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Da: lunedì 6 agosto 2007A: giovedì 23 agosto 2007Durata:

MONGOLIA 2007: Dalle praterie al deserto del Gobi

Amarbayasgalant

La Mongolia è una terra che regala la sensazione di essere ai confini del mondo: già nei pressi di Ulaanbaatar, la capitale, si ha l’impressione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, un luogo dove il senso di ampiezza senza confini è un fatto anche oggettivo: la Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano.

L’itinerario è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo. Si toccano i punti principali d’interesse culturale e storico e ci s’immerge nell’esaltante ambiente naturale ricco di energia, seguendo un percorso che porta a conoscerne i vari aspetti.

 

Il viaggio inizia raggiungendo in volo Ulaanbaatar, la capitale, dove è concentrato un terzo della popolazione del paese. Si parte quindi per Amarbayasgalant e si prosegue quindi per le regioni del nord ovest dove si stendono le vaste foreste tipiche della taiga, dimora di gazzelle e antilopi, ornate da laghi cristallini, per poi scendere gradualmente verso sud attraverso le ondulate steppe, attraverso l’ambiente sconfinato dei nomadi, per raggiungere il deserto del Gobi. Si torna infine alle steppe della fascia centrale rientrando a Ulaanbaatar, che offre confortevoli luoghi dove mangiare e alloggiare, è sede di interessanti monasteri, musei, gallerie d’arte e offre l’opportunità di assistere a rappresentazioni di danze e musiche tradizionali.

 

 

Modalità di un viaggio in Mongolia

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta.

Per la maggior parte delle notti si utilizzano le gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. Si prevede di passare una notte ospitati dai nomadi utilizzando le loro gher; occasione ottima per un sincero contatto con la gente del luogo.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in luglio è mediamente piuttosto secco, con probabilità di piogge più elevata nelle regioni settentrionali che si visitano all’inizio del viaggio. Le quote in cui ci si muove vanno dai circa 1700 metri del deserto del Gobi a punti massimi di circa 2700. Le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 8 gradi.

E’ necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Lunedì 6 agosto volo per Ulaanbaatar 

 

2°g.  7/8 Ulaanbaatar  

Arrivo, trasferimento in albergo e riposo. Nel pomeriggio visita della città.

 

3°g.  8/8 Ulaanbaatar - Amarbayasgalant  

Si parte in direzione nord ovest dirigendosi verso il monastero di Amarbayasgalant, il più conosciuto della Mongolia, eretto nel 1726 per ordine dell’imperatore Enkh-Amgalan Khan della dinastia cinese Manchu per consacrare la memoria di un lama buddista mongolo, Undur Geghen Zanazabar. Attualmente è abitato da qualche decina di monaci. Si coprono circa 360 km, inclusa la deviazione sullo sterrato che porta a questo isolato luogo; pernottamento in un campo attrezzato.

 

4°g.  9/8 Amarbayasgalant – Area di Bulgan  

Tornati sulla strada principale si prosegue verso nord ovest tra le alture della catena del Khangai e si transita da Edernet, un centro minerario per il rame che con circa 20.000 abitanti è il secondo per dimensioni della Mongolia. Si raggiunge quindi il paese di Bulgan e si prosegue fino ad un campo attrezzato. Il percorso è di circa 280 chilometri.

 

5°g.  10/8 Bulgan – Terkhiin Tsagaan Nuur  

Si entra nell’area del parco nazionale del Terkhiin Tsagaan Nuur, nella provincia di Arkhangai. E’ una regione di vulcani spenti tra i quali il Khorgo, ricoperto di basalto, situato ad est del lago Terkhiin Tsagaan, del quale si può raggiungere la sommità, che dista solo 5 km dal campo ed è raggiungibile anche con mezzi meccanici, a piedi o a cavallo. Si visita il parco, dove nella zona sud si trova il “basalto ger”, formato da lava solidificata; si potrà andare a cavallo incontrando le famiglie nomadi locali. Pernottamenti in campo attrezzato. Il percorso è di circa 300 chilometri.

 

6°g.  11/8 Terkhiin Tsagaan Nuur - Tsetserleg  

Si prosegue in direzione sud verso il paese di Tsetserleg, dove si visita il museo di storia locale. Nei dintorni di Tsetserleg, in una regione ondulata e ricca di pasture, ci si sistema in un campo attrezzato situato nei pressi di una sorgente di acqua calda; si percorrono circa 190 km.

 

7°g.  12/8 Tsetserleg – Karakorum  

Nell’area dell’antica capitale dell’impero di Gengis Khan, Karakorum, si visita il monastero buddista di Ertene-Zuu, costruito alla fine del XVI secolo, circondato da un centinaio di stupa, uno dei siti più affascinanti della Mongolia. Si percorrono circa 130 km in direzione est e si pernotta in un campo attrezzato.

 

8°g.  13/8 Karakorum – Khujirt - Mustiin Gol  

Si prosegue in direzione sud verso il paese di Khujirt e quindi verso l’area di Mustiin Gol, un percorso di circa 70 km, dove si avrà l’opportunità di condividere la vita dei nomadi, pernottando come ospiti in un loro campo, e si potrà sperimentare una passeggiata a cavallo utilizzando le selle mongole.

 

9°g.  14/8 Mustiin Gol – Arvaikheer - Onghi  

Inizia l’avvicinamento verso il deserto del Gobi passando per il paese di Arvaikheer, capoluogo della provincia di Ovorkhangai. Pernottamento in campo attrezzato nei pressi del monastero di Onghi; tappa di circa 240 km.

 

10°g.  15/8 Onghi – Bayan Zag  

Il viaggio prosegue sempre in direzione sud, verso la valle di Bayan Zag, ricca di saxual, le tipiche piante del deserto del Gobi. Quest’area è divenuta famosa per gli importanti ritrovamenti dei fossili di animali preistorici, in un contesto naturale caratterizzato da terreni argillosi intagliati da piccoli canyon. Pernottamento in campo attrezzato; tappa di circa 150 km.

 

11°g.  16/8 Bayan Zag - Khongoriin els  

Attraverso un territorio misto di deserto e steppa si raggiungono le grandi dune di sabbia del deserto del Gobi nell’aera di Khongoriin, che arrivano anche a 200 metri d’altezza. Pernottamento in campo attrezzato; si percorrono circa 160 km.

 

12°g.  17/8 Parco Nazionale di Khongoriin els  

Giornata dedicata all’esplorazione del parco.

 

13°g.  18/8 Khongoriin Els – Parco nazionale di Yoliin Am  

Spingendosi nel territorio più meridionale della provincia dei Gobi, l’Omnogovi Aimag, si entra nel parco nazionale, che è situato nelle vicinanze del paese di Dalanzadgad Qui si ammirano gli splendori naturali dell’area protetta di Yoliin Am, conosciuta come “La valle delle aquile”, dove in una stretta gola con le pareti alte 200 metri il cielo si riduce ad una piccola linea blu, e si valica il monte di Zuunsaihan Uul. Si incontrano le famiglie nomadi che allevano i cammelli bactriani e sarà possibile scorgere le capre selvatiche e le aquile. Pernottamento in campo attrezzato; si coprono circa 190 km.

 

14°g.  19/8 Yoliin am - Baga Gazariin Chuluu  

Inizia il percorso di rientro verso nord, con una lunga tappa di circa 400 km attraverso la steppa desertica; pernottamento in campo attrezzato.

 

15°g.  20/8 Baga Gazariin Chuluu – Parco nazionale di Terelj  

Si prosegue verso nord per altri 330 km fino al parco di Terelj; esplorazione del parco e sistemazione in campo attrezzato.

 

16°g.  21/8 Terelj - Ulaanbaatar  

Arrivo ad Ulaan Bataar in hotel verso l’ora di pranzo; pomeriggio libero.

 

17°g.  22/8 Ulaanbaatar  

Dopo la visita del monastero buddista di Gandan, un antico e attivo centro di studio dove al mattino si svolgono le cerimonie di preghiera, del museo di storia naturale e del palazzo di Choijm Lam, che contiene interessanti oggetti di culto religioso, si avrà il resto della giornata a disposizione per completare le visite o per gli acquisti. In serata si potrà assistere ad un concerto e spettacolo tradizionale.

 

18°g.  Giovedì 23 agosto, volo di rientro

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