Informazioni utili

Da: venerdì 29 giugno 2018A: domenica 8 luglio 2018Durata: da 10 a 17 giorni

Estensione finale a: domenica 15 luglio 2018

 

Il percorso porta nell’Iran del nord ovest, una regione sorprendente che offre un alternarsi di paesaggi magnifici intervallati da inaspettati gioielli storici e artistici, perlopiù sconosciuti al turismo, in una terra che è stata alle origini della storia dell’umanità ed anche un passaggio importante lungo la Via della Seta, dove ancor oggi convivono differenti culture, etnie e religioni. Si visitano numerosi siti storici, di cui molti Patrimoni dell’Umanità Unesco, che appartengono a vari periodi storici: remoti complessi monastici e antichissime chiese cristiane armene, solitari templi del fuoco, antichi luoghi di culto zoroastriani, immensi e labirintici bazar coperti con soffitti a volta decorati e caravanserragli, maestosi mausolei islamici di epoca mongola. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove antiche popolazioni ancora mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate, ci si arrampica su impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della famigerata Setta degli Assassini e degli Ismailiti, si costeggiano le valli di fiumi biblici, percorrendo canyon, parchi e valli multicolori.

 

alt=

Takht-e Soleiman

alt=

Fiume Aras

alt=

Jolfa, chiesa armena

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Il viaggio è perfetto per chi desidera un intenso incontro con una regione sconosciuta al turismo dove l’intrico della storia emerge nella compresenza di numerosi luoghi sacri e ancor più nella vivace cultura della gente; è quindi anche  adatto a chi ha già visitato ed apprezzato l’Iran classico centrale delle città e del deserto e vuole completare la conoscenza del Paese esplorando un territorio di notevole fascino storico e paesaggistico, con testimonianze di un ricco crogiuolo di religioni e sette che hanno lasciato impronte importanti nella storia dell’umanità.

Il tour inizia a Teheran, la capitale, dove si visitano alcuni interessanti musei e ci si immerge nella animata vita della metropoli e nella sua originale architettura più recente. Si parte da qui con un pulmino privato verso ovest arrivando a Qazvin, antica capitale safavide, e si attraversano le propaggini dei Monti Elburz, verdi vallate con case in mattoni di fango, risaie terrazzate e frutteti, per raggiungere l’isolata Valle di Alamut, dove sorgono le rovine del mitico Castello degli Assassini. Si prosegue verso nord per ammirare il Mausoleo di Oljeitu a Soltanyeh, forse il più bell’edificio mongolo esistente in queste regioni, ornato dalla più alta cupola di mattoni che si conosca, che si dice ispirò anche Brunelleschi. Dopo la sosta nella cittadina di Zanjan si riparte verso una regione montana dove sorge a duemila metri un solitario lago vulcanico, antico luogo di culto zoroastriano, Takht-e Soleyman. La tappa successiva è a Kandovan, conosciuta come la Cappadocia iraniana, dove si pernotta nelle grotte troglodite, dette camini delle fate. Tabriz ci accoglie poi con la sua storia di centro del commercio della Via della Seta e la frenesia allegra del bazar, prima di attraversare una regione di montagne di colori e forme spettacolari fino alla città di Jolfa, i cui artigiani di origine armena furono “deportati” a Isfahan nel XVII secolo per sfruttarne la maestria. Si continua quindi prima ad ovest e poi ad est di Jolfa, lungo la biblica e scenografica Valle del Fiume Aras, per visitare i tre magnifici complessi monastici cristiano-armeni di Santo Stefano, Dzor Dzor e San Taddeo, tutti situati in panoramici e remoti siti. E’ questa anche l’occasione di vivere l’esperienza del tradizionale ed immancabile picnic iraniano, immersi in bei paesaggi naturali. Si completa il tour rientrando verso Tabriz, da dove si vola direttamente verso l’Italia via Istanbul.

 

Estensione in Armenia

La naturale estensione di un viaggio nell’Iran del nord ovest è nella piccola nazione che confina con esso: l’Armenia, situata nel Caucaso meridionale, a cavallo tra Europa ed Asia, il cui territorio montuoso è, come il vicino Iran, posto per la gran parte su di un altopiano di almeno 1000 metri di altitudine. La storia qui è ugualmente intessuta di leggende e miti: Marco Polo e la Via della Seta, le montagne desertiche ed il diluvio universale, l’Arca di Noè ed il biblico monte Ararat, l’altopiano abitato da migliaia di anni da una civiltà, che, all'incrocio tra Occidente e Oriente, creò la prima nazione cristiana al mondo, e infine le misteriose cantine dove già 6000 anni fa veniva conservato il vino, che si dice siano le più antiche conosciute.

Il percorso tocca tutti i luoghi di principale interesse iniziando dal confine iraniano con la parte meridionale del Paese, ricca di monasteri e antichi villaggi tra paesaggi montani dove “nacque” il vino, e sale verso nord attraverso il passo di Selim, lungo la antica via dei carovanieri, arrivando al grande lago di Sevan. Si prosegue per le boscose regioni settentrionali, che ricordano un poco la Svizzera alpina, caratterizzate da costruzioni con architetture medievali, per poi giungere alla capitale Yerevan, che funge anche da base per le escursioni che completano il programma, una città moderna ed al tempo stesso molto legata alle tradizioni religiose e culturali, tra le quali si annovera la musica riprodotta con strumenti antichi, che si apprezzeranno ad un concerto.

Si scopre un mondo di una ricchezza storica insospettabile aggraziato da una natura bella, rigogliosa ed a tratti selvaggia, legato in modo tenace alle tradizioni: il collante fortissimo è l’unicità linguistica, etnica e religiosa degli armeni, che hanno resistito per secoli alle pressioni dei potenti imperi confinanti, (romano, persiano, bizantino, califfati arabi, turchi selgiuchidi e tartari mongoli, russi e turchi), subito deportazioni e il genocidio di un milione e mezzo di persone, facendo sempre quadrato attorno alla sentitissima istituzione della Chiesa Armena.

 

alt=

Takht-e Soleiman

alt=

Takht-e Soleiman

alt=

Monastero di San Taddeo

 

Nota tecnica

Il viaggio, si svolge nella stagione ottimale di inizio estate, quando il clima in montagna è mite e caldo in città. Le massime stagionali a Tehran indicano 33°C., a Tabriz 32°C. Le medie notturne vanno dai 18 ai 22 °C.
Si pernotta una notte ad Alamut utilizzando una locanda privata che offre l’accoglienza tradizionale persiana, per la quale si consiglia di portare con sé un sacco lenzuolo. Le restanti notti sono in hotel a 4 stelle, di buon livello, tranne a Maku dove si pernotta in un hotel a 3 stelle; si tenga comunque conto che le ‘stelle’ non sono un vero standard internazionale riconosciuto, ma danno solo un’indicazione, ed in ogni caso le sistemazioni sono sempre adeguate e ben scelte.
Per l’estensione in Armenia il clima è equivalente: la massima stagionale a Yerevan indica 33°C., la media notturna 22 °C. I pernottamenti dell’estensione sono in hotel 4 stelle, tranne la prima notte al confine irano-armeno.

 

Letture consigliate

Per chi si reca in Persia Andreana suggerisce, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, alcune letture, utili per capire il Paese:

  • F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima.
  • R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30.
  • R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979.
  • Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana.
  • F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini.

 

alt=

San Taddeo

alt=

Kandovan

alt=

Tabriz, Moschea Blu

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Venerdì 29 giugno, volo per Tehran  
Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o simile per il pernottamento.

2°g.    30/6 Tehran  
Rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà, Tehran ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar che venne incoronato qui nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Teheran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. Le visite previste in mattinata sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km. Si inizia con il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, sorprendente per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. Quindi ci si reca all’incantevole Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi preziosi reperti delle civiltà che hanno abitato la regione, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Nel primissimo pomeriggio si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione tra le più inestimabili al mondo di pietre preziose, gioielli, troni e corone, installata nel caveau della Banca Nazionale, tale da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. La seconda parte delle visite è dedicata alla Tehran moderna. Ci si dirige dapprima alla Torre Azadi, bell’esempio di audace moderna architettura persiana che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si sposta poi nella parte nord della città per visitare il ponte Tabiat o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi, passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale; è un luogo di passeggio molto in voga, offre vari bar e ristoranti.

3°g.    1/7 Tehran – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut)  
Partenza per Qazvin (150 km – 2 ore di strada), una città che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Da qui si prosegue per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui si dice il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Cena e pernottamento ad Alamut presso una locanda privata ai piedi del castello, con camere spartane e bagno privato. Si consiglia un sacco lenzuolo.

4°g.    2/7 Valle degli Assassini (Alamut) - Qazvin – Soltaniyyeh - Zanjan  
Si lasciano le aspre montagne degli Assassini seguendo la valle, con i bei campi con mandorli e alberi da frutto, per Qazvin. Si riprende l’autostrada che da Qazvin, con 130 kilometri e 1 ora e mezzo di guida costeggiando la splendida catena dei monti Elborz, porta a Soltaniyyeh, fondata dai mongoli nel XIII secolo e il cui nome significa "Città del sultano". Qui si visita Gonbad-e-Soltanieh, l’imponente e maestoso mausoleo del sovrano mongolo Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo, nonché la  terza più grande cupola in muratura dopo la Basilica di Santa Sofia a Istanbul e il Duomo di Firenze. Proseguimento per la vicina cittadina di Zanjan, famosa per l’artigianato di coltelli; pernottamento presso il Zanjan Grand Hotel.

5°g.    3/7 Zanjan – Takht-e Soleiman - Kandovan  
Si parte di primissima mattina per una lunga tappa verso nord e la regione del Kurdistan, di cui si contornano i confini, passando tra villaggi curdi dove gli abitanti indossano i tipici costumi colorati. Dopo 150 km, circa 3 ore, lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico sito sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Si prosegue poi per il magico villaggio troglodita di Kandovan: altri 400 km (6 ore circa) dove si pernotta presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte.

6°g.    4/7 Kandovan – Tabriz  
Dopo colazione si passeggia lungo i ripidi sentieri del paese, tra i bizzarri coni di roccia erosa, detti "camini fatati", simili ai più conosciuti della Cappadocia. Si lascia poi il magico villaggio troglodita di Kandovan per Tabriz (55 km circa, 1 ora circa), ex capitale persiana durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo, crocevia importante nella storia, posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran. Nel pomeriggio visita della città: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca, ed il ricco Museo dell’Azerbaijan, con pezzi preziosi e rari, come una collezione di monete e sigilli antichi. Si gironzola infine verso sera nei vicoli labirintici dell’immenso bazar di Tabriz, il bazar coperto più grande del mondo, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, un tempo centro commerciale fiorentissimo e famoso sopratutto per i tappeti. Cena in ristorante tipico. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel International o simile.

7°g.    5/7 Tabriz – Jolfa  
Dopo una breve passeggiata in un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale ed un padiglione qajaro restaurato, un luogo dove passeggiano le giovani coppie locali e vengono a correre molti abitanti della città, si prosegue l’attraversamento della regione dell’Azerbaijan, ancora in direzione nord, verso Jolfa (180 km, 4 ore circa), un percorso molto scenografico che si svolge nella parte finale all’interno di un parco nazionale dove, oltre a paesaggi bucolici ed agli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Azerbaijan, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan, senza chiedere il loro consenso, al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa presso l’hotel Altinaras o simile.

8°g.    6/7 Jolfa – Santo Stefano – San Taddeo – Maku  
Lasciata la cittadina di Jolfa di prima mattina e proseguendo lungo la scenografica valle del fiume Aras si segue il confine con l’Azerbaijan fino alla magnifica chiesa armena di Santo Stefano, costruita nel XIV secolo e conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Ci si dirige poi ancora verso ovest lungo il fiume che si apre su di un lago e poi di nuovo lungo un paesaggio collinare per visitare il remoto monastero di San Taddeo, conosciuto col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. In un luogo remoto e accanto ad un piccolo villaggio di azeri vestiti con abiti colorati, è una splendida e scenografica chiesa di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, che si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C e costruita in buona parte nel 371 d.C. Si ritiene sia una delle chiese più antiche del mondo. Lungo la strada ci si fermerà per un picnic in stile persiano, una delle tradizioni più diffuse e amate del paese. Si prosegue infine per Maku, situata a 30 km di distanza, in un profondo canyon di montagna, dove si pernotta al semplice Hotel Maku ITTC o simile.

 

Per chi rientra:

9°g.    7/7 Maku – Cappella di Dzorzor – Tabriz  
Si parte in mattinata per la visita alla vicina Cappella di Dzorzor (40 km e un’ora e mezzo circa), terzo e magico complesso monastico parte del Patrimonio Unesco, costruito nel XIV secolo prima di essere distrutto nel XVII secolo, quando gli armeni furono deportati dai Safavidi a Isfahan. E’ situato in posizione panoramica e isolata sopra un lago, dopo essere stato spostato di 600 mt in seguito alla costruzione di una diga. Si salutano i compagni di viaggio che proseguono verso l’Armenia e si riparte da Maku in direzione sud est verso l’aeroporto di Tabriz (4 ore circa di strada), per imbarcarsi su un volo di rientro per l’Italia durante la notte.

10°g.    Domenica 8 luglio, volo di rientro da Tabriz  
Arrivo a destinazione in mattinata.

 

Per chi prosegue con l’estensione in Armenia:

9°g.    7/7 Maku – Cappella di Dzorzor – Confine armeno di Norduz – Agarak  
Si parte in mattinata per la visita alla vicina Cappella di Dzorzor (40 km e un’ora e mezzo circa), terzo e magico complesso monastico parte del Patrimonio Unesco, costruito nel XIV secolo prima di essere distrutto nel XVII secolo, quando gli armeni furono deportati dai Safavidi a Isfahan. E’ situato in posizione panoramica e isolata sopra un lago, dopo essere stato spostato di 600 mt in seguito alla costruzione di una diga. Salutati i compagni di viaggio che rientrano si riparte nuovamente verso Jolfa, ma seguendo una strada differente, per circa tre ore in direzione est (200 km). Da Jolfa verso il confine con l’Armenia la strada costeggia sempre il fiume Aras, lungo una valle di grande bellezza, che fu per secoli una via di transito per eserciti e commercianti ma anche per fedeli. Oggi il fiume segna il confine prima con l’Azerbaijan e poi con l’Armenia, in un panorama crescente di rocce e montagne bianche e rosse fino al Monte del Serpente, l’Ilan Dag, in territorio azero, dove alcune leggende narrano che si fosse arenata l’Arca di Noè andando verso l’Ararat e si snoda poi lungo un Parco Nazionale con bellissimi paesaggi e colori vivaci. Al confine armeno a Norduz disbrigo delle formalità doganali, cambio di mezzo e di autista. Nella cittadina di Agarak, proprio accanto, prima sosta armena dopo il confine, si pernotta al hotel ML.

10°g.    8/7 Agarak – Tatev – Khndzoresk – Goris  
In queste regioni sud orientali dell’Armenia si visitano tre interessantissimi siti. Si inizia la giornata partendo per Halidzor (dove verso fine mattina si incontrano le persone che provengono da Yerevan) per salire sulla funivia che porta al monastero di Tatev, che attraversa la gola di Vorothan ed in pochi minuti conduce allo splendido monastero, il più grande centro culturale e spirituale del medioevo, arroccato in uno stupendo scenario. E’ un sito Unesco, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si pranza in un ristorante locale e si proseguono le visite con il villaggio troglodita rupestre di Khndzoresk, affacciato a 1500 metri su un canyon dalle pittoresche formazioni rocciose e con le abitazioni stesse scavate nella roccia. Situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh e insediato già dai tempi preistorici, venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. All’arrivo a Goris cena e pernottamento presso l’hotel Mirhav; oggi si percorrono circa 250 km.

11°g.    9/7 Goris – Karahunge – Selim – Noraduz – Sevan  
Nei pressi di Goris ci si reca a Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al 6° millennio a.C. e che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e si estende su 7 ettari, è composto da 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 – 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia. Si prosegue verso nord arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats (64 km da Noratus), che era uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Proseguimento verso il  cimitero medioevale di Nortus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Di seguito visita al Lago Sevan che copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; se ne segue la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago e arrivando all’hotel Avan Marak Tspatagh, posto in posizione panoramica sul lago.

12°g.    10/7 Lago Sevan – Dilijan – Goshavank – Haghpat – Sanahin – Dzoraget  
Partenza per Dilijan, che da qui dista 60 km, uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata. Ci si reca ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), situati vicino al confine settentrionale armeno con l’Azerbaigian, ritenuti tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Si prosegue quindi per Dzoraget, dove si cena e pernottamento presso l’hotel Avan Dzoraget.

13°g.    11/7 Dzoraget – Fortezza di Amberd – Saghmossavank – Yerevan  
Partenza per Amberd (55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni, alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Dopo la visita si prosegue verso est per circa 30 km sostando al Parco delle Lettere per arrivare al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo ed il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Il biblico monte Ararat, da cui secondo le leggende scese Noè dopo il diluvio universale piantando una vite come atto di speranza e rinascita, simbolo della rinnovata alleanza tra Uomo e Dio è, nonostante oggi esso si trovi in territorio turco, il cuore spirituale dell'Armenia e significa "luogo di Dio" in lingua armena. Partenza per la capitale Yerevan. Cena e pernottamento in albergo a Yerevan, dove per tutte le notti si utilizzerà l’hotel Tufenkian, un comodo 4*.

14°g.    12/7 Yerevan – Khor Virap – Noravank – Yerevan  
Dopo la colazione visita al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Da qui si procede verso est (20 km) per il monastero di Noravank, un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, circondato da un paesaggio stupendo. Pranzo in una località rupestre vicino al monastero. Si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale. Rientro a Yerevan. Si cena in un ristorante tipico.

15°g.    13/7 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots  
La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravvissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne. Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la Santa Sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena, e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’Unesco. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza durante l’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e il Tsitsernakaberd – memoriale e museo delle vittime del Genocidio. Cena in un ristorante tipico.

16°g.    14/7 Yerevan ed escursione a Garni e Geghard  
Visita del museo di Matenadaran che custodisce antichi manoscritti e documenti storici provenienti da tutta Europa e dall’Asia raccolti nel corso dei secoli, inclusa la prima copia della Bibbia e dei Vangeli in armeno, che affascinano con le belle miniature. Ci si reca quindi a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella ed il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si partecipa poi ad un bel concerto di "Duduk" – strumento musicale tradizionale armeno. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una tipica stufa posta sotto terra chiamata "tonir". A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di Unesco. Rientro nella capitale e cena di arrivederci in ristorante tipico.

17°g.    Domenica 15 luglio, volo di rientro in Italia  
Il volo della Austrian parte alle 4.25 con arrivo alle 6.25 a Vienna; da qui gli orari dei collegamenti sono 17.45 – 19.05 per Bologna, 12.50 – 14.20 per Firenze, 7.10 – 8.35 per Milano Malpensa, 12.45 – 14.20 per Roma e 9.10 – 10.20 per Venezia.

Chiudi ×