Informazioni utili

Da: sabato 19 marzo 2016A: domenica 3 aprile 2016Durata: 16 giorni

BHUTAN e SIKKIM 2016: Da Paro al Kanchendzonga

Paro Tsechu

Paro, Thongdrol

Dzongdraka

Trashichhoe Dzong

Dechen Podrang

 

Il viaggio porta in due regioni himalaiane che preservano mondi etnici e culturali di estremo interesse. Si giunge in Bhutan in occasione della ricorrenza più famosa, lo Tsechu di Paro, e il tour prevede la visita dei siti più importanti della regione occidentale da Takshang (il ‘nido della tigre’) allo Dzong di Punakha. Si toccano alcuni luoghi speciali, fuori dai percorsi turistici, e si partecipa anche ad un interessante e ben eseguito festival rurale fuori dal calendario ufficiale che si svolge in un pittoresco villaggio, dove i visitatori sono rari. Si prosegue quindi per l’India via Puntsholing arrivando nella storica cittadina collinare di Kalimpong e da qui in Sikkim, dove si segue un itinerario che tocca tutti i siti principali e include mete meravigliose, note ai pochi conoscitori di quest’area.

Per delle immagini sui luoghi del viaggio: Bhutan Occidentale, Paro e Dzongdraka, Sikkim; per informazioni generali: Bhutan, Sikkim. 

 

Sikkim, Kabi Sikkim Tashiding Gompa
Sikkim, Kabi
Sikkim
Tashiding Gompa

 

In Bhutan l’inizio della primavera, quando i monti iniziano a colorarsi con la fioritura dei rododendri, è un momento ricco di importanti ricorrenze. Si seguono le fasi più importanti del grande festival di Paro, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. Un alto intenso incontro culturale si avrà a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento con una partecipazione fortemente rurale, dove le coloratissime processioni lungo i bordi rocciosi del monte si intrecciano con un’atmosfera simile a quella di una grande festa in famiglia. Oltre a questi intensi momenti d’incontro si visitano i siti più importanti delle vallate di Paro, Thimpu e Punakha estendendo l’itinerario anche a luoghi meno conosciuti, ma importanti per i bhutanesi, come l’eremo di Drakarpo, Yoeto Gompa ed altri.

Giunti al confine con l’India a Punsholing si seguono per un tratto verso ovest le propaggini dell’Himalaia e si sale quindi a Kalimpong, una cittadina collinare con un lungo passato coloniale. Si prosegue da qui per Gangtok, la capitale del Sikkim posta a circa 1700 mt, nelle cui vicinanze è situato il monastero di Rumtek, il sito buddista principale della regione. A nord di Gangtok si visita l’area di Phodang, con villaggi e monasteri fuori dal tempo poco toccati dal turismo. Un piacevole trasferimento verso ovest porta poi a Yuksom, l’antica capitale della regione, con il sito di Tashiding e il lago sacro di Kancheopari, conosciuto come il “lago che esaudisce i desideri”, e quindi a Pelling, dove tra una natura impareggiabile sopra cui occhieggiano le vette glaciali del Kanchendzonga si trovano gli interessantissimi monasteri di Sangacholing e Pemayangste e. Si prosegue quindi verso sud visitando Darjeeling, una simpatica cittadina di origine coloniale ben posizionata sulla vetta dei monti (2134 mt), e da qui si rientra a Bagdogra proseguendo per Delhi in volo.

 

Nota tecnica

In Bhutan e in Sikkim tra fine marzo ed inizio aprile il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse del viaggio a Paro in Bhutan, dove le minime stagionali notturne possono arrivare a 4°c.; a Gangtok in Sikkim le minime stagionali sono di circa 9°c.. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi e in Sikkim auto tipo Innova o Tata. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. In Sikkim la cucina è indiana con diversi piatti internazionali spesso disponibili negli hotel. 

 

Punakha Dzong Chile Gompa Drakarpo
Punakha Dzong
Chile Gompa
Drakarpo

 

Un cenno sui Cham del Bhutan

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.

E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

Alcune note sul Sikkim

Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. A est le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra fine maggio e agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, e a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale.

In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti a un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo. 

 

Sikkim, Yuksom Chile Gompa Paro Tsechu
Sikkim, Yuksom
Chile Gompa
Paro Tsechu

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.  Sabato 19 marzo, partenza in volo per Delhi  
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

2°g.  20/3 Delhi – Paro – Thimpu 
Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. A Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si viene accolti dalla guida locale e si parte con un pulmino provato per Thimpu, capitale e centro amministrativo che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dista circa 65 km, un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, il Pedling o il Galingkha, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. Dopo pranzo ci si reca a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, il grazioso convento femminile e il grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, sede del governo, del trono del re e sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si completa la giornata con una visita del tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati.

3°g.  21/3 Thimpu – Punakha   Si lascia la cittadina verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Dopo pranzo si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri, posto sui colli nei pressi di Punakha.

4°g.  22/3 Punakha - Paro  
Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu; si visita nei pressi di Thimpu lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si reca allo Dzong per un primo sopralluogo all’area del festival e si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che rivela all’interno una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Dewachen o il Dekyed Resorts.

5°g.  23/3 Paro Tsechu  
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

6°g.  24/3 Paro, Dzongdraka Tsechu  
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale; nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. La prima parte dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è particolarmente rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite e i costumi molto belli. Si consuma qui un picnic e quindi si prosegue lungo la strada che porta a Haa salendo attraverso magnifiche foreste fino a circa 3300 metri, dove si imbocca una deviazione che si inerpica verso il convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace, che si raggiunge con una breve passeggiata.

7°g.  25/3 Paro (esc. a Taktshang)  
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

8°g.  26/3 Paro – Puntsholing  
Si salutano i compagni di viaggio che seguono il programma breve (Bhutan, festival di Paro) che oggi rientrano a Delhi. Si utilizza la mattina  per salire a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si parte quindi verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione presso l’hotel Laki, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan.

9°g.  27/3 Puntsholing – Kalimpong  
Si incontra la guida locale del Sikkim e si entra in India utilizzando i veicoli giunti da Gangtok. Si segue verso ovest il lembo meridionale dell’Himalaia per circa 130 km e giunti al villaggio di Sevoke si procede verso nord entrando di nuovo nelle montagne, Kalimpong dista da qui circa 45 km. Si alloggia all’Himalaya Hotel immerso in un bel giardino, piacevolmente arredato in stile coloniale; arriveranno qui nel corso della giornata anche i partecipanti che seguono il programma che si svolge solo in Sikkim (Alle porte del Kanchendzonga). Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale.

10°g.  28/3 Kalimpong – Rumtek - Gangtok
A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok (1700 mt), un percorso che richiede circa 3 ore. Prima di giungere a destinazione ci si reca all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. A Gangtok ci si sistema all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina.

11°g.  29/3 Gangtok 
Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo.

12°g.  30/3 Gangtok – Yuksom 
Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida.

13°g.  31/3 Yuksom - Pelling
Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse.

14°g.  1/4 Pelling – Darjeeling
La strada per Darjeeling (2134 mt) richiede circa 5 ore di guida attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste solcate da fiumi impetuosi. A Darjeeling si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale; ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano.

15°g.  2/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro
Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto.

16°g.  Domenica 3 aprile arrivo a destinazione

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