Informazioni utili

Da: venerdì 16 maggio 2014A: lunedì 2 giugno 2014Durata:

Estensione finale a: mercoledì 4 giugno 2014

TIBET 2014: Trekking di Kangshung (Everest est)

Le valli tibetane di Kartha e di Karma sono tra le più belle in assoluto al mondo, con pasture e laghi d’alta quota dove vivono gli yak e zone coperte di foreste nelle parti più basse. Sono valli che portano ai piedi di tre colossi himalaiani: l’Everest, il Lhotse e il Makalu, lungo sentieri che vengono poco percorsi da visitatori con panorami incredibili, che tutti gli appassionati di montagna anelano vedere. Difficile dire quale sia il trekking più bello al mondo; ma questo è sicuramente in lizza!

Lhotse, Everest Kangshung Everest Rongbuk
Lhotse, Everest Kangshung
Everest Rongbuk

Il viaggio prevede di raggiungere Lhasa e, dopo delle interessanti visite utili anche per l’acclimatazione, di partire in jeep verso ovest transitando dal lago di Yamdrok Tso, Gyantse, Shigatse e Sakya, soffermandosi a vedere i siti di interesse principale. Oltre Sakya si utilizzano dei campi fino alla fine del trekking e a Rongbuk, per un totale di 10 notti consecutive; il sentiero di rientro dal campo base di Kangshung, la parete est dell’Everest, segue un tragitto diverso rendendo il percorso estremamente vario e interessante. Completato il circuito ci si reca a Rongbuk, alla parete nord dell’Everest, e da qui si rientra a Shigatse. Da Shigatse vi è l’opzione di tornare subito o di aggiungere la visita di Menri e una notte a Lhasa.

 

Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

Nota tecnica

La stagione prescelta è ottimale e si prevede un clima secco; si deve però essere attrezzati molto bene per sopportare eventuali piogge e nevicate. Si ricorda che le temperature minime notturne possono arrivare a volte fino a -10°c e per prudenza è meglio predisporsi per valori anche più bassi. L’attrezzatura per i campi è tutta fornita ad eccezione del sacco a pelo; si dispone di tende da due o individuali e di una tenda comune. Seguono il gruppo un cuoco e assistenti per il montaggio dei campi. Durante il trekking il bagaglio personale viene trasportato con animali o portatori, i partecipanti devono caricarsi solo quanto serve per la giornata.

 

Shegar Khari La, Nyengchen Kang
Shegar
Khari La, Nyengchen Kang

 

Programma del viaggio

(NB: I tempi di tappa riportati sono indicativi e basati su di una capacità media; le altitudini sono approssimative)

 

1°g. Venerdì 16 maggio, partenza per Chengdu  

 

2°g. 17/5 Chengdu – Gonsar - Lhasa  

Arrivo a Chengdu, da dove ci si imbarca per Lhasa (orari da confermare). A Gonsar, l’aeroporto posto sulle rive dello Tsangpo, è in attesa dei partecipanti la guida tibetana; trasferimento in pulmino privato a Lhasa. Ci si sistema presso l’hotel Gang Gyen, situato nella città vecchia e ci si reca per una passeggiata al circuito sacro del Barkor che lo circonda, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono l’intera circumambulazione con le prostrazioni. Ci si muove a piedi, con calma, per favorire l’acclimatazione.

 

3°g. 18/5 Lhasa  

Giornata dedicata alla visita di Lhasa, ci si reca al Potala e al palazzo estivo, il Norbulingka. Si dedica il pomeriggio alle visite della città vecchia che è fortunatamente ancora abitata in prevalenza da tibetani, iniziando dalla magnifica cattedrale del Jokhang e passeggiando dal Barkor, il circuito sacro che la circonda, fino al convento di Ani Tshamkhung e al tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, toccando anche altri siti minori, cari al cuore dei tibetani.

 

4°g. 19/5 Lhasa – Gyantse  

Valicato il passo di Gampa (4794 mt) si lascia la valle dello Tsangpo e lo sguardo spazia sul lago turchese di Yamdrok, incastonato tra magnifiche vette, una delle perle naturali del Tibet. Se ne seguono le rive fino a Nakartse e da qui verso ovest si supera un altro passo, il Khari (5045 mt), su cui si affacciano poderosi ghiacciai. Gyantse è una delle città del Tibet meglio preservate; l’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate includeva 16 collegi appartenenti a diverse scuole. Fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. La visita al castello di Gyantse, dove solitamente ci si reca in serata, regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. Sistemazione presso l’hotel Yeti o simile.

 

5°g. 20/5 Gyantse – Shigatse – Sakya  

Da Gyantse ci si sposta a Shigatse, seconda città del Tibet, dove si sosta per una vista al Tashilhumpo, ottimamente preservato e ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Si prosegue seguendo la strada che conduce verso il Nepal deviando ad un certo punto in direzione sud per raggiungere Sakya, che dista da Shigatse circa 150 km; si alloggia in un semplice hotel.

 

6°g. 21/5 Sakya – Yulok  

Dopo la visita del poderoso monastero di Sakya si parte verso sud valicando i passi di Gyatso (5220 mt) e di Pang (5000 mt) giungendo al villaggio di Kartha e da qui a Yulok, a circa 3700 mt di quota, dove si pone il primo campo. La tappa richiede circa 6 ore di guida.

 

7°g. 22/5 Yulok – Dhampu  

Inizia il percorso a piedi; questa prima tappa risale la vallata ed è ora facilitata nella parte iniziale da una stradina percorribile con la jeep fino all’attacco del sentiero nei pressi del villaggio di Raphuk. Si risale la valle che si dirama verso sud portando a Dhampu, il primo punto di campo, a circa 4260 mt.

 

8°g. 23/5 Dhampu – Shaotso – Methok Sechen  

Si prosegue risalendo la valle arrivando al lago di Shao (se si parte presto il 22/5 si potrà raggiungerlo nella prima giornata); la vetta del Makalu si staglia oltre le cime che contornano il lago. Oltre, una ripida salita, che offre bei panorami sui laghi della vallata, porta al passo di Shao (4890 mt); la discesa verso il campo di Methok Sechen (4600 mt) attraversa le alte pasture degli yak, ornate anche su questo versante da diversi laghetti. Dal campo si ha un magnifico panorama, dal Makalu fino all’Everest. La tappa è di circa 6 ore.

 

9°g. 24/5 Methok Sechen – Zoksham – Tsonak – Thangsum  

Si raggiunge il fondovalle con un ripido sentiero arrivando alla piana di Zoksham (circa 4000 mt), al margine delle foreste che da qui coprono la valle di Karma verso sud est. Ci si inerpica per un tratto attraverso la foresta arrivando sulle creste della parte occidentale della valle, tra i rododendri, e proseguendo si arriva al lago di Tsonak. Una breve salita porta quindi al campo di Thangsum (4400 mt) con panorami stupendi sull’Everest e il Lhotse; tappa di circa 6 ore.

 

10°g. 25/5 Thangsum - Pethang   

Si trascorre la mattinata tranquilli, godendo della splendida posizione panoramica del luogo. Il sentiero per Pethang risale la vallata superando delle piccole coste con panoramiche molto belle in ogni direzione, sempre in vista della gloriosa parete di Kangshung ad est; prima della discesa verso il campo (circa 200 mt) si ha un’ampia visuale che spazia fino ai ghiacciai che fluiscono dalla poderosa corona di montagne che culmina con l’Everest. Il campo è a circa 4300 mt, la tappa di circa 3 ore. Per chi fosse interessato, nella vallata a nord del campo si trova un lago sacro dove secondo la tradizione tibetana meditò Guru Rimpoce; la salita richiede circa un’ora.

 

11°g. 26/5 Pethang - Pethang Ringmo  

Tappa di 3/4 ore che porta a Pethang Ringmo, ai piedi di Kangshung, la grandiosa parete orientale della vetta più alta del pianeta; il tratto iniziale ai bordi del ghiacciaio va transitato con attenzione per via della colossale frana che ha reso il terreno instabile. Il campo è a 4870 mt.

 

12°g. 27/5 Pethang Ringmo  

Giornata di esplorazioni di questa valle glaciale, tra i luoghi d’alta quota più belli in assoluto al mondo; si tiene il campo fisso.

 

13°g. 28/5 Pethang Ringmo – Tso Shurima  

Si rientra a Pethang e, risalito il costone oltre il campo, si lascia il sentiero utilizzato all’arrivo entrando nella valle vallata a nord; il panorama si arricchisce con la vetta del Karthapuri, un bel monte glaciale di 6600 mt. Si pone il campo nei pressi del lago di Shurima (4900 mt); la tappa è di circa 6 ore.

 

14°g. 29/5 Tso Shurima – Langma La – Shomaling  

Si sale al passo di Langma, che con i suoi 5250 mt è il punto più alto del percorso; da qui si godono ancora una volta stupendi panorami su Everest e Lhotse. Si scende fino a Shomaling (4170 mt) transitando dal laghetto di Danyen.

 

15°g. 30/5 Shomaling – Yulok – Rongbuk  

Si segue la valle di Kartha dove si trovano alcuni tipici villaggi la cui agricoltura è basata sulla tsampa, il tenace orzo che cresce a queste altitudini. Si arriva in circa 2 ore al punto dove si trovano le jeep che sono in attesa dei partecipanti. Con i veicoli si torna verso Kartha e si prosegue fino a Rongbuk, il monastero posto a circa 5000 mt alle falde della parete nord dell’Everest, che dista circa 110 km. Si pone qui l’ultimo campo del viaggio.

 

16°g. 31/5 Rongbuk – Shigaste 

Lasciata la valle dell’Everest si risale un valico a nord che supera i 5000 mt, da dove col tempo limpido si gode di un’ultima grande visuale che spazia dal Makalu a est fino al Cho Oyu a ovest con l’Everest che troneggia al centro. Proseguendo, con una breve deviazione si arriva a Shegar dove si visitano le rovine di un affascinante Dzong che corona un intero monte con le mura che corrono ardite fino alla ripidissima vetta rocciosa, un luogo che i tibetani chiamavano la “Montagna di Cristallo”; nella parte più bassa il tempio principale è stato ricostruito e vi vivono dei monaci. Rientrati sulla strada principale si valica un altro passo, sempre sui 5000 metri, arrivando a Lhartse e da qui si ripercorre il tratto visto il 20/5 fino a Shigatse, dove si alloggia presso l’hotel Manosarovar o simile.

 

 

Per chi rientra:

 

17°g. 1/6 Shigatse – Gonsar – Chengdu  

Si lascia la città seguendo il corso dello Tsang Po fino a Gonsar, dove si prende commiato dalla guida tibetana e ci si imbarca sul volo per Chengdu (orario da confermare). A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale e ci si accomoda presso l’hotel Holyday Inn Express.

 

18°g. Lunedì 2 giugno, volo di rientro   

Trasferimento in aeroporto e partenza.

 

 

Gyantse Gampa La, Yamdrok Tso Shegar Dzong
Gyantse
Gampa La, Yamdrok Tso
Shegar Dzong

 

 

Per chi prosegue: 

 

17°g. 1/6 Shigatse - Menri  

Ci si separa dai compagni di viaggio che rientrano e col capogruppo si lascia la città attraversando il fiume Tsangpo nei pressi di Emagang. Si continua risalendo l’altra sponda del grande fiume e lo si lascia verso nord imboccando al valle di Tobgyel. Ci si reca a Ensaka e all’eremo d Kharna Ri, tra i siti storici della scuola Bön. Si sale quindi a Menri (4590 mt), il più importante centro Bön del Tibet, distrutto dai cinesi e ora in parte ricostruito. Si alloggia qui, una situazione spartana che richiede buona adattabilità.

 

18°g. 2/6 Menri – Lhasa 

Si torna allo Tsangpo; lo si attraversa e se ne risale il corso verso est fino alla confluenza col Kichu, quindi si segue questo fino a Lhasa, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata.

 

19°g. 3/6 Lhasa - Gonsar – Chengdu  

Mattina di relax; nel pomeriggio ci si reca a Gonsar per l’imbarco sul volo per Chengdu (orario da confermare). Il capogruppo si ferma a Lhasa per condurre il viaggio al Kailash. A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale e ci si accomoda presso l’hotel Holyday Inn Express.

 

20°g. Mercoledì 4 giugno, volo di rientro 

Trasferimento in aeroporto e partenza.

 

 

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