Informazioni utili

Da: venerdì 5 giugno 2009A: sabato 20 giugno 2009Durata:

MONGOLIA 2009: Gobi, vasto deserto

Gobi

Gobi è un deserto fatto di paesaggi  mozzafiato, antichi monasteri nascosti nelle lunghe catene di rocce granitiche, animato da antiche leggende di fonti miracolose e di alberi duri come la roccia il cui legno non galleggia. Il viaggio tocca un ampio insieme di siti storici e naturali.

Si segue un percorso che da Ulaan Baatar porta al passato glorioso dell’antica capitale Kharkhorin ed ai monasteri di Erdenee Zuu e di Tuvkhun, una perla incastonata tra le montagne; in questa regione si avrà anche l’opportunità di venire ospitati presso l’antico sito monastico di Shank. Si prosegue poi verso le rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo fiume che ne vide la grandezza e l’oblio, passando dalle cascate di Khujirt, poi si continua sempre più a sud giungendo nel deserto del Gobi alle sterminate “dune che suonano”, le Khongoryn Els. Si rientra poi verso nord seguendo un percorso più orientale, che consente di visitare il parco di Ikh Gazryn Chuluu ed il lago di Sangiin Dalai. Al ritorno alla capitale, dopo il tour, si potranno incontrare i monaci del centro buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche ed avere un contatto con le attività di sostegno svolte dall’organizzazione Asral ONG (si veda in proposito la sezione “Mongolia” del sito di Amitaba).

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, con medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti entro i 100 chilometri, tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa 300.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 10 e i 20 gradi con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Chi preferisce portare il proprio sacco a pelo dovrebbe averlo con un gradiente minimo termico di zero gradi; nelle Gher vengono comunque fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Il vasto Gobi

 

Il Gobi è un’area desertica dell'Asia centrale situata in gran parte in Mongolia, di cui occupa un terzo del territorio, un altopiano che misura circa 1610 km da est a ovest e circa 970 km da nord a sud. L'altitudine varia dai 914 m della zona orientale ai 1514 m della parte occidentale; è caratterizzato da piane ondulate e ghiaiose inframmezzate da bassi rilievi e da colli isolati. Se si esclude la parte sudorientale, completamente arida, la regione presenta una stentata vegetazione erbacea e arbustiva, sufficiente a nutrire le greggi dei pastori nomadi che vivono nella zona; pozzi occasionali e laghi poco profondi rappresentano le sole riserve idriche. Le zone marginali a nord e a nord-ovest sono fertili, mentre all'estremità sudorientale dell'area desertica prevalgono steppe o praterie. I primi europei che attraversarono il deserto di Gobi furono i membri di una spedizione guidata da Marco Polo nel 1275. In epoca moderna numerose spedizioni si avventurarono nel Gobi, l'American Museum of Natural History di New York promosse negli anni 1921-1930 una serie di spedizioni guidate dal naturalista americano Roy Chapman Andrews che portarono alla scoperta  di un bacino incredibilmente ricco di uova fossili di dinosauro.

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Venerdì 5 giugno, partenza in volo per la Mongolia

 

2°g.  6/6 Arrivo a Ulaanbaatar   

Arrivo, trasferimento e sistemazione in albergo. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.

 

3°g.  7/6 Ulaanbaatar - Parco Nazionale di Khustai  

Dopo la visita dell’ultima residenza del Bogdo Khan, il signore teocratico della Mongolia, partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, ad ovest della capitale, dove si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici. E’ prevista un’escursione nel parco, pernottamento in campo Gher.

 

4°g.  8/6 Parco Nazionale di Khustai - Kharkhorin (Karakorum) Khujirt 

Al mattino presto si parte in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin, ai templi ed al monastero adiacente. Grande novità di questo itinerario è l'ospitalità che offrirà al nostro gruppo il monastero di Shank, a circa 30 km da Kharkhorin; si visita questo piccolo e antico monastero trascorrendo con i monaci parte della giornata, pernottando nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione è un po’ spartana, in camerate, ma si avrà così la possibilità di dare un aiuto a questa piccola comunità monastica.

 

5°g.  9/6 Khujirt   

Dopo la colazione si parte per Khujirt, dove si effettua un’escursione al monastero di Tuvkhun e alle cascate di Khujirt, situate in una zona di grande rilevanza storica; sono state create dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche si trovano in una zona incantevole e disabitata. Segue la visita al monastero di Tuvkhun, recentemente ristrutturato si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Questo monastero era molto amato dal Bogdo Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una salita a piedi di circa un ora in mezzo alla foresta. Ritorno al campo di Khujirt.

 

6°g.  10/6 Khujirt – Monastero di Onghiin   

Inizia il percorso verso sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto asiatico. La tappa di oggi porta fino al monastero di Onghiin, recentemente restaurato. Sistemazione in un campo Gher poco distante dal monastero.

 

7°g.  11/6 Monastero di Onghiin – Bayanzag 

Proseguendo per il deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. Spostamento per  visitare i graffiti  rupestri di Khavtsgait. Pernottamento al campo Gher di Bayanzag.

 

8°g.  12/6 Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els  

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo Gher.

 

9°g.  13/6 Khongoryn Els - Dalanzadgad  

Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si visita Yolyn Am, la “Valle delle aquile”, la cui freschezza contrasta con il deserto e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi e l’aquila. Si arriva poi a Dalanzadgad, capoluogo della regione di Omnogov, dove si visita il mercato locale prima di andare al campo Gher.

 

10°g.  14/6 Dalanzadgad - Tsagaan Suvraga 

Il paesaggio di questo tratto è caratterizzato da una profonda fenditura nel terreno da est verso ovest, con steppa sul fondo della vallata. Qui si ritrovano molti fossili di origine marina, poichè questa zona era sommersa dal mare. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte anche 30 m, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona ci sono anche numerosi dipinti rupestri, petroglifici, antiche iscrizioni. Pranzo al sacco lungo il percorso. Sistemazione in campo Gher.

 

11°g.  15/6 Tsagaan Suvraga - Parco Nazionale di Ikh Gazryn Chuluu  

Partenza verso nord in direzione della capitale; la meta di oggi è Ikh Gazryn Chuluu, uno dei parchi naturali più belli della Mongolia. Pernottamento in campo Gher.

 

12°g.  16/6 Ikh Gazryn Chuluu  

Visita di Ikh Gazryn Chuluu, dove le rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug, dove si sosta per un picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Si rientra quindi al campo Gher.

 

13°g.  17/6 Erlug Uul - Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu   

Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Si prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago ci sono le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo Gher situato nei pressi.

 

14°g.  18/6 Baga Gazryn Chuluu – Ulaanbaatar  

Proseguimento del viaggio per Ulaan Baatar, arrivo e sistemazione in albergo. Ad Ulaan Baatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Ci si reca per la cena all’Hotel Mongolia di Gachuurt, dove è stata costruita una riproduzione in miniatura dell’antica capitale Kharkorin; si rientra quindi a Ulaan Baatar.

 

15°g.  19/6 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si prevede anche un incontro con i monaci del centro buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche e con le attività di sostegno svolte da Asral ONG, un’organizzazione che si occupa di aiuti umanitari in Mongolia. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

16°g.  Sabato 20 giugno, volo di rientro  

Chiudi ×