Informazioni utili

Da: sabato 11 agosto 2012A: domenica 26 agosto 2012Durata:

INDIA HIMALAIA 2012: Zanskar, il regno segreto

Il viaggio prevede di raggiungere e di rientrare da Leh, la capitale del Ladakh, in volo da Delhi. A Leh si sosta per due notti, utili anche per l’acclimatazione, e si esplorano la città e i monasteri dell’ampia valle dell’Indo. Da Leh ci si reca in Zanskar utilizzando delle jeep; il percorso è entusiasmante sia per l’incomparabile bellezza della natura che per l’opportunità che offre di visitare molti dei monasteri e villaggi più belli del Ladakh e dello Zanskar, dove il tour prevede la visita di tutti i siti significativi della regione.

E’ un itinerario eccezionale per persone dotate di un certo spirito d’avventura, che vogliono entrare nel cuore della cultura e della vita di uno dei popoli più isolati e interessanti della regione himalaiana. Si pongono in tutto 10 campi, che sono ben organizzati con comode tende europee per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. Seguono il gruppo, oltre all’accompagnatrice, un’esperta guida locale, assistenti che lavorano con Amitaba da parecchi anni e si occupano degli allestimenti e dei servizi e un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani.

Amitaba a Rangdum collabora al mantenimento del dispensario medico, al villaggio di Aksho alla sistemazione della scuola del villaggio, a Sani ha completato un progetto di restauro e a Zangla ha collaborato con il Gyalpo (Re) dello Zanskar e la “Stupa Onlus” ad un progetto di restauro degli stupa e di aiuto al villaggio; i partecipanti beneficeranno così dei nostri contatti nella regione, potendo avere un incontro più approfondito con la gente del luogo. Si suggerisce, per chi ne ha la possibilità, di portare indumenti caldi da poter regalare alle persone del luogo secondo le indicazioni della capogruppo.

 

L’alta quota del Ladakh e dello Zanskar

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e non esagerare con gli sforzi fisici nei primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. Il punto più alto dove si transita è il Pensi La (4400 mt), dove si passa dopo sei giorni dall’arrivo.
Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso solo successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Per l’ipertensione invece alcuni hanno trovato un buon ausilio nell’agopuntura e nella medicina tibetana ed anche in questo caso è sempre necessario un parere del proprio medico. Si consideri comunque che centinaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

Clima e attrezzatura

A Delhi in estate ci possono essere anche 35/40 gradi e piogge. In Ladakh e in Zanskar invece il clima è secco e le temperature più miti, ma le escursioni termiche possono essere notevoli, con il sole caldo che brucia nonostante l’aria fresca e temperature minime che possono arrivare di notte a 10 gradi. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi ed un buon sacco a pelo per passare con tranquillità le serate più fredde; si consiglia di dotarsi di un sacco a pelo omologato per l’utilizzo a zero gradi in quanto i dati di termicità dei sacchi indicati dai produttori sono sempre sopravvalutati. Si suggerisce di portare indumenti in pile e una giacca di piumino o meglio ancora una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode e un paio di scarponcini comodi e caldi per camminare. Portare uno zaino. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi e una pila, possibilmente frontale. Per chi ama la fotografia, si consiglia di portare il filtro polarizzatore.

 

 

 

Programma del viaggio

 

1°g. Sabato 11 agosto, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; all’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto.

2°g. 12/8 Delhi – Leh
Il volo per Leh parte alle 5.30 circa; dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. A Leh si viene ricevuti dall’accompagnatrice del viaggio, Christine Harris, e dal rappresentante di Amitaba del Ladakh, Tsewang Thinless. Sistemazione in uno dei migliori hotel della città e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

3°g. 13/8 Leh: escursione a Shey, Tikse, Hemis e Matho
Escursione ai monasteri della valle. Si lascia Leh verso est visitando Shey, che fu anche la sede del palazzo reale, e Tikse, uno dei più celebri e attivi del Ladakh, di scuola Ghelupa, che contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. Si prosegue per Hemis, il monastero più grande del Ladakh, che presenta molte sale dove sono conservate preziose statue ed affreschi e, rientrando a Leh, si completano le visite a Matho, l’esoterico monastero di scuola Sakya.

4°g. 14/8 Leh – Wanla
Si lascia Leh con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi; fino al rientro a Leh si dormirà in tenda. La strada segue il flusso del fiume Indo, lasciandolo per alcuni tratti per evitare le gole più profonde; sul percorso si transita dall’oasi di Bazgo, un paesino pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e un monastero con statue e decorazioni stupende. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Dopo Bazgo ci si reca alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra gli alberi di albicocco e rivelano affreschi stupendi, in un luogo che fu casa dei santi eremiti. Si completa la giornata con la visita dei templi di Alchi, fondati nell'XI secolo da Kaldan Shesrab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contengono dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Dopo Alchi la strada prosegue lungo l’Indo lasciandolo per seguire una gola spettacolare fino alla deviazione per l’oasi di Wanla, dove si trova un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente come Lamayuru all’esoterica scuola dei Drigung, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Si pone qui il primo campo.

5°g. 15/8 Wanla – Shergol
Tornati alla strada principale si prosegue la salita della pittoresca gola che conduce nell’ambiente di incredibili erosioni lunari di Lamayuru, dove si visitano l’oasi e il monastero, posto arditamente su formazioni che sovrastano un villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh. Superato il passo del Fatu (4147 mt) sopra Lamayuru e oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge il minuscolo monastero di Gyal e poi Mulbekh, dove, oltre all’antichissima statua rupestre che rappresenta il Buddha Maitreya, si trovano due monasteri. Si pone il campo nei pressi di Shergol, un monastero incastonato in una rupe. Gyal e Shergol sono stati anche ripresi nel film “Samsara”.

6°g. 16/8 Shergol – Rangdum
Si transita per Kargil, da dove si imbocca la strada che porta verso lo Zanskar. La zona è un po’ più arborea rispetto al Ladakh e a maggioranza mussulmana; ogni villaggio ha una piccola moschea con il minareto, gli uomini hanno spesso lunghe barbe ma le donne non sono velate. Il Nun e il Kun, le più alte vette di quest’area himalaiana, dominano un’ampia ansa del fiume Suru. Superate le gole ai loro piedi una valle spettacolare ornata da ardite vette di granito da cui si protendono poderosi ghiacciai porta al plateau dove, tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine, regna solitario il monastero di Rangdum. Si pone il campo nei pressi del monastero.

7°g. 17/8 Rangdum – Sani
Valicato il Pensi La (4400 mt), che offre visuali spettacolari sui ghiacciai, si entra nella valle dello Zanskar; si segue il fiume Doda per un tratto e lo si attraversa a piedi su di un ponte sospeso per visitare il villaggio di Aksho, dove Amitaba sta collaborando per far funzionare e sistemare la scuola locale. Proseguendo, al ponte di Ating una mulattiera jeeppabile porta nella valle dell’Umasi La, dove sospeso ad una rupe si trova l’eremo di Dzongkul, che fu il principale luogo di ritiro del grande maestro Naropa, autore del testo sui sei yoga, tutt’ora una delle guide esoteriche principali utilizzate dagli yogi tibetani. Dopo la visita si raggiunge la vasta piana formata dalla confluenza dei fiumi Doda e Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi e monasteri. Si pone il campo nei pressi del villaggio di Sani, dove, protetto da un muro di cinta e ombreggiato da rari alberi, vi è l’antico monastero che custodisce la statua di Naropa, lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille, e degli affreschi attribuiti a Zadpa Dorje.

8°g. 18/8 Sani
Si visitano il villaggio, il monastero e il vicino convento femminile che si raggiunge con una piacevole passeggiata; si prevede anche di raggiunge Padum, la nuova “capitale” dello Zanskar e unico luogo della regione con alcuni negozietti e un punto telefonico dove occasionalmente si riesce ad avere un collegamento. Sulla collina sovrastante è situato un interessante monastero immerso tra gli alberi – qui sono molto rari – da cui si gode un bel panorama. Chi è interessato potrà effettuare un’escursione sul monte di fronte a Sani all’eremo di Guru Nima Oser Chaphuk, che la tradizione locale dice essere stato utilizzato anche da Guru Rimpoce; si raggiunge con circa un’ora e mezza di cammino e si gode di una stupenda visuale.

9°g. 19/8 Sani – Valle dello Tsarap - Zangla
Oltre Padum si imbocca la strada sterrata che risale il vorticoso fiume Tsarap: la meta sono Bardan e Mune. Si raggiunge prima Bardan, un monastero di circa 400 anni costruito su una rupe a picco sul fiume, e quindi con le jeep ci si inerpica fino all’oasi e al monastero di Mune, dove il villaggio sopravvive in un ambiente decisamente molto selvaggio. Rientrati a Padum si segue il versante orientale del fiume Zanskar arrivando a Thonde, un interessante monastero posto su di una rupe da cui si gode un’indimenticabile visuale, e si prosegue in jeep per Zangla, la vecchia capitale dello Zanskar. Si pone il campo nelle vicinanze della casa reale, dove potremo incontrare la regina e il principe e, se è presente, il Gyalpo dello Zanskar. Si potrà anche visitare la loro attuale residenza, che noi considereremmo umile visto il loro stato nobiliare, ma che in questa regione è una vera reggia.

10°g. 20/8 Zangla
Visita dell’antico castello di Zangla, sede storica del Gyalpo, il Re dello Zanskar, che è posto in una bellissima posizione che domina la valle. Si trovano anche molti chorten, di cui il più recente è quello di Bakula Rimpoce, l’Abate del Ladakh recentemente scomparso. Nei pressi dell’oasi di Zangla è situato anche un interessante convento femminile. Per i più sportivi una passeggiata lungo la valle alle spalle del castello porta al sito di Malakartse, dove si trova un antichissimo Chorten.

11°g. 21/8 Zangla - Karcha
Si risale la valle dello Zanskar; prima del ponte che porta a Karcha si visita Pipiting, un villaggio nei pressi di Padum con un grande stupa e un monastero. Il bel villaggio di Karcha è dominato dal grande monastero di scuola Ghelupa costruito sulle rupi rocciose, il principale dello Zanskar. La visita rivela diverse sale e alcuni affreschi dell’XI secolo; sul monte antistante è situato l’antico convento femminile, ricco di sorprendenti reperti artistici.

12°g. 22/8 Karcha - Rangdum
Inizia il percorso di rientro che segue la medesima strada utilizzata per giungere fin qui – la bellezza inimmaginabile del contesto naturale merita almeno questo secondo passaggio! Si risale la valle del fiume Doda che porta al passo del Pensi e al bel monastero di Rangdum, dove si pone il campo su questa piana incastonata tra i monti, luogo superbo per un ultimo saluto al mondo dello Zanskar.

13°g. 23/8 Rangdum - Shergol
Si prosegue oltre le gole del Nun, dove i ghiacci lambiscono le acque potenti del fiume Suru, e dopo Kargil si raggiunge la valle di Mulbeck, tornando al tranquillo campo nei pressi di Shergol.

14°g. 24/8 Shergol – Leh
Chi lo desidera potrà recarsi alle prime luci dell’alba con una passeggiata che si inerpica lungo uno spettacolare e, a tratti, ripido e strettissimo canyon, all’eremo di Phokar Dzong, uno dei luoghi più sacri di questa regione himalaiana. Si parte quindi verso est seguendo la panoramicissima strada che, valicati i passi Namika e Fatu, transita da Lamayuru e si tuffa nella valle dell’Indo, proseguendo il viaggio fino a Leh dove ci si sistema in albergo.

15°g. 25/8 Leh – Delhi e partenza con il volo di rientro
Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza.

16°g. Domenica 26 agosto, arrivo a destinazione

Nota: chi lo desidera, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola di Aksho da regalare. A fine viaggio si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

 

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