Informazioni utili

Da: venerdì 26 febbraio 2016A: lunedì 7 marzo 2016Durata: da 11 a 19 giorni

Estensione finale a: martedì 15 marzo 2016

INDIA 2016: Etnie dell’Orissa e parchi del Madya Pradesh

Orissa

Simhachalam

Bandhavgarh

Orissa

Orissa

 

 

Uno dei volti più interessanti e meno conosciuti dell’India sono le popolazioni che traggono le proprie antichissime origini culturali dai tempi che antecedono l’ingresso della cultura vedica nel subcontinente. Per incontrarle ci si reca nelle parti interne dello stato dell’Orissa, le regioni dove la maggior parte di questi gruppi etnici è sopravvissuta al divenire della storia grazie anche alla natura selvaggia, conservando usi, abitudini e credenze. Si prosegue poi il viaggio attraverso lo stato di Chhattisgarh arrivando nelle regioni centrali dell’India ai parchi nazionali del Madya Pradesh, scoprendo un mondo ancora intatto, dove nella bellissima natura prosperano moltissime specie di animali ed anche un gran numero di tigri, che cercheremo esplorando i parchi con le jeep.

 

Tappe

 

Orissa Shivsratri
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Giunti a Bandhavgarh si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio per Varanasi, dove si arriva in occasione della ricorrenza più avvincente dell’anno: le celebrazioni di Shivaratri. Si rientra poi a Delhi seguendo un percorso che offre un compendio di quanto di più interessante ci offra il mondo gangetico, toccando luoghi intensamente spirituali, siti archeologici e storici anche fuori dagli usuali circuiti turistici, per godere di quanto di può vero possa regalarci un viaggio nella magica India.

 

 

Kanha, tigre Kanha Barasingha
Kanha, tigre
Kanha
Barasingha

 

Nota tecnica

Il clima previsto è secco e gradevole: nella regione di Jeypore in Orissa la media stagionale indica rare precipitazioni e temperature massime sui 20°c e minime sui 5°c.; nella regione dei parchi del Madya Pradesh ed a Varanasi troviamo le massime sui 30°c e mediamente un solo giorno al mese con possibili precipitazioni. Per i trasporti si usano sempre mezzi privati con anche un comodo tratto di treno tra Gwalior e Delhi per chi segue l’estensione e gli hotel sono di buona qualità (i siti dei medesimi sono indicati nel programma); le sistemazioni più semplici sono a Jeypore e Chitrakoot.

 

Etnie dell’Orissa

Lo stato indiano dell’Orissa (recentemente rinominato Odisha) ha il più grande numero di etnie di tutta l’India: si contano in tutto 62 gruppi diversi che costituiscono secondo i dati del governo indiano circa un quarto degli abitanti dello stato; la maggior parte di queste popolazioni abita le aree collinari delle ‘Eastern Ghats’. Ogni gruppo ha abitudini proprie, sia per l’organizzazione sociale che per le credenze politeiste ed animiste, si trova un’ampia varietà di costumi e il ceppo linguistico di origine dravidica ha sviluppato  grandissime differenze nei singoli idiomi, tanto da rendere i linguaggi pressoché incomprensibili tra gli uni e gli altri. Nel corso del viaggio si sosta per tre notti a Jeypore, il punto meglio posizionato della regione per effettuare delle interessanti visite. Per accedere alle aree tribali è necessario il rilascio di uno speciale permesso e si ricorda che esiste un divieto ufficiale di fotografare le persone. 

 

Alcune note su Shivaratri

La notte di Shivaratri, notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo (Phalgun), si celebra la festa per le nozze di Shiva e Parvati, la coppia divina dalla cui unione si manifesta l’energia del cosmo. Questa celebrazione dell’atto creativo che dà vita all’universo viene vissuta dai fedeli del Grande Dio e della Dea in uno spirito di totale, festoso abbandono, e trova il suo più naturale luogo di celebrazione a Varanasi, l’antica Kashi, la città sacra ancora esistente più antica al mondo, considerata nella tradizione vedica il ventre di Shiva. Qui, secondo il mito, il Dio stesso ha cercato l’espiazione e la liberazione dal peccato di brahamanicidio commesso con la decapitazione del dio vedico Daksha.

La benevolenza della coppia divina che garantisce la liberazione dal ciclo delle rinascite si festeggia con una notte di purificazione (Yoga) e di ebbrezza (Bhoga), la cui indissolubile complementarità,  quintessenza dello spirito di Kashi, viene rappresentata in un antico rilievo del tempio di Kardameswara, dove, accanto al guru che sgrana il rosario immerso nella recitazione dei mantra, il discepolo prepara il bhang, l’inebriante mistura che è tradizionalmente consumata dai devoti durante Shivaratri. 

 

Shivaratri, aarati Shivaratri Shivaratri, aarati
Shivaratri, aarati
Shivaratri
Shivaratri, aarati
 

 

Panchakroshi

A contorno della grande processione di Shivaratri viene eseguito il pellegrinaggio di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo e poi tornando alle rive del fiume Gange ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha.

 

Programma del viaggio

1°g.  Venerdì 26 febbraio, partenza per l’India  
Per raggiungere Vishakapatnam nello stato dell’Andhra Pradesh in India si possono utilizzare diverse compagnie che arrivano a Delhi o Mumbai e da queste città si prende poi un volo di collegamento.

2°g.  27/2 Arrivo a Vishakapatnam  
Arrivo a Delhi alle 10.15; si riparte per Vishakapatnam alle 15.20 con arrivo alle 17.30. Si viene ricevuti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce all’hotel Fortune Inn Shreekanya (fortunehotels.in/hotel/Visakhapatnam-Fortune_Inn_Sree_Kanya.aspx) dove si incontrano il capogruppo ed i partecipanti giunti da Chennai.

3°g.  28/2 Vishakapatnam – Jeypore  
Si parte in direzione nord ovest entrando nello stato dell’Orissa; Jeypore dista 234 km, un percorso che richiede circa 5 ore di guida. Uscendo dalla città ci si reca al tempio di Simhachalam, una bella costruzione di origini antichissime e secondo per importanza dello stato, immerso in un zona di foreste. Si riprende il viaggio e poco prima di arrivare si visita il mercato di Koratpur, dove si incontrano principalmente persone dell’etnia Paroja. E’ un gruppo che parla un linguaggio dravidico con una religione politeistica e totemica nel contesto di una società patriarcale. Si prosegue per Jeypore, che dista circa 20 km, dove si alloggia presso l’hotel Hello (hellojeypore.com) o simile; la cittadina è situata tra le colline dell’Eastern Ghats e di Araku, non lontano dallo stato di Chhattisgarh, in una regione dove vivono 52 differenti gruppi etnici.

4°g.  29/2 Jeypore  
Si dedica la giornata alla visita delle aree etniche, con il mercato settimanale dei Desia Kondh, il villaggio di Kakariguma dove vivono i Mali e si effettua anche una visita del museo tribale di Koratpur.

5°g.  1/3 Jeypore  
Si proseguono le visite nella regione; oggi si tiene il mercato settimanale dei Dhurva, uno dei gruppi tribali principali del distretto di Bastar, con una ventina di villaggi di Ramgiri.  Ci si reca anche alla grotta di Gupteswar, posizionata su di una panoramica collina in una zona naturale molto bella.

6°g.  2/3 Jeypore – Raipur  
Si lascia Jeypore in direzione nord ovest per Raipur, capitale dello stato indiano di Chhattisgarh, che dista 366 km, un tragitto di circa 7 ore; sul percorso si arriva a Kondagaon, il posto migliore per trovare ogni tipo di prodotto artigianale etnico della regione, a prezzi anche vantaggiosi. A Raipur si alloggia presso il Gateway Hotel (thegatewayhotels.com/ge-road-raipur/overview.html).

7°g.  3/3 Raipur – Kanha Tiger Reserve  
Si continua oltre Raipur sempre in direzione nord ovest arrivando in Madya Pradesh al Parco Nazionale di Kanha, che dista 200 km, circa 4 ore di viaggio; si alloggia al Kanha Jungle Lodge (kanhajunglelodge.com). Il parco ospita un gran numero di tigri e praticamente tutte le specie animali dell’India, tra cui i rarissimi Barasingha, un elegantissimo tipo di capriolo. Il parco, situato tra i 600 ed i 900 metri sul livello del mare, venne costituito nel 1933 e successivamente esteso, ora la sua area centrale copre 917 kmq e l’area di riserva che la circonda altri 1134 ed è. E’ considerato tra i parchi più pittoreschi dell’Asia, il luogo che ispirò a R. Kipling il celebre “Libro della giungla”. Nel pomeriggio tra le 15.00 e le 18.00 si effettua una prima esplorazione con le jeep alla ricerca degli animali.

8°g.  4/3 Kanha Tiger Reserve – Parco Nazionale di Bandhavgarh
Il Parco riapre alle 6.30 del mattino; si cercherà di arrivare presto per la seconda escursione perché il mattino è ottimo per vedere gli animali. Si rientra quindi al Lodge e si parte per il Parco Nazionale di Bandhavgarh, situato circa 250 km più  nord, sempre nel Madya Pradesh, uno spostamento che richiede 5 o 6 ore. Ci si accomoda presso il Bandhavgarh Jungle Lodge (bandhavgarhjunglelodge.com). Questo parco è famoso perché ospita il maggior numero di tigri in India, all’ultimo censimento erano circa 50 esemplari; situato tra i monti del Vindhyan a circa 800 mt di quota era originariamente la riserva di caccia della dinastia dei Rewa, di cui si ammira il pittoresco castello posizionato su di un monte che domina la bellissima natura. Tra le colline coperte di foresta vi sono molti piani e radure con laghetti e stagni, dove vivono 37 specie diverse di mammiferi e 250 di uccelli, incluso il martin pescatore; la zona interna si estende su 694 kmq e l’area d contorno per altri 437.

9°g.  5/3 Parco Nazionale di Bandhavgarh  
Nella giornata di oggi si effettuano due esplorazioni con le jeep nel Parco alla ricerca degli animali.

 

Per chi rientra:

10°g. 6/3 Bandhavgarh – Jabalpur – Delhi e volo di rientro  
Si lascia il Parco accompagnati da un  autista che parla la lingua inglese alla volta dell’aeroporto di Jabalpur, che dista 160km, un viaggio di circa 3 ore. Il volo per Delhi parte alle 18.45 con arrivo alle 20.35 (SG 2452, orari d confermare). Da Delhi si prosegue con il volo di rientro.

11°g.  Lunedì 7 marzo, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue per Shivaratri:

10°g.  6/3 Bandhavgarh – Varanasi (Benares)  
Si parte in direzione nord est per Varanasi, che dista 325 km, un viaggio di 7 o 8 ore. Giunti a Varanasi ci si accomoda presso l’hotel Clarks (clarkshotels.com) dove si incontrano i partecipanti giunti per seguire questa parte del programma. Chi lo desidera potrà iniziare già oggi l’esplorazione della città con il capogruppo; ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Benares, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i ricscio a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

11°g.  7/3 Varanasi: Shivaratri  
Oggi è il giorno di Shivaratri e nella serata si svolge la grande processione. Per chi lo desidera, questa grandiosa giornata inizia alzandosi presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del Gange. Dopo la colazione ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, ci si trasferisce all’hotel Gateway Ganges (thegatewayhotels.com/ganges-varanasi/gallery.html) e ci si reca su Gange per l’aarati serale: al termine  si avvicina ai ghat la grande, coloratissima processione di Shivaratri, uno dei momenti più intensi del viaggio, dove ci si potrà immerge tra la folla dei devoti, tra rulli di tamburi, carri addobbati e personaggi che raffigurano il pantheon induista, condividendo l’ebbrezza della gente con molte persone piuttosto gioiose anche per aver bevuto abbondanti dosi di bhang.

12°g.  8/3 Varanasi: Panchakroshi  
Oggi si svolge il circuito sacro di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo dalle rive del sacro fiume ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha. Si segue parte del circuito… con un veicolo privato. Si torna quindi sui ghat di Benares proseguendo l’esplorazione della parte più antica della città e godendo di un ultimo aarati al tramonto.

13°g.  9/3 Varanasi – Allahabad – Chitrakoot  
Si lascia Varanasi in direzione ovest per Allahabad, che dista circa 120 km, circa 3 ore di guida. Allahabad, l’antichissima Prayaga, è un centro spirituale induista e città di grande importanza anche nella storia dell’India moderna, in quanto centro amministrativo del protettorato britannico e città d’origine della famiglia Nehru. Si visita Anand Bhawan, dove nacque Jawal Lal Nehru, e ci si reca al tempio di Nagavisuki dedicato al Re dei Serpenti e al Triveni, la confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati. Questo è considerato il luogo più sacro dell’India del Nord, dove ogni 12 anni si celebra il ciclopico raduno mistico induista del Kumbhamela. Si prosegue il viaggio verso ovest arrivando a Chitrakoot, che dista 130 km, con altre 3 ore circa di viaggio; ci si accomoda nel semplice Tourist Bungalow, il meglio che qui si possa trovare, situato lungo la riva del fiume Mandakini. Ci si reca al Ramgath, cuore spirituale della cittadina, per assistere all’aarati.

14°g.  10/3 Chitrakoot
Questa piccola cittadina adagiata lungo il fiume Mandakini è un importante centro per la spiritualità indiana, conosciuta come  la ’piccola Varanasi’ per i molti templi e Ghat: secondo l’epica è il luogo dove Rama e Sita trascorsero 14 anni di esilio nella foresta. E’ sede di ashram e meta di pellegrinaggio dei devoti che si bagnano lungo il Ramghat, centro dell’attività spirituale. Si percorre a piedi il circuito intorno alla collina di Kamadgiri (5 km), sulla cui cima era collocata la dimora di Rama e Sita, e si visitano gli altri luoghi sacri immersi in un ambiente naturale di suggestiva bellezza, con le sorgenti di Hanuman, la vasca di Janki Kund e così via.

15°g.  11/3 Chitrakoot – Kalinjar – Khajuraho  
Partenza per Kalinjar (circa 80 km a sud ovest), dove si erge un’antica roccaforte fondata dalla dinastia Chandela nel IX secolo ed espugnata solo brevemente da Akbar nel XVI. In magnifica posizione sulle propaggini dei monti Vindya, al centro di una foresta che si estende a perdita d’occhio, l’estesa superficie della rocca racchiude tesori di arte induista e moghul la cui solitaria e straordinaria bellezza proietta i rari visitatori nella dimensione di un’India che è sempre più difficile trovare. In particolare le gigantesche sculture rupestri di Shiva Bhairav in corrispondenza di uno degli accessi alla rocca e nel tempio di Nilakanth sono di impressionante bellezza. Dopo la visita si prosegue per Khajuraho, circa 100 km, dove si alloggia presso l’hotel Radisson Jass (radisson.com/khajuraho-hotel-in/indkhaj). Nel XIX secolo nei pressi dell’allora piccolo villaggio di Kajuraho furono ritrovati i templi Chandela costruiti tra il X ed il XIII, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. E’ molto interessante anche il vicino sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina.

16°g.  12/3 Khajuraho - Dhubela - Orchha  
Orchha dista circa 170 km, che si percorrono in circa 4 ore attraverso un ambiente rurale con anche aree piuttosto selvagge; dopo una sessantina di chilometri si sosta a Dhubela dove nel vecchio forte si trova un interessante museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti, situato in un’area molto piacevole da esplorare anche camminando. Giunti ad Orchha ci si accomoda presso l’hotel Orchha Resort (orchharesort.com). Questo tranquillo paese nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i siti più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile.

17°g.  13/3 Orchha – Gwalior  
Si parte in direzione nord ovest verso la città di Gwalior; dopo circa 60 km di guida con una breve deviazione a sud della strada si raggiunge Sonagiri, un luogo ritenuto dai jainisti di grande auspicio per l’ottenimento della liberazione dove si trovano diversi templi che originano dal IX secolo. Si prosegue il viaggio arrivando con altri 65 km di guida a Gwalior, dove ci si accomoda presso l’hotel Gwalior Residency (hotelregencygroup.com). Ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano delle splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’area del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Tornati in città si visitano il tempio di Vishnu, Teli Ka Mandir, che risale al IX secolo, e il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere.

18°g.  14/3 Gwalior – Delhi e volo di rientro  
Si prende il treno per Delhi, che dista da qui 330 km; si parte alle 8.10 con rivo alle 13.15. Alla stazione è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino.

19°g.  Martedì 15 marzo, arrivo a destinazione

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