Informazioni utili

Da: martedì 29 settembre 2015A: domenica 11 ottobre 2015Durata:

Estensione finale a: martedì 13 ottobre 2015

MONGOLIA 2015: Altai, festival delle Aquile e trek a Tavan Bogd

Cacciatore kazako

Bayan Ulgii

Altai, ghiacciaio

Bimba nomade

Lago Achit

 

Il viaggio porta nelle regioni nord occidentali degli Altai, il territorio spettacolare dove si erge questa imponente catena montuosa, una regione selvaggia che è stata lo storico confine naturale tra due mondi culturali, quello nomadico mongolo e quello stanziale di influenza musulmana centroasiatica. In queste remote valli vivono i kazaki, la principale minoranza etnica che con i mongoli condivide le abitudini nomadiche e abitative.

Si partecipa all’evento più importante dell’anno, il grande raduno per la caccia con le aquile, dove i più esperti in quest’arte venatoria si sfidano in prove di destrezza con i loro stupendi rapaci.

Il programma prevede la possibilità di un trekking, praticabile anche a cavallo: sicuramente il modo più bello per gustare le bellezze naturali, fuori dalla civiltà e indietro nel tempo, alla scoperta di valli, foreste e laghi, incontrando molte famiglie di nomadi kazaki.

 

Il festival dei cacciatori con le aquile

La caccia con le aquile è un'attività che viene praticata da millenni dai nomadi kazaki alla fine dell’estate. I cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all'anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.

L'aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm e l’apertura alare può raggiungere i 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6 - 7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri, è munito di un'unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta dell'uomo con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di "reale". L'addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra l’uomo e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco, e le pellicce sono migliori. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio, fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l'aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima della calata del freddo inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali

 

Altai
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

La regione del Bayan Ulgii

I monti Altai distano circa 2000 km da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. La cima più alta in Mongolia è l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, "i cinque illuminati"), dove i tre paesi si uniscono, ma il monte più alto degli Altai è il Belukha in territorio russo. Vi si trovano circa 20 ghiacciai, tra cui il Potanina è quello più esteso. E’ una regione che offre una grande varietà ambientale anche per dei percorsi a piedi di una sola settimana, con anche molte possibilità di escursioni più brevi. Il parco nazionale di Altai Tavan Bogd si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e vanta numerosi laghi come l’Hoton e il Dayan Nuur. Gli abitanti degli Altai mongoli sono in maggioranza kazaka poiché hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 pascolando le pecore e le capre nel periodo estivo e all’inizio del secolo hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. Sono di religione musulmana e lingua turca. La moschea di Ölgii dopo la caduta del socialismo è stata riaperta e il pellegrinaggio alla Mecca è stato ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante; le donne non devono coprirsi e gli uomini amano consumare alcolici. La lingua utilizzata nella provincia del Bayan Ulgii è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati dalle loro terre d’origine e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nel Kazakistan. Dopo il 1990 a molti mongoli kazaki è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso migratorio durato alcuni anni e molti kazaki mongoli hanno ora la doppia cittadinanza. Questa parte della Mongolia che via terra dista quattro giorni di viaggio da Ulaanbaatar è più in contatto con le regioni confinanti della Russia e della Cina. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante abitando in inverno in villaggi di case di legno, riparati all’interno di valli profonde, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna utilizzando delle tende molto simili alle grandi gher dei Mongoli, con alcune differenze che le rendono tipiche.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 150 chilometri.

A Ulaanbaatar si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle, fuori dalla capitale si pernotta per 4 notti in hotel locali e per due notti presso famiglie, un’esperienza davvero speciale, si avranno a disposizione delle stanze comuni nelle loro abitazioni. Si utilizza la tenda per 2 notti (per tre notti consecutive durante il trekking). I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; la cucina e l’allestimento del campo sono curati dal nostro personale. la cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura, poiché nella regine degli Altai si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando anche in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Partecipare al trekking

Per partecipare bisogna essere preparati fisicamente, ma non serve avere precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è indispensabile riuscire a sentirsi a proprio agio in situazioni di fatica prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse, senza possibilità di supporto esterno. Si percorrono tappe giornaliere di 5/6 ore con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura.

Per chi volesse, c’è la possibilità di effettuare questa parte del viaggio a cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno). Si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti. Si consiglia, nel caso di questa opzione, l’acquisto in Italia di ghette o stivali.

 

Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15 gradi, con possibili punte minime notturne al di sotto dello zero. E’ necessario portare un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di almeno -8C°. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Si ricorda che il clima in questa terra è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi di sole si può passare a nevicate improvvise.

 

Altai Cacciatore kazako Altai
Altai
Cacciatore kazako
Altai

 

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

 

1°g.  Martedì 29 settembre, partenza per la Mongolia   

 

2°g.  30/9 Arrivo a Ulaanbaatar   

Arrivo alle 6.10, trasferimento e sistemazione in albergo. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa; ascesa alla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Pernottamento presso l’hotel Office nel centro cittadino.

 

3°g.  1/10 Ulaanbaatar Khovd Caverna di Gurvan Tsenheriin Agui   

Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Khovd; la partenza è prevista alle 11.30 (orario da confermare) e il volo dura circa 2 ore. Atterrati, ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell'Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune meravigliose pitture che risalgono al Paleolitico (da 12.000 a 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione; questo centro fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città a essere stata liberata dai cinesi nel 1912. Pernottamento presso l’hotel Tsambagarav.

 

4°g.  2/10 Khovd Parco del Tsamba Garav Uul 

L’esplorazione di questa remota regione inizia dirigendosi verso est, raggiungendo le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), ubicato al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. E’ una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina e si effettua un’escursione per avvicinarci ai ghiacciai del Tsamba-Garav. Pernottamento in tenda.

 

6°g.  3/10 Parco del Tsamba Garav UulUlgii   

Si lascia l’imponete montagna per seguire la spettacolare strada che porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che dista da Ulaanbaatar circa 2000 km. Pernottamento presso l’Hotel Duman o simile, un semplice albergo locale.

 

7°g. – 8°g. (4 - 5/10) Festival delle aquile   

Per vivere completamente l’evento ci si sistema in una dimora di una famiglia kazaka, dove si pernotterà per due notti. Si dedicano le giornate ad ammirare le gare di abilità e velocità del contesto. Dalle alture circostanti i cacciatori tolgono i cappucci ai loro maestosi animali e li lanciano verso il cielo. Nel frattempo vengono rilasciate le prede, le aquile perdono lentamente quota, poi, con uno scarto improvviso e fulmineo, piombano sulla preda immobilizzandola. Qui interviene il cacciatore che deve essere celere a raggiungere i contendenti, prima che la preda possa ferire l’aquila. A contorno del torneo vi sono molti eventi paralleli come concerti, sfilate con abiti tradizionali, mercatini di borse e tappeti di feltro tradizionali. E’ molto particolare il “Kokbar”, che ricorda molto il Buskashì, il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco privo di regole: basta impossessarsi della carcassa. Dopo le premiazioni, si avrà il tempo per visitare questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. Per finire, si segue un concerto di musica tradizionale Kazaka.

 

9°g.  6/10 Ulgii - Parco naturale di Tavan Bogd (Shiveet Hairhan Uul) 

Trasferimento verso la zona più occidentale del Paese, una regione ricca di resti archeologici che partono dall’Età del Bronzo arrivando all’epoca Unna e dell’invasione turca. Per il pernottamento si posiziona il campo mobile nel parco nazionale di Altai Tavan Bogd nei pressi del monte Shiveet Hairhan, che è considerato sacro dalle popolazioni della repubblica russa di Tuva e dai nomadi di etnia tuvaina che popolano la zona. Qui vedremo uno fra i più grandi petroglifi di epoca unna.

 

 

Per chi rientra:   

 

10°g.  7/10 Shiveet Hairhan Uul – Ulgii  

Con i veicoli, accompagnati da una nostra guida locale che parla la lingua inglese, si torna verso la “civiltà” ad Ulgii, dove si alloggia presso l’hotel Duman o simile; nel pomeriggio si ha del tempo libero.

 

11°g.  8/10 Ulgii - lago Achit – Ulaangom   

Partenza per la regione di Uvs, nel nord est della Mongolia, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che da il nome alla regione. Prima di arrivare ad Ulaangom, una sonnacchiosa cittadina che è il capoluogo della regione, ci si ferma al lago Achit, che si trova ad un' altitudine di 1435 mt sul livello del mare e si estende su una superficie di 290 kmq. Arrivati in città pernottamento presso l’hotel Chingis Khaan.

 

12°g.  9/10 Volo per Ulaanbaatar  

Mattina a disposizione; nel primo pomeriggio ci si imbarca sul volo per Ulaanbaatar. Le visuali dall’aereo sono spettacolari: il lago Uvs, il lago Bus e le montagne siberiane. Sistemazione presso l’hotel Sant Asar.

 

13°g.  10/10 Ulaanbaatar  

Si completano le viste ad Ulaanbaatar accompagnati da una guida che parla la lingua italiana, in particolare il Museo di Storia Nazionale Mongola. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e girare in città.

 

14°g.  Domenica 11 ottobre, volo di rientro 

 

 

 

Per chi segue il trekking:

 

10°g.  7/10 Shiveet Hairhan Uul  - Valle “kazaka” (Parco del Tavan Bogd)  

Inizia il trekking che porta dalla valle dove si è pernottato, che è abitata da famiglie tuvaine, ad una valle parallela dove risiedono famiglie kazake. Si parte da circa 2400 mt di quota e si valica un bel passo di montagna posto a circa 2800 mt),impreziosito da un lago; la tappa è di circa 5 ore. Si potrà scegliere se pernottare in tenda o dividere la dimora di una famiglia Kazaka.

 

11°g.  8/10 Campo Base del ghiacciaio Potanina e picchi dell’Altai Tavan Bogd   

La meta di oggi è il Campo Base del ghiacciaio Potanina, che dista circa 7 ore, ed è posto a circa 3000 mt di quota; si lascia il bagaglio non necessario perché l’indomani si rientra al medesimo punto di sosta. Si percorrono lunghi falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg, tra cui l’Huiten Uul (4373 mt) – che è la vetta più alta della Mongolia – e il Belukha (4506 mt), la più alta cima degli Altai che è in territorio russo.

 

12°g.  9/10 Ritorno all'ingresso del parco   

Si ripercorre in senso inverso l’altopiano per raggiungere il punto dove si è pernottato ieri.

 

13°g.  10/10 Ritorno a Ulgii   

Oggi ci raggiungono le vetture per il rientro a Ulgii, dove si alloggia presso l’Hotel Duman o simile; tempo libero per visitare il mercato.

 

14°g.  11/10 Volo per Ulaanbaatar  

Partenza in volo per Ulaanbaatar in mattinata (orario da confermare). Arrivo in città e sistemazione presso l’hotel Sant Asar.

 

15°g.  12/10 Ulaanbaatar: trekking alla montagna sacra del Bogd Uul  

Giornata dedicata a un semplice trekking. Si percorrono circa 50 km in auto per arrivare all’imbocco di un facile sentiero che con un percorso di circa due ore attraverso boschi di larici e pini porta alla cima sacra di Tsetsegun, segnata dai cumuli di pietra degli Ovoo, che sono altari sacrificali alle divinità della natura. Sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da qui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Si rientra quindi in città; nel pomeriggio tempo libero per lo shopping.

 

16°g.  Martedì 13 ottobre, volo di rientro  

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