsholing con le persone che provengono dal Bhutan.

 

3°g.  26/4 Gangtok – Lachen  

Si parte per Lachen, seguendo per circa 6 ore la strada che serpeggia verso nord tra le montagne, tra foreste e villaggi. All’inizio del percorso si sosta per alcune visite ai monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Si alloggia in un alberghetto locale (il Fortune o simile).

 

4°g.  27/4 Lachen (2728 mt) – Jakthang (3375 mt)  

Da Lachen si segue la strada carrozzabile fino a Thangu, cove confluiscono i fiumi Zemu e Lachen. Si attraversa lo Zemu e si risale la sua valle seguendo il sentiero nella foresta, i versanti sono ripidissimi e in diversi punti di superano colossali frane. Si arriva a Talem (3250 mt) dove confluiscono due valli e si prosegue verso ovest e attraverso foreste di maestosi pini e rododendri si raggiunge Jakthang, una comoda radura con una vecchia baita buona per il campo. Si percorre una distanza di circa 13 km.

 

5°g.   28/4 Jakthang (3375 mt) – Yabuk (3875 mt)  

Si prosegue godendo delle fioriture dei rododendri che sono veramente stupende, arrivando fino ai limiti delle foreste ai piedi della grande morena terminale del ghiacciaio Zemu nella piana di Yabuk, dove si trova una baita diroccata costruita dai militari indiani. La tappa è di circa 8 km.

 

6°g.  29/4 Yabuk (3875 mt)  

Giornata di acclimatazione.

 

7°g.  30/4 Yabuk (3875 mt) – Campo alto (4400 mt)  

Il percorso segue il ghiacciaio Zemu superando morene sassose; la valle poi si apre e il panorama si arricchisce della visione di splendide vette glaciali. Il campo alto è di fronte al Siniolchu, una delle montagne più belle dell’Himalaia del Sikkim. La tappa è di circa 7 km.

 

8°g.  1/5 Campo alto (4400 mt) - Lago Verde (4800 mt)  

Il sentiero sale gradualmente con magnifiche visuali sull’incredibile barriera glaciale che chiude l’orizzonte a sud; la vetta del Kanchendzonga corona la visuale ad ovest. Si giunge tra gli ampi spazi erbosi d’alta quota della zona del Lago Verde (circa 6 km).

 

9°g.  2/5 Lago Verde (4800 mt)  

La visuale di questa altissima valle non finisce di stupire, lo sguardo spazia lungo il vasto ghiacciaio e si sofferma sui giganti di roccia e ghiaccio che lo contornano. Da est si ammirano il Siniolchu, l’Ice Peak e il Simvo; a ovest domina il Kanchendzonga e a nord del gigante si ergono il Twin Peak e il Tent Peak. Con una breve passeggiata di giunge ad un primo laghetto e oltre una breve scarpata che si apre sul vasto ghiacciaio adorno di pozze d’acqua di fusione si arriva al prezioso Lago Verde, un piccolo specchio d’acqua incastonato tra la morena e un monte. Da qui si può proseguire aggirando l’ultimo costone arrivando in un eccezionale punto panoramico da cui si ammirano le seraccate del Pyramid Peak e il ghiacciaio che nasce a nord da questo e altri monti e confluisce ai nostri piedi nello Zemu.

 

10°g.  3/5 Lago Verde (4800 mt) – Yabuk (3875 mt)  

Si scende fino al campo di Yabuk, che dista circa 13 km.

 

11°g.  4/5 Yabuk (3875 mt) – Talem (3250 mt) o Lachen (2728 mt)  

Si prosegue la discesa; se le condizioni lo consentono si prosegue fino alla strada (21 km), se no si fa tappa a Talem (13 km) e si raggiunge la carrozzabile il mattino successivo.

 

12°g.  5/5 Lachen - Gangtok  

Si rientra a Gantok. Qui, tempo permettendo, sono previste le visite all’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e del tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato il 25/4.

 

13°g.  6/5 Gangtok – Darjeeling  

Lasciata Gangtok ci si reca verso sud all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono molti interessanti templi da visitare e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. Si prosegue quindi per Darjeeling dove si alloggia all’hotel Dekeling o Elgin. Ci si reca a visitare il mercato e i siti principali, tra cui il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano.

 

14°g.  7/5 Darjeeling – Delhi e volo di rientro

Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga, un ultimo saluto al monte che ora si erge lontano ma sempre troneggia sul vasto orizzonte. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo Delhi alle 14,15 (orario da confermare). A destinazione ci  si trasferisce alle partenze internazionali per la partenza per l’Italia; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre ogni altro servizio aggiuntivo richiesto.

 

15°g.  Mercoledì 8 maggio, arrivo a destinazione

 

Rumtek Sikkim Kabi Gompa
Rumtek
Sikkim
Kabi Gompa

Chiudi ×