Informazioni utili

Da: domenica 1 marzo 2015A: domenica 15 marzo 2015Durata: 15 giorni

INDIA 2015: Tour del Gujarat

Nomadi Jath

Palitana

Ashram Ghandi

Donna Rabari

Chota Udepur

 

Lo stato indiano del Gujarat è la dimora di diversi gruppi etnici, presenta un ampio insieme di siti storici e preserva aree naturali di grande bellezza, di cui le più famose sono la regione di Sasan Gir, dove vive il leone asiatico, e le vaste distese di sale del Rann of  Kutch. Il tour inizia da Ahmedabad, la capitale, e porta a Champaner e nelle regioni tribali di Jambughoda e Chota Udepur, nel Gujarat occidentale; per la festa di Holi si sarà a Jambughoda, ospiti della famiglia del Raj.

Da qui si prosegue per Lothal, Bhavnagar e Palitana, il monte sacro jainista ornato da ben 863 templi, e si arriva sulla costa dell’oceano a Diu, cittadina di origine portoghese. Ci si reca quindi al Parco Nazionale di Sasan Gir e, dopo un’esplorazione con le jeep, si continua per Junagadh, base di partenza per salire la montagna sacra di Girnar, coronata di templi induisti e jainisti, meta di pellegrinaggio da tutta l’India. Proseguendo, dopo la visita di Gondal si arriva nella regione di Bhuj nel Gujarat occidentale fino ai margini del deserto bianco del Kutch, una regione dove risiedono diverse etnie e alcuni gruppi nomadici.

 

Rann of Kutch Sasan Gir Diu
Rann of Kutch
Sasan Gir
Diu

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Domenica 1 marzo, volo per Mumbai 

 

2°g.  2/3 Mumbai – Ahmedabad  

Accoglienza da parte del nostro corrispondente presso il terminal degli arrivi internazionali di Mumbai e trasferimento alle partenze nazionali per l’imbarco sul volo per Ahmedabad. Vi sono diverse possibilità di volo, a partire dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio; verrà quindi scelto il volo più idoneo in funzione dell’orario di arrivo a Mumbai. Ad Ahmedabad è in attesa dei partecipanti il corrispondente per il trasferimento in hotel; si alloggia presso l’hotel Cama (www.camahotelsindia.com).

 

3°g.  3/3 Ahmedabad  

Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat. Si dedica la giornata alle visite; si inizia dal tempio jainista di Hathisingh, quindi ci si reca al Calico Museum (www.calicomuseum.com), che raccoglie una fantastica collezione di tessuti antichi. Si vedono le tre moschee principali: Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura; Jama Masjid, del 1423, edificata da Ahmed Shah; Rani Rupmati, del 1430, famosa per lo stile con diversi tratti di origine induista. Un’importanza particolare ha il Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume: Mahatma Ghandi vi risedette fino al 1930 e fu qui che ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India; sono interessanti anche il Museo e la mostra fotografica.

 

4°g.  4/3 Ahmedabad – Champaner – Jambughoda  

La meta di oggi è Jambughoda che dista 190 km, un viaggio di circa 4 ore: si segue l’autostrada verso sud fino a Vadodara e da qui si continua in direzione est. Poco prima di giungere a destinazione si visita Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco; i siti di questa vasta area archeologica datano dall’VIII al XIV secolo. Si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista; i monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Nella regione collinare di Jambughoda, immerse in una bella natura ricca di foreste di teak, vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia presso l’hotel “A home for nature lovers” (www.jambughoda.com), la residenza del Raja della regione, Vikramsinhji, che risiede in loco con la moglie.

 

5°g.  5/3 Jambughoda  

Ci si reca al mercato settimanale dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Si raggiunge quindi la cittadina di Chhota Udepur (48 km), nei pressi del confine col Rajasthan. Situata sulle rive di un lago, era la sede di uno dei piccoli principati del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. In serata si partecipa alla celebrazione del Holika Dahan, che completa la prima giornata del festival di Holi, in un villaggio vicino alla residenza del Raja: unico nostro dovere sarà lanciare un cocco nel falò al momento opportuno; si ricorda con questo come si preservò dal fuoco il principe Prahalada, protetto dalle vesti magiche di Holika, la malvagia sorella di un re cattivo che cercò di usurpare Vishnu.

 

Champaner Jambughoda Junagadh, Mahabat M.
Champaner
Jambughoda
Junagadh, Mahabat M.
 

 

6°g. 6/3 Jambughoda  

Si celebra Holi con la famiglia del Raja. Holi è fondamentalmente un festival del raccolto con diverse interpretazioni religiose, tra queste: la storia di Holika e Prahalada; l’eliminazione del demone Putana da parte di Krishna; o la celebrazione di Kama, divinità del piacere e del destino. Nella giornata di oggi è usanza bagnarsi con acqua colorata e spargersi di polveri colorate, con danze e canti, un momento conviviale tra amici e parenti. Nel pomeriggio si visitano i villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif eseguiti con colori naturali, che vengono realizzati in occasione di una ricorrenza di buon auspicio come una nascita, un matrimonio o una festa importante. Rientrati a Jambughoda si cena con la famiglia del Raja.

 

7°g.  7/3 Jambugodha – Lothal – Bhavnagar  

Si parte per Bhavnagar, che dista 250 km, un tragitto di circa 6 ore. Sul percorso con una breve deviazione di raggiunge Lothal, un antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo, con il bacino portuale che è particolarmente ben preservato. Si alloggia presso il Nilam Bag Palace (www.nilambagpalace.com), una heritage property, edificata nel 1859, che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città è situata vicino al mare ed ha un suo porto, ma la parte più interessante sono le stradine della parte vecchia, un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi.

 

8°g.  8/3 Bhavnagar – Palitana  

Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud. Per esplorare il Shatrunjay (che significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km, un lungo tragitto che non tutti percorrono interamente, ma se si riesce ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del monte letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, portando il tipico bastone a punta. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte; si alloggia nei pressi al Vijay Vilas, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un poco come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è famigliare e le persone molto cortesi.

 

9°g.  9/3 Palitana – Diu – Sasan Gir  

Da Palitana si raggiunge la costa dell’oceano a Diu, che dista 164 km, circa 3,5 ore di viaggio. Questa cittadina è stata parte del Portogallo fino al 1961; le tranquille stradine del centro testimoniano la recente presenza portoghese e il grande forte che si affaccia sul mare, interessante da visitare, ne fu il motivo. Costruito nel XVI secolo, era una base navale molto importante per il controllo dei traffici commerciali. Nel pomeriggio di prosegue per il Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 80 km, circa due ore, in direzione nord. Si alloggia presso il Lion Safari Camp (www.campsofindia.com/lion_safari_camp.php), un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra gli alberi di mango; le tende sono pienamente arredate, dotate di bagno proprio, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico!

 

10°g.  10/3 Sasang Gir – Junagadh  

Il parco Nazionale di Sasan Gir è l’ultima casa del leone asiatico, e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nella acque si vedono i coccodrilli. Si effettua un’escursione in jeep al mattino presto per vedere gli animali, partendo prima di colazione; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. Si lascia il parco dirigendosi a Junagadh, che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio, dove si alloggia presso il Leo Resort (www.leoresorts.com), il migliore disponibile in questa località. Si esplora la cittadina, dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte si trovano anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale e una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748.

 

11°g.  11/3 Junagadh

Si dedica la giornata all’esplorazione del monte sacro di Girnar, un vulcano estinto situato ad est delle città, alto circa 1100 mt, che i jainisti chiamano Monte Neminath. E’ uno dei siti magici dell’India, poco visitato dai turisti, ininterrotta meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire almeno dal III secolo. Lungo la salita e sulle vette del monte si trovano diversi templi; il sito più importante per i jainisti è il tempio di Neminath, posto sulla prima cima, che fu edificato nel XII secolo. Secondo la tradizione jainista fu qui che il 22° guru, il Tirthankara Neminath, lasciò il corpo dopo aver vissuto su questo sacro monte per 700 anni; il tempio, costruito in marmo bianco e riccamente cesellato, sarebbe edificato esattamente in quel punto e conserva una sua rappresentazione in marmo nero. Sono molto interessanti anche il tempio di Mallinath, il tempio di Amba, e, sulla cima di Gorakhnath, che è il punto più alto, si trovano le impronte di questo grande rishi. Per chi lo desidera, per la salita è possibile affittare una portantina; ci sono 8500 gradini e il tempo richiesto è di circa 4 ore.

 

12°g.  12/3 Junagadh – Gondal – Bhuj (Rann of Kutch)

Si parte per Gondal, che dista 65 km, un tragitto di circa un’ora e mezza. La famiglia reale di Gondal è nota anche per la grande passione per le automobili; presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. Si visitano il Palazzo sul fiume, l’antica Farmacia Ayurvedica e ci si reca al Palazzo di Naulakha per il pranzo. Si prosegue quindi per Bhuj, che dista 270 km, un viaggio di circa 5 ore. Si alloggia al The Kutch Safari Lodge, ai bordi del mare di sale del Rann of Kutch (www.kutchsafaribhuj.com/#), situato circa 15 km fuori città.

 

13°g.  13/3 Bhuj (Rann of Kutch) 

Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in una vasta produzione artigianale e tessile. Si utilizza la giornata per esplorare la zona ed incontrare i gruppi etnici principali. In serata ci si reca ai margini delle vaste distese di sale bianco per ammirare il tramonto.

 

14°g.  14/3 Bhuj – Mumbai e volo di rientro  

Si visita la cittadina di Bhuj, dove la parte vecchia è ancora circondata dalle mura. Il volo per Mumbai parte alle 18.25 con arrivo alle 19.55 (orari da confermare). A Mumbai è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba che si occupa del trasferimento alle partenze internazionali. I voli di rientro partono quasi tutti nelle tarde ore della sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto.

 

Domenica 15 marzo, arrivo a destinazione

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