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Da: domenica 3 luglio 2011A: domenica 17 luglio 2011Durata:

INDIA HIMALAIA 2011: Ladakh, Rupshu e Festival di Hemis

Il viaggio consente uno stupendo incontro con la cultura e il vasto ambiente naturale del Ladakh, un mondo che si è sviluppato lungo l’ampia valle formata dall’Indo a 3500 metri di quota a nord dell’Himalaia indiano, tra monti che si stagliano oltre i 6000 metri. Il percorso offre anche l’opportunità di essere presenti per le spettacolari danze rituali del festival di Hemis, di cui molto è stato scritto ma di cui nessuna lettura può rendere il piacere di assistervi.

Ci si immerge in una delle regioni più belle al mondo, abitata da persone animate da un profondo sorriso che sorge da uno spirito sereno, che sono riuscite a creare una civiltà buddista in un territorio solcato da gole, profonde valli e altopiani sconfinati ornati da laghi turchesi, dove risiedono i nomadi.

 

I Festival del Ladakh sono un ottimo modo per avvicinarne la cultura e lo spirito, ammirando i monaci agghindati con maschere e sgargianti costumi tradizionali che al suono di musiche rituali creano una riproduzione simbolica dello Tse Chu, ovvero l'evocazione di Guru Rimpoce (Padmasambhava) e dei principali insegnamenti del buddismo tibetano. Alla sequenza con elementi ricorrenti ogni monastero aggiunge parti inerenti la propria storia e origine, facendo del proprio Cham un capolavoro a sé. Al di là dei sofisticati contenuti delle rappresentazioni su cui molto è stato scritto per decifrare il significato trascendente dei movimenti, delle figure, delle musiche e dei testi, in queste occasioni si partecipa ad uno dei rari momenti in cui la gente si stacca dalle fatiche della dura vita dell’ambiente himalaiano. Tutti accorrono indossando bellissimi costumi tradizionali e per il visitatore, ma anche per i ladakhi stessi, l'aspetto umano, folcloristico e di scambio che anima i Cham ha un interesse forte almeno quanto il contenuto esoterico.

 

 

Modalità del viaggio

Gli spostamenti in Ladakh vengono effettuati in jeep. Si fanno in tutto 8 campi, con tre notti consecutive nella prima escursione a ovest di Leh e cinque tra Hemis e l’altopiano del Rupshu. I campi sono ben organizzati con comode tende europee per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. Accompagnano il gruppo assistenti che lavorano con Amitaba da parecchi anni che si occupano degli allestimenti e dei servizi e un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani. A Leh si alloggia in un comodo hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è tutt’ora equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e l’hotel ha un generatore di corrente nel caso (…spesso) “salti” la luce.

 

Programma del viaggio

 

1°g.    Domenica 3 luglio, partenza per Delhi

 

2°g.    4/7 Delhi - Leh  

Arrivo a Delhi, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e trasferimento alle partenze nazionali per l’imbarco sul volo per Leh (che solitamente parte verso le 5.30 circa) dove è in attesa la guida del viaggio. Si alloggia in uno degli hotel migliori della città; riposo per favorire l’adattamento alla quota: siamo a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra case coloniche, orti e campi.

 

3°g.    5/7 Leh – Uley Kopko  

Si lascia Leh con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi. Sul percorso si visita Bazgo, un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e un monastero con decorazioni stupende che contiene due impressionanti statue di Maitreya. Fu da qui che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Ci si reca poi alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra alberi di albicocco: custodiscono meravigliosi affreschi in un luogo che fu casa di santi eremiti. Si visita il monastero di Alchi, fondato nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Il primo campo viene posto tra gli alberi di albicocco dell’oasi di Uley Kopko, nella valle dell’Indo.

 

4°g.    6/7 Uley Kopko - Lamayuru 

Lasciata la valle dell’Indo la strada risale una spettacolare gola che porta nella “valle della luna”, nota per le incredibili erosioni terrose dove si erge Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’Himalaia. Una deviazione porta all’oasi di Wanla, che nasconde un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente all’esoterica scuola dei Drigung, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. A Lamayuru, dove si pone il campo, si visitano l’oasi e il monastero, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh.

 

5°g.    7/7 Lamayuru – Shergol  

Superato il passo del Fatu La (4147 mt) ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge Gyal, un caratteristico villaggio con un tempio ricavato traforando la roccia, ripreso nel film “Samsara”. Si transita da Mulbekh, dove, oltre alla statua rupestre del Buddha Maitreya (VII secolo), si trovano due monasteri posti su di un vicino, ripido colle. Dopo le visite si raggiunge il vicino villaggio di Shergol, impreziosito da un piccolo monastero abbarbicato ad uno sperone roccioso (anche questo si vede in “Samsara”) e si pone il campo poco oltre, sull’erba ai bordi di un tranquillo torrente.

 

6°g.    8//7 Shergol –Leh  

Chi lo desidera potrà recarsi alle prime luci dell’alba con una passeggiata che si inerpica lungo uno spettacolare e, a tratti, ripido e strettissimo canyon, all’eremo di Phokar Dzong, uno dei luoghi più sacri di questa regione himalaiana, che riverbera della potente presenza dei maestri di meditazione. In tarda mattinata si parte per Leh, dove si giunge in serata sistemandosi in hotel; prima dell’arrivo, una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa, dominato da un’imponente statua di Maitreya; vi risiedono circa 150 monaci.

 

7°g.    9/7 Leh  

Visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia e il mercato.

 

8°g.    10/7 Leh – Hemis: partecipazione al festival  

Si parte presto per raggiunge il grande monastero di Hemis, il principale di scuola Kagyupa del Ladakh, importante meta di pellegrinaggi che ospita una ricca collezione di tanka di scuola Drukpa, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Si dedica la giornata a seguire le rappresentazioni del festival che si svolgono nel grande cortile antistante i templi ed i rituali che si tengono all’interno. Fuori dal Gompa vi è un vivace mercatino e tutto il sito pullula di pellegrini agghindati nei costumi tradizionali. Si pone il campo nelle vicinanze, avendo così flessibilità negli orari e la possibilità di seguire tutto quanto d’interesse con calma.

 

9°g.    11/7 Festival di Hemis; spostamento a Gya  

Oggi proseguono le danze ed i rituali; è molto interessante partecipare alle cerimonie che si svolgono nel tempio principale al mattino prima delle rappresentazioni, con i canti profondi dei monaci e le evocative musiche tibetane, immersi nell’atmosfera senza tempio del Lhakhang dove gli affreschi tantrici che emergono dalla penombra sembrano condurre nelle dimensioni interiori della mente. I momenti più attesi di questa giornata sono la danza delle otto forme di Guru Padmasambhava, eseguita con particolare sfarzo utilizzando antichi costumi e maschere di stupenda fattura, e l’esposizione della grande tanka. Nel pomeriggio si parte per Gya, un bel villaggio posto a circa 4000 mt alle porte dell’altopiano del Rupshu, dove si pone il campo. E’ un luogo da esplorare: oltre le tipiche case tradizionali si trovano molti chorten e sulla ripida montagna oltre il torrente ci sono le rovine di una grande fortificazione che si inerpicano altissime sui costoni, con anche un piccolo tempio che merita visitare.

 

10°g. 12/7 Gya – Lago di Tso Kar  

Dopo aver superato in jeep il passo del Taglang (5328 mt) si accede all’altopiano del Rupshu. Tso Kar è il primo dei grandi laghi che si incontrano in questa regione abitata dai nomadi Khampa. E' un lago il cui sale è stato estratto ed usato per secoli come merce di scambio in Ladakh. Si pone il campo vicino a Nuruchen (4600 mt); è il campo più alto del viaggio.

 

11°g. 13/7 Tso Kar – Lago di Tso Moriri  

Il percorso continua ad essere meraviglioso, attraverso due passi e il bellissimo laghetto di Tso Kyagar, nell’ambiente dove vive il kyang, il cavallo selvaggio dell'altopiano che condivide le pasture con gli yak dei nomadi. Si raggiungere poi Korzok, sulle sponde del lago Tso Moriri, il gioiello turchese del Rupshu. Al tramonto le cime innevate che circondano il lago e sfiorano i 7000 mt appaiono colorate di rosa. A Korzok, dove si trova anche un bel monastero, si pone il campo.

 

12°g. 14/7 Tso Moriri  

Si dedica la giornata all’esplorazione della zona, con una magnifica passeggiata lungo le rive del lago, e si visitano il monastero ed il piccolo villaggio. Dal colle sopra Korzok si può godere di un tramonto indimenticabile.

 

13°g. 15/7 Tso Moriri – Leh  

Si transita dal lago di Tso Kyagar e quindi di scende dall'altopiano raggiungendo l'Indo nei pressi del villaggio di Mahe e se ne segue il corso alla valle di Leh, con un percorso che si snoda attraverso vallate in parte granitiche ed in parte erosive, un meraviglioso scenario naturale. Si visita il grande monastero di Tikse, una delle perle del Ladakh, ricco di templi, che contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. Giunti a Leh ci si sistema in hotel.

 

14°g. 16/7 Leh – Delhi 

Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi; all’arrivo accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si ha a disposizione un pulmino e una guida indiana che parla l’italiano per visitare la città. In serata ci si reca all’aeroporto internazionale per il rientro in Italia, la maggior parte dei voli parte in tarda serata o nelle prime ore del mattino.

 

15°g. Sabato 17 luglio, volo di rientro  

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