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Da: domenica 5 agosto 2012A: domenica 19 agosto 2012Durata: 15 giorni

INDIA 2012: Yoga e misticismo, città sante di Haridwar e Rishikesh

A Haridwar e Rishikesh dove il Gange emerge dai monti himalaiani hanno preso dimora alcuni dei più importanti personaggi del misticismo indiano, tra una miriade di siti sacri vivificati dal passaggio di esseri santi del presente e del passato, uno scenario ideale per un profondo incontro con la quintessenza della spiritualità indiana.

 

Amitaba ha avuto l’opportunità di incontrare un certo numero dei grandi mistici di questa regione, soprattutto a seguito del grande raduno del Kumbhamela che si svolse qui ad aprile 2010. Il viaggio è giunto alla terza edizione, è stato ulteriormente sviluppato sulla base delle belle esperienze trascorse e fruisce dei contatti che sono stati coltivati in questi anni. Verrà focalizzato in modo particolare l’incontro con alcune importanti tradizioni spirituali viventi (Shakta, Natha, Shaktipat Mahayoga, Kriya Yoga e anche Jain e Sikh) visitando siti a esse legati e contattandone gli esponenti; si ricorda che gli incontri con le persone dedite alla vita spirituale non possono essere rigidamente fissati, potranno verificarsene di non pianificati e può succedere che qualcuno di quelli indicati non avvenga. Il viaggio prevede anche dello spazio per il relax, la pratica yoga, gli acquisti e la possibilità di terapie di massaggio.

 

Dopo un interesssante tour di Delhi, dove il capogruppo presenterà i siti di maggior interesse spirituale, ci si reca a Haridwar dove si sosta per 6 notti e quindi a Rishikesh dove si sosta per 4. Si alloggia negli Ashram da noi già utilizzati per il Kumbhamela ad aprile 2010 e nelle due edizioni precedenti di questo viaggio: a Haridwar presso il Parmarth Ganesh Gyan Mandir Ashram, situato nella zona di Kankhal di fronte al tempio di Daksh dedicato a Parbati che è ritenuto uno più importanti della regione, posto a pochi metri dal Mahasamadhi di Anandamayi Ma. L’Ashram fa capo a Swami Chinmayananda, persona rispettata in tutta l’India per le sue qualità, tanto da aver detenuto per alcuni anni il ruolo di Ministro degli Interni. A Rishikesh si alloggia presso il Parmarth Niketan Ashram, condotto da Swami Chidanandaji, una figura nota sia come Maestro che per le molte opere di beneficienza da lui coordinate; l’Ashram si affaccia direttamente sul Gange, senza veicoli attorno. Entrambi gli Ashram fanno parte del novero dei più rinomati centri di pratica spirituale dell’India: sono puliti, ben organizzati, con stanze dotate di servizi igienici, impianti di raffreddamento dell’aria e vi si consumano pasti semplici ma igienicamente sicuri. Dopo il soggiorno a Rishikesh si rientra a Delhi recandosi direttamente in aeroporto per la partenza; per tutto il percorso e per le visite nella località di Haridwar e di Rishikesh si utilizza il medesimo veicolo, un comodo pulmino dotato di aria condizionata.

 

Alcune note sulle principali tradizioni che si incontrano

La tradizione Shakta

La tradizione Shakta è legata al simbolismo della Dea come principio divino femminile o energia primordiale. I ‘luoghi di potere’ legati alla Shakti o Devi sono chiamati Shakti Pitha (Peeth); i praticanti Shakta sono principalmente focalizzati sull’aspetto dinamico della divinità. Le radici dello Shaktismo penetrano molto profondamente nella preistoria dell’India e dell’umanità in generale; troviamo tracce del culto della Dea Madre risalenti alla civilizzazione di Harappa - Mohenjo Daro, considerata precedente alla fase vedica. In seguito ci sarà una ri-emergenza del femminino nella tradizione induista sanscritizzata e brahmanica con culti come lo Sri Vidya e la tradizione Kaula. Nel tour già a Delhi si visitano dei siti molto importanti dello Shaktismo: nella zona chiamata Mehrauli, nel sud di Delhi, che era anticamente conosciuta come Yoginipura (la Città delle Yogini), ci si reca al tempio di Yogamaya che è uno dei pochissimi in India dove le sacerdotesse sono donne. Sempre a sud si visita il famoso Chchattarpur Shakti Peeth, dedicato alla dea Adya Katyayani (una delle dieci Mahavidya), che fu fondato dal mistico shakta contemporaneo Durga Charanuragi Baba Sant Sri Nagpalji Maharaj. Nagpalji aveva passato molti anni in Kashmir e nell’Himalaia immerso in pratiche ascetiche; si dice che la Dea stessa gli apparve ordinandogli di recarsi a Delhi in quella zona particolare e costruirle una dimora. E’ rimarchevole il fatto che lo Yogi riuscì in un periodo di meno di vent’anni a trasformare una regione semipaludosa in uno dei più grandi complessi templari dell’India, e questo nonostante l’opposizione politica delle autorità locali e l’assoluta mancanza di fondi. Lo Shakti Peeth è molto vasto e comprende il tempio di Adya Katyayani, un museo, la residenza del Maestro e il suo Samadhi (sepolcro) dove sono raffigurate le forme delle dieci Mahavidya e un’impressionante forma di Mahakali. Ancora a Delhi si visita anche un tempio di Kali vicino al famoso Birla Mandir. Sempre nell’ambito degli Shakti Pitha a Haridwar si alloggia nella zona di Kankhal, a pochi passi dall’ashram/samadhi della santa bengalese Sri Anandamayee Ma, che era considerata un avatar o incarnazione di Sri Devi stessa; qui l’arati serale in stile bengalese è molto suggestivo. Sempre a Haridwar ci si reca in uno dei più antichi Shakti Pitha in India, sulla vicina collina chiamata Neela Parvata (la Montagna Blu): si tratta del tempio di Sri Chandi Devi, che si raggiunge con la funivia; da qui si ammira dall’alto il Gange che si dipana attraverso le varie parti di Haridwar. Un altro Shakti Pitha importante a Haridwar è quello di Mansa Devi. Si dice che Chandi Devi e Mansa Devi siano sorelle e questi siti sono anche considerati dei Siddha Peeth, ovvero luoghi anticamente frequentati dai Siddha (Maestri Perfetti dotati di poteri miracolosi) dove i desideri dei devoti vengono realizzati.

 

La tradizione Natha (Gorakhnathi)

Questa è un’antica tradizione iniziatica, yogica e sciamanica fondata da Guru Gorakhnath (Gorakshanatha), discepolo del grande yogi Matsyendranatha, venerato anche dai Tibetani col nome di Luipa. La tradizione Natha ha radici antichissime ed è legata a culti pre-ariani e pre-vedici. Lo Hatha Yoga, molto conosciuto in occidente, si è sviluppato inizialmente nell’ambito di questa tradizione. Matsyendranatha è anche il fondatore della tradizione tantrica Kaula ed è l’autore del Kaulajnana Nirnaya. Con Gorakhnath la scuola è diventata più ascetica, pur mantenendo il suo carattere magico-sciamanico. A Haridwar si visita un’importante sede Natha chiamata ‘Bhesh Bhagavan’, ovvero ‘Il luogo sotto la roccia di Mansa Devi’. Qui anticamente c’era soltanto una grotta (guha) abitata dal grande Siddha Mast Nath, che si potrà visitare attraverso un tunnel dalla sala principale, dove si tiene l’arati di Gorakhnath. Avremo la possibilità di assistere alla cerimonia serale dell’arati tenuta da Sri Yogi Vilasnathji e dagli altri iniziati Natha presenti che al momento cruciale soffieranno nel loro fischio rituale di corno creando un effetto molto suggestivo e vagamente tribale. Un’altra caratteristica distintiva dei Natha sono le orecchie perforate con degli orecchini chiamati ‘Kundal’ che hanno valenza magica e si dice aprano tutte le nadi o canali sottili del corpo. La fase della perforazione delle orecchie è quella finale e irreversibile dell’iniziazione Natha, e vi si riscontra anche un simbolismo legato all’ ‘audizione mistica’. Al Bhesh Bhagavan nel 2011 si ebbe la preziosa opportunità di conoscere e intervistare Yogi Vilasnath che è l’autore di diversi libri oltre che artista e ha completato diverse difficili sadhana della scuola Nath. Yogi Vilasnath è discepolo del Maestro Natha Anandanath, del ramo Pantha Ayi della Nath Sampradaya, a cui Alberto è connesso tramite Yogiji col nome di Niranjananath.

 

La tradizione dello Shaktipat Mahayoga

Lo Shaktipat Mahayoga è una forma di Kundalini Yoga in cui questa energia viene risvegliata da una trasmissione effettuata da un maestro chiamata Shaktipat.
Con riferimento a questa tradizione nel tour del 2011 abbiamo avuto la fortuna di passare una mezza giornata con un Maestro, Dr. Ravindra Kumar, che ci ha gentilmente concesso un’intervista, una sessione di pratica con lui e alla fine ci ha anche invitato a pranzo; si cercherà di ripetere quest’esperienza anche quest’anno. Ravindraji è autore di diversi libri in inglese sulle sue esperienze di risveglio della Kundalini. Era un accademico, professore di matematica in diverse università in Africa e negli Stati Uniti; il risveglio di Kundalini avvenne spontaneamente (ma aveva praticato a lungo yoga, meditazione e mantra) e in seguito visitò diversi Maestri e ottenne la trasmissione Shaktipat e l’autorizzazione a iniziare da un Maestro della linea di Vishnu Tirth Maharaj. Anche a Rishikesh si avranno contatti con esponenti dello Shaktipat Mahayoga e ci si reca a visitare lo Yogi Shree Peeth, l’ashram originario di Vishnu Tirth, conoscendo gli Swami attuali. Inoltre speriamo di poter incontrare Mataji, la consorte centenaria del leggendario Yogendra Vijnani, che era il Maestro di Vishnu Tirth, un grande Kundalini Yogi. Incontreremo Mita, la nipote di Vijnani, una persona molto interessante che è in contatto anche con Rudraji, un bravissimo insegnante di Hatha Yoga discepolo diretto del grande BKS Iyengar di Puna. A Haridwar si visita lo Shanti Mandir, che è l’ashram di Swami Nityananda, un altro Maestro Shaktipat discepolo del famoso Baba Muktananda.

 

Kriya Yoga

Nella tradizione Kriya cercheremo di incontrare la grande Yogini centenaria Sri Rani Ma che vive in ritiro nel suo Tapasthali Vatika ashram, nei pressi di Haridwar. Nel 2011 abbiamo avuto un bellissimo incontro con Rani Ma, che è discepola di Lahiri Mahashay, il guru del guru del famoso Paramahansa Yogananda. Speriamo di poter ripetere questa esperienza. Ovviamente quando si parla di personaggi ultracentenari non si può avere la garanzia di incontrarli, ma attualmente Rani Ma gode ancora di buona salute e negli ultimi tour è sempre stato possibile.

 

Altre tradizioni: Jain e Sikh

Nel corso del viaggio si avrà modo di visitare dei siti legati a due altre importanti tradizioni indiane: il Jainismo e il Sikhismo. A Mehrauli (sud di Delhi) si visita l’antico tempio Jain conosciuto come Dadabari, legato a un famoso yogi jainista, Sri Manidhari Jinachandra Suriji. Il tempio contiene una murti di Adinathe e si dice che qui siano avvenuti molti miracoli. Jinachandra era rispettato anche da devoti di altre religioni, induisti e musulmani. Mentre per quanto riguarda il Sikhismo visiteremo la Gurudwara Bangla Saheb, un luogo molto suggestivo dove ci si potrà sedere all’interno e ascoltare la salmodia del Guru Granth Saheb o accomodarsi al’aperto di fronte al Sarovar, una grande piscina sacra la cui acqua è considerata dai Sikh amrita curativa. La Gurudwara è connessa col Guru Sikh Har Kishan.

 

 

 

Programma del viaggio

NB: La sequenza delle visite è indicativa: il programma è flessibile per dare la priorità a possibili incontri con le figure di riferimento ristrutturando eventualmente le altre visite in funzione del tempo disponibile.

1°g. Domenica 5 agosto, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, KLM, Jet o prenotando altre compagnie scelte dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento in hotel (Florence Inn o simile), dove è in attesa dei partecipanti il capogruppo.

2°g. 6/8 Delhi
Delhi è una città che pulsa del dirompente fervore generato da un caotico processo di velocissima modernizzazione; ma se ci si sofferma in alcuni dei suoi straordinari siti di valenza spirituale si scopre che l’anima dell’India è sempre potente e salda, anche qui. Si dedica la mattina ad alcune interessanti visite, iniziando dal famoso tempio di Lakshmi Narayana (Birla Mandir) e recandosi poi al vicino tempio Buddhista della Mahabodhi Society e al tempio dedicato a Dakshina Kali, che è in stile Bengalese. Dopo pranzo ci si reca al Gurudwara Bangla Saheb, grandioso centro dei Sikh con una cupola d’oro e il samovar, una grande piscina sacra dove l’acqua è considerata miracolosa dai devoti. La giornata si conclude rilassandosi ai Lodi Gardens, spaziosi giardini dove si trovano dei Gumbaz (monumenti a cupola) della dinastia Lodi in stile pre-Mugal, molto antichi e molto belli. Ci potrebbe essere una sessione di massaggio ai piedi sull’erba offerta da un personaggio molto gradevole.

3°g. 7/8 Delhi
Incontro con il Maestro di Kundalini Yoga, Dr. Ravindrakumar, secondo la sua disponibilità. In seguito si potrà visitare il grande complesso di templi e ashram di Shaktipeeth Chchattrapur, fondato dallo yogi shakta (adoratore della Dea) Durga Charanuragi Baba Sant Nagpal Ji Maharaj, e il Dadabari, l’antico tempio Jain a Mehrauli. Il tempio è molto bello e situato in un’area molto tranquilla e verde della città.; questa zona era chiamata anticamente Yoginipur, la dimora delle Yogini, che erano venerate sia dagli induisti che dai jainisti. Li vicino infine si visita il tempio shakta chiamato Yogamaya Mandir, dove le sacerdotesse sono donne, tra i più antichi templi shakta in India. Con questo si conclude la seconda giornata.

4°g. 8/8 Delhi – Haridwar
Dopo colazione si parte per Haridwar, un viaggio di circa 6 ore. Sistemazione presso il Parmarth Ganesh Gyan Mandir Ashram a Khankal, che si trova vicino al samadhi-ashram di Anandamayee Ma, la famosa mistica bengalese. Il Gyan Ashram ha un giardino interno e una sala-tempio, è un posto dove si potrà godere di una certa tranquillità nelle ore di riposo e dove lo staff della cucina cercherà di accontentarci in materia di alimentazione. Durante il soggiorno a Haridwar chi vuole potrà seguire presso l’Ashram delle sessioni di yoga con Yogi Niranjan Dev Ji Maharaj, un bel personaggio esperto oltre che di yoga anche di ayurveda e altre forme di terapia. Per iniziare ad avvicinare questa città santa si potrà fare un giro sui ghat sulla Ganga (il fiume Gange) e ci si reca al samadhi di Anandamayee Ma per l’arati serale, una cerimonia molto bella e potente.

5°g. 9/8 Haridwar
Visita del tempio di Chandi Devi sul Neela Parvat, la Montagna Blu, dove si sale in funivia e si gode anche di una bella visuale su tutta Haridwar e sul Gange dall’alto. Il sacerdote di Chandi ci potrebbe in via straordinaria far entrare nel sancta sanctorum (garbha griha) della Dea per una benedizione speciale. Ritornati a Khankal, si potrà visitare il Parad lingam o lingam di mercurio che si trova all’Harihara Ashram, dove vedremo anche l’albero sacro di rudraksha (da dove vengono i semi con cui vengono fatte le mala). Si potrà anche visitare lo Shri Yantra Mandir, posto non lontano dal nostro ashram, dove si trova una Kali d’oro (Suvarna Kali).

6°g. 10/8 Haridwar
In mattinata si visitano i siti a Kankhal, come la sede antica degli asceti dell’Ordine Udasi e un ashram monastero del Mahamandaleshwar, l’Ordine Saraswati di Shankaracharya (Surat Giri Bangla), dove si trova il samadhi di H.H. Swami Brahmananda Saraswati posta vicino a una bella murti di Sri Ambaji; qui e c’è anche un ghat privato sulla Ganga dove è molto bello sedersi e contemplare lo scorrere del fiume sacro. Nel primo pomeriggio ci si reca al Tapasthali Vatika, l’ashram di Sri Sri Rani Ma, la yogini centenaria nella tradizione Kriya.

7°g. 11/8 Haridwar
Visita del tempio della Dea Mansa Devi. Chandi Devi e Mansa Devi sono le due dee protettrici di Haridwar e sono entrambe considerate Shakti Peeth e Siddha Peeth, dimore della Shakti e dimore dei Siddha (yogi dotati di poteri miracolosi sempre presenti nel loro corpo sottile). In seguito si visita il Bhesh Bhagavan, sede principale dell’Ordine Nath (Gorakhnathi) dove potremo incontrare Yogi Vilas Nath Ji, un’autorità nell’Ordine, autore di diversi libri in hindi e in inglese. Gli appartenenti a questa scuola inseriscono nei lobi delle orecchie degli orecchini speciali rotondi chiamati kundal che sono il segno distintivo di un Nath Yogi; secondo questa scuola i kundal hanno la funzione specifica di agire sulle energie sottili del corpo. Si partecipa all’arati serale.

8°g. 12/8 Haridwar
Mattina di meditazione all’ashram di Anandamayee Ma o lezione di yoga o tempo libero per shopping. Nel pomeriggio ci si reca di nuovo nella Haridwar vecchia per visitare la sede dell’Ordine Juna Akhara, vagabondando piacevolmente nelle viuzze, e in serata si torna ad assistere all’arati dei Natha.

9°g. 13/8 Haridwar
Potremo partecipare a un programma speciale all’ashram Shanti Mandir chiamato "Divya Deeksha day", il giorno dell’iniziazione di Swami Muktananda. Ci saranno canti, meditazione, un discorso di Mr. Ram Pal e un possibile invito a pranzo. Pomeriggio: libero, riposo, preparazione del bagaglio per il trasferimento del giorno dopo, yoga, meditazione da Anandamayee Ma, shopping.

10°g. 14/8 Haridwar - Rishikesh
Trasferimento a Rishikesh al Paramartha Ashram, l’ashram più bello di Rishikesh posizionato proprio sulla Ganga, con vista del fiume dalle finestre delle nostre stanze. In serata si potrà passeggiare lungo il fiume, esplorando il luogo, e assistere all’arati in un ashram vaishnavita lì accanto.

11°g. 15/8 Rishikesh
Visita al kutir del grande Maestro Sivananda posto sulla sponda opposta della Ganga, dove si potranno vedere le stanze dove lui ha vissuto, proprio in riva al fiume. Si visita in seguito lo Sivananda Ashram dove potremo incontrare Swami Nirliptanandaji Maharaj, che ci potrà concedere un’intervista in cui potranno anche essere poste nostre domande personali su diversi aspetti della pratica spirituale. Swami Nirliptanandaji era precedentemente un ufficiale governativo di alto livello (IAS) che ha rinunciato alla sua posizione per poter seguire il sentiero spirituale sotto la guida di Swami Chidananda Maharaj, discepolo e successore di Swami Sivananda. Nel pomeriggio potremo recarci in visita allo Yogi Shree Peeth, ashram monastico di Swami Vishnu Tirth, discepolo di Yogendra Vijnani. Se siamo fortunati, potremo avere il darshan del Maestro anziano Swami Govindanandaji Maharaj, discepolo di Swami Shivom Tirth, il rinomato discepolo di Vishnu Tirth che ha diffuso la tradizione in diverse parti dell’India e anche all’estero. Govindanandji è molto anziano ma ha una presenza bellissima e molto luminosa. In seguito, potremo anche incontrare Swami Mrityunjaya Tirth, che ci potrà concedere un intervista; è la persona attualmente autorizzata a trasmettere Shaktipat (risveglio di kundalini) in questo ashram. Conosceremo anche il Brahmachari Sunilji Maharaj, discepolo di Govindanandji, una bellissima persona.

12°g. 16/8 Rishikesh mattina libera
Nel pomeriggio faremo visita alla consorte centenaria (Mataji) e alla famiglia di Yogendra Vijnani Maharaj, il grande Maestro della tradizione Shaktipat Mahayoga. Ci potremo intrattenere con la famiglia del Maestro, Mataji, Buaji (la figlia, anche lei yogini) e Mitaji (la nipote) che ci racconteranno episodi della vita di questo grande yogi poco conosciuto in Occidente, che era tra l’altro molto amico di Swami Sivananda. Potremo anche partecipare all’arati serale con Mataji e probabilmente saremo invitati a cena; si tratta di un esperienza con una famiglia indiana tradizionale. Mitaji, la nipote di Mataji, ci potrà dare delucidazioni sul processo dello Shaktipat Mahayoga. La particolarità di Yogendra Vijnani è che era stato un perfetto Hatha Yogi e allo stesso tempo seguace del Mahayoga, che ha ricevuto dal Maestro bengalese Sri Narayana Tirtha. Mitaji ci potrà forse anche presentare Rudraji, un maestro di Hatha Yoga molto valido, discepolo diretto del famosissimo BKS Iyengar.

13°g. 17/8 Rishikesh
Giornata finale libera per riposo, shopping e preparazione al ritorno. Chi vuole potrà tornare in mattinata all’ashram di Sivananda e potremo passeggiare nel pomeriggio fino al Lakshman Jhula per vedere quella parte di Rishikesh.

14°g. 18/8 Rishikesh – Delhi e volo di rientro
Si parte in tarda mattinata per Delhi. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro.

15°g. Domenica 19 agosto, arrivo a destinazione

 

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