Informazioni utili

Da: domenica 22 aprile 2012A: martedì 1 maggio 2012Durata:

INDIA HIMALAIA 2012: Sikkim, alle porte del  Kanchendzonga

Il Sikkim ha conservato la propria indipendenza fino al 1975, quando è diventato il 22° stato dell’India; buona parte del territorio è oggi aperto al turismo, previo il rilascio di un permesso (che viene richiesto direttamente da Amitaba). I visitatori sono in numero contenuto; recarsi tra queste stupende valli himalaiane soddisfa il desiderio di entrare in contatto con un mondo che è immerso in un contesto naturale unico per varietà, dove la gente vive la dimensione delle proprie pratiche religiose, che qui sono il fondamento della cultura, armoniosamente inserite nella vita quotidiana.

 

Il viaggio segue un ampio anello che con opportune deviazioni tocca tutti i siti principali del Sikkim, includendo anche alcune mete meravigliose note ai conoscitori di questa regione himalaiana e le storiche cittadine collinari del Bengala. Il viaggio inizia da Delhi, da dove ci si reca in volo a Bagdogra e si prosegue per Kalimpong, un carinissimo centro steso sulle creste di colli rigogliosi, che offre ancora il sapore del mondo coloniale, ricco di ricordi ma anche di monasteri buddisti tibetani molto attivi. Da Kalimpong si raggiunge Gangtok, la capitale del Sikkim posta a circa 2500 mt, il punto più alto dove si sosta, nelle cui vicinanze è situato il monastero di Rumtek, il sito buddista principale della regione. A nord di Gangtok si visita l’area di Phodang, con villaggi e monasteri fuori dal tempo poco toccati dal turismo. Un piacevole trasferimento verso ovest porta poi a Yuksom, l’antica capitale della regione, con gli antichi siti di Tashiding e Dubdi, ed a Pelling, dove tra una natura impareggiabile dominata dalle vette glaciali del Kanchendzonga si trovano gli interessantissimi monasteri di Sangacholing e Pemayangste ed il lago sacro di Kancheopari, conosciuto come il “lago che esaudisce i desideri”, dove sui monti circostanti si trovano anche alcuni luoghi di ritiro. Si prosegue quindi verso sud visitando Darjeeling, una simpatica cittadina di origine coloniale ben posizionata sulla vetta dei monti, e da qui si rientra a Bagdogra tornando a Delhi in volo.

Alcune note sul Sikkim

Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. Ad est, le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra fine maggio ed agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, ed a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale.

 

In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti ad un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.

Nota tecnica

Il clima a fine aprile è temperato e generalmente secco, tra le migliori stagioni per una visita, ma si tenga presente che in Sikkim sono sempre possibili precipitazioni locali; nei tratti più alti del percorso si incontrano ancora le fioriture dei rododendri. Per i trasporti si utilizzano jeep indiane (tipo Tata Sumo o simile) con al massimo quattro passeggeri più l’autista; le strade sono piuttosto tortuose ma asfaltate: si viaggia tranquilli, senza fretta, avendo modo di gustare gli stupendi panorami di questa rigogliosa regione himalaiana. Gli hotel sono tutti di buona qualità con stanze dotate di servizi ed acqua calda; il cibo è principalmente indiano con anche pietanze di stile occidentale e le colazioni sono in stile europeo. Accompagna il viaggio, oltre all’accompagnatore italiano, una guida locale esperta del territorio che parla la lingua inglese. Sono previsti al massimo 12 partecipanti.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g. Domenica 22 aprile, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet o di altre compagnie richieste dai viaggiatori. All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile, dove si incontra il capogruppo.

2°g. 23/4 Delhi - Bagdogra – Kalimpong
Il volo per Bagdogra parte in mattinata verso le 10,50 (orario da confermare) ed impiega circa due ore. Da Bagdogra si raggiungono i primi contrafforti himalaiani, densi di stupende foreste, arrivando con un percorso di circa 70 km a Kalimpong (1250 mt), dove si alloggia all’Himalayan Hotel immerso in un bel giardino, molto piacevolmente arredato in stile coloniale, e si inizia a visitare la graziosa cittadina. Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale.

3°g. 24/4 Kalimpong – Rumtek - Gangtok
A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok (2000 mt), un percorso che richiede circa 3 ore. Prima di giungere a destinazione ci si reca all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono molti interessanti templi da visitare e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. A Gangtok ci si sistema all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina.

4°g. 25/4 Gangtok

Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, ed il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo.

5°g. 26/4 Gangtok – Yuksom
Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundrak Ling, che contiene affreschi molto interessanti ed i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Yuksom Residency. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida.

6°g. 27/4 Yuksom - Pelling
Ci si reca a Dubdi, sui monti appena sopra Yuksom, che si raggiunge con una salita a piedi di 45 min. (chi preferisce, potrà fermarsi al villaggio di Yukson); nel villaggio si trovano il sito dell’incoronazione del primo re del Sikkim, uno storico seggio di pietra posto in un bosco dall’atmosfera elfica, ed un laghetto le cui acque sono venerate come sacre. Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari; lungo il percorso se lo si desidera ci si può recare ad ammirare delle cascate. Questo luogo è detto “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. Sui monti intorno al lago ci si può recare con circa 40 min. di cammino ad un piccolo monastero, nei pressi di un bucolico villaggio. A Pelling si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga.

7°g. 28/4 Pelling
Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse.

8°g. 29/4 Pelling –– Darjeeling
La strada per Darjeeling (2134 mt) richiede circa 5 ore di guida attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste solcate da fiumi impetuosi. A Darjeeling si alloggia all’hotel Dekeling; ci si reca a visitare il mercato, i siti principali, tra cui il monastero di Bhutia Busty, ed il museo himalaiano.

9°g. 30/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi
Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13,35 (orario da confermare). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città fino al trasferimento all’aeroporto internazionale per l'imbarco sul volo di rientro.

10°g. Martedì 1 maggio,  arrivo a destinazione

 

 

 

 

Chiudi ×