Informazioni utili

Da: mercoledì 25 marzo 2015A: martedì 7 aprile 2015Durata: da 14 a 17 giorni

Estensione finale a: sabato 11 aprile 2015

BHUTAN 2015: Folclore di primavera - Paro, Gasa e Dzongdraka

Paro Tsechu

Paro Tsechu

Gasa Tsechu

Dzongdraka

Gasa Tsechu

 

In Bhutan l’inizio della primavera, quando i monti iniziano a colorarsi con la fioritura dei rododendri, è un momento ricco di importanti eventi e ricorrenze. Il viaggio percorre luoghi e valli toccando tutti i siti principali e altri meno conosciuti, ma importanti per i bhutanesi, ed è impreziosito dalla partecipazione a tre affascinanti festival (Cham). Il primo, tra i monti a nord di Punakha: una nuova strada consente ora di raggiungere coi mezzi il remoto Dzong di Gasa, dove per lo Tsechu confluisce molta gente dell’etnia Layap; l’evento è particolarmente suggestivo e ancora poco frequentato dal turismo. Nella parte finale del tour si seguono le fasi più importanti del grande festival di Paro, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. L’ultima giornata nel Paese del Drago si trascorre a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento fuori dal calendario ufficiale, molto ben svolto ma con una partecipazione fortemente rurale, con un’atmosfera vicina a quella di una grande festa in famiglia.

 

Un cenno sui Cham del Bhutan

(Per delle immagini sui Cham bhutanesi)

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.

E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

Estensione in Nepal

Al termine del tour in Bhutan è prevista un’estensione in Nepal, dove si incontreranno sia l’anima storico artistica che quella più bucolica che ancora può offrire la valle di Katmandu, grazie anche a un breve percorso a piedi (2 ore, che chi preferisce potrà comunque evitare) tra Namoboudha e Panauti. Ornata dalle tre antiche capitali (Baktapur, Patan e Katmandu) e costellata da innumerevoli luoghi di culto, la valle di Katmandu si apre come un prezioso mandala tra le vette della catena himalaiana e le giungle del subcontinente indiano. Le religioni animista, induista e buddista qui vengono praticate da millenni senza soluzione di continuità e senza aver subìto, a differenza dell’India, le distruzioni perpetrate dagli invasori musulmani. La fitta trama di relazioni intessuta tra gli dei, i demoni ed i guru che l’hanno popolata nel corso dei secoli è tutt’ora riflessa nel tantrismo, il peculiare indirizzo rituale qui sviluppato dalle due grandi religioni indiane, che offre una spettacolare ed illuminante fioritura di manufatti artistici in pietra, legno e metallo, frutto anche della raffinata abilità rappresentativa degli artisti Newari.

 

Nota tecnica

In Bhutan a fine marzo / inizio aprile il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse a Gasa, situata a 2700 mt, con massime di circa 18 gradi e minime che possono arrivare anche a 3 gradi, mentre a Paro e Thimpu le minime notturne possono arrivare fino a 6 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Gasa, nel cuore dei monti a nord di Punakha dove non esistono strutture ricettive, si prevedono tre notti di campo. Vengono utilizzate tende a due posti o singole per chi ha scelto questa opzione, tenda comune per i pasti e tende per i servizi; il campo viene allestito dai nostri assistenti e viene trovato già pronto all’arrivo a Gasa; i pasti al campo vengono preparati da un cuoco professionista. Vengono forniti i materassini ma non il sacco a pelo; chi ne avesse necessità, avvisando per tempo, potrà noleggiarlo localmente. Anche in Nepal il clima previsto è ottimo, con temperature intermedie tra quelle previste per Paro e Punakha.

 

Paro Dzong Dochu La Taktshang
Paro Dzong
Dochu La
Taktshang

 

 

Programma del viaggio

1°g. Mercoledì 25 marzo, partenza in volo per il Nepal  

2°g. 26/3 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan.

3°g. 27/3 Katmandu – Paro - Punakha  
Il volo per Paro parte alle 9.25 con arrivo alle 10.40 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Dal piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso  che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dopo pranzo si prosegue verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Ci si accomoda in un hotel posto sui colli nei pressi di Punakha.

4°g. 28/3 Punakha – Gasa
Si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Al termine, si prosegue per un tratto verso nord e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sui monti sopra la valle del Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Rientrati a valle, si seguono le acque cristalline del possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa. Qui si troverà il campo già allestito e si viene accolti con un buon tè nella tenda comune.

5°g. – 6°g (29 – 30/3) Gasa Tsechu  
Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet e includono il territorio di Laya. Per il Cham scendono fin qui folti gruppi di questa popolazione, le cui donne si riconoscono dal peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang. Il programma degli eventi non è del tutto  “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale e alloggia presso lo Dzong. Quindi si seguono gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Il fulcro del Cham è lo Dzong, ma alcune celebrazioni vengono eseguite a volte nel Lhakhang, sul monte sopra il villaggio. Il 30/3 al mattino viene esposta nello Dzong la gigantesca tanka dello Shabdrung, l’attesa cerimonia del Thongdrol. Si trascorrono qui due giornate, potendo godere di quanto di più bello e magico Druk Yul, il Pease del Drago, ci possa offrire.

7°g. 31/3 Gasa – Punakha  
Si lascia il villaggio di Gasa, molto probabilmente a malincuore… Si raggiunge gradatamente il fiume e seguendone le acque purissime si torna a Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata.  Dopo pranzo si effettua un’escursione sui monti a ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle regine del IV re del Bhutan.

8°g. 1/4 Punakha – Thimpu  
Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu e arrivando a Thimpu. Dopo pranzo si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città si visita il grazioso convento femminile e il parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan. Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan.

9°g. 2/4 Thimpu – Paro  
Ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; quindi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove  spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Prima del pranzo si visiteranno anche alcuni centri artigianali. Si parte poi per la valle di Paro, dove si sale a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si prosegue per Paro, un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si alloggia in un hotel poco oltre il paese.

10°g. 3/4 Paro (esc. a Taktshang)  
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

11°g. 4/4 Paro Tsechu  
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

12°g. 5/4 Paro, Dzongdraka Tsechu  
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale; nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. La prima parte dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra la villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è particolarmente rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite e i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e nel pomeriggio si rientra verso Paro; prima di recarsi in hotel si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi.

 

Per chi rientra:

13°g. 6/4 Paro – Katmandu e volo di rientro  
Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). Si segue il programma dei partecipanti che eseguono l’estensione fino a che ci si trasferisce in aeroporto per il volo di rientro.

14°g. Martedì 7 aprile, arrivo a destinazione

 

Baktapur Pashupatinath Bodnath
Baktapur
Pashupatinath
Bodnath

 

Per chi segue l’estensione:

13°g.6/4 Paro – Katmandu  
Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida locale, che parla anche italiano. Si iniziano subito le visite dal sito, vicinissimo all’aeroporto, di Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù dedicato a Shiva posto lungo le rive del fiume Bagmati. E’ un luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu, e l’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume, di fronte al tempio di Shiva, avvengono le cremazioni. Ci si reca quindi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen e il “monastero bianco” Ka-Nying, di tradizione Kagyu e Nyingma, fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si alloggia presso l’hotel Vajra, già utilizzato all’arrivo.

14°g. 7/4 Katmandu – Namoboudha  
Si inizia la giornata esplorando il centro storico di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Completate le visite ci si reca a Namoboudha, posto a circa 1700 mt ad est di Katmandu, un sito molto panoramico da cui si vede il mitico Gauri Shankar; è un luogo di pellegrinaggio buddista dove attorno al sacro Chorten si trova un piccolo villaggio e, nei pressi, un bel monastero: secondo la tradizione fu qui che l’Illuminato in una precedente incarnazione donò il suo corpo ad una tigre affamata. Si alloggia presso il Kanodanda Resort (namobuddharesort.com).

15°g. 8/4 Namoboudha – Panauti – Baktapur – Katmandu  
Una bella passeggiata che attraversa diversi villaggi porta con meno di due ore di cammino a Panauti; chi preferisce, può comunque giungere fin qui con il pulmino. Panauti è una interessante cittadina medioevale; nella piazza centrale di Durbar si trova il tempio a pagoda di Indreswor, che risale al XIII secolo, un luogo che è meta di pellegrinaggio per gli induisti. Dopo la visita si raggiunge Baktapur, la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Completate le visite si prosegue per Katmandu, dove si alloggia presso l’hotel Vajra.

16°g. 9/4 Katmandu (Budanilkantal, Patan) 
Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. Completate le visite si rientra in hotel; il resto della giornata è libero – chi è interessato potrà raggiungere con una breve passeggiata la vicina ‘collina delle scimmie’, dove si trova l’antichissimo Stupa di Swayambunath.

17°g. 10/4 Katmandu e volo di rientro  
Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggioci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti.

18°g. Sabato 11 aprile, arrivo a destinazione

Chiudi ×