Informazioni utili

Da: domenica 21 marzo 2010A: venerdì 2 aprile 2010Durata: da 13 a 15 giorni

Estensione finale a: domenica 4 aprile 2010

BHUTAN e INDIA 2010: Gomkora e festival di Paro; estensione: Amritsar (India)

Gom Kora

 

Il viaggio prevede di raggiungere in volo Guwahati da Delhi e di seguire un percorso via terra che attraversa il Bhutan da est ad ovest, con una grandiosa visione d’insieme del paese. Si parteciperà a tre eventi del folclore bhutanese, ciascuno con caratteristiche peculiari e molto diversi tra loro, incontrando anche diversi gruppi etnici. Si percorrono le diverse regioni del Bhutan, godendo di una natura incontaminata che va dalle foreste tropicali del confine assamese ai boschi di rododendro himalaiano; si vedranno i principali Dzong ed i siti più antichi del paese; e si avrà anche modo di visitare alcuni luoghi pressoché sconosciuti, non inclusi nelle guide turistiche.

Si inizia andando da Samdrup Jonkhar a Trashigang, nell’estremo est del Bhutan, in occasione della ricorrenza di Gomkora, un festival dalle origini arcaiche che conserva le caratteristiche di una celebrazione della fertilità, seppur intessuto negli ultimi secoli da elaborati riti di carattere religioso, una ricorrenza che richiama i diversi gruppi etnici che abitano le aree circostanti. Si sarà presenti ai momenti salienti dell’evento, avendo però anche modo di visitare bene la stessa Trashigang ed il remoto villaggio di Tashyangtse.

 

Dopo Gomkora inizia il percorso che porta pian piano verso ovest arrivando a Mongar e da qui, oltre l’alto passo del Trumshing, nella regione centrale del Bumthang, dove si visitano Ura e Jakar, un villaggio che è il centro amministrativo principale. Proseguendo, si arriva allo Dzong di Trongsa, a Chendebji Chorten e, oltre il passo del Pele, nel Bhutan occidentale, giungendo nella grande vallata di Wangdi Phodrang e Punakha, che è considerato il sito storico più bello ed importante del paese.

 

Un ultimo passo porta poi a Thimpu, la capitale, dove si ammirano i siti principali, e da qui ci si sposta a Paro, arrivando nel momento saliente del grande Cham, l’evento più celebre del ricco calendario bhutanese. Oltre a questa grandiosa ricorrenza si avrà l’opportunità di partecipare ad un festival di villaggio, di antichissima origine ma fortunatamente non incluso nella lista ufficiale, a cui attendono pochi visitatori stranieri; o, in alternativa, di eseguire la visita di Taktshang, il famosissimo “nido della tigre”. Si parte quindi in volo da Paro per Delhi.

 

Un cenno sui Cham del Bhutan

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.

E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

Nota tecnica

In Bhutan a fine marzo il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang ed a Paro, dove di notte si possono avere anche solo 5 gradi, mentre le massime previste sono a Trashigang, dove si può arrivare fino a circa 25 gradi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; nelle regioni orientali sono piuttosto spartani, mentre man mano che ci si sposta verso ovest la qualità migliora. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Domenica 21 marzo, partenza per Delhi  

All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile.

 

2°g. 22/3 Delhi – Guwahati - Samdrup Jonkhar  

Il volo per Guwahati parte da Delhi alle 10.15 ed arriva alle 12.25 (orario da confermare). Giunti in Assam si prosegue il viaggio verso il confine bhutanese, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine ci si accomoda nel nostro primo alberghetto bhutanese.

 

3°g.  23/3 Samdrup Jonkhar – Trashigang  

La strada per Trashigang serpeggia tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda (la migliore disponibile, con stanze con servizi privati) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata.

 

4°g.  24/3 Trashigang – Gomkora (festival) – Tashyangtse  

Il tempio di Gomkora è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. E’ un sito tranquillissimo tutto l’anno che per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang ed altre etnie minori. Il programma non è sempre fisso, è un evento vivo che di volta in volta presenta delle varianti: nella giornata di oggi si prevedono diverse cerimonie nel tempio, alcune danze in costume e la celebre “danza dello yak”. La gente fa ressa per visitare la fonte d’acqua che si dice sia stata fatta sgorgare dal grande Guru; ma il festival è anche un’occasione di incontro per i giovani, che giungono qui con la speranza di trovare un’anima gemella, se non per la vita, almeno per il festival… Tutti eseguono innumerevoli volte la circumambulazione del sito, fino a tarda notte, secondo le regole di una antica tradizione; attorno alla zona sacra vi sono tantissimi banchetti che offrono cibi, birra, chang e merci, oltre ad un gran numero di diversi giochi d’azzardo – che prevedono piccole puntate – a cui i bhutanesi non sanno assolutamente rinunciare: non di rado si vedono anche i monaci impegnati nelle scommesse! L’insieme è così molto folcloristico e vivace, ben diverso da quanto troviamo nelle grandi celebrazioni dei grandi Dzong, che sono molto più formali. Nel primo pomeriggio si procede alla volta di Tashyangtse, seguendo una strada che offre panorami particolarmente belli e selvaggi; il tempo di percorrenza è di circa due ore. Si visitano il vecchio Dzong che risale al 1656, situato su di un colle che si erge nel centro della valle prima del paese, che oggi ospita una scuola monastica, il famoso stupa di Chorten Kora costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso,  il nuovo Dzong amministrativo ed il tempio di Rinchengang. Ci si accomoda in una locanda, la migliore disponibile; sempre con stanze dotate di servizi.

 

5°g.  25/3 Tashyangtse – Gomkora (Thongdrol) – Mongar 

Si parte presto per tornare a Gomkora: verso le 8 del mattino si svolge infatti la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Seguono poi varie rappresentazioni di danze in costume e maschere, di cui la più importante rappresenta le otto manifestazioni di Guru Rimpoce. Nel pomeriggio si parte per Mongar, seguendo il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo.

 

6°g.  26/3 Mongar – Jakar  

Jakar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Da Mongar si scende fino al fiume Kuru (650 mt) e da qui ci si inerpica pian piano osservando diversi tipi di ambienti arborei, dalle foreste tropicali ai boschi di rododendri e pini himalaiani, seguendo la strada che in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime fino al passo di Thrumshing. Si arriva a 3750 mt, il punto più alto di tutto il percorso; con il tempo limpido si godono spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo verso il Bumthang si visita il villaggio di Ura, dove si trova un bel tempio, e, arrivati a Jakar ci si accomoda in albergo, piuttosto semplice ma pulito e caratteristico. A Jakar si visita Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. Se si avrà tempo sufficiente ci si reca poi a Kurjey ed a Tamshing.

 

7°g.  27/3 Jakar – Wangdi Phodrang  

Visita dello Dzong di Jakar e partenza per Trongsa (68 km) attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), dove si trova uno Dzong bello ed importante, il luogo di origine dell’attuale dinastia reale. Si prosegue quindi verso il passo del Pele (3390 mt), da dove si scende fino a Wangdi Phodrang (1250 mt), che dista 129 km. Prima del valico si incontra il bellissimo sito di Chendenbji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in un comodo hotel.

 

8°g.  28/3 Wangdi Phodrang - Punakha – Thimpu  

Si inizia la giornata con la visita dello Dzong e si prosegue quindi risalendo il corso del fiume fino a Punakha (21 km), il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Thimpu (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa verso Thimpu (2320 mt) è più breve e presto si arriva nella cittadina, capitale del Bhutan, dove ci si accomoda in un hotel del centro, ben posizionato anche per visitare i negozietti nei dintorni. Per completare questa bella giornata, chi vuole può recarsi col capogruppo al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra l’abitato, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci.

 

9°g.  29/3 Thimpu – Paro  

Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si proseguono le visite andando a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Si parte quindi per Paro, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore. Nella vallata di Paro con una breve deviazione si raggiunge il monastero di Itica e da qui in circa mezz’ora a piedi si arriva all'eremo di Takabu Lhakhang, attribuito a Guru Rimpoce, dove risiede una piccola comunità. Giunti a Paro ci si sistema in hotel.

 

10°g.  30/3 Paro, il grande Cham  

Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

 

11°g.  31/3 Paro, Cham di villaggio o Taktshang  

Per la giornata di oggi i partecipanti potranno scegliere tra due diversi programmi. Il primo prevede di recarsi ad un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. Si utilizza il resto della giornata percorrendo la strada per Haa, che sale attraverso magnifiche foreste dai 2300 mt del fondovalle a circa 3300 metri, dove si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Rientrati a Paro con una breve passeggiata si raggiunge il villaggetto di Drangchok, dove si trova un antico tempio. La seconda opzione conduce a nord di Paro dove si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Per i più allenati è possibile andare anche all’eremo di Machi Phuk ed al tempio di Zangtopelri. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita, come per Jambay Lhakhang a Jakar, al re tibetano Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

 

Per chi rientra:

12°g.  1/4 Paro – Delhi  

Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 10.00 (orario da confermare). Il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari e dal Kanchendzonga fino al Makalu ed all’Everest. A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro.

 

13°g.  Venerdì 2 aprile, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue:

12°g. 1/4 Paro – Delhi – Amritsar  

Giunti a Delhi si ha a disposizione un veicolo con autista per una visita della città ed alle 16.30 si prende il treno per Amritsar, utilizzando carrozze con aria condizionata. L’arrivo è previsto alle 22.35; si alloggia presso l’hotel Ritz.

 

13°g. 2/4 Amritsar  

Visita delle cittadina; si trascorre la gran parte del tempo al grandioso Tempio d’Oro, il centro principale della religione Sikh, un sito famoso per la sublime atmosfera di pura spiritualità che lo pervade, con la dolce salmodia del Guru Grant che sembra sospesa alle acque del laghetto interno. Alla sera si assisterà alla cerimonia della chiusura del confine col Pakistan a Wagha, un evento che ha assunto tutte le connotazioni del folclore indiano.

 

14°g.  3/4 Amritsar – Delhi  

Il treno per Delhi parte alle 5.10 del mattino con arrivo alle 11.15. Se si preferisce è possibile arrivare a Delhi in aereo, nel qual caso il costo (massimo € 120) va pagato come extra. A Delhi si ha a disposizione un veicolo con autista per completare le visite della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale .per il volo di rientro

 

15°g.  Domenica 4 aprile, arrivo a destinazione

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