Informazioni utili

Da: domenica 14 aprile 2013A: giovedì 25 aprile 2013Durata: da 12 a 14 giorni

Estensione finale a: mercoledì 8 maggio 2013

Guida: Massimo 10 partecipantiPartecipanti: Alessandro Tsering Dorje

Costo: € 3400; fino al 28/2/’13, € 3250 (volo per Delhi eslcuso)

BHUTAN 2013: Festival di primavera in Bumthang; est: Trek in Sikkim

Il viaggio porta a due eventi di origine molto antica che rivelano l’anima più vera di Druk Yul, il Paese del Drago, un mondo ricco di mistero. Si prevede un massimo di 10 partecipanti con un percorso che tocca luoghi preziosi fuori dal circuito turistico e la visita di tutti i siti importanti da Paro a Jakar; e anche alcuni incontri con personaggi di riferimento.

Le radici culturali più antiche del Bhutan si incontrano nella regione centrale del Bumthang, dove permangono tradizioni antecedenti la costituzione nel XVII secolo del peculiare ordinamento basato sugli Dzong  voluto dallo Shabdrung. Il viaggio porta a due eventi molto interessanti che ne esemplificano al meglio bellezza e contenuti, lo Ura Yakchoe, ritratto anche nella Galleria fotografica, e un altro fuori dal calendario ufficiale che inizia al calar della notte con la cerimonia del Mewang (l’arco di fuoco). Lo Yakchoe secondo i saggi di Ura risale all’VIII secolo e viene ricondotto alla mistica figura di Guru Padmasambhava; non è stata invece trasmessa un’origine certa per l’altro, ma il fatto che abbia un inizio con uno sfondo fortemente sciamanico porta a ritenere che sia di poco successivo. Per entrambi poi la parte delle danze  contiene elementi comuni a tutta la vasta tradizione bhutanese, con l’incredibile ricchezza di costumi, forme, musiche e contenuti che è dato trovare solo in Bhutan.

Pema Sherub Dorji
Pema Sherub Dorji
 

L’itinerario prevede la visita dei siti più importanti compresi tra Paro, ad ovest, e Ura, il punto più orientale; il rientro è fatto in volo da Jakar (una novità del progresso!), alleggerendo così i trasferimenti in auto. Nel programma dettagliato che segue sono indicate le attività previste giorno per giorno.

 

Al termine si avrà la possibilità di proseguire col capogruppo italiano per il Sikkim, dove è previsto un trekking alla parete est del Kanchendzonga che segue un sentiero raramente battuto (anche per le difficoltà inerenti i permessi di accesso) che porta al Lago Verde, tra i monti altissimi che separano questa remota valle dal Nepal, al cospetto di una delle pareti glaciali più impressionanti del pianeta Terra.

 

Giullare fallico Piccolo Tulku Donna del Bumthang
Ura Yakchoe
Ura Yakchoe
Bumthang

Programma del viaggio

 

1°g.  Domenica 14 aprile, partenza per Delhi  

Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti voli giungono a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

 

2°g.  15/4 Delhi – Paro – Thimpu  

Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Ci si reca subito allo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e al museo posto nella torre sovrastante di Ta Dzong. Si visita anche il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Nel pomeriggio si raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, uno dei mitici siti di ritiro di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni.

 

3°g.  16/4 Thimpu  

Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e al vicino convento femminile.  Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; completa questa intensa giornata una visita al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci.

 

4°g.  17/4 Thimpu – Punakha  

Si sale presto al mattino al passo di Dochu, di 3166 mt, e si fa colazione lì presso un rifugio per avvantaggiarsi del momento panoramico migliore della giornata. Al Dochu, in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano, si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari) e anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha.

 

5°g.  18/4 Punakha – Trongsa  

Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Si valica il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, bello e anche importante perché è il luogo dove ha origine l’attuale dinastia reale; si alloggia in un semplice hotel.

 

6°g.  19/4 Trongsa – Jakar  

Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Proseguendo lungo la valle si arriva a Endu Choeling, anche questo un palazzo della dinastia reale. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida. Valicato il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valle di Chumey in Bumthang, tempo permettendo si potrà visitare Buli Lhakhang, un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. In questa zona, presso un sito particolarmente suggestivo, dopo il tramonto ha inizio un festival dalle antichissime origini, con la cerimonia dell’arco di fuoco. Tempi e modalità non sono ‘scritti’, è un evento fuori dal calendario ufficiale; ci si fermerà il tempo necessario per gustare con calma tutto quanto e quasi sicuramente si arriverà a Jakar molto tardi.

 

Karma Drubdey
Karma Drubdey

 

7°g.  20/4 Jakar  

In funzione degli orari in cui iniziano le danze più importanti del festival, che dista da Jakar meno di un’ora, verrà deciso dal capogruppo quando effettuare le visite nei dintorni; oggi sono previste sei esecuzioni, tra cui l’interessante danza dei Cappelli Neri (Sha-Na Cham). Nell’area di Jakar ci si recherà ai templi di Kurjey, considerati uno dei siti più sacri del Bhutan, il cui edificio più antico fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo. Tempo permettendo si sale a Petsheling Gompa, di scuola Nyingmapa fondato nel 1769 dalla prima incarnazione di Padtselling Tulku Rimpoce; l’attuale abate è la quarta manifestazione e se sarà presente al monastero ci riceverà. Il sito offre anche un bel panorama sulla valle del Choskor.

 

8°g.  21/4 Jakar – Ura  

Si parte per il bel villaggio di Ura dove oggi hanno inizio le celebrazioni dello Ura Yakchoe; la distanza è di 50 km, circa un’ora e mezza, e in funzione di come si svolgerà l’evento verrà deciso l’orario dal capogruppo. Se si ha del tempo disponibile si effettuano alcune visite nella valle di Choskor. A Ura l’evento inizia con una processione con cui vien portata al tempio la preziosa statua di Vajrapani che secondo la tradizione orale Guru Padmasambhava lasciò per proteggere il villaggio quando, nel lontano VIII secolo, lo ebbe liberato dalla peste. In serata viene eseguita un’interessante cerimonia a scopo esorcistico nel tempio, mentre nel cortile divampano dei falò e vengono eseguite delle particolari danze. Si alloggia presso la casa dell’abate; un luogo molto spartano ma assolutamente unico, posizionato in modo eccellente tra le persone che conducono l’evento.

 

9°g.  22/4 Ura – Jakar  

Si segue lo svolgimento del Cham per tutta la mattina; si rentra quindi a Jakar. Qui si utilizza il resto del tempo per alcune visite (che potrebbero essere in parte anticipate al giorno precedente). Il primo sito è Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nella giornata di domani, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi Tamshing, il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti. Tempo permettendo, ci si reca al piccolo, antico tempio di Konchogsum.

 

10°g.  23/4 Jakar – Paro  

Si prende un volo interno della Druk per Paro, che parte alle 8.25 con arrivo alle 9.25. Arrivati, si procede subito verso nord per recarsi al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

 

Per chi rientra:

 

11°g.  24/4 Paro - Calcutta - Delhi e volo di rientro   Il volo per Calcutta parte alle 7.20 con arrivo alle 8.00; il capogruppo da qui prosegue per il Sikkim. Si resta in aeroporto e ci si imbarca sul volo per Delhi (orario da confermare). A Delhi è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale  di Amitaba; si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza.

 

12°g.  Giovedì 25 aprile, arrivo adestinazione

 

Petsheling Kanchendzonga
Petsheling
Kanchendzonga

Per chi si reca in Sikkim:

 

11°g.  24/4 Paro – Puntsholing  

Si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Dopo la visita si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan.

 

12°g.  25/4 Puntsholing – Gangtok  

Si entra in India nello stato del Bengala e dopo un tratto si arriva in Sikkim, dove si seguono le tortuose strade tra i monti coperti di foreste che portano a Gangtok, capitale dello stato. Si alloggia presso l’hotel Tibet o simile e si incontrano i compagni di viaggio giunti dall’Italia per il trekking al Kanchendzonga.

 

13°g. – 24°g. (26/4 – 7/5) Vedi programma “Sikkim: alle falde del Kanchendzonga, trekking al lago Verde”.

 

14°g.  Mercoledì 8 maggio, arrivo a destinazione

 

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