Informazioni utili

Da: sabato 8 aprile 2017A: domenica 16 aprile 2017Durata: da 9 a 23 giorni

Estensioni finali a: sabato 22 aprile 2017 O: domenica 30 aprile 2017

Il viaggio porta nella regione del Kurdistan iraniano, tra spettacolari montagne ed altopiani dove il glorioso e spesso perseguitato popolo curdo, che rappresenta il 10% circa della popolazione dell’Iran, ha vissuto una vita principalmente nomadica mantenendo vive le proprie tradizioni, la propria lingua e la propria religione, pur integrandosi nella nazione con minori spinte autonomistiche rispetto a quanto avviene nei paesi limitrofi. Si scopre così un Iran molto diverso ed estremamente interessante, un nuovo mondo rispetto a quanto si incontra nelle più frequentate regioni classiche del centro-sud.

 

È un percorso nuovo e assolutamente unico, che partendo da Tehran attraversa la regione dell’ovest dell’Iran seguendo un anello che attraversa un territorio naturale molto bello ed a volte anche impervio e porta a visitare vestigia storiche di epoche molto antiche e culture differenti, incluso un sito Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si visitano remoti villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si ammirano santuari curdi musulmani a vocazione animista e mitraica, si visita Ectabana, una delle più grandi città del mondo antico che fu capitale di Dario il Grande, si sale alla leggendaria fortezza della cosiddetta "setta degli assassini”, tristemente famosa per la sistematica eliminazione fisica dei rivali politici e si vedono alcune tra le più antiche iscrizioni multilingue al mondo, che hanno permesso agli esperti di decifrare la scrittura cuneiforme e conoscere eventi fondamentali nella storia dell’umanità.

 

IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba
Marivan cerimonia
Kermanshah
Taq-e Bostan

 

Alcune note sui Curdi

I Curdi sono un gruppo etnico indoeuropeo che oggi conta circa 35-40 milioni di persone. Il Kurdistan iraniano è da loro considerato come una delle 4 parti del grande Kurdistan, insieme al Kurdistan del Nord (la zona a sud est della Turchia), il Kurdistan dell’Ovest (la Siria del Nord) e il Kurdistan del Sud (Iraq del Nord). I governi di questi stati si sono sempre opposti attivamente alla costituzione di un unico Stato curdo, facendone uno dei più grandi gruppi etnici del mondo che ancora oggi sono privi di unità nazionale.
Si ritiene che i Curdi discendano dagli antichi Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti di Sciti e Galati di stirpe celtica. Oggi in Iran costituiscono il terzo maggiore gruppo etnico (10% circa), dopo i Persiani e gli Azeri. Oltre la metà dei Curdi iraniani sono musulmani sunniti, quindi non sciiti come la maggioranza degli iraniani. Inoltre, sopratutto nella regione di Hewraman verso il confine con l’Iraq, che si visita con il programma, sono tuttora seguite religioni arcaiche e vi si trovano antichi luoghi sacri, in particolare di fede Yarsan, il cui significato è “Gente di verità”. Secondo la religione Yarsan, seguita da circa un milione di persone, e gli insegnamenti del mistico Sultano Sahak (XIV secolo), l’universo è composto da due mondi distinti interconnessi: quello interiore (Batini) e quello esteriore (Zahiri), ognuno con le sue regole e ordine. Sebbene gli essere umani siano consapevoli soltanto del mondo esteriore, le loro vite sono governate secondo le regole dell’interiore, tra le quali si considera la trasmigrazione dell’anima.
Secondo gli studiosi nella regione di Hewraman si hanno anche forti connessioni con la fede zoroastriana, conosciuta anche come mazdeismo, anch’essa ancora praticata qui da piccole comunità, e fu il dio zoroastriano Ahura Mazda (Ahuraman) che ispirò il nome dato alla regione ed al villaggio, che prima dell’invasione musulmana araba era un’importante zona di pellegrinaggio.

 

Estensione: Le regioni del nord

L’estensione, eseguibile anche come viaggio a se stante (Iran: Le regioni del nord, alle origini della storia) porta nella parte più settentrionale della Persia, nell’Azerbaijan iraniano. E’ un percorso che completa in modo ottimo la prima parte del viaggio esplorando le regioni popolate dagli azeri, con un alternarsi di paesaggi magnifici intervallati da inaspettati gioielli storici e artistici, anche in quest’area perlopiù sconosciuti al turismo. Si vedono mausolei di importanti santi Sufi, complessi monastici e chiese cristiane armene, antichi luoghi di culto zoroastriani, bazar coperti coi soffitti a volta decorati e caravanserragli; tra questi, sono inclusi 6 siti parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, che appartengono a periodi storici ed a culture differenti. L’itinerario attraversa la catena montuosa degli Elborz, con caratteristiche orografiche, ambientali e paesaggistiche diverse a seconda del versante, sud o nord, e si percorrono anche numerosi canyon e valli multicolori. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate – e, nel nostro caso, trasformate in hotel a 5 stelle!, ci si arrampica su colli e impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della Setta degli Assassini, si costeggiano le valli di fiumi biblici, risaie terrazzate e foreste pluviali verdeggianti.

 

Iran: Il Kurdistan persiano - Amitaba Iran: Il Kurdistan persiano - Amitaba Iran: Il Kurdistan persiano - Amitaba
Masuleh
Alamut, Castello degli Assassini
Ardebil, mausoleo

 

Ulteriore estensione: Persia Classica e millenaria

Rientrati dalle regioni settentrionali è possibile continuare con un’ulteriore estensione, anche questa eseguibile anche come programma a se stante, che porta in tutti i siti classici della Persia, da Shiraz a Persepoli e Isfahan, da Yadz a Qom. Questa parte inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei.

 

Nota tecnica

In questa regione, considerata la più fredda dell’Iran e più piovosa della media, il clima ad aprile è ancora fresco. Le massime stagionali a Tehran indicano 23°C., a Hamadan 17°C. ed a Sanandaj 17°C. Le medie notturne vanno dai 5 ai 10°C.
Le sistemazioni sono di livelli diversi, si utilizza ovunque quanto di meglio vi è di disponibile, compatibilmente col fatto di essere fuori dai circuiti turistici; si avranno alcune notti in hotel di livello internazionale, alcuni hotel a 3-4 stelle e si pernotta due notti in locande o case private tradizionali nei villaggi curdi, per le quali si consiglia di portare un sacco a pelo, in quanto le temperature notturne possono essere ancora relativamente basse. La sistemazione tradizionale persiana consiste in materassi adagiati su tappeti persiani.
Per i trasferimenti si utilizza un pulmino privato; le strade in massima parte sono asfaltate e molto buone, solo nella regione più remota la qualità delle strade non è ottimale, ma con molti panoramici tratti di montagna. La cucina locale è abbastanza varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani.

 

Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese:

  • F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima.
  • R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30.
  • R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979.
  • Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana.
  • F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini.

 

Alcune note sulla Persia

(vedi anche Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte!)

La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico.
La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.

 

IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba IRAN: Il Kurdistan persiano - Amitaba
Bisotun, iscrizioni
Hewraman
Taq-e Bostan  

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 8 aprile, volo per Tehran  
Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Quello da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab o simile per il pernottamento.

2°g.    9/4 Tehran – Hamadan  
Si parte per Hamadan (3 ore e mezzo di buona strada – 320 km circa). Nel pomeriggio visita di questa città, l’antica Ecbatana, una delle più grandi del mondo antico, fondata dai Medi nel 712 a.C. e fortificata nel 650 a.C.; fu scelta come capitale estiva dagli Achemenidi per via del clima fresco, in quanto è posta a 1830 mt di quota. Le sue massicce mura formavano 7 cerchi concentrici, dei quali i 2 più interni pare fossero rivestiti d’oro e d’argento. Purtroppo resta poco della gloria e ricchezza dell’epoca. Si vedono il leone di pietra Shir Sanghi, attribuito ad Alessandro Magno, posto 2300 anni fa a guardia delle porte della città; la cupola di Alawian, decorata da magnifici disegni floreali e geometrici; il Ghanj Nameh, con le incisioni su pietra di Dario I e di suo figlio Serse; le tombe di Ester e Mordekhai, eroi leggendari dell’Antico Testamento, sepolti dove ora si trova una torre funeraria del XIV secolo; e il Mausoleo di Avicenna, un torre del 1954 dedicata a questo medico e filosofo del Medioevo, oggi simbolo della città. Si pernotta presso il Parsian Azadi Hotel o simile.

3°g.    10/4 Hamadan – Kangavar - Bisotun – Taq-e Bostan – Kermanshah  
Si parte per Kangavar, a 90 km di distanza da Hamadan, dove si visita il tempio di Anahita, dea persiana protettrice delle acque (corrispondente alla greca Artemide) di epoca parta o sassanide, forse di ispirazione ellenistica, che domina una vallata in posizione panoramica. Si prosegue poi per Bisotun (60 km, 1 ora di strada), Patrimonio dell’Unesco, dove si ammirano le sculture rupestri a bassorilievo del 521 a.C. raffiguranti Dario il Grande, impreziosite da iscrizioni in caratteri cuneiformi trilingue. Queste iscrizioni per importanza sono equivalenti alla Stele di Rosetta. Infatti hanno consentito la decifrazione di tre antiche lingue scomparse: alamita, accadiana babilonese e persiana antica, consentendo di comprendere meglio la storia delle civiltà persiane. Bisotun fu un luogo di importante passaggio di carovane, mercanti e soldati, lungo la Strada Reale achemenide che congiungeva la capitale Susa alla cittadina di Sardi nell’odierna Turchia. Proseguimento in direzione di Kermanshah (145 km), dove ci si reca a Taq-e Bostan, alla periferia nord della città con alle spalle le prime rosse montagne curde. Si visitano le falesie dove si trovano i famosi bassorilievi di epoca sassanide. Sono particolarmente interessanti le scene di caccia a dorso d’elefante del re Cosroe II, abbigliato con un’armatura completa, simile a quelle che vennero in uso centinaia di anni più tardi in Europa. Cena nel complesso di Taq-e Bostan, con ristorante sul laghetto artificiale, da dove si possono ammirare i bassorilievi ben illuminati anche la sera. Si pernotta presso il Parsian Azadi Hotel o simile.

4°g.    11/4 Kermanshah – Palangan  
Dopo una passeggiata mattutina nella zona centrale di Kermanshah, accanto al grazioso bazar coperto, per visitare il mausoleo dell’Hosseinieh Takieh Mo-aven ol-Molk, con i bei mosaici blu, si lascia la città e la piana, seguendo un percorso che sale lungo la catena dei monti Zagros per arrivare nella regione propriamente detta del Kurdistan che è un vero crogiuolo di razze ed etnie: curda, lur e altre. Si giunge (dopo 110 km, 2 ore) al famoso villaggio curdo di Palangan. Abbarbicato anch’esso sul pendio scosceso dei monti e congiunto alla strada da piccoli ponti su un torrente, è disseminato di casette di pietra dove i locali ancora mantengono le tradizioni e il folclore curdi, nonostante la modernità stia incombendo. Anche l’ospitalità curda fa a gara con quella straordinaria persiana e nonostante la difficoltà con la lingua curda, i cui dialetti sono diversi persino tra le valli, si potrà godere di un tè bevuto con gli uomini del villaggio, abbigliati coi tipici pantaloni ampi con l’alta fascia in vita, o scambiare un sorriso con le donne, coloratissime nei loro abiti lunghi. Pernottamento in casa privata del villaggio.

5°g.    12/4 Palangan – Hewraman  
Si prosegue con l’esplorazione di questa selvaggia e montuosa regione del Kurdistan più remoto, a ridosso del confine con l’Iraq. Dopo 4 ore e 120 km lungo una panoramica strada parzialmente asfaltata ci si inerpica verso un alto passo montano (2500 mt circa), con paesaggi mozzafiato, fino alla spettacolare valle di Hewraman (o Oraman). Si arriva al villaggio di Hewraman, dove risiedono i curdi non dediti al nomadismo e dove le case di pietra abbarbicate sul costone sono costruite l’una sull’altra, in modo simile al villaggio di Masuleh (che si visita il 15/4 se si segue l’estensione “Le regioni del nord”). Si visita il santuario di Pir Shaliar, musulmano ma di vocazione animista, con retaggi di varie religioni, quali le strisce di stoffa votive buddiste, il festival mitraico e la venerazione dell’angelo. Pernottamento in paese in casa privata.

6°g.    13/4 Hewraman – Marivan – Sanandaj  
Si prosegue l’itinerario per le remote valli del Kurdistan dell’impervia catena degli Zagros. Dopo 60 km si sosta a Marivan, adagiata sulle rive del lago Zarivar, il cui dialetto curdo era l’idioma  preferito dai poeti curdi e dove la religione è prevalentemente sunnita e non sciita. Ripresa la strada si lascia la regione più montuosa per Sanandaj, il capoluogo del Kurdistan iraniano (230 km, altre 5 ore).  Pernottamento presso il Sanandaj Hotel.

7°g.    14/4 Sanandaj – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut)
Partenza di primissima mattina per Qazvin (400 km – 6 ore di strada), una città che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Proseguimento da Qazvin per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza, dove ci si incontra con i partecipanti giunti per seguire il programma “Le regioni del nord”. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima e famosa setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, fondata nel 1090 da Hassan-I-Sabbah, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Cena e pernottamento in una piccola locanda sotto al castello.

 

Per chi rientra:

8°g.    15/4 Alamut– Teheran  
Si saluta l’accompagnatore italiano e chi prosegue per l’estensione “Le regioni del Nord”, e si riparte per Qazvin (1 ora di viaggio) dove si visita la cittadina accompagnati dalla guida iraniana: dapprima un antico caravanserraglio recentemente restaurato che offre ora un ricco bazar e una caffetteria, poi all’interno di un bel parco il palazzo reale di Bist Sotun dello scià Tahmasp che risale al 1510, bell’edificio quadrato, circondato da 20 colonne che gli danno il nome (più 20 specchiate nelle vasche intorno, come il più famoso palazzo Chelo Sotun, delle 40 colonne, di Isfahan), ampliato poi in epoca qagiara,. Infine si visita l’antico hammam, oggi sede del Museo di Antropologia. Nel pomeriggio si parte per l’aeroporto di Tehran (3 ore e mezzo di strada – 290 km) dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran.

9°g.    Domenica 16 aprile, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue con l’estensione “Le regioni del nord”:

8°g.   15/4  Alamut – Masuleh  
Dopo 320 kilometri e 5 ore di strada attraverso la verde regione del Gilan e la splendida catena dei monti Elborz, con il caratteristico boscoso entroterra del Mar Caspio, si giunge al millenario villaggio rurale di Masuleh. E’ uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo con vista sul villaggio, quando alla sera il panorama è ancora più pittoresco. Pernottamento in loco in una locanda dotata di bagni privati.

9°g.    16/4 Masuleh - Ardebil  
Partenza per Ardebil (280 km, 4 ore e mezzo). Si attraversa la regione iraniana dell’Azerbaijan orientale in direzione nord, tra le montagne che si affacciano sul Mar Caspio. Ardebil, ex capitale e patria dello sceicco Safi-od Din, mistico sufi e derviscio, e di Ismail Safavi, patriarca della dinastia safavide (poi trasferitasi coi suoi successori a Isfahan), ospita un magnifico sito Patrimonio dell’Unesco: il Mausoleo di Safi-od Din che, oltre alla torre che conserva il suo sarcofago e alle incantevoli cupole di maioliche colorate e smaltate, presenta nella Casa delle Lanterne e nella Sala delle Porcellane splendidi interni con decorazioni in oro e blu. Si visitano anche la bella moschea di Haji Fakr e, non lontano, la chiesa di Maryam, con l’originale piramide di pietra. Se si sarà fortunati si potrà assistere ad uno spettacolo di zurkhaneh, la “ginnastica spirituale” persiana. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, a ritmo di tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. Pernottamento al Darya Grand Hotel o simile.

10°g.   17/4 Ardebil - Jolfa  
Si prosegue l’attraversamento della regione dell’Azerbaijan orientale, ancora in direzione nord ovest, verso Jolfa (350 km, 6 ore), un percorso che si svolge nella  parte finale all’interno di un parco nazionale dove, oltre gli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, un monte che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Armenia, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Nei pressi della cittadina di Jolfa si visita la magnifica chiesa armena di Santo Stefano costruita nel XIV secolo, conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan (… non venne chiesto il consenso …), al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa, presso l’hotel Altinaras o simile.

11°g.    18/4 Jolfa – San Taddeo – Tabriz
Lasciata la valle del fiume Aras di mattina presto ci si dirige 150 km verso ovest per visitare il monastero di San Taddeo, conosciuto anche col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. E’ una splendida e scenografica chiesa medievale di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C. Si riparte ora in direzione sud verso Tabriz, ex capitale persiana (durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo), crocevia importante nella storia, posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran (3 ore, 220 km). Visita serale dell’immenso bazar di Tabriz, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel El Goli Pars Hotel o simile.

12°g.    19/4 Tabriz – Kandovan  
Visita di Tabriz: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca; il ricco Museo dell’Azerbaijan; l’Arg-e Tabriz, ciò che resta della antica cittadella medievale (se visitabile alla data); un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale e un padiglione qajaro restaurato e dove oggi, soprattutto nei giorni di festa, passeggiano le giovani coppie locali. Dopo pranzo si parte per il magico villaggio troglodita di Kandovan, (55 km circa, 1 ora). Passeggiata nel pomeriggio lungo gli antichissimi e ripidi sentieri del paese, coi suoi bizzarri coni di roccia erosa, detti “camini fatati”, simili ai più conosciuti della Cappadocia; si pernotta nel villaggio presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte.

13°g.    20/4 Kandovan – Takht-e Soleiman – Zanjan  
Si parte di primissima mattina per una lunga tappa verso sud e la regione del Kurdistan, che costeggeremo. Dopo 400 km (5 ore e mezzo) lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel pomeriggio proseguimento per Zanjan: altri 150 km, circa 3 ore. Pernottamento presso lo Zanjan Grand Hotel.

14°g.    21/4 Zanjan – Soltaniyyeh - Teheran  
Dopo mezzora di strada si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Si parte poi per Tehran arrivando nel pomeriggio (3 ore di strada – 290 km). Chi prosegue con l’estensione si reca in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo, dove nella notte arrivano i partecipanti che seguono solo questa parte. Chi rientra si reca in aeroporto dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran.

 

Per chi rientra:

15°g.    Sabato 22 aprile, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue con l’estensione “Persia Classica”:

NB: Per la descrizione delle tappe consultare il programma Iran : Persia Classica e millenaria

15°g.    22/4 Tehran – Shiraz

16°g.    23/4 Shiraz ed escursione a Persepoli

17°g.    24/4 Shiraz – Pasagardae – Yazd

18°g.    25/4 Yazd

19°g.    26/4 Yazd – Isfahan

20°g.    27/4 Isfahan

21°g.    28/4 Isfahan – Kashan

22°g.    29/4 Kashan – Qom e volo di rientro

23°g.    Domenica 30 aprile, arrivo a destinazione

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