Informazioni utili

Da: domenica 18 ottobre 2015A: sabato 31 ottobre 2015Durata: da 14 a 17 giorni

Estensione finale a: martedì 3 novembre 2015

BHUTAN 2015: Genekha Tsechu e festival del Bumthang

Jambay, Mewang

Taktshang

Jakar, ragazza

Tamshing, affresco

Paker Tsechu

 

Il Bhutan è un paese himalaiano con caratteristiche e qualità uniche; il viaggio nasce mettendo a frutto i molti anni di esplorazioni ed esperienze di Amitaba ed è condotto da Teresa Bianca, ottima conoscitrice della cultura locale, che lo ha visitato più volte ed ha seguito un percorso simile lo scorso anno. Si è cercato di avvicinarne l’affascinante mondo culturale e di comporre un itinerario che portasse nei luoghi giustamente famosi ed anche in siti preziosi ma sconosciuti ai visitatori, vicini alla realtà più intima di un mondo rivestito da un sofisticato esoterismo. Si incontrano tre festival, iniziando dallo Tsechu di Genekha, un evento fuori dal calendario ufficiale con poca frequentazione turistica con interessanti danze rituali in costume e, raggiunto il Bhutan centrale, si seguono le celebrazioni di Jambay, con la cerimonia dell’arco di fuoco (il Mewang) e la danza notturna, e lo Tsechu di Paker, che si svolge in un grazioso villaggio con rappresentazioni ottimamente eseguite dai monaci di Nimalung. Rientrati in Nepal, chi è interessato potrà seguire un’estensione che prevede la visita di molti dei siti più belli della valle di Katmandu.

 

Per delle immagini sul Bhutan, vedi la Galleria;per informazioni generali, vedi Bhutan.

 

Drakarpo Jakar e Dzong Kuengarupten
Drakarpo
Jakar e Dzong
Kuengarupten

 

Il programma prevede di raggiunge il Bhutan in volo dal Nepal; si segue un itinerario completo che copre le regioni occidentali e centrali del Paese, come descritto nel programma dettagliato. In sintesi, i punti salienti: si visitano i siti principali da Paro fino al Bumthang con i grandi Dzong di Paro, Trashichhoe, Punakha, Trongsa, Jakar e includendo Gangte Gompa nella valle di Phobjikha; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese, e antichi, come Kyuchu, Jambay e Tamshing; siti culturalmente importanti come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley; e luoghi contemplativi come l’eremo di Drakarpo e le scuole monastiche di Kuengarupten e Buli Lhakang.

 

La partecipazione agli Tsechu di Genekha e Paker e al Jambay Lhakhang Drup apre uno spiraglio importante sulla complessa realtà culturale del Bhutan. Come accennato nelle note che seguono, origini e stili di questi tre Cham sono molto diversi, con lo Tsechu che è più vicino ai dettami dell’attuale tradizione monastica, con un’enfasi sul lignaggio nobile degli insegnamenti di Dharma e la storia della loro affermazione, mentre nel Lhakhangh Drup si individuano più facilmente forme arcaiche legate in modo ancora più diretto all’esorcizzazione della negatività e delle difficoltà dell’esistenza. Accomuna gli eventi la coralità con cui la gente vive i contenuti dei valori tradizionali e religiosi, con una partecipazione intensa ma gioiosa; l’aspetto conviviale degli incontri, al cui contorno si svolgono tantissime attività, come piccoli commerci, giochi anche d’azzardo, serene bevute e picnic di famigliari, a volte anche supera il complesso significato esoterico che viene esposto, che è comunque sempre mitigato dal sorriso e dal gioco dei bimbi all’intorno.

 

Rientrati in Nepal vi è la possibilità, da noi assolutamente raccomandata, di seguire un’interessante estensione che prevede di trascorrere tre notti a Katmandu per una visita guidata ai siti principali: alle tre capitali (Katmandu, Patan e Baktapur), ai luoghi di maggior intensità spirituale (Bodnath e Pashupatinath) e anche a due bei villaggi storici, Kitipur e Changu Narayan.

 

Una nota tecnica

In Bhutan a ottobre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile è a Gangte dove di notte si può anche arrivare a5°C, mentre qui la massima può essere di circa 20; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei confortevoli pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….

A Katmandu il clima è più caldo e anche qui la stagione è secca; visite e spostamenti in Nepal si effettuano utilizzando un pulmino privato. Per le visite nella valle di Katmandu ci si avvale di una nostra guida locale che parla molto bene l’italiano; in Bhutan oltre a Teresa Bianca accompagna il gruppo una guida locale che parla la lingua inglese.

 

Un cenno sui Cham e sul Lhakhang Drup in particolare

(vedi anche “Cham")

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva.

Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il tema a Genekha e Paker è l’evocazione della mitica figura di Padmasambhava, o Guru Rimpoce, con diversi aspetti dei suoi insegnamenti ed episodi tipici in ognuno dei due eventi, con lo scopo primario di purificare le interferenze e gli ostacoli sottili nella vita delle persone a cui vengono dedicate molte esecuzioni, tra cui  la celebre danza dei Cappelli Neri (lo Sha-Na Cham).

Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: il Macham o Mewang, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.

 

Paker Tsechu Dungtse Chorten Paker Tsechu
Paker Tsechu
Dungtse Chorten
Paker Tsechu

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Domenica 18 ottobre, partenza in volo per il Nepal  

2°g.  19/10 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio chi lo desidera può recarsi con una passeggiata a visitare il vicino Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle.

3°g. 20/10 Katmandu– Paro
Il volo di linea delle Druk Air per Paro in Bhutan parte alle 8.25 con arrivo alle 9.40 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito allo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo si effettua una breve escursione a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli che è diventato una scuola per giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro, prima di recarsi in albergo si vede il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi.

4°g.  21/10 Paro, escursione a Taktshang  
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati e dove solitamente si pranza. Per i più allenati, dopo la visita è possibile salire a Machi Phuk, un bel tempio tra le rocce, ed anche oltre. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Tempo permettendo, ci si potrà recare in paese per un giro tra i negozietti.

5°g.  22/10 Paro, Tsechu di Genekha - Thimpu  
Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante Cham di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le proprie attività e i piccoli commerci; il tutto regala una bella immersione in un folclore autentico. Si trascorre qui buona parte della giornata seguendo le diverse fasi dell’evento, immergendosi nella simpatica atmosfera del festival. Si prosegue per Thimpu (2320 mt), dove ci si reca direttamente al grandioso Trashichhoe Dzong, accessibile solo dopo le ore 16.30, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda quindi in hotel.

6°g.  23/10 Thimpu – Punakha  
Prima di lasciare Thimpu si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e il convento femminile; si parte quindi per Punakha salendo al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si pranza nel rifugio vicino al passo e si inizia la discesa verso est che, tra scenari grandiosi, porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...pare anche gli stranieri! Ci si accomoda in hotel a Punakha.

7°g.  24/10 Punakha – Gangte  

Si visita lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con un seguito di circa 1600 monaci nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Gangte; si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang (sfortunatamente devastato nel 2012 da un incendio) posto su di un monte che domina il fiume e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento arboreo delle foreste, formate nelle parti più elevate di gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak pascolare tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo; la quota qui è di 2830 mt.

8°g. 25/10 Gangte – Trongsa  
Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia in albergo.

9°g.  26/10 Trongsa – Jakar, riti notturni del Jambay Lhakhang Drup  
Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli novizi. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), il centro principale di queste regioni ricco di siti interessanti che dista 68 km, dove si alloggia in un semplice albergo. Ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu (visita del 21/10), che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Qui si potrà assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcuni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme sempre più furiosamente divampanti. È un rito di purificazione che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno leggermente ustionatoer chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale si sarà liberi per un intero anno da ogni possibile malattia.

10°g.  27/10 Jakar e Lhakhang Drup   
Oggi si seguiranno le parti più interessanti del festival che è in corso e si visiteranno i siti più importanti della valle. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), e all’antico tempio di Konchogsum.

11°g.  28/10 Jakar, Paker Tsechu – Trongsa   
Si riprende la strada che ci ha portati fin qui arrivando nella valle di Chumey, al cui ingresso si trova il grazioso villaggio di Paker. Oggi inizia lo Tsechu e si trascorre qui la mattina osservando l’evento. Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trongsa; prima di lasciare il Bumthang si visitano il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Quindi Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Valicato il passo dello Yotong si scende a Trongsa, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata.

12°g.  29/10 Trongsa – Paro  
Oggi si effettua la tappa di rientro verso ovest,  circa 250 km, allietatidai grandiosi panorami che richiede circa 7 / 8 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando a  Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang, poi sempre verso ovest il pao di Dochu (3166) arrivando nella valle di Thimpu e quindi a Paro.

 

Per chi rientra:

13°g.  30/10 Paro - Katmandu e volo di rientro  
Ci si reca all’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.45 (orari da confermare). A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si avrà a disposizione un veicolo per recarsi in centro per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli parte in tarda serata con arrivo nella giornata successiva.

14°g. Sabato 31 ottobre, arrivo a destinazione

 

Patan Durbar Swayambunath Baktapur
Patan Durbar
Swayambunath
Baktapur

 

Per chi prosegue:

13°g.  30/10 Paro – Katmandu   
Ci si reca all’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.45 (orari da confermare). A Katmandu sono in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba e la guida locale che seguirà il programma dei prossimi giorni; trasferimento presso l’hotel Vajra, il medesimo utilizzato all’arrivo. Oggi si visita Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Al termine ci si reca al vicino villaggio storico di Kirtipur (il cui nome significa “città della gloria”). Fu una capitale minore dalla sua fondazione nell’XI secolo fino alla conquista Gurkha del XVIII; tra i diversi siti è molto bello il tempio di Bagh Bhairab, adiacente alla piazza centrale, e particolarmente interessante l’Uma Maheshwar, sulla cima del panoramico colle dove si notano anche sculture lignee fortemente erotiche.

14°g.  31/10 Katmandu: Pashupatinath, Bodanth, Durbar  
Ci si reca a Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; tempo permettendo ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti.

15°g.  1/11 Katmandu: Baktapur e Changu Narayan  
Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle.

16°g.  2/11 Katmandu e volo di rientro  
Giornata libera fino al trasferimento dall’hotel all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono in tarda serata con arrivo nella giornata successiva.

17°g.  Martedì 3 novembre, arrivo a destinazione

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