Informazioni utili

Da: lunedì 26 settembre 2016A: sabato 8 ottobre 2016Durata: da 14 a 16 giorni

Estensione finale a: lunedì 10 ottobre 2016

MONGOLIA 2016: Altai, festival delle aquile

Bayan olgii, kazako

Altai

Bimba nomade

Festival aquile

Altai

 

Il viaggio porta nelle regioni nord occidentali mongole degli Altai, il territorio spettacolare dove si erge questa imponente catena montuosa, una regione selvaggia che è stata lo storico confine naturale tra due mondi culturali, quello nomadico mongolo e quello stanziale di influenza musulmana centroasiatica. In queste remote valli vivono i kazaki, la principale minoranza etnica che con i mongoli condivide le abitudini nomadiche e abitative. Si partecipa all’evento più importante dell’anno, il grande raduno per la caccia con le aquile, dove i più esperti in quest’arte venatoria si sfidano in prove di destrezza con i loro stupendi rapaci.

 

Il programma prevede la possibilità di un trekking, praticabile anche a cavallo: sicuramente il modo più bello per gustare le bellezze naturali, fuori dalla civiltà e indietro nel tempo, alla scoperta di valli, foreste e laghi, incontrando molte famiglie di nomadi kazaki.

 

 

Tappe 

Altai
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

Il festival dei cacciatori con le aquile

La caccia con le aquile è un'attività che viene praticata da millenni dai nomadi kazaki alla fine dell’estate. I cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all'anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.

L'aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm e l’apertura alare può raggiungere i 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6 - 7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri, è munito di un'unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta dell'uomo con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di "reale". L'addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra l’uomo e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco, e le pellicce sono migliori. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio, fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l'aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima della calata del freddo inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali.

 

La regione del Bayan Ulgii

La regione mongola di Bayan Ulghi offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, "i cinque illuminati"), un’area che forma il confine tra i tre paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4,506 mt), posizionato oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra cui il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.

Gli abitanti sono in maggioranza kazaka, di religione musulmana e di lingua turca; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo e all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulghi dopo la caduta del socialismo è stata riaperta e il pellegrinaggio alla Mecca ha ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono usare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto.

Questa parte della Mongolia, anche perché dista un lungo viaggio di quattro giorni da Ulaanbaatar, ha maggiori contatti con le regioni confinanti russe e cinesi. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano delle tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche e affascinati.

 

Altai Altai, bimbo nomade Altai, nomadi
Altai
Altai, bimbo nomade
Altai, nomadi

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta.

A Ulaanbaatar si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle; fuori dalla capitale si pernotta 4 notti in hotel locali,  due notti in teda (campo mobile) e due notti presso famiglie: un’esperienza davvero speciale, si avranno a disposizione delle stanze comuni nelle loro abitazioni – si segnala che il bagno è esterno. Chi segue l’estensione di trekking utilizza la tenda per una notte in più, avrà una notte meno in hotel locale e due notti in più presso famiglie. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; la cucina e l’allestimento del campo sono curati dal nostro personale. La cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura, poiché nella regine degli Altai si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando anche in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Partecipare al trekking

Per partecipare bisogna essere persone preparate fisicamente, ma non servono precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è importante riuscire a essere a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono tappe giornaliere di 5/6 ore con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura.

Per chi volesse, c’è la possibilità di effettuare questa parte del viaggio a cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno). Si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti. Si consiglia, nel caso di questa opzione, l’acquisto in Italia di ghette o stivali.

 

Clima e attrezzatura

Il clima tra fine settembre ed inizio ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15 gradi, con possibili punte minime notturne al di sotto dello zero; Alfredo Savino, guida del viaggio, può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. E’ necessario portare un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di almeno -8C°. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Si ricorda che il clima in questa terra è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi di sole si può passare a nevicate improvvise.

 

Ulaan Baatar, Buddha Bagsch Ulaan Baatar, Gandan Ulaanbaatar, Gandan
Ulaanbaatar, Buddha Bagsch
Ulaanbaatar, Gandan
Ulaanbaatar, Gandan

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

1°g.  Lunedi 26 settembre, partenza per la Mongolia
Per raggiungere Ulaanbaatar le compagnie più utilizzate sono Aeroflot e Turkish Airlines; vi sono anche opzioni diverse e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Per questo viaggio è appetibile Turkish che parte da Milano Malpensa (sono possibili partenze anche da altre città) per Istanbul è alle 11.20 con arrivo 15.05. Il volo transcontinentale per Ulaanbaatar parte alle 15.05; il volo va scalo a Bishkek (orari da confermare).

2°g.  27/9 Arrivo a Ulaanbaatar
Arrivo alle 10.05, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office o simile. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa; ascesa alla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Pernottamento presso l’hotel Office nel centro cittadino.

3°g.  28/9 Ulaanbaatar – Khovd e Gurvan Tsenheriin Agui   
Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Khovd; la partenza è prevista alle 11.30 (orario da confermare) e il volo dura circa 2 ore. Atterrati, ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell'Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune meravigliose pitture che risalgono al Paleolitico (da 12.000 a 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione; questo centro fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città a essere stata liberata dai cinesi nel 1912. Pernottamento presso l’hotel Tsambagarav o simile.

4°g.  29/9 Khovd – Parco del Tsamba Garav Uul
L’esplorazione di questa remota regione inizia dirigendosi verso est, raggiungendo le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), ubicato al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. E’ una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina e si effettua un’escursione per avvicinarci ai ghiacciai del Tsamba-Garav. Si percorrono circa 150 km; pernottamento in tenda.

6°g.  30/9 Parco del Tsamba Garav Uul – Ulgii
Si lascia l’imponete montagna per seguire la spettacolare strada che porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che dista da Ulaanbaatar circa 2000 km. Pernottamento presso l’Hotel Duman o simile, un semplice albergo locale.

7°g. – 8°g. (1 - 2/10) Festival delle aquile
Per vivere completamente l’evento ci si sistema in una dimora di una famiglia kazaka, dove si pernotterà per due notti. Si dedicano le giornate ad ammirare le gare di abilità e velocità del contesto. Dalle alture circostanti i cacciatori tolgono i cappucci ai loro maestosi animali e li lanciano verso il cielo. Nel frattempo vengono rilasciate le prede, le aquile perdono lentamente quota, poi, con uno scarto improvviso e fulmineo, piombano sulla preda immobilizzandola. Qui interviene il cacciatore che deve essere celere a raggiungere i contendenti, prima che la preda possa ferire l’aquila. A contorno del torneo vi sono molti eventi paralleli come concerti, sfilate con abiti tradizionali, mercatini di borse e tappeti di feltro tradizionali. E’ molto particolare il “Kokbar”, che ricorda molto il Buskashì, il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco privo di regole: basta impossessarsi della carcassa. Dopo le premiazioni, si avrà il tempo per visitare questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. Per finire, si segue un concerto di musica tradizionale kazaka.

9°g.  3/10 Ulgii - Parco naturale di Tavan Bogd (Shiveet Hairhan Uul)   
Trasferimento verso la zona più occidentale del Paese, una regione ricca di resti archeologici che partono dall’Età del Bronzo arrivando all’epoca Unna e dell’invasione turca. Per il pernottamento si posiziona il campo mobile nel parco nazionale di Altai Tavan Bogd nei pressi del monte Shiveet Hairhan, che è considerato sacro dalle popolazioni della repubblica russa di Tuva e dai nomadi di etnia tuvaina che popolano la zona. Qui vedremo uno fra i più grandi petroglifi di epoca unna.

 

Per chi rientra:

10°g.  4/10 Shiveet Hairhan Uul – Ulgii
Con i veicoli, accompagnati da una nostra guida locale che parla la lingua inglese, si torna verso la “civiltà” ad Ulgii, dove si alloggia presso l’hotel Duman o simile; nel pomeriggio si ha del tempo libero. Si percorrono circa 160 km.

11°g.  5/10 Ulgii - Lago Achit – Ulaangom
Partenza per la regione di Uvs, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che da il nome alla regione. Prima di arrivare ad Ulaangom, una sonnacchiosa cittadina che è il capoluogo della regione, ci si ferma al lago Achit, che si trova ad un' altitudine di 1435 mt sul livello del mare e si estende su una superficie di 290 kmq. Arrivati in città pernottamento presso l’hotel Chingis Khaan; si percorrono circa 260 km.

12°g.  6/10 Volo per Ulaanbaatar   
Mattina a disposizione; nel primo pomeriggio (orari da confermare) ci si imbarca sul volo per Ulaanbaatar. Le visuali dall’aereo sono spettacolari: il lago Uvs, il lago Bus e le montagne siberiane. Sistemazione presso l’hotel Office o simile.

13°g.  7/10 Ulaanbaatar  
Si completano le viste ad Ulaanbaatar accompagnati da una guida che parla la lingua italiana, in particolare il Museo di Storia Nazionale Mongola. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e girare in città.

14°g. Sabato 8 ottobre, volo di rientro  
La partenza da Ulaanbaatar con Turkish è prevista alle 11.05 con arrivo a Istanbul 17.20; si fa scalo a Bishkek. Si riparte alle 20.45 con arrivo a Milano Malpensa alle 22.45 (orari da confermare).

 

Per chi segue il trekking:

10°g.  4/10 Shiveet Hairhan Uul  - Valle “kazaka” (Parco del Tavan Bogd)   
Inizia il trekking che porta dalla valle dove si è pernottato, che è abitata da famiglie tuvaine, ad una valle parallela dove risiedono famiglie kazake. Si parte da circa 2400 mt di quota e si valica un bel passo di montagna posto a circa 2800 mt), impreziosito da un lago; la tappa è di circa 5 ore. Si potrà scegliere se pernottare in tenda o dividere la dimora di una famiglia kazaka.

11°g.  5/10 Campo Base del ghiacciaio Potanina e picchi dell’Altai Tavan Bogd   
La meta di oggi è il Campo Base del ghiacciaio Potanina, che dista circa 7 ore, ed è posto a circa 3000 mt di quota; si lascia il bagaglio non necessario perché l’indomani si rientra al medesimo punto di sosta. Si percorrono lunghi falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg, tra cui l’Huiten Uul (4373 mt) – che è la vetta più alta della Mongolia – e il Belukha (4506 mt), la più alta cima degli Altai che è in territorio russo.

12°g.  6/10 Ritorno all'ingresso del parco
Si ripercorre in senso inverso l’altopiano per raggiungere il punto dove si è pernottato ieri.

13°g.  7/10 Ritorno a Ulgii   
Oggi ci raggiungono le vetture per il rientro a Ulgii, dove si alloggia presso l’Hotel Duman o simile; tempo libero per visitare il mercato.

14°g.  8/10 Volo per Ulaanbaatar   
Partenza in volo per Ulaanbaatar in mattinata (orario da confermare). Arrivo in città e sistemazione presso l’hotel Sant Asar.

15°g.  9/10 Ulaanbaatar: trekking alla montagna sacra del Bogd Uul   
Giornata dedicata a un semplice trekking. Si percorrono circa 50 km in auto per arrivare all’imbocco di un facile sentiero che con un percorso di circa due ore attraverso boschi di larici e pini porta alla cima sacra di Tsetsegun, segnata dai cumuli di pietra degli Ovoo, che sono altari sacrificali alle divinità della natura. Sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da qui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Si rientra quindi in città; nel pomeriggio tempo libero per lo shopping.

16°g.  Martedì 10 ottobre, volo di rientro   
Il ritorno in questa data è più comodo con Aeroflot: la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; partenza per Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo alle 13.45 (orari da confermare).

 

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