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Da: domenica 16 giugno 2013A: sabato 29 giugno 2013

INDIA HIMALAIA 2013: Ladakh e Pangong, Cham di Hemis e Shachukul

Il viaggio consente uno stupendo incontro con la cultura e il vasto ambiente naturale del Ladakh, spaziando dai siti della valle dell'Indo al grandioso lago di Pangong al confine col Tibet. Si partecipa ai festival di Shachukul e a quello famosissimo di Hemis.

Il Ladakh è un mondo che si è sviluppato lungo l’ampia valle formata dall’Indo a 3500 metri di quota a nord dell’Himalaia indiano, tra monti che si stagliano oltre i 6000 metri. E’ una delle regioni più belle al mondo, solcata da gole, profonde valli e altopiani ornati da laghi turchesi, abitata da un popolo animato da un profondo e spontaneo sorriso che sorge da uno spirito sereno, che riflette il forte radicamento nella pervasiva fede buddista. (Per informazioni storiche vedi:  Cenni storici; per informazioni generali vedi: Ladakh e Rupshu)

Si visitano un gran numero delle località più belle e la gran parte dei siti storici principali, potendo così apprezzare anche l’arte sopraffina che è stata preservata tra queste remote montagne, e si ha la fantastica opportunità di essere presenti per le spettacolari danze rituali del Cham (festival) di Hemis, di cui molto è stato scritto - ma nessuna lettura può uguagliare il piacere di assistervi - e del Cham di Shachukul, un evento di grande interesse culturale che si svolge nelle vicinanze del mitico lago di Pangong.

 

Da un punto di vista logistico è un itinerario adatto a tutti, perché non necessita dell’uso di campi: fuori da Leh, la piccola capitale della regione, si alloggia in semplici locande per 4 notti in tutto. Questi alberghetti  richiedono un minimo di spirito di adattamento, si immagini una condizione simile a quella che da noi può offrire un rifugio alpino. Alcuni sono decisamente carini, arredati in tipico stile ladakho, e donano la piacevole sensazione di alloggiare con le famiglie locali. A Leh si utilizza in un comodo albergo – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro semplice hotel di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e dispone di un generatore di corrente nel caso (…spesso) “salti” la luce.

 

I Cham del Ladakh offrono un ottimo modo per avvicinarne la cultura e lo spirito, ammirando i monaci agghindati con maschere e sgargianti costumi tradizionali che al suono di musiche rituali creano una riproduzione simbolica dello Tse Chu, ovvero l'evocazione di Guru Rimpoce (Padmasambhava) e dei principali insegnamenti del buddismo tibetano. Ogni monastero aggiunge anche parti inerenti la propria storia e origine, facendo di ogni Cham un capolavoro a sé. Molto è stato scritto in merito a queste sofisticate rappresentazioni per interpretare il significato trascendente dei movimenti, delle figure, delle musiche e dei testi. Ma al di là di un interesse accademico, in queste occasioni si partecipa a uno dei rari momenti in cui la gente si stacca dalle fatiche della dura vita dell’ambiente himalaiano: tutti accorrono indossando bellissimi costumi tradizionali e per il visitatore, ma anche per i ladakhi stessi, l'aspetto umano, folcloristico e di scambio che animano l’evento hanno un interesse forte almeno quanto il contenuto esoterico.

 

 

Shachukul Shachukul Gompa Hemis Tsechu
Shachukul
Shachukul Gompa
Hemis Tsechu

Programma del viaggio

 

1°g.  Domenica 16 giugno, partenza per Delhi  

Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; all’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto.

 

2°g.  17/6 Delhi - Leh  

Il volo per Leh parte alle primissime ore del mattino, solitamente verso le 5.30 (orario da confermare); dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. All’arrivo si viene ricevuti dal rappresentante di Amitaba per il Ladakh e dalla guida. Sistemazione in uno dei migliori hotel della città e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

 

3°g.  18/6 Leh – Hemis: partecipazione al festival  

Si raggiunge a est di Leh il grande monastero di Hemis (circa 40 km), il principale di scuola Drukpakagyu del Ladakh; questo sito è un’importante meta di pellegrinaggi e ospita una ricca collezione di tanka, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Si dedica la giornata a seguire le rappresentazioni del festival che si svolgono nel grande cortile antistante i templi e i rituali che si tengono all’interno. Fuori dal Gompa si tiene un vivace mercatino e tutta l’area pullula di pellegrini agghindati nei costumi tradizionali. Nel tardo pomeriggio si rientra a Leh.

 

4°g. 19/6 Leh – Hemis: partecipazione al festival  

Si torna a Hemis, dove oggi proseguono le danze e i rituali; è molto interessante partecipare alle cerimonie che si svolgono nel tempio principale al mattino prima delle rappresentazioni, con i canti profondi dei monaci e le evocative musiche tibetane, immersi nell’atmosfera senza tempio del Lhakhang, dove gli affreschi tantrici che emergono dalla penombra sembrano condurre nelle dimensioni interiori della mente. I momenti più attesi di questa giornata sono la danza delle otto forme di Guru Padmasambhava, eseguita con particolare sfarzo utilizzando antichi costumi e maschere di stupenda fattura, e l’esposizione della grande tanka. Nel pomeriggio rientrando a Leh si sosta all’oasi di Matho, dove si trova un affascinante sito di scuola Sakya reso celebre dal peculiare festival invernale che è presenziato da… degli oracoli; in effetti è un luogo che dà a molti la sensazione di essere intriso di forze esoteriche, in special modo nello scuro Gonkhang degli oracoli, col pavimento coperto di tsampa e pervaso dall’odore di chang.

 

5°g.  20/6 Leh – Alchi  

Si lascia Leh in direzione ovest seguendo il deflusso del grandioso fiume Indo; oltre la spettacolare confluenza con lo Zanskar si visita Bazgo, un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e templi con decorazioni stupende che contengono due impressionanti statue di Maitreya. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Ci si reca poi alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra alberi di albicocco: custodiscono meravigliosi affreschi in un luogo che fu casa di santi eremiti. Si prosegue per il vicino monastero di Alchi, fondato nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si alloggia in una locanda dell’oasi.

 

6°g.  21/6 Alchi - Lamayuru   Si prosegue per un tratto lungo la sponda meridionale dell’Indo per poi risalire una pittoresca valle a sud del fiume che porta allo stupendo villaggio di Mangyu, di bellezza archetipa, dove nei piccoli Gompa e in alcuni Stupa si trovano reperti artistici di finezza insospettabile, che originano dall’XI secolo: ci si chiede come mani così raffinate abbiano potuto giungere in una delle valli più remote al mondo! Tornati al fiume si può provare l’ebbrezza di attraversarlo su un (sicurissimo) ponte sospeso mentre le jeep fanno il giro della vallata percorrendo qualche chilometro di strada e arrivando allo stesso punto. Si continua a seguire la valle dell’Indo verso ovest e quindi la strada risale una spettacolare gola verso sud; la si lascia con una deviazione che porta all’oasi di Wanla, che preserva un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente all’esoterica scuola dei Drigung, recentemente restaurato da un gruppo di svizzeri, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Tornati sulla strada principale ci si inerpica tra le incredibili erosioni terrose della “valle della luna”; secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’himalaia, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Si alloggia in una locanda dell’oasi.

 

7°g.  22/6 Lamayuru – Leh  

Tornati sull’Indo se ne risale il corso per un tratto; lo si lascia con una deviazione verso nord incontrando un interessante convento femminile e poco oltre il monastero di Rizong, ritenuto tra i più ascetici del Ladakh, che sembra quasi sospeso alla chiusura di una stretta valle; l’abate, Rizong Rimpoce, è l’attuale “Ganden Tripa”, ovvero il capo della scuola Ghelupa. Proseguendo verso Leh e oltrepassata la confluenza tra Indo e fiume Zanskar, una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa il cui abate è un fratello di S.S. il XIV Dalai Lama, con un’imponente statua di Maitreya che sovrasta il bel complesso; vi risiedono circa 150 monaci. A circa mezz’ora da Leh si visita il monastero di Phyang, situato a nord della strada; è molto interessante, con sale finemente affrescate e diverse statue tipiche dell’esoterica scuola dei Drigung Kagyu, alla cui scuola appartiene il Gompa. Quindi si risale per un breve tratto la valle arrivando al piccolo e prezioso Guru Lhakhang, un antichissimo tempio che sorge su di un colle, dove si ammirano preziosi affreschi che furono attentamente studiati anche dal Prof. D. Snellgrove. A Leh si alloggia presso il medesimo hotel.

 

8°g.  23/6 Leh, escursione a Shey, Tikse, Stakna e Stock  

Si esplorano i siti principali della valle dell’Indo nei dintorni di Leh. Ad est, sul versante settentrionale della valle, si visitano Shey, che fu anche la sede del palazzo reale, e Tikse, uno dei più celebri e attivi del Ladakh di scuola Ghelupa, che contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, se pur di recente fattura, è ora diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Si attraversa quindi l’Indo presso il monastero di Stakna, che si staglia su di un panoramico colle morenico sopra il fiume e rivela sale e interni interessanti. Si completa questo tour con l’oasi di Stock, posta a sud di Leh, dove si trovano un bel monastero e il Palazzo Reale, attuale residenza del Re Namgyal, di cui si possono visitare alcune parti.

 

9°g.  24/6 Leh – Pangong  

Oltre Tikse una valle laterale porta a nord a Chemrey, un Gompa dalla struttura molto vicina all’archetipo di quello che un visitatore immagina essere un luogo di ritiro himalaiano, con le casette dei monaci incastonate nei versanti di un ripido colle sulla cui cima sorgono i templi, tanto che fu scelto per girarvi il film ‘Samsara’. Si prosegue salendo al passo di Chang (5320 mt), con grandiosi panorami che spaziano dall’oasi di Chemrey e Tak Tok alle catene di monti che si affacciano sulla valle dell’Indo e oltre, fino al Kang Yaze (6500 mt), la più alta vetta della regione. La discesa attraversa alcune pasture e si immerge tra monti policromi fino a giungere al fiume Shyok che da qui scorre verso Nubra; lo si risale per un breve tratto fino al villaggio di Tangtse, il principale della regione con le rovine di un vecchio castello e un tempio recentemente ricostruito. Oltre il paese si risale un piccolo affluente dello Shyok verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono alcuni ghiacciai e si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago di Pangong. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda. Si alloggia in una semplice locanda in vista del lago.

 

10°g. 25/6 Pangong – Shachukul (festival)  

Al mattino si gode della vista delle acque di Pangong che nelle prime ore presentano luci e sfumature di colore molto diverse. Tornati a Tangtse con una deviazione di circa 10 km, risalendo per un tratto il fiume Shyok e poi una valle a sud, si arriva al villaggio e al monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu, dove oggi inizia il festival. Nel vecchio Gompa si ammirano alcune interessanti statue, e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, l’origine della scuola Drigung. Nel pomeriggio si torna a Tangtse dove si alloggia in una locanda.

 

11°g. 26/6 Shachukul (festival) - Leh  

Si seguono le attività del festival e quindi si parte alla volta di Leh superando di nuovo l’altissimo Chang La. Scesi dal passo con una piccola deviazione si raggiunge il monastero di Tak Tok, l’unico di scuola Nyingmapa del Ladakh, che contiene interessanti affreschi ed è costruito di fronte a una grotta dove secondo la tradizione meditò Guru Padmasambhava. Si prosegue per Leh, dove si alloggia nel medesimo hotel.  

 

12°g. 27/6 Leh  

Visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia e il mercato.

 

13°g. 28/6 Leh – Delhi  

Verso le 7.30 del mattino volo per Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza.

 

14°g. Sabato 29 giugno, arrivo a destinazione

 

 

Pangong, arrivando Pangong Pangong
Pangong
Pangong
Pangong

 

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