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Da: mercoledì 27 aprile 2005A: mercoledì 18 maggio 2005Durata:

NEPAL 2005: Antico regno del Mustang con il festival del Tiji

Mustang, Lho Manthang

Il Regno del Mustang è una regione del Nepal situata a nord nei giganteschi massicci himalaiani del Daulagiri e dell’Annapurna che preserva un raro microcosmo dell’antica cultura tibetana, dove grazie all’inaccessibilità e remotezza la dinastia dell’attuale re, il 25° del lignaggio, è riuscita a sopravvivere dal lontano 1400 al passaggio dei Mongoli, alla conquista del Raja di Jumla e ai Gurkha. Nel passaggio dei secoli la diminuzione delle opportunità offerte dal commercio del sale dal Tibet unitamente al progressivo inaridirsi dei territori trans himalaiani hanno progressivamente posto questo territorio sempre più ai margini del divenire del mondo, portando ad un’economia di sussistenza che ha impedito una crescita demografica; ma questi fattori fortunatamente non sono riusciti a provocare l’estinzione della cultura, come purtroppo la storia ha testimoniato per i vicini regni di Shangshung e Guge.

 

In Mustang la gente, di stirpe Bothia e Tibetana, vive della coltivazione della tsampa (orzo) e di pastorizia. Ogni villaggio è essenzialmente autosufficiente; la gente è da secoli abituata a ritenere che nulla e nessuno sarà in grado di sopperire a delle condizioni avverse. Ma la durezza della vita non ha influenzato il loro carattere: troviamo un popolo miracolosamente sorridente ed ospitale, dei volti sereni, degli sguardi profondi. Un contributo a questa tranquillità giunge sicuramente dalla cultura esoterica che qui permea ogni cosa, con riti, simboli e rituali prodotti dal potente sciamanesimo himalaiano che sono intrecciati in modo inscindibile con il misticismo sviluppato dal buddismo tantrico; queste due anime sono fuse armoniosamente in un unico immaginario e sono riconoscibili in modo distinto solo all’occhio di un esperto.

 

La remotezza del Mustang è tutt’ora una sua caratteristica: l’unico modo di arrivarci è camminando, con un percorso a tratti abbastanza impegnativo, che può però essere eventualmente facilitato dall’uso di montature. L’enorme interesse culturale di questo viaggio non deve farne sottovalutare l’impegno fisico: il programma prevede di camminare in tutto per 16 giorni, passando quasi tutte le notti in campo. Ci si muove in un ambiente naturale stupendo, nel momento dell’anno climaticamente migliore per l’accesso a questa regione; l’organizzazione è curata meticolosamente, oltre alle tende biposto per dormire si dispone di una tenda comune per i pasti e la convivialità, i campi vengono montati dagli assistenti Sherpa, la cucina è curata in modo adeguato da un cuoco professionista ed il bagaglio è trasportato da cavalli o portatori.

 

Raggiunta in volo da Katmandu la valle di Jomoson, si percorre inizialmente il versante occidentale della valle del fiume  Kaligandaki attraverso profonde gole che stupiscono per la stupenda cromia delle rocce, portandosi gradatamente verso le zone più aperte adiacenti al Tibet dove sorgono la maggioranza dei villaggi fortificati. Si visitano villaggi e isolati monasteri, tra cui Lo Gekar, che pare essere il più antico del Nepal in quanto la sua fondazione è attribuita a Padmasambhava, subito dopo la costruzione di Samye. Arrivati nelle vallate dove sorge Lho Manthang, la capitale, ci si ferma per quattro giorni potendo seguire le rappresentazioni di Tiji, che sono le cerimonie propiziatorie per il raccolto, dove vengono evocate le divinità di protezione con riti, cerimonie, danze con costumi e maschere, musiche. Lo scopo di Tiji è di garantire felicità, salute e il buon raccolto alle comunità di Lo-Tso-Duen, le sette regioni del Mustang. L’evento, che in antichità era eseguito in ciascuna delle sette province, oggi si svolge solo nella capitale, presso il palazzo reale; è così il momento d’incontro più interessante dell’anno, una grande opportunità per avvicinare lo spirito di questa lontana cultura. Tenendo come base Lho Manthang ci si reca a visitare con delle escursioni in giornata Lo Namgyal, Thinkar, Nyphu e Garphu, menzionando i luoghi più importanti nascosti nelle vallate circostanti. Tornando verso sud si utilizza una giornata per raggiungere Lori Gompa, uno dei monasteri più antichi di Lo, appeso alle rocce in modo spettacolare, uno dei siti più affascinanti al mondo. Il sentiero del ritorno, raramente percorso, porta sui versanti orientali del grande bacino del Kaligandaki, emergendo a Muktinath, il mistico santuario dell’Annapurna, da cui si giunge in un giorno di facile cammino all’aeroporto di Jomoson, iniziando il rientro.

 

E’ quindi un percorso che offre un’esperienza completa del territorio, della gente e della cultura.

 

Il costo del viaggio è subordinato al fatto che il Mustang, aperto al turismo dal 1992, è una delle zone del Nepal considerate ad accesso ristretto. Il numero di permessi rilasciati ogni anno è limitato e richiede anche il pagamento di tasse giornaliere cospicue.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Mercoledì 27 aprile, partenza per Katmandu

 

2°g.  28/4 Arrivo a Katmandu

Arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese e sistemazione in hotel; giornata libera.

 

3°g.  29/4 Katmandu – Pokhara  

Volo per Pokhara in mattinata; resto della giornata a disposizione.

 

4°g.  30/4 Pokhara – Jomoson (2713 mt) – Kagbeni (2810 mt)

Si parte in volo da Pokhara per Jomoson, con un volo spettacolare alle pendici dell’Annapurna. Inizia il trekking con una breve tappa fino a Kagbeni, circa tre ore di cammino, un bel villaggio dove si respira già la cultura del Mustang e si trova anche un piccolo monastero di scuola Sakya. Già nel breve percorso fino a Kagbeni si completa la transizione climatica verso la zona arida transhimalaiana; da qui si vivrà nel tipico ambiente del deserto d’alta quota.

 

5°g.  1/5 Kagbeni – Chele (3050 mt)

Lungo il sentiero che transita per isolati villaggi e monasteri si incontrano carovane di muli che trasportano rifornimenti e mercanzie. Tappa di circa 7 ore.

 

6°g.  2/5 Chele – Shyammochen (3300 mt)

La tappa si svolge tra profondi canyon, attraverso costoni e sperduti villaggi. E' possibile transitare dall'eremitaggio di Rechung, costruito all'interno di una grotta. Tappa di circa 7 ore.

 

7°g.  3/5 Shyammochen – Tsarang (3500 mt)

Oltre il villaggio di Syammochen si accede alla regione propriamente detta di Lo, il Mustang. Il territorio è molto arido; qui si trova il muro Mani più lungo del Nepal. A Tsarang, un esteso villaggio, si visita l’antico monastero. Tappa di circa 7 / 8 ore.

 

8°g.  4/5 Tsarang – Marang – Lo Gekar – Lho Manthang (3700 mt)

Da Tsarang con una deviazione ci si reca all'antico monastero di Lo Gekar, che risale all'VIII secolo, la cui fondazione è attribuita a Guru Rimpoce. La capitale del Mustang appare all’improvviso, da un colle da cui dista solo mezz’ora. Tappa di circa 8 ore.

 

9°g.  5/5 Lho Manthang

Giornata di riposo e visite in questa magica e antica “capitale” del regno. Chi vuole, può recarsi a Diy. Le rappresentazioni per il Tiji sono già in corso; chi predilige seguirle potrà chiaramente rimanere a Lho Manthang invece di svolgere le escursioni previste.

 

10°g.  6/5 Lho Manthang

Escursione a Namgyal e Thinkar; si cammina per circa 3 / 4 ore.

 

11°g.  7/5 Lho Manthang

Si dedica la giornata alle manifestazioni di Tiji, che si conclude oggi.

 

12°g.  8/5 Lho Manthang

Escursione a Nyphu e Garphu; si cammina per circa 5 / 6 ore.

 

13°g.  9/5 Lho Manthang – Dri – Yari (3400 mt) 

Inizia il percorso di rientro, passando dal villaggio di Dri (3250 mt) e proseguendo fino a Yari. Tappa di circa 5 ore.

 

14°g.  10/5 Yari

Escursione a Luri Gompa (5 / 6 ore), il più spettacolare sito del Mustang, il cui tempio conserva un prezioso chorten.

 

15°g.  11/5 Yari – Tange (3240 mt)

Tappa di circa 6 ore.

 

16°g.  12/5 Tange – Tangya (2940 mt) 

La tappa più dura del viaggio, in un contesto ambientale fortunatamente così bello da far dimenticare la fatica. Tappa di circa 9 / 10 ore.

 

17°g.  13/5 Tangya – Muktinath (3600 mt) 

Raggiunto il santuario di Muktinath, molto interessante e spiritualmente vivo, meta di pellegrinaggio sia da parte di induisti che buddisti, si torna sui sentieri più frequentati dai trekkers. Tappa di circa 6 ore.

 

18°g.  14/5 Muktinath

E' meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi, terra, acqua, fuoco e aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo remoto per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche se ci si trova a 3660 mt, formando un bosco adornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle. In questo giardino naturale si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente e sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro, che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti.

 

19°g.  15/5 Muktinath – Jomoson (2713 mt) 

Facile e graduale discesa verso il fiume; si transita dal bel villaggio di Jarkot. La vista dall’alto di Kagbeni, con lo sguardo che spazia dalla vetta del Dhaulagiri al Mustang, lascia un ultimo, profondo ricordo. Tappa di circa 5 ore.

 

20°g.  16/5 Jomoson – Pokhara – Katmandu

Pomeriggio libero.

 

21°g.  17/5 Katmandu e volo di rientro 

Giornata libera per acquisti, visite, ecc. Il volo di rientro parte nella serata.

 

22°g.  Mercoledì 18 maggio, arrivo a destinazione

 

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