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Da: lunedì 21 agosto 2006A: mercoledì 6 settembre 2006Durata:

TIBET 2006: Bon Ri e Lhamo Latso

Tagtse Yungdrung Ling

Il Tibet offre ai viaggiatori più avventurosi delle incredibili possibilità di contatto con realtà oltre i confini di storia e leggenda. Nel Tibet Centrale a est di Lhasa il Bon Ri, la montagna sacra ai devoti del Bon, è avvolta da un’aura di autentica magia; i tibetani vi si recano in pellegrinaggio e molti monaci ed eremiti di questa antichissima religione sono tornati ad occuparne i punti più sacri, convinti che la potenza del luogo riesca ad aiutarli nell’avere successo con le pratiche meditative e nell’ottenimento di poteri sciamanici. Il viaggio prevede di percorrere il sentiero sacro attorno al monte e di raggiungere successivamente il lago delle visioni, il Lhamo Latso; si godrà così di un intenso incontro con la realtà più intima del mondo culturale tibetano.

Il Bon Ri, Olimpo degli sciamani tibetani, attrae sia i seguaci del Bon che i buddisti, i quali per rispetto compiono anch’essi il Kora (la circumambulazione rituale del monte) in senso antiorario. La condivisione dei luoghi sacri da parte di queste due ramificazioni del misticismo tibetano è naturale grazie alle radici comuni di molte delle pratiche meditative più profonde ed alla similitudine di molti dei rituali e dei simboli; i Bon si ritengono di origine più antica in quanto nella loro tradizione si rifanno agli insegnamenti del Buddha del ciclo cosmico precedente tramite la trasmissione ricevuta dal maestro Tonpa Shenrab. Cosa questa generalmente accettata, tanto che ad esempio il Dalai Lama considera i Bon la quinta scuola del buddismo tibetano. Con questo viaggio si avrà l’opportunità di condividere con i pellegrini Bon il più santo dei loro sentieri, di scoprire alcuni dei siti più preziosi e di incontrare alcuni dei loro grandi adepti.

 

Altrettanta magia avvolge il “Lago dell’Oracolo”, il Lhamo Latso, un luogo di pellegrinaggio che viene avvicinato con umile reverenza in quanto le sue acque, celebri per la capacità di generare visioni, sono considerate vive, come fossero esse stesse il talismano di lunga vita per le emanazioni del Buddha della Compassione. Sia i Dalai Lama che i Panchen Lama, gli esseri tradizionalmente più venerarti del Tibet, sono stati spesso trovati vita dopo vita grazie alle divinazioni ottenute qui.

 

Il viaggio porta in regioni dove non esiste il turismo, richiede 8 campi consecutivi e la parte principale viene eseguita camminando. E’ quindi adatto a persone che abbiano un buono spirito di adattamento e propensione alla collaborazione di gruppo. L’attrezzatura per i campi è tutta fornita, ad esclusione del sacco a pelo; lo staff è composto da tibetani, persone disponibili ma non abituate a servire gli occidentali secondo uno standard europeo. La stagione prescelta è ottima perché il flusso umido estivo è solitamente già terminato e le temperature sono ancora miti. Il viaggio prevede anche la visita di Katmandu e Lhasa.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Lunedì 21 agosto, partenza per Katmandu

 

2°g.  22/8 Katmandu  

Arrivo a Katmandu; accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba, trasferimento in un bell’hotel nei pressi dello Stupa di Swayambu e riposo.

 

3°g.  23/8 Katmandu   

Visita di Katmandu accompagnati da una guida che parla l’italiano. Ci si reca a Durbar, la storica piazza di Katmandu ricca di bellissimi monumenti e mercati, a Pashupatinath, luogo sacro agli Shivaiti dove avvengono le cerimonie funerarie e le cremazioni, ed a Bodnath, l’antichissimo Stupa divenuto punto di riferimento per la comunità tibetana dove nei pressi si scoprono importanti monasteri che appartengono a tutti i lignaggi principali del Tibet.

 

4°g.  24/8 Volo Katmandu - Lhasa  

Raggiunta Lhasa ci si sistema in un comodo hotel nei pressi del Barkor, ai bordi della città vecchia e si incontra l’accompagnatore italiano. Giornata di riposo per facilitare l’acclimatazione; nel pomeriggio si passeggia per il circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali ne eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni.

 

5°g.  25/8 Lhasa  

Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante al Jokhang, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung dove oggi vivono un’ottantina di monache, e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto.

 

6°g.  26/8 Lhasa – Draksum Tso  

Si lascia Lhasa risalendo verso est la valle del Kyuchu, oltre il valico del Mi La (4865 mt) si raggiunge Kongpo Gyamda, dove una stradina porta al lago sacro di Draksum (c.a. 3300 mt) immerso in un grandioso scenario di monti e impreziosito da un monastero posto su di un’isoletta. Si percorrono 296 km in circa 5 / 6 ore; sistemazione in guest house.

 

7°g.  27/8 Draksum Tso – Ningchi  

Tornati sulla strada principale si prosegue verso sud raggiungendo Bayi. Si prosegue verso il punto d’ingresso per il Kora del Bon Ri recandosi a visitare alcuni dei siti Bon della zona. Si ricorda a questo proposito la natura esplorativa di questo viaggio: alcune delle località potrebbero non essere visitabili, anche per la possibile interferenza dei cinesi, mentre verranno toccati molti luoghi non identificati su carte o guide. Si pone il primo campo a Ningchi (2990 mt) o presso il sito Bon di Kuschuk.

 

8°g. – 11°g (28/8 – 31/8) Kora del Bon Ri  

Il sentiero sacro (Kora) che circumambula le tre cime sacre del Bon Ri (Mu Ri, Lha Ri Gyangto e Shen Ri) ha una lunghezza di circa 60 chilometri e il punto più alto è il passo di Bon Ri, a c.a. 4530 mt di quota. Il sentiero viene percorso in senso antiorario sia dai fedeli Bon che dai buddisti: cita la tradizione orale che quando uno dei Karmapa iniziò il pellegrinaggio in senso orario venne bloccato da una tigre. Il programma prevede di partire da Kuschuk, per lasciare il passo del Bon Ri verso la fine; un’alternativa tradizionalmente più abituale è la partenza dal villaggio di Menri. Partendo da nord (Kuschuk), si toccano i siti di Gyeri, Sigyal Gonchen e Tagtse Yungdrung Ling. Dopo la confluenza del Nyang Chu con lo Tsangpo si incontra Miyul Tri Durtro, dove riposano i resti del re Drigum, e, salendo al passo del Bon Ri, Dzong Khyung Teng. Raggiunto il fiume Khoro, che fluisce verso il punto da cui si è partiti, una deviazione porta infine a sito di Tagdrosa Darbong. Oggi molti di questi antichissimi sacri luoghi di pellegrinaggio sono stati ripristinati. I punti dei campi verranno determinati in loco dal capogruppo in funzione dell’andamento del Kora; tutto il materiale da campo e il bagaglio personale viene trasportato con montature, solitamente dei cavalli. La quarta giornata di cammino avrà termine presto e si lasceranno cavalli e conduttori per recarsi in jeep ai monasteri di Lamaling e di Buchu, dove si pone il campo. Buchu è situato ad ovest di Bayi, nella direzione che si segue per andare al Lhamo Latso. Lamaling era il monastero della penultima reincarnazione di Dudjom Rinpoce, il principale maestro delle scuole Nyingmapa; situato sui monti sopra Buchu, è stato ricostruito negli anni ’80. Buchu Sergyl Lhakhang è ornato da tetti dorati ed è rimasto in parte preservato dalla distruzione perché venne utilizzato come granaio.

 

12°g.  1/9 Buchu – Chokhorgyel  

Lasciato Buchu si arriva in breve al ponte sullo Tsang Po, di cui si risale il corso in direzione ovest arrivando a Lang; quindi si riattraversa il grande fiume lasciando la strada principale giungendo a Gyatsa, da dove si risale la valle verso nord fino al termine della stradina che porta a Chokhorgyel, dove si pone il campo. Questo sito prima dell’invasione cinese fu un grande monastero ed è il punto di partenza del sentiero che porta al lago di Lhamo Latso. Si copre una distanza di circa 300 km; il tempo richiesto varia in funzione delle condizioni della strada, mediamente 6 / 7 ore.

 

13°g.  – 14°g. (2/9 – 3/9) Lhamo Latso, il Lago dell’Oracolo  

Il sentiero che conduce al Lhamo Latso si percorre in circa 4 ore. Si pone il campo ai piedi del passo che porta al trono di pietra dei Dalai Lama, posto a circa 5150 mt di altezza, da cui si gode di una meravigliosa vista del lago. Questo è il punto in cui molti grandi Lama sono giunti in pellegrinaggio per ricevere una visione dalla divinità tutelare del lago, Gyelmo Makzorma. Grazie a queste divinazioni sono state individuate molte reincarnazioni del Panchen o del Dalai Lama; ad esempio Reting Rinpoce ebbe qui la visione che consentì di capire dove era nato l’attuale Dalai Lama. Si avrà a disposizione il tempo necessario per esplorare la zona, tornando a Chokhorgyel la sera del secondo giorno. Il trasporto del materiale da campo e del bagaglio personale viene effettuato con delle montature, solitamente degli yak.

 

15°g.  4/9 Chokhorgyel – Tsetang  

Tornati allo Tsang Po si transita da Drupa, dove si trova il monastero di Dakpo Tratsang, che nel XVI secolo fu il sito principale della scuola dei Zhamarpa. Proseguendo verso ovest, superato il valico di Podrang (5030 mt), si arriva a Tsetang, dove ci si sistema in un comodo hotel. Si percorrono in tutto circa 190 km.

 

16°g.  5/9 Tsetang – Katmandu e volo di rientro   

Partenza di prima mattina da Gonsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è anche vicino a Tsetang, in volo per Katmandu. Si arriva in mattinata; accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba. Si ha a disposizione una macchina con autista per visite e acquisti fino al momento dell’imbarco sul volo di rientro.

 

17°g.  Mercoledì 6 settembre, arrivo a destinazione

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