Informazioni utili

Da: sabato 8 aprile 2017A: domenica 16 aprile 2017Durata: Da 9 a 16 giorni

Estensione finale a: domenica 23 aprile 2017

 

Il viaggio giunge in Bhutan in occasione del grande festival di Paro, una ricorrenza giustamente famosa per la bellezza di danze e cerimoniali, di cui seguono i momenti più importanti con le processioni e l’esposizione del gigantesco Thongrol; è un momento di folclore molto bello, con tutti i partecipanti che sfoggiano stupendi vestiti tradizionali. Si completa questa interessante immersione nel mondo culturale bhutanese partecipando ad un evento fuori dal calendario ufficiale, in un bucolico villaggio ai bordi di falesie dove meditò Guru Rimpoce: un incontro con la gioiosa vita rurale di Druk Yul. Il tour prevede la visita della capitale, Thimpu, e dell’imperdibile Taktshang, il celebre "Nido della Tigre"; e nella valle di Paro si dedica una giornata alla visita degli eremi di Chile e Drakarpo, gemme stupende e profondamente spirituali tra gli immacolati monti himalaiani del Bhutan.

Al termine si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio con il capogruppo con il programma “Sikkim, regno himalaiano”, un tour completo delle vallate a ridosso del Kanchedzonga, da Rumtek a Gangtok, Tashiding e Pemayangtse che include anche le cittadine storiche di Kalimpong e Darjeeling.

 

BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba
Passo di Chile
Chomolhari verso Chile Gompa
Chile Gompa

 

 

Tappe

BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

I dettagli di questo stupendo viaggio sono indicati di seguito, nella descrizione dettagliata del programma. Per maggiori informazioni si trovano parecchie pagine ed anche immagini sul sito di Amitaba; alcuni suggerimenti: Druk Yul, Cham del Bhutan, Immagini del Bhutan, Immagini dei Cham. Per il Sikkim: Note generali e Immagini del Sikkim.

 

Un cenno sui cham del Bhutan

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.
E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba
Eremo di Drakarpo
Paro, Guru Tshen Gye
Darjeeling col Kanchendzonga

 

Nota tecnica

In Bhutan all’inizio di aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Le temperature minime notturne a Paro possono scendere anche a 5 gradi, mentre le massime previste sono 18°C. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….

 

Alcune note sul Sikkim

Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. A est le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra giugno e agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, e a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale.
In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti ad un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.

 

BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba BHUTAN: Festival di  Paro e cham rurale - Amitaba
Paro, lo Dzong
Cham a Dzongdraka
Monachella a Chile Gompa

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 8 aprile, partenza in volo per il Nepal  
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.

2°g.    9/4 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba (la guida parla l’italiano) e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan.

3°g.    10/4 Katmandu – Paro; esc. a Thimpu  
Il volo per Paro parte alle 10.20 con arrivo alle 11.45 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 "ottomila", tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Nel piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese e si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Nel primo pomeriggio si visitano Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; e Dechen Podrang, un palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Ci si reca quindi al grandioso Trashichhoe Dzong, incontrando la guida del viaggio ed i partecipanti giunti fin qui dal remoto Bhutan orientale. Nel grande Dzong vi sono la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Dopa la visita si rientra a Paro, dove ci si accomoda presso l’hotel Dewachen o il Rema Resort.

4°g.    11/4 Paro, il grande Cham  
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

5°g.    12/4 Paro: cham rurale di Dzongdraka  
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka tra i monti della valle di Paro, dove oggi si svolge un interessantissimo Cham rurale. Sono molto belle le processioni eseguite nella parte iniziale dell’evento, che si muovono a ridosso di una falesia dove meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava). Completati i cortei ed i cerimoniali che si svolgono tra l’eremo ed il tempio del villaggio, nell’area sovrastante iniziano le danze in costume; si consuma qui un picnic, mescolati all’allegra e rilassata comunità locale, dove molti non disdegnano delle sane bevute in compagnia, una situazione molto genuina e poco formale rispetto al festival di ieri. Si torna quindi a valle ed arrivati a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio.

6°g.    13/4 Paro: escursione a Chile, Yoeto e Drakarpo  
Si risalgono i monti del versante meridionale della valle di Paro arrivando fino al passo del Chile, a quasi 4000 metri di quota. Da qui parte un panoramico sentiero che porta in circa un’ora all’eremo di Chile, dove vive isolata tra i monti una piccola comunità di monache. Chi preferisse, può arrivare all’eremo anche partendo da sotto: una breve diramazione dalla strada del passo consente di arrivare alla base di una salita che richiede circa 40 minuti a piedi. Si consuma qui un picnic. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori.

7°g.    14/4 Paro: escursione a Taktshang   
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

 

Per chi rientra:

8°g.    15/4 Paro – Katmandu e volo di rientro  
Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 8.25 con arrivo alle 9.30; il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Everest e Cho Oyu fino allo Shisha Pangma: ben 5 degli ‘8000’, oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo si ha a disposizione fino all’imbarco sul volo di rientro un veicolo con autista per delle visite e un giro di acquisti (Pashupatinath e Bodanth sono vicinissimi all’aeroporto). Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite.

9°g.    Domenica 16 aprile, arrivo a destinazione

 

Per chi segue l’estensione “Sikkim, regno himalaiano”:

8°g.    15/4 Paro – Puntsholing  
Si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione presso il Druk o il Lhaki hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan.

9°g.    16/4 Puntsholing – Kalimpong  
Accompagnati dalla nuova guida locale e dall’autista giunti dal Sikkim si entra in India; giungendo dal Bhutan, che alcuni amano chiamare ‘Tirolo dell’Himalaia’, il cambiamento è notevole: poche centinaia di metri e si è immersi nella tipica confusione dell’India. Si segue il lembo meridionale dell’Himalia in direzione ovest per circa 130 km attraversando alcuni fiumi e, raggiunto l’impetuoso Tista nei pressi del villaggio di Sevoke, se ne risale il corso entrando di nuovo tra i monti in una regione che oggi è parte del Bengala Occidentale; si lascia quindi il fiume risalendo il versante orientale della grande vallata arrivando a Kalimpong, situata a circa 1200 mt. Si percorrono in tutto 175 km in 5 ore circa. Si alloggia presso l’Himalaya hotel, immerso in un bel giardino e piacevolmente arredato in stile coloniale, dove si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo questa parte del viaggio. Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale.

10°g.    17/4 Kalimpong – Rumtek - Gangtok  
A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok; si ridiscende al fiume e poco più a nord si incontra la confluenza con il fiume Ranjeet, che con il Tista delimita il confine meridionale dell’attuale territorio dello Stato del Sikkim. Si prosegue lungo il Tista entrando nel territorio sikkimese; si lascia la vallata di questo fiume verso nord est seguendo un affluente e con una deviazione sul versante occidentale della valle si arriva (in tutto 74 km di strada) all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. Si riparte per Gangotk (circa 20 km) tornando a valle e risalendo il versante opposto verso nord est; qui si alloggia presso all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina – la quota è di 1700 mt.

11°g.    18/4 Gangtok  
Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione della città.

12°g.    19/4 Gangtok – Yuksom  
Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang; la quota qui è di 1750 mt. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida.

13°g.    20/4 Yuksom - Pelling  
Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling (1500 mt) si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse.

14°g.    21/4 Pelling – Darjeeling  
La strada per Darjeeling (2134 mt), se pur vicina come distanza, richiede quasi 5 ore di guida; si inizia scendendo al fiume Ranjeet che score impetuoso ai piedi di Pelling e lo si segue verso sud attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste; si lascia il Sikkim rientrando nel Bengala Occidentale e si lascia il fiume per salire sulle creste dei monti incontrando piantagioni di tè ed arrivando a Darjeeling, dove si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale. Ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano.

15°g.    22/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro  
Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si procede per gli imbarchi internazionali per il volo di rientro. Amitaba predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti a Delhi con un piccolo costo aggiuntivo: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite.

16°g.    Domenica 23 aprile, arrivo a destinazione

Chiudi ×