Informazioni utili

Da: domenica 1 giugno 2014A: sabato 21 giugno 2014Durata: da 21 a 30 giorni

Estensioni finali a: lunedì 23 giugno 2014 O: lunedì 30 giugno 2014

TIBET 2014: Kailash per Saga Dawa

Le autorità cinesi hanno chiuso l'accesso al Kailash agli stranieri per la ricorrenza di Saga Dawa del 2014. Si è quindi svolto un programma alternativo nelle regioni di U, Tsang e nel Ciangtang.

Di seguito trovate il testo del programma originale

 

La ricorrenza di Saga Dawa del 2014 al Kailash secondo l’astrologia tibetana è di particolare buon auspicio; la tradizione tramanda l’interessante peculiarità che un kora eseguito in questi giorni amplifica di ben 12 volte il valore spirituale del pellegrinaggio attorno alla montagna sacra. E’ quindi un evento molto atteso, anche perché dà l’opportunità alle persone che hanno già compiuto almeno un altro kora di accedere di … “diritto esoterico” al kora interno. Quindi, eccoci pronti per questa magnifica opportunità!

Si è così organizzato questo viaggio molto speciale che prende in rispettosa e attenta considerazione il  suo grande significato spirituale. Da Lhasa, dove si visitano i siti più interessanti, si parte per il Tibet occidentale facendo tappa in alcuni luoghi particolarmente significativi e arrivando al Manosarovar, il “lago della madre”. Nel rispetto della tradizione se ne segue in tre giorni quasi tutto il perimetro: saremo in luoghi tra i più belli e magici al mondo, e ne potremo così assorbire appieno la valenza. Al Kailash si sosta per due notti a Tarboche, il luogo dove si tengono le celebrazioni per Saga Dawa, e due a Dirapuk al cospetto della parete nord, avendo così modo di godere del luogo e di salire al ghiacciaio ai piedi della mitica parete. Vi sarà poi la possibilità per le persone più preparate di valicare il passo più interno del kora, il Kandro Saglam; chi giunge qui per la prima volta dovrebbe però passare dal Dolma La, e affrontare il passo delle Dakini in un’occasione futura.

Questi percorsi pullulano di racconti, storie mitiche e accadimenti mistici; si cercherà di viverli passo per passo, beneficiando di tutti questi spunti per contemplare la realtà sottile che permea questi luoghi, il cui valore è stato esaltato da gran parte delle tradizioni asiatiche che hanno qui hanno individuato i propri simboli più profondi.

 

Manosarovar, Seralung Kailash,  Dirapuk Kailash, Saga Dawa
Manosarovar, Seralung
Kailash, Dirapuk
Kailash, Saga Dawa

 

Kora interno

Completata la circumambulazione si potrà rientrare a casa o, chi ne ha l’opportunità, potrà eseguire il kora interno; questa parte è molto impegnativa, richiede buona motivazione ma anche una certa forma fisica. (Per chi volesse fermarsi ma non può o non vuole fare il kora interno e preferisce non attendere a Darchen è anche possibile organizzare una visita di Gughe, su richiesta).

 

Rutok e Ciangtang

E’ prevista poi un’estensione condotta dal capogruppo che porta a Rutok, l’antica capitale di uno dei tre regni di Gughe situata nei pressi del lago di Pangong a nord ovest del Kailash. Quindi da Senge Tsangpo si segue la strada che porta verso est attraverso il Ciangtang e prosegue fino alla lontana Draknak (Amdo); giunti a Lumaringmo nel distretto di Gertse ci si dirige a nord arrivando al lago di Drakpo Tso, nel cuore dell’altopiano, un luogo remotissimo dove i monti all’intorno superano i 6000 metri di quota, dove si effettua un’esplorazione. Si parte quindi verso sud est attraversando tutto l’altopiano godendo dell’ambiente nomadico, con un numero infinito di laghi, praterie, colli erbosi e montagne, fino ad arrivare nella zona himalaiana. Si passa da Saga, dove si era transitati il 7/6, arrivando al lago di Pelkho Tso alle pendici dello Shidha Pangma e, valicato l’Himalaia, ci si immerge nelle gole che portano a Kodari in Nepal arrivando a Katmandu.

 

Nota tecnica

Ogni viaggio al Kailash richiede un elevato spirito d’avventura e una discreta condizione fisica, ma è affrontabile da chiunque sia animato da una sufficiente motivazione. Si passano una buona parte delle notti in campi ben allestiti con tende per dormire da due o una persona, tenda comune per mangiare e tende per i servizi; accompagnano il gruppo un cuoco e assistenti per il montaggio. Solo durante il kora del Kailash non vengono utilizzati il tavolo e le sedie. I nostri assistenti tibetani sono molto professionali e attenti ai bisogni dei partecipanti; il cibo è ben cucinato e di buona qualità. Si viaggia su jeep tipo Toyota Landcruiser con al seguito un camion per il supporto logistico, che trasporta scorte di viveri, combustibile, attrezzature da campo e bagagli. Bisogna essere attrezzati per possibili piogge e nevicate; le temperature minime previste si incontrano a Dirapuk a nord del Kailash, dove di notte si può scendere in rare occasioni anche oltre i –10°c. Oltre all’usuale attrezzatura da montagna serve quindi un sacco a pelo caldo adatto a queste possibili temperature.

 

Manosarovar, Trugo Raksal Tal
Manosarovar, Trugo
Raksal Tal

 

 

Programma del viaggio

NOTA BENE: un viaggio al Kailash è una spedizione che porta in regioni remote dove si passano la maggior parte delle notti in campo; i partecipanti devono avere un buon spirito di adattamento e disponibilità, anche perché le quote elevate possono rendere il carattere più spigoloso. Amitaba conduce spedizioni al Kailash da anni, e fa ovviamente tutto il possibile perché ogni cosa funzioni al meglio. Fino ad oggi, tutti i partecipanti che si sono cimentati hanno avuto la soddisfazione di valicare il mitico “Dolma La”, il temuto passo a nord del monte; per facilitare la salita, se richiesto con buon anticipo, è possibile noleggiare un cavallo.

 

1°g. Domenica 1 giugno, partenza per Chengdu  

 

2°g.  2/6 Chengdu – Lhasa    

Arrivo a Chengdu, da dove ci si imbarca nel medesimo aeroporto per Lhasa (orari da confermare). A Gonsar, l’aeroporto posto sulle rive dello Tsangpo, è in attesa dei partecipanti la guida tibetana; trasferimento in pulmino privato a Lhasa. Ci si sistema presso l’hotel Gang Gyen, situato nella città vecchia, e ci si reca per una passeggiata al circuito sacro del Barkor che lo circonda, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono l’intera circumambulazione con le prostrazioni. Ci si muove a piedi, con calma, per favorire l’acclimatazione.

 

3°g.  3/6 Lhasa  

Si esplora camminando la zona centrale di Lhasa, iniziando con il Barkor e la cattedrale del Jokhang; le vie della città vecchia sono abitate in prevalenza da tibetani, tra i siti principali si trovano il convento di Ani Tshamkhung e il tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, oltre a diversi siti minori, cari al cuore dei tibetani.

 

4°g.  4/6 Lhasa  

Ci si reca al Potala e al palazzo estivo, il Norbulingka. Si proseguono le visite andando all’università monastica di Drepung, che prima dell’invasione era il Gompa più grande del Tibet, e al vicino tempio di Nechung, che prima del’invasione era la sede dell’Oracolo di Stato tibetano, e conserva dipinti difficilmente visibili altrove. Completa il tour la visita dell’università di Sera, dove è abbastanza usuale poter assistere al dibattito dei monaci.

 

5°g.  5/6 Lhasa – Yungdrunling - Shigatse  

Lasciata Lhasa si sosta per una visita al monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli ed importanti; nei pressi si trova il tempio che contiene il Chorten di questo grande santo dell’India. Si prosegue lungo il fiume Kyuchu fino alla confluenza con lo Tsangpo, di cui si risale il corso fino al ponte che porta verso le valli di Oyuk; lo si attraversa giungendo con una strada sterrata al monastero Bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e un gran numero di mandala dipinti, specifici di questa scuola tibetana. Nell'ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Tornati al fiume si prosegue per Shigatse, la seconda città del Tibet, dove ci si sistema presso l’hotel Manosarovar o simile.

 

6°g.  6/6 Shigatse – Puntshok Ling (Jomogang) – Lhartse  

Prima di lasciare Shigatse ci si reca al grandioso monastero di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447, uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale. Si lascia Shigatse seguendo la strada che porta verso Lhartse e il Nepal, lasciandola per seguire una valle che riporta verso nord al fiume Tsangpo, attraverso uno splendido ambiente rurale dove in un villaggio si trova un piccolo antichissimo monastero dell’esoterica scuola dei Bodonpa. Arrivati al fiume lo si segue per un tratto con panorami stupendi arrivando al monastero di Puntshok Ling, colmo di stupendi affreschi e ricchissimo di storia, costruito a ridosso dei contrafforti rocciosi che delimitano insieme a giganteschi crinali di sabbia l’ingresso di una valle che si apre verso sud; chi se la sente potrà risalirla lungo un sentiero arrivando con circa due ore di cammino, meno se si è allenati, al Kumbum di Jomogang. Si prosegue quindi per Lhartse, ricongiungendosi alla strada principale, dove si alloggia presso l’hotel Shangai o simile.

 

7°g.  7/6 Lhartse – Dargyeling Gompa (Jongba)   

Si prosegue verso ovest, con una lunga tappa che si svolge in un ambiente di praterie d’alta quota. Si transita dai laghi di Nang e Ngamring e da Zangzang, un villaggio dove si trova un interessante convento femminile di scuola Nyingmapa. Si continua sempre attraverso valli e passi erbosi fino a Saga, sul fiume Tsang Po, e oltre un ultimo passo si giunge a Jongba, dove si pone il campo nei pressi di un bel monastero posto panoramicamente sopra le vaste vallate.

 

8°g. 8/6 Jongba – Manosarowar est

Il bellissimo percorso di questa lunga tappa, che impegna per circa 8 ore di guida ed è resa possibile grazie a dei lavori di miglioramento che sono stati recentemente eseguiti sulla strada, attraversa una regione dove spesso si incontrano le tende dei nomadi. A Trongsa si trova un interessante monastero e, prima di Paryang, una zona di dune di sabbia sullo sfondo dell’alto Himalaia. Oltre il passo del Mayum e il lago di Te Tso si raggiungono le acque turchesi del “lago della madre”, il sacro Manosarowar; da qui si vede per la prima volta il Kailash, oltre le vaste acque del lago. Nei prossimi giorni si seguirà per lunghi tratti la costa camminando; si pone il campo nei pressi della sponda occidentale, in vista del Gurla Mandata. Dal 2013 il governo d’occupazione cinese ha istituito qui ‘Parco Nazionale’; quindi ci si deve adeguare alle nuove regole che non consentono di utilizzare le proprie jeep lungo il perimetro del lago e si dovrà necessariamente usufruire, per i tratti dove si preferirà non camminare, degli autobus forniti dalle autorità.

 

9°g.  9/6  Manosarowar est - Trugo 

Si seguono le rive del lago sacro in senso orario; i panorami sono fantastici, i colori dell’acqua continuano a variare nell’arco della giornata, si ha la mole del Gurla Mandata (7800 mt) a sud est e, se è limpido, la visuale del Kailash a nord ovest oltre il lago. Si passa dal monastero di Seralung e si prosegue lungo la sponda orientale fino al monastero di Trugo, un Gompa posto alle pendici del Gurla Mandata sul bordo meridionale, sono circa 25 km. Il percorso è in piano.

 

10°g. 10/6 Trugo -  Gossul – Chiu  

Si continua lungo la sponda meridionale verso il monastero di Gossul, luogo di ritiro spirituale dove ci sono anche alcuni eremi, famoso per le sabbie che si trovano nei dintorni che vengono utilizzate per la preparazione dei mandala. Si raggiunge quindi il monastero di Chiu, vera perla del Manosarovar, posto su di colle che domina una spiaggia della costa nord ovest, dove si pone il campo.

 

11°g. 11/6 Chiu – Longbona – Darchen (Kailash) - Tarboche  

Il sentiero prosegue lungo un tratto di costa dalle cui rupi si affacciano alcune grotte abitate da asceti e passa vicino ad alcuni Chorten che segnano il punto in cui sorgeva un eremo. Raggiunto il monastero di Langpona sulla costa nord si ritrovano le jeep con cui si prosegue fino a Darchen, punto di partenza del pellegrinaggio attorno alla montagna sacra. Il sentiero del Kailash forma un grande anello di 54 chilometri; lungo il percorso sacro si incontrano una miriade di luoghi legati a storia, mito e leggenda, e anche alcuni piccoli monasteri: l’insieme lo rende decisamente unico al mondo e in questa ricorrenza particolare lo si condivide con un gran numero di pellegrini. Oggi, con circa due ore di cammino si raggiunge la piana di Tarboche all’ingresso della valle occidentale del Kailash, o Valle di Amitabha, incontrando il primo dei quattro punti più importanti per le prostrazioni, quello a sud, che corrisponde al lungo del sentiero del kora da dove si scorge per la prima volta la vetta del Kailash. Il campo viene posto nei pressi del fiume.

 

12°g. 12/6 Tarboche  

Sulla piana di Tarboche, ai piedi della piattaforma dei Mahasiddha e in vista del Kailash, si tengono le celebrazioni per Saga Dawa; per la ricorrenza si raduna qui una vasta folla di pellegrini giunta da ogni angolo del Tibet. Si trascorre la giornata godendo di questo raduno e facendo due escursioni: si sale sulla piattaforma dei Mahasiddha che sovrasta la piana di Tarboche, dove vi è anche il cimitero celeste, e ci si reca al monastero di Choku posto sul lato ovest della Valle di Amitabha, un piccolo e prezioso Gompa che offre una stupenda panoramica sulla valle e sul Kailash.

 

13°g. 13/6 Tarboche (SAGA DAWA) – Dirapuk  

Un altissimo palo viene issato al centro della piana tra la moltitudine di devoti e pellegrini, una sorta di agopuntura esoterica eseguita per riequilibrare la negatività accumulata nel nostro povero pianeta, e alcuni Lama eseguono un antico rituale di consacrazione. L’evento è poi seguito da momenti festosi, circumambulazioni vorticose, lanci di farina di tsampa, corse di cavalli. Al termine delle celebrazioni si riprende il cammino seguendo il flusso dei pellegrini, quasi tutti con indosso il costume tradizionale; la presenza di vecchi e di bambini che procedono tranquilli è un ottimo antidoto contro le ansie prospettate dall’alta quota e dal lungo cammino. Si passa ai piedi del monastero di Choku che si erge sul versante occidentale della valle e si giunge al secondo dei punti più importanti per le prostrazioni, di fronte alla parete ovest. Proseguendo con una salita graduale si giunge al cospetto della parete nord del Kailash, dove si trova il piccolo monastero di Dirapuk, a circa 5000 metri di quota. Si pone il campo in vista della maestosa parete, il terzo dei punti di prostrazione principali.

 

14°g. 14/6 Dirapuk  

Si sosta presso la parete nord per una giornata, per godere appieno del luogo. Chi se la sente può provare a risalire col capogruppo la valle fino al ghiacciaio che porta ai piedi del monte sacro, dove vi è una morena generata dalla confluenza dei ghiacci che forma un cono con i frammenti della mitica parete nord, un punto molto speciale ma a volte difficile da raggiungere. La giornata è anche utile per riposarsi e acclimatarsi per l’ultimo sforzo.

 

15°g. 15/6 Dirapuk – Dolma La – valle di Zutrulpuk  

Salendo verso il passo di Dolma si transita da alcuni laghetti e da un punto dove i pellegrini usano lasciare qualcosa di personale: solitamente dei vestiti, e a volte anche delle … dentiere, per significare l’abbandono del peso del proprio karma e delle negatività del passato. Il mitico passo è alto circa 5600 metri; quindi la salita viene sempre svolta procedendo con grande tranquillità, senza fretta: sarà faticoso, ma fino ad oggi tutte le persone giunte qui con Amitaba che ci hanno provato ce l’hanno fatta!! Il capogruppo proverà ad attraversare un colle più interno, il Kadro Saglam, ricongiungendosi poi col sentiero principale nella Valle di Akshobya. Questa via richiede capacità tecniche su neve e ghiaccio e la guida tibetana segue col gruppo il sentiero normale; se ci sono dei partecipanti che hanno familiarità con attività alpinistiche saranno benvenuti nel cimentarsi col Kandro Saglam. Dal Dolma, dove un’infinità di bandiere di preghiera sventolano al vento e non si vede più la vetta del Kailash, un luogo che commuove molti pellegrini, si scende ripidi passando subito dal laghetto di Tara (o Dolma), dove può capitare di vedere pellegrini induisti che eseguono un’abluzione nell’acqua gelida, a circa 5500 metri di altezza. Arrivati alle pasture della valle sottostante dove si trovano usualmente degli yak al pascolo, la Valle di Akshobya, si continua con un lungo tratto di cammino pianeggiante allietato da una visuale dello spigolo nord est del Kailash, il quarto luogo per le prostrazioni, e finalmente si giunge al campo.

 

Per chi rientra:

(NB: Su richiesta è possibile organizzare un’estensione a Gughe e rientrare con le persone che seguono il programma del kora interno, come segue: 16/6 da Darchen si prosegue per Thirtapuri, il 17/6 si va a Toling e si visita il sito; il 18/6 si visita Tsaparang e si torna a Thirtapuri ricongiungendosi con gli altri; chi fosse interessato può contattare Amitaba per una quotazione del costo)

 

16°g. 16/6 Kora del Kailash: Zutrulpuk – Darchen; Manosarovar est   

Ormai in vista dei laghi sacri di Manosarovar e Raksal Tal si passa dal monastero di Zutrulpuk, costruito sul luogo dove il santo Milarepa meditava in una grotta la cui altezza secondo la tradizione fu da lui adattata grazie ai suoi poteri magici. Si esce quindi dalla valle di Akshobya raggiungendo Darchen, completando il cammino. Ci salutano qui i partecipanti che proseguono il viaggio e si inizia il percorso di rientro con una guida tibetana; si lascia Darchen e si pone il campo sulle rive del grande lago turchese Manosarovar, per un ultimo saluto al “Lago della Madre”.

 

17°g. 17/6 Manosarowar est – Dargyeling Gompa (Jongba)  

Tra oggi e domani si ripercorrono le tappe più lunghe del viaggio, i cui meravigliosi panorami compensano egregiamente i tempi di guida: nel percorso odierno si rivedono il lago di Te Tso, il Mayun La, il versante settentrionale dell’arco Himalaiano, le dune di Paryang, Trongsa Gompa, ecc. Si pone il campo presso il monastero di Dargyeling, come all’andata.

 

18°g. 18/6 Jongba – Lhartse  

Dal Gompa di Dargyeling si arriva sullo Tsang Po a Saga, e attraverso le vaste montagne erbose e diversi passi si transita da Zangzang, quindi dai laghi di Ngaring e Nang arrivando infine a Lhartse, dove si alloggia nel medesimo hotel.

 

19°g. 19/6 Lhartse – Sakya – Shigatse  

In una valle a sud di Lhartse si trova il colossale tempio – fortezza di Sakya, uno dei luoghi storici principali del Tibet. Già nelle torri perimetrali sono alloggiati dei templi ed all’interno delle poderose mura si trovano una serie di edifici importanti, tra cui la casa dell’Abate accanto a cui si trova un impressionante Gonkhang, e, se si sale sul tetto del tempio centrale, si trova la cappella del protettore principale, luogo di grande forza esoterica. Ma è dal cortile più interno che si accede a tre colossali Lhakhang, con una profusione di affreschi e reperti artistici eccezionali: a sinistra quello dedicato alle cerimonie rituali, a destra uno che conserva colossali Stupa dei maestri storici dei Sakya con incredibili affreschi di mandala e, di fronte, la sala principale dove nella mistica penombra vi sono statue di fattezza perfetta e dietro al tempio una delle biblioteche più preziose del Tibet, con migliaia di testi originali posti su scaffali alti una diecina di metri o più. Completata la visita si parte per Shigatse, seguendo la comoda strada che giunge dal Nepal; si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata.

 

20°g. 20/6 Shigatse – Gonsar – Chengdu  

Si lascia la città seguendo il corso dello Tsang Po fino a Gonsar, dove si prende commiato dalla guida tibetana e ci si imbarca sul volo per Chengdu (orario da confermare). A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale e ci si accomoda presso l’hotel Holyday Inn Express o simile.

 

21°g. Sabato 21 giugno, volo di rientro  

Trasferimento in aeroporto e partenza.

 

Gyangdrak Gompa Kailash
Gyangdrak Gompa
Kailash

 

Per chi esegue il kora interno:

Una nota importante. Secondo la tradizione antica il circuito interno del Kailash è eseguibile se si sono completati almeno 12 kora esterni; ed è quindi correttamente percorribile come completamento della tredicesima circumambulazione. Chi esegue il kora a Saga Dawa ha un beneficio karmico amplificato 12 volte, per l’intero zodiaco, e se ha pertanto già eseguito almeno un’altra circumambulazione può accedere alla parte interna. Si raccomanda di rispettare questa tradizione, il Kailash ha una valenza molto profonda in tutte le tradizioni dell’Asia, e chi viene qui con il cuore aperto lo comprende.

NB: E’ anche possibile organizzare un’estensione a Gughe, come descritto sopra, e ricongiungersi ai partecipanti che seguono il kora interno a Thirtapuri; che fosse interessato può contattare Amitaba per una quotazione del costo.

 

16°g. 16/6 Kora del Kailash: Zutrulpuk – Darchen; Selung  

Arrivati a Darchen ci si separa dagli amici che rientrano. Per facilitare il kora interno si sale la valle a nord di Darchen arrivando al piccolo Gompa si Selung; qui ci si accomoderà in modo spartano (non è concesso mettere un campo) ed è possibile che ciascuno debba portare con sé il sacco a pelo e le provviste per una cena frugale. Tutto ciò in quanto una sosta qui al momento della scrittura del programma non è ufficialmente concessa dalle autorità e si tratta di aggirare gli ostacoli burocratici. E’ comunque possibile eseguire il kora interno partendo da Darchen, il capogruppo nel 2012 lo ha fatto da lì.

 

17°g. 17/6 Selung – Gyangdrak  

Raggiunta la base della parete sud del Kailash ci si inerpica sul lato est arrivando al colle; salire può essere difficile se ci fosse molta neve, non è garantito riuscire ad arrivare, ma con un poco di fortuna e molta tenacia… Qui vi è il luogo forse più sacro al mondo! Arrivarci potrà essere una commozione e una gioia oltre l’ordinario, vasta come lo spazio. La discesa, ai piedi dello spigolo sud est del Kailash, segue diversi ghiaioni fino al fondovalle; se si ha energia sufficiente si può provare a individuare i laghetti sacri di questa valle. Arrivati a Selung un sentiero sale in costa verso Gyangdrak Gompa, dove si proverà a sostare per la notte (vale anche qui quanto accennato sopra per Selung).

 

18°g. 18/6 Gyangdrak – Darchen – Tirthapuri  

Il monte alle spalle del Gompa consente una salita non tecnica ma su terreni privi di sentieri che consente di arrivare fino sulla vetta del monte: un punto panoramico eccezionale dove lo sguardo spazia dai laghi sacri e dal Gurla Mandata verso le catene himalaiane dell’India e a ovest fino allo Spiti e oltre; da cui si ha anche una visuale sul kora interno. Si torna a valle ripassando da Gyangdrak e proseguendo fino a Darchen. Si parte quindi con le jeep per Thirtapuri, a ovest del Kailash, dove si pone il campo. E’ un luogo sacro a Guru Rimpoce (Padmasambhava) dove, ai piedi di un colle ricco di muri mani e templi che si possono contornare con un bellissimo e panoramico breve kora, si trovano le acque sulfuree in cui i pellegrini tradizionalmente si bagnano dopo il completamento del pellegrinaggio del Manosarovar e del Kailash.

 

Per chi rientra:

19°g. 19/6 Tirthapuri – Trongsa  

Inizia il lungo percorso di rientro verso est accompagnati da una guida tibetana. Oggi si torna verso il Kailash e il lago Manosarovar proseguendo oltre il Mayun La fino alla regione di Trongsa.

 

20°g. 20/6 Trongsa - Zangzang  

Si continua lungo il percorso dell’andata, transitando da Jongba, Saga e  arrivando fino a Zangzang, dove si trova il convento femminile.

 

21°g.21/6 Zangzang – Shigatse  

Oltre ancora, si passa dai laghi di Ngamring e Nang e a Lhartse si imbocca la strada per Shigatse.

 

22°g. 22/6 Shigatse – Gonsar – Chengdu  

Si lascia la città seguendo il corso dello Tsang Po fino a Gonsar, dove si prende commiato dalla guida tibetana e ci si imbarca sul volo per Chengdu (orario da confermare). A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale e ci si accomoda presso l’hotel Holyday Inn Express o simile.

 

23°g. Lunedì 23 giugno, volo di rientro  

Trasferimento in aeroporto e partenza.

 

Rutok Pelkho Tso
Rutok
Pelkho Tso

 

Per chi segue l’estensione per Rutok con la traversata del Ciangtang:

19°g. 19/6 Thirtapuri – Senge Tsangpo [Ali] – Rutok  

Da Thirtapuri si continua verso nord ovest arrivando a  Senge Tsangpo, sulle rive del fiume Indo; il luogo, battezzato dai cinesi Ali, è un centro distrettuale strategicamente importante per via della vicinanza del confine militare con l’India. Oltre Senge Tsangpo la strada continua a essere veloce e in ottime condizioni; Rutok dista da qui 127 km, un bel percorso con alcuni laghi e alti monti erbosi dove si trovano anche delle pitture rupestri. A Rutok il villaggio è posto ai piedi di un colle su cui sorge un monastero e si vedono le ampie rovine di antiche fortificazioni.

 

20°g. 20/6 Rutok - Senge Tsangpo

Completata la visita di Rutok si raggiunge il vicino lago di Pangong, il cui lembo orientale è in Ladakh. Si rientra quindi a Senge Tsangpo, dove si alloggia in un semplice hotel.

 

21°g. 21/6 Senge Tsangpo Napuk (Gegye) – Lumaringmo  

Questa lunga tappa verso est (quasi 500 km) porta prima a Napuk (Gegye), che dista 112 km; quindi via Dongba in vista del monte Tsotra e oltre il lago di Nyer si transita da Tsaka e dal lago di Tarab arrivando a Lumaringmo, il paese principale del distretto di Gertse del Ciangtang; la strada è buona e quindi la tappa è fattibile senza problemi. Si valuterà se montare il campo o usare un alberghetto.

 

22°g. 22/6 Lumaringmo - Khangtok - Lugu (Drakpo Tso)  

Si procede ora verso nord lasciando la strada principale, immergendosi in una delle regioni più belle del vasto Ciangtang, dove è stata istituita una vastissima riserva naturale e si possono vedere diversi animali. Si transita da Khangtok (35 km), dove si trova Drakgyam Gompa. Continuando a nord per altri 150 km circa si arriva al villaggio di Lugu, sul lago di Drakpo Tso; a est vi sono diversi monti che superano i 6000 metri, una regione naturale di grande fascino e bellezza.

 

23°g. 23/6 Drakpo Tso  

Si dedica la giornata all’esplorazione.

 

24°g. 24/6 Drakpo Tso – Khangtok  

Completate le esplorazioni della zona si torna verso sud ponendo il campo a Khangtok.

 

25°g. 25/6 Khangtok – Lumaringmo – Mendong (Tsochen)  

Tornati a Lumaringmo si riprende la strada principale verso est fino al lago di Dungtso, quindi la si lascia in direzione sud est seguendo la strada che porta verso la  regione di Tsochen arrivando a Mendong, a 260 km da Lumaringmo; si valuterà se montare il campo o usare un alberghetto

 

26°g. 26/6 Mendong (Tsochen) – Raga – Saga  

Si attraversano i vasti territori nomadici di Tsochen dove tra le alte vette abbondano i laghi e, oltre agli occasionali greggi di yak e ai campi dei nomadi, si individuano spesso animali selvatici, tra cui kyang e antilopi. Al villaggetto di Raga si giunge sulla strada che si era seguita il 7/6 andando al Kailash e la si segue per un tratto fino a Saga, dove si attraversa lo Tsangpo e si pone il campo poco oltre.

 

27°g. 27/6 Saga - Pelkho Tso – Zhangmu  

Questa tappa himalaiana inizia valicando due passi e contornando dei laghi dove s’incontrano diversi campi di nomadi; si giunge quindi in un punto di inimmaginabile bellezza: il grande lago blu turchese di Pelko, su cui si affacciano le maestose vette del Langtang e dello Shisha Pangma, che supera gli 8000 metri. Si segue il bordo settentrionale del lago e si prosegue nelle praterie d’alta quota tra i monti; scavalcato lo spartiacque himalaiano attraverso l’altissimo passo di Lhalung (c.a. 5200 mt) si scende verso il Nepal. A circa 4000 metri di quota si trova il monastero di Milarepa; oltre Nyalam ci si immerge tra le gole lussureggianti dove si vedono tantissime possenti cascate; si sosta a Zhangmu al punto di confine, dove si alloggia in un hotel.

 

28°g. 28/6 Zhangmu - Kodari – Kathmandu  

Al confine nepalese a Kodari sono in attesa gli assistenti di Amitaba con il pulmino che porta fino a Katmandu. Si salutano qui gli autisti e la guida tibetana e si prosegue il viaggio fino alla capitale, dove si alloggia presso l’hotel Vajra.

 

29°g. 29/6 Katmandu e volo di rientro  

Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggio ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti.

 

30°g. Lunedì 30 giugno, arrivo a destinazione

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