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Da: domenica 7 agosto 2005A: domenica 28 agosto 2005Durata:

MONGOLIA 2005: Immensità di uno spazio senza confini

Khubsgul

Il viaggio inizia raggiungendo in volo Ulaanbaatar, la capitale, dove è concentrato un terzo della popolazione del paese, che offre confortevoli luoghi dove mangiare e alloggiare, è sede di interessanti monasteri, musei, gallerie d’arte ed è il luogo migliore dove assistere a rappresentazioni di danze e musiche tradizionali. Lasciata Ulaanbaatar si raggiungono inizialmente le regioni del nord ovest dove si stendono le vaste foreste tipiche della taiga, dimora di gazzelle e antilopi, ornate da laghi cristallini, per poi scendere gradualmente verso sud attraverso le ondulate steppe, attraverso l’ambiente sconfinato dei nomadi, per raggiungere il deserto del Gobi, dove la dune di sabbia raggiungono anche i 300 metri di altezza. Si torna infine alle steppe della fascia centrale rientrando a Ulaanbataar.

Il viaggio è stato preparato con la stretta collaborazione di persone del luogo ed offre l’opportunità di avere molti contatti con la popolazione nomade, e in alcune regioni si condivideranno anche i loro campi. Si toccano i punti d’interesse culturale e storico principali e ci s’immerge nell’esaltante ambiente naturale, ricco di energia, seguendo un percorso che porta a conoscerne i vari aspetti.

 

La Mongolia è una terra che regala la sensazione di essere ai confini del mondo: già nei pressi di Ulaanbaatar, la capitale, si ha l’impressione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e in alcune aree sembra di poter percepire la curvatura terrestre. E’ un luogo dove il senso dello spazio è un fatto anche oggettivo: la Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.

 

 

Modalità di un viaggio in Mongolia

Per l’intero viaggio vengono utilizzati due pulmini a quattro ruote motrici da 6 posti di produzione coreana o giapponese (non russi), dotati anche di aria condizionata. Si seguono le piste formate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati (in tutto solo circa 300 km su un percorso complessivo di oltre 3000 km) sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 60 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta.

Si trasportano le tende ed una ridotta attrezzatura da cucina per poter avere piena autonomia, ma per la maggior parte delle notti (si fanno in tutto 16 campi consecutivi) si utilizzano le gher, le tipiche tende mongole, che si trovano predisposte in campi fissi dove nelle tende vengono forniti letti con lenzuola e vengono dati anche asciugamani puliti. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda solitamente disponibile, viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa, ed è anche possibile avere cibi vegetariani. In alcune aree si viene ospitati dai nomadi e si utilizzano le loro gher; occasione ottima per un sincero contatto con la gente del luogo. I campi autonomi automi previsti sono due, dove si utilizzano tende e attrezzature fornite dall’organizzazione.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per le persone che amano viaggiare, disposte ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in agosto è mediamente piuttosto secco, con probabilità di piogge più elevata nelle regioni settentrionali che si visitano all’inizio del viaggio. Le quote tra cui ci si muove vanno dai circa 1700 metri del deserto del Gobi a punti massimi di circa 2700 metri. Le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 8 gradi.

E’ necessario portare un sacco a pelo; si consiglia un gradiente termico di zero gradi, per stare comodi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Domenica 7 agosto, partenza per Ulanbaatar

 

2°g.  8/8 Ulaanbaatar 

All’arrivo si viene accolti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce  in hotel. Il primo approccio con il paese sarà la visita del museo di storia naturale e del palazzo di Choijm Lam, che contiene interessanti oggetti di culto religioso. Si faranno anche gli ultimi acquisti prima di lasciare la “civiltà”.

 

3°g.  9/8 Ulaanbaatar – Amarbayasgalant  

Si parte in direzione nord ovest dirigendosi verso il monastero di Amarbayasgalant, il più conosciuto della Mongolia, eretto nel 1726 per ordine dell’imperatore Enkh-Amgalan Khan della dinastia cinese Manchu per consacrare la memoria di un lama buddista mongolo, Undur Geghen Zanazabar. Attualmente è abitato da qualche decina di monaci. Si coprono circa 360 km; pernottamento in un campo attrezzato.

 

4°g. - 5°g. (10/8 - 11/8) Amarbayasgalant - Lago Khuvsgul 

Si prosegue verso nord ovest, tra le montagne della catena del Khangai, nel territorio della provincia di Bulgan, ricco di foreste. Si coprono in tutto circa 590 km in due giorni; in questo tratto solitamente si pernotta con campi autonomi, di cui il primo viene posto nei pressi del villaggio di Bulgan.

 

6°g. - 7°g. (12/8 –13/8) Parco nazionale di Khuvsgul 

Si trascorrono due giorni nel parco nazionale, costituito nel 1992, pernottando per due notti in campi attrezzati. Il parco copre una superficie superiore a 8000 Kmq che comprende il lago Khuvsgul (Hovsgol), il più profondo dell’Asia centrale, il bacino del fiume di Uur e la zona montana di Zuun Sayan. Acque, paludi, foreste, taiga, piante ed animali rendono quest’area la più interessante della Mongolia da un punto di vista naturalistico. Si avrà la possibilità di camminare sulle alture, di incontrare le famiglie nomadi locali e di cavalcare i tipici cavalli mongoli.  Nel parco risiedono membri dei gruppi etnici Khalkh, Buriat e Darkhat e, nella zona del parco costituita dalla taiga, i Tsaatan, conosciuti come gli Uomini-Renna.

 

8°g.  14/8 Lago Khuvsgul – Shine Ider 

Inizia il viaggio in direzione sud, fino al fiume Ider. Si percorrono circa 235 km, di cui alcuni tratti piuttosto sconnessi, e si pernotta in campo autonomo od ospiti dei nomadi.

 

9°g. – 10°g. (15/8 – 16/08) Shine Ider – Terkhiin Tsagaan Nuur 

Si entra nell’area del parco nazionale del Terkhiin Tsagaan Nuur, nella provincia di Arkhangai, percorrendo circa 130 km. E’ una regione di vulcani spenti tra i quali il Khorgo, ricoperto di basalto, situato ad est del lago Terkhiin Tsagaan, del quale si può raggiungere la sommità, che dista solo 5 km dal campo, ed è raggiungibile anche con i mezzi meccanici, a piedi o a cavallo. Si visita il parco, dove nella zona sud si trova il “basalto ger”, formato da lava solidificata; si potrà andare a cavallo incontrando le famiglie nomadi locali. Pernottamenti in campo attrezzato.

 

11°g.  17/08 Terkhiin Tsagaan Nuur - Tsetserleg 

Si prosegue sempre in direzione sud verso il paese di Tsetserleg, dove si visita il museo di storia locale. Nei pressi di Tsetserleg ci si sistema in un campo attrezzato situato nei pressi di una sorgente di acqua calda; si percorrono circa 185 km.

 

12°g.  18/8 Tsetserleg – Karakorum 

Nell’area dell’antica capitale dell’impero di Gengis Khan, Karakorum, si visita il grande monastero buddista di Ertene-Zuu, costruito alla fine del XVI° secolo, circondato da un centinaio di stupa. Si percorrono circa 130 km in direzione est e si pernotta in un campo attrezzato.

 

13°g.  19/8 Karakorum – Khujirt - Mustiin Gol 

Si prosegue in direzione sud verso il paese di Khujirt e quindi verso l’area di Mustiin Gol, un percorso di circa 70 km, dove si avrà l’opportunità di condividere la vita dei nomadi, pernottando come ospiti in un loro campo.

 

14°g.  20/8 Mustiin Gol – Arvaikheer - Onghi 

Inizia l’avvicinamento verso il deserto dei Gobi passando per il paese di Arvaikheer, capoluogo della provincia di Ovorkhangai. Pernottamento in campo attrezzato nei pressi del monastero di Onghi; tappa di circa 240 km.

 

15°g.  21/8 Onghi – Bayan Zag 

Il viaggio prosegue sempre in direzione sud, verso l’antica valle di Bayan Zag, ricca di saxual, le tipiche piante del deserto del Gobi. Quest’area è divenuta famosa per gli importanti ritrovamenti dei fossili di animali preistorici. Pernottamento in campo attrezzato; tappa di circa 150 km.

 

16°g.  22/8 Bayan Zag - Khongoriin els 

Attraverso un territorio misto di deserto e steppa si raggiungono  le grandi dune di sabbia del deserto del Gobi nell’aera di Khongoriin. Le dune raggiungono i 300 metri di altezza e si perdono fino all’orizzonte. Pernottamento in campo attrezzato; si percorrono circa 160 km.

 

17°g.  23/8 Parco Nazionale di Khongoriin Els - Yoliin Am 

Spingendosi nel territorio più meridionale della provincia dei Gobi, l’Omnogovi Aimag, si entra nel parco nazionale, che è situato nelle vicinanze del paese di Dalanzadgad Qui si ammirano gli splendori naturali dell’area protetta di Yoliin Am, conosciuta come “La valle delle aquile”, dove in una stretta gola con le pareti alte 200 metri il cielo si riduce ad una piccola linea blu, e si valica il monte di Zuunsaihan Uul. Si incontrano le famiglie nomadi che allevano i cammelli bactriani e sarà possibile scorgere le capre selvatiche e le aquile. Pernottamento in campo attrezzato; si coprono circa 190 km.

 

18°g.  24/8 Yoliin am - Baga Gazariin Chuluu 

Inizia il percorso di rientro verso nord, con una lunga tappa di circa 400 km attraverso la steppa desertica; pernottamento in campo attrezzato.

 

19°g.  25/8 Baga Gazariin chuluu – Ulaanbaatar 

Proseguendo sempre verso nord, dopo circa 250 km di strada si rientra nella capitale mongola dove, dopo essersi sistemati in hotel, si potrà assistere ad un concerto e spettacolo di musica tradizionale.

 

20°g.  26/8 Ulaanbaatar 

Dopo la visita del monastero buddista di Gandan, un antico e attivo centro di studio dove al mattino si svolgono le cerimonie di preghiera, si avrà il resto della giornata a disposizione, per completare le visite o per gli acquisti. Pernottamento in hotel.

 

21°g.  Sabato 26 agosto, volo di rientro

 

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