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Da: venerdì 18 luglio 2003A: sabato 2 agosto 2003Durata:

INDIA HIMALAIA 2003: Zanskar, in occasione del Gustor di Karcha

Karcha Gompa, affresco

Il viaggio prevede di partecipare al grande festival dello Zanskar, il Gustor di Karcha, che si svolge nel principale monastero della regione. L’itinerario prevede di raggiungere e di rientrare a Leh da Delhi in volo, e, dopo una breve sosta, ci si reca in Zanskar utilizzando delle jeep. Si visitano, oltre ai principali monasteri dello Zanskar, i luoghi più interessanti ad ovest di Leh e dei dintorni. Dopo il rientro a Leh si avrà anche l’opportunità di recarsi al festival di Phyang.

E’ un itinerario eccezionale per persone dotate di un certo spirito d’avventura, che vogliano entrare nel cuore della cultura e della vita di uno dei popoli più isolati e interessanti della regione himalaiana. Infatti lo Zanskar è ancora raramente raggiunto dai visitatori per via della distanza e della logistica un po’ complessa – quasi tutto il viaggio si fa utilizzando dei campi, ma la parte a piedi è minima e limitata alle visite, come per l’escursione a Dzongkul.

 

Lo Zanskar è la regione più remota dell’Himalaia indiano, raggiungibile con mezzi meccanici per pochi mesi all’anno. L’unica via di accesso è una mulattiera carrabile bloccata dalla neve anche per 9 mesi consecutivi che risale le acque del fiume Suru, un affluente dell’Indo, sfiorando maestosi ghiacciai che scendono da vette che superano i 7000 mt. L’isolato monastero di Rangdum, posto al centro di una valle disabitata di inimmaginabile bellezza, spazia sulle pasture degli yak coperte da milioni di stelle alpine e segna la transizione culturale dal mondo dell’islam alla cultura del buddismo tibetano. Oltre ancora, il passo del Pensi La, di circa 4400 mt, si apre sulle distese glaciali del misterioso massiccio himalaiano del Sickle Moon e sulla valle dello Zanskar. In questo remoto territorio la vita è durissima, per riuscire a coltivare un po’ di tsampa e piselli bisogna spargere della terra sulla neve per velocizzarne lo scioglimento, altrimenti la breve estate non riesce neppure a far maturare il celebre cereale del Tibet! La durezza delle condizioni paradossalmente non sembra però togliere la serenità e il sorriso aperto della gente che si incontra, forse perché ispirata da una profondissima fede religiosa. Lo Zanskar nella storia ha avuto dei momenti d’indipendenza, ma generalmente è stato un territorio legato alle sorti del regno del Ladakh, con un’autonomia di fatto regalatagli dall’isolamento. Nel villaggio di Zangla risiede ancora il re di questo piccolo feudo himalaiano, un vecchio rispettato e autorevole grazie al carisma personale, ma senza poteri oggettivi.

 

Il Gustor, festival di Karcha

Il villaggio di Karcha, posto ai bordi dei monti che contornano il versante occidentale della valle del fiume Zanskar, è sovrastato dal grande monastero costruito sulle rupi rocciose, il principale della regione, di scuola Ghelupa, che rivela alcuni affreschi dell’XI secolo. Sul monte antistante si trova l’antico convento femminile, anche questo ricco di sorprendenti reperti artistici. Ogni anno, solitamente nel mese di luglio, vi si svolge una spettacolare manifestazione di danze rituali chiamata “Gustor".

 

Le rappresentazioni del Gustor si svolgono nel corso di due giorni, dopo una lunga preparazione eseguita dai monaci con pratiche di meditazione, consacrazioni di oggetti e cerimonie arricchite da salmodie recitate con tonalità profonde e accompagnate dal suono di cimbali, tamburi e corni. L’abate supervisiona con grande attenzione ogni passaggio seguendo prescrizioni tramandate nei secoli, per evocare le forze spirituali che animano l’evento; a molti di questi riti è possibile partecipare sedendosi con i monaci all’interno dei templi, un’esperienza molto apprezzata da chi ha una certa predisposizione per le pratiche meditative o un sufficiente interesse culturale. Lo scopo di questi complessi rituali è di rigenerare la purezza del luogo e di liberare la valle da ogni negatività, esorcizzando persone, animali e raccolti dagli influssi dei potenti demoni himalaiani. Si invoca per questo l’aiuto di divinità di protezione e Bodhisattva.

Le danze rappresentano diversi temi e sono eseguite da monaci agghindati con sgargianti costumi tradizionali e maschere che raffigurano animali, piccoli demoni e anche figure eleganti, come nella danza dei cappelli neri, quando vengono rappresentati gli yogi delle montagne. I due personaggi principali sono Mahakala (il “Grande Nero"), una forma del Buddha della compassione che si manifesta come divinità terrificante, il cui aspetto serve a mettere in fuga le negatività, ed è quindi un’entità protettrice; l’altro è, una forma tantrica del Buddha della saggezza, rappresentato irato nelle sembianze di un demoniaco toro. Nella seconda giornata vengono portati nel cortile del monastero uno yak e altri animali per essere dati in dono a Mahakala: una vera fortuna per loro, perché non verranno più uccisi e saranno lasciati liberi.

 

Tessuti nel contesto profondamente religioso del Gustor sono anche aspetti della vita del villaggio: una danza dei novelli sposi a cui vengono donate sciarpe rituali e denari, giochi del giullare che scherza con tutti e insegue bimbi e ragazze, e così via. Ognuno dei presenti partecipa interiormente a quello che è il racconto simbolico della vita cercando l’effettiva purificazione dai propri demoni, non si limita ad assistere con uno spirito di spettatore. Il Gustor così va ben oltre le forme di danza, costume e musica: questi sono gli eventi che rendono percepibile concretamente l’immaginario spirituale delle genti himalaiane.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Venerdì 18 luglio, partenza per Delhi

 

2°g.  19/7 Delhi – Leh  

Arrivo a Delhi nelle primissime ore del mattino; prosecuzione in volo per Leh alle 5.30 circa. Sistemazione in hotel e riposo. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra case coloniche e campi.

 

3°g.  20/7 Leh  

Escursione a Shey, Tikse, una delle perle del Ladakh, e Stakna.

 

4°g.  21/7 Leh - Lamayuru 

Si lascia Leh con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi; fino al rientro a Leh si dormirà in tenda. Sul percorso si visitano anche Bazgo e Alchi.

 

5°g.  22/7 Lamayuru - Shergol  

Superato il passo del Fatu La (4147 mt) sopra Lamayuru ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge il minuscolo monastero di Gyal, e poi Mulbekh, dove, oltre alla statua rupestre del VII secolo che rappresenta il Buddha Maitreya, si trovano due monasteri. Si pone il campo nei pressi di Shergol, un monastero incastonato in una rupe. Gyal e Shergol sono stati anche ripresi anche nel film “Samsara”

 

6°g.  23/7 Shergol – Rangdum 

Si transita per Kargil, da dove si imbocca la strada che porta verso lo Zanskar. Il Nun e il Kun, le più alte vette di quest’area himalaiana, dominano un’ampia ansa del fiume Suru. Superate le gole ai loro piedi si raggiunge il plateau dove tra le pasture degli yak regna solitario il monastero di Rangdum.

 

7°g.  24/7 Rangdum – Padum 

Valicato il Pensi La (4400 mt) si entra nella valle dello Zanskar. Prima di Padum, un piccolo villaggio con due monasteri – che è l’attuale “capitale”, si visita il monastero di Sani, peculiarmente posto in un luogo pianeggiante.

 

8°g.  25/7 Padum – Karcha 

Escursione a Thonde, un interessante monastero posto su una rupe a nord di Padum, da cui si gode di un’indimenticabile visuale. Si prosegue in jeep per Zangla, la vecchia capitale dello Zanskar, dove, con un pizzico di fortuna, si potrà incontrare l’anziano re. Da Zangla ci si sposta a Karcha, dove si pone il campo.

 

9°g.  26/7 Festival di Karcha   

Karcha è il monastero principale dello Zanskar; si seguono le rappresentazioni.

 

10°g.  27/7 Festival di Karcha – Ating   

Si seguono le rappresentazioni e in serata ci si trasferisce al villaggio di Ating.

 

11°g.  28/7 Ating – Rangdum 

Alle prime luci escursione a piedi all’eremo di Dzongkul. Nel pomeriggio si parte per Rangdum, iniziando la via del ritorno.

 

12°g.  29/7 Rangdum – Lamayuru 

Tappa lunga, che si snoda in un ambiente di bellezza naturale tale da non  risultare eccessivamente faticosa.

 

13°g.  30/7 Lamayuru – Leh 

Si raggiunge Leh presto; pomeriggio libero.

 

14°g.  31/7 Leh: festival di Phyang   

Escursione al vicino monastero di Phyang, dove oggi si svolge il festival.

 

15°g.  1/8 Leh – Delhi e volo di rientro  

Verso le 8 volo per Delhi; disponibilità di una stanza in hotel fino alla partenza del volo per l’Italia.

 

16°g.  Sabato 2 agosto, arrivo a destinazione

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