Informazioni utili

Da: sabato 2 settembre 2017A: sabato 16 settembre 2017Durata: da 15 a 22 giorni

Estensione finale a: sabato 23 settembre 2017

 

La valle di Markha è tra i trekking più apprezzati dell’Himalaia per la bellezza e la varietà dell’ambiente; si lascia la vasta valle dell’Indo valicando il passo di Ganda e attraverso strette gole tipiche degli ambienti erosivi, ricche di rocce colorate, si arriva tra i vasti scenari delle alte pasture degli yak ai piedi di imponenti montagne glaciali, incontrando un gran numero di resti storici, sperduti villaggi ed alcuni piccoli monasteri. Il percorso segue un ampio anello attorno alla catena di monti che culmina nella vetta dello Stock Kangri, un’ardita piramide che supera i 6000 metri, che i più determinati al termine potranno cimentarsi a salire.

 

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Stock Kangri, discesa

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Stock Kangri

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Stock K., sotto la vetta

 

Arrivati in volo a Leh, la cittadina capitale del Ladakh posta a 3500 mt di quota, si trascorrono i primi tre giorni facendo delle interessanti visite culturali; una fase ottima anche per l’acclimatamento. Si parte quindi per il percorso a piedi che dura 9 giorni, incontrando il passo del Ganda La (4900 mt) il secondo giorno di cammino. Con questa progressione non dovrebbero sussistere particolari problemi di adattamento alla quota, che è un fattore determinante da considerare in un trekking himalaiano. Il percorso è abbastanza impegnativo, ma alla portata anche di persone non specialiste, ed è quasi tutto percorribile anche a cavallo: alcuni preferiscono avere al seguito una montatura per alleviare le tappe, una opzione che va però esplicitata prima della partenza. I cavalli sono docili e non serve avere precedenti esperienze per montarli. Amitaba cura tutti gli aspetti organizzativi: fornisce il materiale per la cucina ed i campi ad esclusione del sacco a pelo, cura il trasporto dei materiali, del bagaglio personale, l’allestimento dei campi e la preparazione del cibo. Se richiesto, è possibile noleggiare il sacco a pelo localmente. Per l’attrezzatura personale si faccia conto su di un clima secco, tenendo presente però che non può mai essere esclusa la possibilità di piogge o nevicate; le temperature minime solitamente sono a Nimaling, dove a settembre è possibile andare sotto lo zero termico. Il nostro consiglio per il sacco a pelo è un gradiente omologato per -10/-15°C., stante che le tabelle termiche sono solitamente molto ottimistiche.

Al termine del trekking vi è la possibilità di salire lo Stock Kangri (6153 mt), seguendo la via normale. Questa avventura non richiede elevate doti alpinistiche, ma non è per novizi. Quasi tutti salgono senza formare una cordata seguendo il percorso individuato dalla guida locale, affidandosi alla capacità propria con l’utilizzo di ramponi e picozza, senza necessità di piolet anche se in alcuni punti la salita è ripida. Si utilizzano in tutto cinque giorni, incluso l’avvicinamento e un giorno tenuto di riserva.
Chi non si cimenta con la salita anziché rientrare in Italia può attendere i compagni a Leh. Amitaba in questo caso potrà proporre diverse esplorazioni interessanti per utilizzare ottimamente il tempo, ad esempio andare al lago di Pangong e / o percorrere il sentiero ad ovest di Leh sul versante settentrionale dell’Indo tra Likir e Temisgum. Sempre che … non si preferisca bighellonare nella piacevolissima Leh.

 

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Valle verso Nimaling

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Shingu

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Shingu, nella casa

 

L’alta quota del Ladakh

Andare in Ladakh significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a 3500 metri di altitudine. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare negli sforzi fisici nei primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze.
Per l’adattamento alla quota molte persone hanno avuto un riscontro positivo per utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.
Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

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Stock K., verso il Campo 1

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Stock Kangri

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Canyon colorati verso Nimaling

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(Le tappe del trekking richiedono da 4 a 7 ore di cammino circa)

1°g.    Sabato 2 settembre, partenza in volo per Delhi  
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. All’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

2°g.    3/9 Delhi - Leh  
Il volo per Leh parte alle primissime ore del mattino, solitamente verso le 5.30 (orario da confermare); dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. All’arrivo si viene ricevuti dal rappresentante di Amitaba del Ladakh. Sistemazione in uno dei migliori hotel della città e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

3°g.    4/9 Leh – Alchi  
Si lascia Leh in direzione ovest seguendo il deflusso del grandioso fiume Indo; oltre la spettacolare confluenza con lo Zanskar si visita Bazgo, un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e templi con decorazioni stupende che contengono due impressionanti statue di Maitreya. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Si prosegue verso ovest; a Saspol si attraversa il fiume e lo si segue per un tratto lungo la sponda meridionale per poi risalire una pittoresca valle che porta allo stupendo villaggio di Mangyu, di bellezza archetipa, dove nei piccoli Gompa e in alcuni Stupa si trovano reperti artistici di finezza insospettabile, che originano dall’XI secolo: ci si chiede come mani così raffinate abbiano potuto giungere in una delle valli più remote al mondo! Ridiscesi al fiume si torna verso il ponte arrivando poco oltre al monastero di Alchi, fondato nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si alloggia in una locanda dell’oasi, la Alchi Heritage Home o simile; questi alberghetti richiedono un minimo di spirito di adattamento, si immagini una condizione simile a quella che da noi può offrire un rifugio alpino, ma donano la piacevole sensazione di alloggiare con le famiglie locali.

4°g.    5/9 Alchi – Lamayuru - Leh  
Si continua a seguire la valle dell’Indo e quindi la strada risale una spettacolare gola verso sud, arrivando attraverso profonde gole alle incredibili erosioni terrose della “valle della luna”; secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’himalaia, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Dopo la visita si rientra verso Leh; oltrepassata la confluenza tra Indo e fiume Zanskar una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa il cui abate è un fratello di S.S. il XIV Dalai Lama, con un’imponente statua di Maitreya che sovrasta il bel complesso; vi risiedono circa 150 monaci. A circa mezz’ora da Leh si visita il monastero di Phyang, situato a nord della strada; è molto interessante, con sale finemente affrescate e diverse statue tipiche dell’esoterica scuola dei Drigung Kagyu, alla cui scuola appartiene il Gompa. A Leh si alloggia presso il medesimo hotel.

5°g.    6/9 Leh – Spituk; trek 1, tappa fino a Yuruntse  
Si lascia Leh, sostando per una visita al monastero di Spituk. Si attraversa il fiume Indo nei pressi del Gompa, qui la quota è di 3200 mt, e se ne segue il percorso per un lungo tratto; nella parte iniziale vi è una mulattiera percorribile in jeep e si vedrà in che punto iniziare il cammino. Si imbocca una stretta valle laterale che fende le montagne ed alla giunzione col sentiero che scende dal passo dello Stock la valle si apre. Salendo verso la casa solitaria di Yuruntze (circa 4100 mt) la vetta dello Stok Kangri domina il panorama con i suoi 6153 mt di quota, in un contesto di colori da tavolozza.

6°g.    7/9 Trek 2, Yuruntse – Ganda La – Shingu  
Si sale al passo del Ganda La (circa 4900 mt) che offre un ampio panorama che spazia fino allo Zanskar, una selva immensa di montagne desertiche. Si scende attraverso dei tranquilli pascoli, e ci si ferma nei pressi del minuscolo villaggio di Shingu.

7°g.    8/8 Trek 3, Shingu – Skiu – Pentze  
Discendendo una pittoresca gola, dominata da vette verticali che ricordano le nostre dolomiti, si giunge al fiume Markha nei pressi del piccolo monastero di Skiu (circa 3400 mt). Da qui, risalendo il flusso delle acque, si incontrano piccoli villaggi e sui bordi della valle si osservano tracce di romitaggi e rovine di antiche costruzioni. Non si conosce quasi nulla della storia di questa valle e le persone del luogo non posseggono che informazioni generiche; è molto interessante esplorare alcuni di questi affascinanti resti.

8°g.    9/8 Trek 4, Pentze – Markha  
Si prosegue lungo la valle arrivando fino a Markha (circa 3700 mt), il villaggio principale, con le rovine di un vecchio forte e un piccolo monastero.

9°g.    10/9 Trek 5, Markha – Tschatchutse  
Il Kang Yatse (6400 mt) domina il fondo della vallata. Anche l’ultimo villaggio di Tscatchutse (circa 4160 mt) presenta le interessanti rovine di una ardita fortificazione abbarbicata ad un impossibile dirupo.

10°g.    11/9 Trek 6, Tschatchutse – Nimaling  
Si sale gradualmente alle pasture degli yak di Nimaling, ai piedi del Kang Yatse. L’ambiente è simile all’altopiano del Rupshu, la sensazione è di essere in un mondo lunare. Il punto di campo è a circa 4850 mt.

11°g.    12/9 Trek 7, Nimaling  
Giornata di riposo per gustare l’ambiente. Si possono fare diverse passeggiate nei dintorni del campo, o proseguire lungo la valle ai piedi del Kang Yatse o risalirne le pendici.

12°g.    13/9 Trek 8, Nimaling – Kongmaru La – Sumdo  
Si sale al passo del Kongmaru (5150 mt) direttamente dalle pasture di Nimalung; lo sguardo spazia a nord est fino alle montagne del Tibet e la visuale sulla valle di Nimaling e la catena del Kang Yatse è stupenda. La discesa precipita in una gola policroma caratterizzata da forme geologiche bizzarre, quasi antropomorfe, si scende fino a circa 3700 mt.

13°g.    14/9 Trek 9, Sumdo – Shang – Leh  
A Shang con una breve deviazione si raggiunge un interessante monastero; la strada dista solo qualche ora di cammino. Con le jeep si arriva nella valle dell’Indo; con una breve deviazione ci si reca al grande monastero di Hemis, il principale di scuola Drukpakagyu del Ladakh, un sito che è un’importante meta di pellegrinaggi e ospita una ricca collezione di tanka, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Si prosegue quindi per Leh, che dista circa 50 km, dove si alloggia nel medesimo hotel.

 

Per chi rientra:

NB: per chi preferisce restare in Ladakh e rientrare coi compagni che si recano allo Stock Kangri Amitaba predisporrà quanto richiesto, in funzione dei desideri e delle esigenze di ciascuno.

14°g.    15/9 Leh – Delhi e volo di rientro 
Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

15°g.    Domenica 16 settembre, arrivo a destinazione

 

Salita allo STOCK KANGRI:

14°g.    15/9 Giornata di Leh  

15°g.    16/9 Leh – Stock – Campo 1  
Si raggiunge in jeep l’oasi di Stock situata a sud di Leh, dove si trovano un bel monastero e il Palazzo Reale, attuale residenza del Re Namgyal, di cui si possono visitare alcune parti. Un poco oltre inizia il sentiero; si segue la valle in salita arrivando ad un colle che si supera tra peculiari stratificazioni verticali di rocce rosse giungendo al punto di campo.

16°g.    17/9 Campo 1 – Campo Alto  
Si continua in costante salita fino al Campo Alto; alcune spedizioni partono da qui per la vetta, ma si è molto più avvantaggiati se ci si sposta prima al Campo Avanzato.

17°g.    18/9 Campo Alto – Campo Avanzato  
Ci sono due possibili posizioni di campo in funzione delle condizioni, o all’inizio della lingua del ghiacciaio o più in alto sul lato destro delle colate di neve.

18°g.    19/9 Stock Kangri e rientro al Campo Alto   

19°g.    20/9 Giornata di riserva   

20°g.    21/9 Campo Alto – Stock – Leh   
Giunti all’oasi di Stock si trovano le jeep con cui si rientra a Leh, dove si alloggia nel medesimo hotel.

21°g.    22/9 Leh – Delhi e volo di rientro 
Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

22°g.    Domenica 23 settembre, arrivo a destinazione

 

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

 

Possibile estensione ad Agra e Jaipur

Giunti a Delhi chi volesse visitare i siti ‘superclassici’ dell’India, Agra con l’immortale Taj Mahal e Fatehpur Sikri, e Jaipur, con il celeberrimo Amber Palace, potrà eseguire una breve estensione che richiede solo due notti in più (ma se si preferisce si può chiaramente ampliare). Il programma prevede di venire accolti all’aeroporto di Delhi e di recarsi direttamente ad Agra (220 km a sud est), dove si visitano il Forte Rosso e, alle luci dell’imbrunire, il Taj Mahal. Si riparte al mattino in direzione ovest per Fatehpur Sikri (36 km), la capitale che venne fondata dall’imperatore Mughal Akbar nel 1569 e poi abbandonata solo 16 anni dopo; da qui si continua sempre verso ovest per Jaipur (208 km), dove si sosta la seconda notte. A Jaipur si visitano il Palazzo e l’Osservatorio e, prima di lascare la città, l’Amber Palace, situato tra i colli a nord della città; da qui si prosegue per l’aeroporto di Delhi (240 km).

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