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Da: martedì 27 ottobre 2009A: sabato 7 novembre 2009Durata: 12 giorni

BHUTAN 2009: Da Paro al Bumthang, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu

Paker Tsechu

 

Questo viaggio porta ad un vero contatto con l’affascinante mondo del Bhutan. Si visitano i siti principali del Bhutan occidentale e i più importanti monasteri-fortezza, chiamati Dzong,  arricchendo l’itinerario con molte visite fuori dall’usuale circuito turistico e arrivando fino al Bumthang in occasione di due importanti Cham (festival), la regione centrale dove ebbe origine la cultura bhutanese, dove tra valli rigogliose che traboccano di storia si incontrano le radici della cultura e spiritualità di Druk Yul, come i bhutanesi chiamano la loro magica terra: il “Paese del Drago”.

 

Per delle immagini sui Cham del Bhutan, clicca qui .

Raggiunto il Bhutan in volo da Delhi si inizia con le visite di Paro, di Taktshang (il "nido della tigre" di Guru Rimpoce), di Drukyel e di Kyuchu Lhakhang, uno splendido tempio che risale all’VIII secolo. Ci si sposta quindi a Thimpu, la capitale, con il celebre palazzo di Trashichhoe ed altri importanti siti e, valicato il passo del Dochu, ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang ed a Punakha. Questo meraviglioso Dzong è il fulcro storico del Bhutan, sorge alla confluenza di due fiumi ed è la sede invernale del corpo monastico e del Je Khempo, l'abate capo del Bhutan. Dopo la visita di Wangdue si prosegue verso il passo del Pele andando ad esplorare la valle di Phobjikha, dove si trovano pasture di bambù nano, di cui van ghiotti gli yak, ed il bel villaggio di Gangte con un grande monastero Nyingmapa. Oltre il passo si giunge a Chendebji ed a Trongsa, un paese immerso tra foreste incontaminate dominato da un imponente Dzong; in questa regione si visita uno dei palazzi della dinastia reale, oggi trasformato in una scuola monastica, e un bucolico convento femminile. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei siti più antichi delle valli di Chumey e Choekhor e soprattutto nei due festival. Tornando nelle regioni occidentali ci si reca a Semtokha, all’eremo di Dzongdraka ed a Thimpu si vedono alcune botteghe artigiane.

 

Il viaggio prevede di essere in Bumthang quando avvengono i due festival più interessanti della regione, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu. Durante questi eventi, il cui nome più corretto è Cham,  si assiste ad un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Partecipare ad un Cham offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva.

 

Alcuni cenni sul Lhakang Drup di Jambay e sullo Tsechu di Paker

Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il Lhakang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è anche uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco eseguita nella prima notte del Cham e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio condotta da uomini del villaggio nudi, coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, nel corso delle giornate vengono eseguite molte danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, seguendo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.

 

Il Paker Tsechu è un altro Cham molto interessante, che si svolge nel piccolo cortile del tempio di un villaggio, Paker, e segue le forme tipiche degli Tsechu, un insieme di rappresentazioni che si ispira alla vita di Padmasambhava e ne espone alcuni degli insegnamenti. Parte della trama è dedicata alla purificazione dal demone del male con dei riti che spesso sono inclusi nel contesto del Sha-Na Cham, la danza dei “cappelli neri”. Pur essendo un Cham di villaggio, animato dal tipico folclore bhutanese, la qualità esecutiva è ottima in quanto danzatori, maschere e costumi provengono dal monastero di Nymalung, posto sul monte sopra il villaggio a circa mezz’ora di cammino – il luogo dove trovò rifugio il grande maestro Dilgo Kientsen quando fuggì dal Tibet, noto per la qualità spirituale dei monaci che vi risiedono.

 

Nota tecnica

In Bhutan a ottobre la stagione è secca, con cieli solitamente tersi – si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Le temperature minime possibili nel viaggio sono a Jakar, dove di notte ci possono essere anche solo 6 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Si trova anche dell’ottima birra di produzione locale, le stellette sono state date in questo caso alla “Red Panda”.

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Martedì 27 ottobre, partenza per Delhi  

Partenza in volo per Delhi; Amitaba utilizza voli Luftansa, Swiss o altre compagnie scelte dai viaggiatori. A Delhi, dove molti voli intercontinentali giungono nelle prime ore del mattino, è previsto di proseguire in transito per Paro. E’ anche possibile pernottare a Delhi, nel qual caso il corrispondente locale di Amitaba accoglie i viaggiatori all’arrivo e si occupa di quanto necessario fino alla ripartenza per Paro.

 

2°g.  28/10 Delhi - Paro  

Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 10.50 con arrivo a Paro alle 13.35; avvicinandosi al Bhutan dall’aereo si gode di una vista stupenda sull’arco himalaiano, dal Kanchedzonga al Chomolhari, e l’aeroporto è incastonato tra ripidi monti coperti di foreste. All’arrivo (l’altezza qui è di 2300 mt) si viene accolti dalla guida bhutanese che seguirà il viaggio; ci si sistema in hotel e si dedica il pomeriggio alla visita dello Dzong di Paro e del museo situato a Ta Dzong, una torre che lo sovrasta. Completa la giornata una breve passeggiata (c.a. 30 min.) al villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio.

 

3°g. 29/10 Paro 

Escursione al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.).

 

4°g. 30/10 Paro – Thimpu  

Ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un hotel nel centro della cittadina. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, ci si reca poi al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante; si completa la giornata con il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci.

 

5°g. 31/10 Thimpu – Punakha – Wangdue  

Si lascia Thimpu salendo alpasso di Dochu (3116 mt), dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten (reliquiari). La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove con una passeggiata di circa 30 min. che transita per un bel villaggio si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue per lo Dzong di Punakha (1250 mt), che riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan ed a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito utilizzano Punakha nei mesi più freddi dell’anno. Completata la visita si procede verso Wangdue, dove si visita l’imponente Dzong e ci si sistema in hotel; si percorrono in tutto circa 100 km.

 

6°g.  1/11 Wangdue – Trongsa  

Si prosegue il viaggio risalendo la strada verso est che sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri; giunti sulle creste dei monti con una deviazione verso sud si arriva alla valle di Phobjikha, dove su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso dei Santi bhutanese, che visse nel XV secolo. Rientrati sulla strada principale si prosegue valicando il passo del Pele (3390 mt) e transitando dal Chendebji Chorten. Arrivati a Trongsa (2180 mt) si vista lo Dzong e ci si sistema in un semplice hotel. La distanza tra Wangdue e Trongsa è di 129 km.

 

7°g. 2/11 Trongsa – Jakar  

Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del I e II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della lunga educazione per loro prevista. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita circa 80 giovani monache ed anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte verso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), il villaggio principale della regione dove ci si sistema in una buona guest house. La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km. In serata ci si reca nei pressi del tempio di Jambay per assistere alla cerimonia dell’arco di fuoco, quando la gente del villaggio sfida le fiamme in un allegro rito di purificazione. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione.

 

8°g.  3/11 Jakar: Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu 

Si dedica la giornata alla partecipazione ai due Cham (festival) che si svolgono a Jambay e Paker. Il monastero di Jambay è situato nei pressi di Jakar; Paker è posto all’ingresso della vicina valle di Chumey, a una mezz’ora di guida da Jakar, e si raggiunge con una brevissima passeggiata. Nel corso del soggiorno a Jakar si visiteranno anche il complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) e lo Dzong.

 

9°g.  4/11 Jakar – Wangdue  

Nella mattina si completano le visite e quindi si parte per Wangdue; lungo il percorso si sosta a Chendebji Chorten. Oggi si copre una distanza di quasi 200 km, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. A Wangdue sistemazione in hotel.

 

10°g.  5/11 Wangdue – Paro  

Lasciata Wangdue si risale il passo del Dochu; prima di Thimpu si visita lo Dzong di Semtokha, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung. In città si sosta per il pranzo e si visitano alcune botteghe artigiane. Si prosegue quindi per Paro, dove prima di andare in hotel ci si reca ad un prezioso villaggetto che si raggiunge con una breve passeggiata, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce.

 

11°g.  6/11 Paro – Delhi e volo di rientro  

Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 10.00. A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti.

 

Sabato 7 novembre, arrivo a destinazione

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