Informazioni utili

Da: sabato 26 marzo 2016A: domenica 3 aprile 2016Durata: 9 giorni

INDIA HIMALAIA 2016: Sikkim, alle porte del Kanchendzonga

Kabi Gompa

Kanchendzonga

Kanchendzonga da Gangtok

Tashiding

Kundraling

Kundraling, Gompa di tradizione Bon

Pemayangtse

Pemayangtse, affresco di Samantabadra

 

La regione himalaiana del Sikkim ha conservato la propria indipendenza fino al 1975, quando è diventato il 22° stato dell’India; buona parte del territorio è oggi aperto al turismo, previo il rilascio di un permesso (che viene richiesto direttamente da Amitaba). I visitatori sono in numero contenuto e un viaggio tra le sue stupende valli rivela un mondo immerso in un contesto naturale unico per varietà, dove la gente vive la dimensione delle proprie pratiche religiose, che qui sono il fondamento della cultura, armoniosamente inserite nella vita quotidiana.

Per delle immagini sui luoghi del viaggio: Sikkim; per informazioni generali: Sikkim.

 

L’itinerario segue un anello che con opportune deviazioni tocca tutti i siti principali del Sikkim e le storiche cittadine collinari del Bengala. Da Delhi ci si reca in volo a Bagdogra e si prosegue per Kalimpong, un carinissimo centro steso sulle creste di colli rigogliosi che offre ancora il sapore del mondo coloniale, ricco di ricordi ma anche di monasteri buddisti tibetani molto attivi; si incontra qui l’accompagnatrice, giunta dal Bhutan con il programma Da Paro al Kanchendzonga . Si procede per Gangtok, la capitale del Sikkim posta a circa 1700 mt, nelle cui vicinanze è situato il monastero di Rumtek, il sito buddista principale della regione. A nord di Gangtok si visita l’area di Phodang, con villaggi e monasteri fuori dal tempo poco toccati dal turismo. Un piacevole trasferimento verso ovest porta poi a Yuksom, l’antica capitale della regione, con il sito di Tashiding e il lago sacro di Kancheopari, conosciuto come il “lago che esaudisce i desideri”, e quindi a Pelling, dove tra una natura impareggiabile sopra cui occhieggiano le vette glaciali del Kanchendzonga si trovano gli interessantissimi monasteri di Sangacholing e Pemayangste e. Si prosegue quindi verso sud visitando Darjeeling, una simpatica cittadina di origine coloniale ben posizionata sulla vetta dei monti (2134 mt), e da qui si rientra a Bagdogra proseguendo per Delhi in volo.

 

Nota tecnica

In Sikkim tra fine marzo ed inizio aprile il clima è secco e le piogge sono rare. Le temperature minime stagionali notturne a Gangtok in Sikkim sono di circa 9°c.. Per gli spostamenti si utilizzano auto tipo Innova o Tata. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda; la cucina è indiana con diversi piatti internazionali spesso disponibili negli hotel.

 

Alcune note sul Sikkim

Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. A est le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra fine maggio e agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, e a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale.

In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti a un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.

 

Rumtek Gompa Kalimpong Sikkim, verso Ravang
Rumtek Gompa
Kalimpong
Sikkim, verso Ravang

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.  Sabato 26 marzo, partenza in volo per Delhi  
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta in aeroporto proseguendo con l’imbarco per Bagdogra. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

2°g.  27/3 Delhi - Bagdogra – Kalimpong
Il volo per Bagdogra parte in mattinata verso le 11,00 (orario da confermare) e impiega poco più di due ore. Da Bagdogra, dove è in attesa l’autista sikkimese, si raggiungono i primi contrafforti himalaiani, densi di stupende foreste, arrivando con un percorso di circa 70 km a Kalimpong (1250 mt), dove si alloggia all’Himalaya Hotel immerso in un bel giardino, molto piacevolmente arredato in stile coloniale, incontrando qui l’accompagnatrice del viaggio ed i partecipanti giunti dal Bhutan. Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale.

3°g.  28/3 Kalimpong – Rumtek - Gangtok
A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok (1700 mt), un percorso che richiede circa 3 ore. Prima di giungere a destinazione ci si reca all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. A Gangtok ci si sistema all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina.

4°g.  29/3 Gangtok
Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo.

5°g.  30/3 Gangtok – Yuksom  
Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida.

6°g.  31/3 Yuksom - Pelling
Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse.

7°g.  1/4 Pelling – Darjeeling
La strada per Darjeeling (2134 mt) richiede circa 5 ore di guida attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste solcate da fiumi impetuosi. A Darjeeling si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale; ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano.

8°g.  2/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro
Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto.

9°g.  Domenica 3 aprile arrivo a destinazione

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