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Da: venerdì 29 marzo 2013A: lunedì 8 aprile 2013

NEPAL 2013: Dalla giungla all’Himalaia

Un viaggio speciale per conoscere i diversi aspetti del Nepal. Con un breve trekking, che non presenta particolari difficoltà fisiche ma porta nel cuore dell’Himalaia a nord dell’Annapurna e del Daulagiri, si incontrano i villaggi medioevali alle porte del Mustang e Muktinath, uno dei luoghi più sacri dell’intero arco himalaiano. Si visita la valle di Katmandu con le sue bellezze storiche e artistiche e a Chitawan si esplora la giungla a dorso di elefante.

Giunti a Katmandu si incontra la guida del viaggio e ci si accomoda in hotel; per una prima immersione nel vivace mondo culturale e artistico nepalese ci si reca al “colle delle scimmie” di Swayambu, sormontato da un antichissimo Stupa e circondato da templi e monasteri, un luogo ricco di storia particolarmente sacro ai buddisti. Il mattino successivo si lascia la valle di Katmandu in volo arrivando nella giungla del Terai a Chitawan, il parco naturale più importante del Nepal, dove ci si sistema in un lodge. I Rangers istruiscono sulla vita della fauna e l’ambiente, e conducono anche a dorso di elefante alla ricerca dei rinoceronti bianchi e dei mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che è però difficilissima da avvistare. Dalle pianure del Terai si prosegue in auto per Pokhara, una cittadina sulle rive di un lago tropicale ai piedi di altissime vette glaciali.

 

Da Pokhara si raggiunge in volo Jomoson, un villaggio posto a 2713 mt d’altezza. Si utilizza un piccolo aereo che sorvola la Kali Gandaki, la valle più profonda del mondo che si apre tra l’Annapurna e il Daulagiri e conduce fino in Mustang e poi in Tibet; qui i ciclopici versanti dei monti passano dagli 800 metri di Tatopani, dove crescono le banane, agli 8167 della vetta artica del Daulagiri. Dirimpetto si erge l’Annapurna, di 8091 metri. Da Jomoson con un facile trekking si esplora la valle, che è caratterizzata da un’incredibile transizione climatica, dove villaggi e monasteri rendono ricco e vario anche l’ambiente culturale, e si passa in poche dai boschi al deserto d’alta quota, al cospetto di vette glaciali che si ergono fino a ben 5500 mt sopra al letto della valle: a ovest sorge l’incredibile parete del Nilgiri, a sud regna sull’orizzonte la massa del Daulagiri. Si raggiunge con la prima tappa il villaggio di Kagbeni, quindi Jarkot e nel terzo giorno Muktinath, da dove si rientra a Jomoson e si torna a Katmandu in volo. Qui si completano le visite con Pashupatinath e Bodnath e si avrà del tempo libero per acquisti o altro.

 

Il trekking dura in tutto quattro giorni e può essere facilitato dall’utilizzo di montature (docili, dette anche le “seggiovie a quattro zampe”!). Si pernotta nei lodge: dei confortevoli rifugi nepalesi, e il bagaglio è trasportato dai portatori o dai cavalli. Tappe e tempi previsti e la possibilità di utilizzare montature per alleviare le salite nelle edizioni passate di questo viaggio hanno consentito ai partecipanti di vivere una bella avventura, anche se alla prima esperienza e non particolarmente allenati.

 

Un cenno su Muktinath

Nel cuore dell’Himalaia a nord del massiccio dell’Annapurna, Muktinath è meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i santi provenienti dall’India alla ricerca di un incontro col divino scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi: terra, acqua, fuoco e aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo remoto per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche se ci si trova a 3660 mt di quota, formando un bosco ornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle; ci si sorprende a chiedersi se non sia qui la casa degli elfi. In questo giardino si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente e sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro e templi che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti.

 

Nota tecnica

Il viaggio prevede di camminare partendo dai circa 2.700 mt di Jomoson fino ai 3.660 mt di Muktinath; quote relativamente basse quindi per l’Himalaia, ma che richiedono un minimo di preparazione. Il clima previsto è secco e soleggiato con temperature medie stagionali a Chitawan, il punto più caldo, di min 22 e max 31; per il trekking, a Jomoson sono min 3 e max 18 e per Muktinath, il punto più alto del percorso, di notte possono scendere sotto lo zero. Si richiede quindi un’attrezzatura adeguata, eventualmente noleggiabile a Katmandu. Durante il trekking nei lodge vengono fornite anche le lenzuola, ma quasi tutti per dormire preferiscono utilizzare un proprio sacco a pelo. Nei lodge è solitamente possibile avere una doccia calda, ma i servizi igienici sono comuni.

 

Chitawan Jarkot
Chitawan
Jarkot

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Venerdì 29 marzo, partenza per il Nepal 

 

2°g.  30/3 Arrivo a Katmandu   

Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Oggi ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa ornato dai famosi occhi del Buddha, costruito su di una collina popolata da migliaia di scimmie che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati.

 

3°g.  31/3 Katmandu – Chitawan  

Si parte di mattina in volo per Chitawan (orario da confermare), il grande parco nazionale nepalese del Terai. A Chitawan si alloggia presso il Maruni Sansctuary; nel pomeriggio si inizia l’esplorazione del parco guidati dai rangers.

 

4°g.  1/4 Chitawan – Pokhara  

La giornata inizia di prima mattina aprendosi la via nella foresta a dorso di elefante, un momento in cui si vedono molti animali e spesso si riesce ad individuare il rinoceronte bianco. Nel pomeriggio si parte per Pokhara che dista circa 160 km, un viaggio di circa 4 ore. Ci si sistema presso l’hotel Mums Garden; la cittadina è celebre per il lago semitropicale da cui si ammirano le vette himalaiane.

 

5°g.  2/4 Pokhara – Jomoson – Kagbeni (2810 mt)  

Un volo stupendo che costeggia le falde dell'Annapurna e del Daulagiri, due giganti himalaiani di oltre 8000 metri, porta a Jomoson a 2713 metri d'altezza. Da Jomoson inizia il trekking con una passeggiata di circa 3 ore verso nord che si svolge in un ambiente vasto, tra montagne che troneggiano 5000 mt più in alto! Il bagaglio personale, per tutto il percorso, è trasportato da portatori o dai cavalli. Il sentiero segue il greto del fiume, quasi sempre  pianeggiante. Man mano che si procede verso nord l’ambiente è sempre più desertico. Il villaggio di Kagbeni sorge in un’oasi incastonata tra ripide montagne terrose ai bordi del vasto greto del fiume Kali Gandaki; è culturalmente parte del regno del Mustang e la maggioranza degli amichevoli abitanti veste l’abito tradizionale. E’ un luogo fuori dal tempo, con le caratteristiche tipiche dei villaggi d’alta quota tibetani e un interessante piccolo monastero di scuola Sakya. Agli ingressi del piccolo agglomerato più antico si notano degli strani feticci fallici, posizionati per tenere lontani gli spiriti malvagi, e le porte di molte case sono ornate con degli strani diagrammi di fili colorati, anch’essi parte del vasto patrimonio esorcistico di queste regioni. Per tutte le giornate di trekking si alloggia nei lodge, semplici ma confortevoli, simili ai nostri rifugi alpini.

 

6°g.  3/4 Kagbeni – Jarkot (3400 mt)  

La salita per Jarkot inizia ripida per un tratto, con panorami meravigliosi sull’oasi di Kagbeni e la lunga e arida valle che porta verso nord in Mustang; nelle falesie terrose si notano molte piccole grotte artificiali scavate come luoghi di ritiro dagli yogi e utilizzate anche dalla gente della valle in caso di pericolo. Si raggiunge presto l’oasi d’alta quota di Jarkot su cui troneggia il monastero di questo stupendo villaggio. E’ la giornata più impegnativa, circa 5 ore di cammino.

 

7°g.  4/4 Jarkot – Muktinath (3660 mt)  

Una breve salita porta al villaggio posto sotto al santuario di Muktinath,  dove si sosta per la notte. Ci si reca a visitare il giardino sacro del santuario, uno dei luoghi più puri dell’Himalaia. Chi lo desidera nel pomeriggio può recarsi ad esplorare i villaggi posti sul lato nord della valle, che rivelano alcuni piccoli antichissimi monasteri dove è molto forte l’influenza del Bon, l’antichissima religione pre-buddista del Tibet. Il più vicino è Chhuigur, distante circa mezz’ora; i più allenati possono spingersi fino a Dzong (un’ora e mezza), che fu la capitale di un piccolo regno e conserva tutt’ora gli interessanti resti del castello.

 

8°g.  5/4 Muktinath – Jomoson (2713 mt)  

Giornata di facile discesa che impegna per circa 5 ore di cammino; non si passa da Kagbeni ma si raggiunge il fiume Kali Gandaki più a sud percorrendo un panoramicissimo sentiero a mezza costa da cui si gode della vista delle immense masse di Nilgiri e Daulagiri (8167 mt) che dominano l’orizzonte a sud. Al mattino, prima di iniziare a scendere, è possibile fare un’ultima visita al santuario.

 

9°g.  6/4 Jomoson – Pokhara – Katmandu  

Da  Jomoson con l’aereo si torna prima a Pokhara e da qui, con un secondo volo, si rientra a Katmandu arrivando in tarda mattinata. Ci si sistema in albergo e quindi nel pomeriggio ci si reca a visitare Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva. E’ un luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu e l’intera collina alle spalle dei ghat è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si prosegue con la visita dello stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri; nei dintorni si possono visitare alcuni monasteri tibetani, tra cui Sechen, sede della reincarnazione di Lama Dilgo Kyentse Rimpoce, e il “monastero bianco” Kagyu-Nyingmapa fondato da Urgyen Tulku.

 

10°g. 7/4 Katmandu e partenza per l’Italia  

Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggio ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale.  In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi.

 

11°g. Lunedì 8 aprile, arrivo a destinazione

 

Swayambhunath Bodnath
Swayambhunath
Bodnath

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